sabato 16 agosto 2014

Phoebe in Wonderland

                                                                   




Cosa può offrire un torrido ed immobile pomeriggio d 'Agosto?
In teoria nulla, giocherellando col telecomando mi ritrovo letteralmente affascinata da un capolavoro, un film che non è mai arrivato nelle sale italiane e non riesco a capirne il motivo.
Rai movie trasmette questo gioiellino in un pomeriggio qualsiasi ed in un orario impropabile ed io resto stregata dalla recitazione perfetta degli interpreti e dal soggetto affascinante.
Protagonista assoluta è Phobe, bambina "diversa" perchè parla a sproposito e senza alcun freno inibitore, mai completamente a suo agio in nessun posto, indugia nell'autolesionismo e cerca un luogo, un mondo, che possa offrirle quello che disperatmente cerca.
La madre si colpevolizza di pensare quanto sia pesante gestire Phobe: lei non si adegua, sputa ai compagni e parla, parla senza frenarsi mai, finendo continuamente punita dal preside.
Una rappresentazione teatrale di Alice nel Paese delle meraviglie la vedrà incontrare una maestra di recitazione fuori dgli schemi che vede in lei quello che sfugge a tutti gli altri, persino allo psichiatra che cerca di entrare nel suo mondo senza però riuscirvi.
Non è un film come gli altri: qui si parla della Sindrome di Tourette e di come una famiglia ed una bambina si ritrovano a combattere con pregiudizi e chiusure mentali mantenendo però una leggerezza che passa dalla Regina di Cuori, interpretata da un bambino vittima di ogni sberleffo, arrivando al Bianconiglio.
In tutto ciò Elle Fanning ( Phoebe) riesce ad essere emotivamente lacerante, tra gli scatti incontrollabili (epiteti gratuiti lanciati improvvisamente), la lotta che sente dentro di se  (il confronto col Preside in tal senso spezza a metà il cuore per intensità drammaturgica), il dispiacere per la situazione che crea e la voglia di evadere con la fantasia.
Altresì sono strepitosi i suoi duetti con l’insegnante anticonformista presentata da Patricia Clarkson, una vera e propria gara a chi recita meglio.
La drammaticità lascia spesso il posto a respiri di intensità recitativa giocati solo con gli sguardi di Phobe nel suo Mondo delle meraviglie. Come spesso succede anche nella vita, sarà la madre a scoprire il dramma di Phobe e non il medico che resta ancorato a stereotipi.
L’ultimo tocco di classe è poi offerto da un finale che non vuole in nessun modo mettere tutto (banalmente) a posto, basta la consapevolezza delle cose (la naturalezza con la quale Phoebe illustra ai compagni di classe il suo problema è inattacabile) ed il resto è semplice vita da prendere nella sua essenza.
Dunque si tratta di un piccolo e delizioso film che affronta un drammatico problema di salute con tante connotazioni diverse (il disagio in famiglia, la difficoltà di comprendere le cose, lo scarso dialogo con chi dovrebbe capire prima degli altri), non sempre nuove, ma il tocco e la delicatezza, oltre che l’inevitabile irruenza dettata dal caso, sono di stampo più che raro.
Speciale. 

venerdì 1 agosto 2014

Nuova recensione

Per mia colpa, un romanzo di Antonella Mattei

antonella
Antonella è una scrittrice che matura la sua penna pochi anni fa soprattutto scrivendo racconti per il sito ZeugmaPad e proprio tramite questa piattaforma pubblica il breve romanzo, molto intenso per la trama e per gli argomenti trattati, “Per mia colpa”.

Il racconto si apre con Agnese, una delle protagoniste della storia, seduta ai banchi di scuola, intenta a disegnare un cartoncino per la festa del papà. Un papà che lei non ha mai conosciuto e una madre dai facili costumi. Un’infanzia vissuta con una donna, sua madre, violenta e alcoolizzata, in un paesino di provincia dove la gente non la vede di buon occhio, per il suo atteggiamento provocatorio e al di là del comune e quieto vivere. Un’adolescenza maturata tra gli stenti, con gli uomini che vanno e vengono; una madre che la costringe ai lavori di casa e a mansioni che non le spetterebbero.  Poi c’è Lea, una donna che ha vissuto nei campi di concentramento, che si trova di fronte a una scelta: vivere da “kapò” odiata dalle altre donne dei campi di sterminio, o vivere in mezzo a loro negli stenti. Lea, ormai anziana, si rivede in Agnese e rivive le violenze subite da un marito despota. Le ferite, che pensava ormai ben cicatrizzate, si riaprono e racconta alla giovane Agnese la sua storia. Una storia che ci rivela una Lea spietata e coraggiosa, un viaggio nella memoria visto da un’angolatura diversa, ovvero  dalla parte di una donna che non ha deciso di sopravvivere alle sventure, ma di VIVERLE. Messa spesso di fronte a delle scelte dure e crude Lea riesce a svincolarsi dai tanti pericoli della guerra, persino uccidendo. Un personaggio altero, amante dell’arte e del lusso, una donna fuori dall’ordinario.

Un romanzo che ci racconta la vita di tre donne, tre generazioni che si incontrano nella stessa storia e un finale inaspettato, ma il più giusto per tanti versi. Una trama intensa, fitta di emozioni. Un continuo spaziare tra le disgrazie di una società attuale e nel passato di una guerra che ha visto milioni di morti e soprusi razziali.

Antonella ci trasporta nella storia con una narrazione fluida e leggera, fatta di periodi semplici ma, allo stesso tempo, molto incisivi. Una prosa con pochi dialoghi, un racconto che si mangia come il pane, un “resoconto” dettagliato di sentimenti, coinvolgente. Una storia, forse una delle tante, che lascia il segno.
 
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venerdì 27 giugno 2014

Kiss!

Una persona molto molto importante disse che era più facile che un ricco entrasse nella cruna di un ago che ecc. ecc....
Bene. Io vi assicuro che è altrettanto difficile che io riesca a scrivere una frase, o anche una sola parola che possa riguardare l'ammore ( due emme), i sentimenti buoni e tutte quelle cose così romantiche che piacciono moltissimo a gran parte della popolazione mondiale, meno che a me.
Ma oggi è una giornata così.
Ho fatto un sogno ( un'altro direte voi, non bastava quello delle balene!) e in questo sogno guardavo, ( guardavo solo purtroppo) uno dei baci più belli della storia del cinema.
Io sono straconvinta  che l'intensità che si crea con un bacio, l' estraniarsi totalmente dal mondo per un tempo che si dilata oltre il reale, il fondersi totale di tutti i sensi: l'olfatto che respira la sua passione, l'udito che percepisce il rimbombo del cuore in gola, il tatto delle mani e delle labbra che si nutrono del calore del corpo altrui, il gusto che riempie ogni papilla di lui/lei e la vista che si cela dietro le palpebre per godere al massimo di quei minuti, non possano in nessuno modo essere paragonati alle scene dei famosi cento colpi di spazzola e delle varie nymphomaniac sfumate di grigio o rosso.
E non sono romantica!
Ma come non sognare e lavorare di fantasia davanti a questo bacio:

                                      
Questo è il mio preferito in assoluto e anche quello che ho sognato: Da qui all'eternità. E chi non vorrebbe baciare per l'eternità così appassionatamente! Certo, dopo un po' bisogna uscire dal mare altrimenti l'acqua salata rovina la pelle. Ma ne varrebbe la pena!

                                              
Ve bè! Che bisogna aggiungere? Raffinato, sottile, sensuale, lei che domina sapientemente Steve Mc Queen nel Il caso Thomas Crown. Quanti di voi signori maschietti vorreste essere nei panni del tenebroso Steve? E quante signore ambirebbero il ruolo di Faye Dunaway? Moltissime, ne sono certa!

                                                  
E di questo, che dire: passione allo stato puro! Preludio di ciò che sarà a breve. Ma non troppo. Un sensualissimo Nicholson ed una languida Lange per Un postino suona sempre due volte. Guardate la mano che cinge il collo: è un inno di sensualità, possiede ma non stringe, prende ma si concede. Accidenti ai sogni!

                                             
In questo ci sono attori giovani, meno esperti; la passione più sfrenata vince sulla sensualità: la virilità di lui ha la meglio sulla bellezza di lei. Ma è un bacio vincente! Lost. E chiunque di noi perduto in un' isola fantasma avrebbe fatto volentieri una gara di baci del genere. Se non altro per far passare meglio il tempo.

                                 
Questo è il bacio più lungo della storia del cinema! Notorius, quasi uno scandalo all'epoca, ma ricorda molto i baci che davamo da ragazzini nelle feste in casa, con le tapparelle abbassate alle tre di pomeriggio e inesperti e coraggiosi ci baciavamo fino a che finiva il '45 giri: ricordo che Poster era lunghissima, una specie di maratona! Certo non c'era nessun Cary Grant e nemmeno la vaga ombra di Ingrid Bergman, tantomeno la loro esperienza. Ma avevamo già capito che quello era il giusto preludio. Ai tempi dei miei sedici anni dopo il preludio non c'era altro e quindi battevamo in durata tutti i Notorius del mondo.

                                                 
Per questo non trovo nemmeno le parole adatte!  Perfetto! La pioggia, lei perduta tra le sue braccia, lui perso tra le sue labbra... Il mondo è lontano, la realtà è lontana.. Colazione da Tiffany. Perfetto. Il bacio della vita.

                                     


 E adesso voglio vedere quante di voi hanno il coraggio di ammettere di non gradire di stare nei panni ( anzi, nel costume) della Kaprinski!! Affidata totalmente alle braccia di Gere, in attesa ad occhi chiusi delle sue labbra, mentre lui con gli occhi aperti vi guarda?! Bisogna ammetterlo, ma certo che ci vorrei stare, lì, in bilico, cosciente di non saper nuotare! Ma che importa, caso mai mi fa la respirazione bocca a bocca!! E voi lor signori! Con una ragazza tra le braccia, totalmente dipendente da voi, in attesa trepidante di un bacio mozzafiato! Non dite di no, perchè non ci credo!

Questa lunga galleria di baci da sballo serve solo ad affermare, con decisione e convinzione che spesso non servono scene hot, troppo svelate, eccessivamente esplicite. Un bacio. E il resto del mondo può anche smettere di girare.

P.S.
E adesso non dite che sono romantica perchè mi offendo!

Votate il bacio che più gradite che devo fare un sondaggio :)


Foto tratte da Google

martedì 24 giugno 2014

Così è anche se non ci pare!


Saremo pure entrati nella storia, ma a che prezzo?
A me 8.000 euro sembrano davvero pochini e quindi me lo affito ad ottobre e ci festeggio il mio compleanno con tutto il mondo dei blog e di fb.
Mica me la prendo con i Rolling Stones, ma con i fans. Neanche i barbari arrivarono a tanto!
Allora preparatevi, ora vado da Marino e fisso la data, siete tutti invitati!!

                                         

                             





                                                 
                         
                                                
                                              

venerdì 20 giugno 2014

Quelli che rovinano la scuola ( come se non fosse già in pessime acque).


Avevo già affrontato questo dolente argomento qualche tempo fa http://adhostesrugens.blogspot.it/2014/03/i-giovani-doggi-ovvero-quando-i.html
ed ero sicura che, a scuola terminata, non dovessi tornarci sopra. E invece no.
Un messaggino non identificato mi avvisa che ci sono importanti novità: si è dimesso Napolitano? Hanno raccolto la mondezza a Roma? E' scomparsa la fame nel mondo? Belen si è messa le mutande?
Rintraccio a fatica l'autore di questo sibillino messaggio e scopro che è la più pericolosa razza di persone esistenti sulla terra, il fallimento della scuola in Italia: L'INTERCLASSE. Dunque, lei non conosce nemmeno il mio nome, è prolissa più di Stephen King nei suoi capitoli di raccordo e mi dice, tra una decina di divagazioni e le altre, che dal momento che ci sono stati 6 rimandati in italiano, si è deciso ad  unanimità popolare ( io no) di fare una lettera alla preside per mandare via la prof. d'italiano. Rispondo che ero convinta che i rimandati fossero molti di più dal momento che i libri ce li hanno solo in 3 e mio figlio passa il pomeriggio a fare foto alle pagine dei Promessi Sposi e alle gesta di Cesare per poi mandarle ai compagni ( come faranno a studiare su quelle miniature lo sanno solo loro). E attacca con un bla bla bla che mi tiene al telefono per più di due ore: è una poveraccia, non doveva rimandare, deve essere più tollerante, se c'ha la menopausa si facesse un viaggio con un toy boy... e altre stron...ops, altre disqiusizione del genere. Cerco di farla breve e dico che quando avrà scritto questa lettera me la mandasse per mail e se avrò connessione dove sarò in vacanza le darò un'occhiata. Non è che andrò sulle Ande, l'importante è che me la levi dalle balle. Quando sto per giungere ai convenevoli di saluto comincia con qualcosa che non mi piace: mi si rizzano le antenne e gli artigli cominciano a raschiare sotto la pelle.
" Eh ma sai, mio figlio mi dice che Dario ( mio figlio), si fa sempre i fatti suoi, che non partecipa agli scherzi ( hanno buttato le sedie dalla finestra), che lui lo ha chiamato al telefono ma non gli ha risposto: è molto chiuso, devi fare qualcosa....
Ed ecco che Freud, Picozzi, Young e tutto il cucuzzaro cominciano con una solfa che sento da 13 anni. Freno la lingua che si sta preparando di sua sponte per un bel VAFFAN...  e le dico che il suo pupo ha chiamato mio figlio solo ed esclusivamente per farsi fare i compiti di matematica e siccome Dario è buono ma non scemo, dopo un po', visto che  veniva cercato solo per quello, gli ha detto di non fargli perdere tempo e di studiare. Ho detto alla signora che su questo mondo siamo ancora( per fortuna) liberi di scegliere chi frequentare ed io personalmente sto molto alla larga da chi non sento sulla stessa lunghezza d'onda.
Mi risponde:" Sei molto selettiva eh!"
" Non immagini quanto e Dario lo è ancora di più!"
Chiudo la conversazione con l'amaro in bocca: chiacchere, pettegolezzi, giudizi e pregiudizi.
Rimpiango la scuola dei miei tempi quando i genitori facevano i genitori e i prof. neanche li conoscevano.
E' vero che qualche docente avrebbe bisogno di una perizia psichiatrica, un bel test di Rorschach e magari pure un MMPI, ma queste/i interclassi, per pietà, chiudessero la bocca!
O almeno pensassero prima di aprirla e metterci a conoscenza della loro idiozia.

domenica 1 giugno 2014

La cultura paga?



La cultura non paga. E l'arte nemmeno.
Su questo non si discute.
Però, e questo però è grande come una montagna, hanno un potere immenso: ti rendono forte, ti senti invincibile, ti rendi conto  che le tue parole, l'intensità che hai usato, la passione che hai speso non sono state vane. Sono state lette, sono arrivate con il messaggio giusto al lettore, sono state poi valutate e giudicate da una giuria di addetti ai lavori, nel mio caso lo scrittore dott. Dotti ed altri letterati, ed hanno deciso che il mio racconto breve meritava di essere tra i tre vincitori.
Un concorso molto ben strutturato, associazione culturale serissima e preparata, scrittori giovanissimi che hanno vinto la sezione "saggio" con opere incredibilmente innovative.
Felice?
No. Di più.
La gente ha bisogno di sognare, di soffrire, di eroi, di disperati ed ora so con certezza che sono in grado di offrire questo. Posso far sognare.
Non smettete mai di leggere, e chi di voi scrive, scriva ora ancora di più!

P. S.
Il racconto premiato è Dolce come una mandorla amara
Potete leggerlo gratis su
http://www.zeugmapad.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=374:dolce-come-una-mandorla-amara

Ringrazio ZEUGMAPAD che mi ha sempre dato la possibilità di esprimermi,

venerdì 30 maggio 2014

La terra di mezzo





La mezza stagione è quella terra di mezzo che non sopporto perché chi ama il bianco o il nero, i sapori decisi, le differenze nette, insomma lo ying o lo yang, non può apprezzare l’inevitabile disagio di questi giorni, i giorni della mezza stagione.
Sono quelli dove cominci a modificare le tue abitudini quasi senza accorgertene: in ordine cronologico, quando fai colazione improvvisamente scopri che non ti va più il cornetto con la crema o il cioccolato caldo e  al barista che ti guarda scocciato ordini solo “no grazie, oggi un succo e basta!”...
Vai in ufficio e cominci a parcheggiare di nuovo l'auto all’ombra, se no quando la riprendi e ti ci metti dentro, la sensazione di un pollo arrosto è assicurata.
Vai a pranzo e ti basta un insalata, dopo prendi il caffè e comincia la tachicardia! Se vai in palestra come ti avvicini al tapis roulant, nemmeno ci sali, sudi, come lo vedi!
Sono i giorni in cui cominci a non sapere più come vestirti, perché la mattina esci e fa freschetto, poi di colpo a pranzo fa un caldo micidiale, e appena tramonta arifà freddo un’altra volta, se ti porti il maglioncino dietro ti prendono in giro, se non te lo porti poi ti penti
e ti scopri a pensare quello che da piccolo sentivi e non capivi: “questo è il periodo che fa più freddo a casa che fuori!”. Il cambio di stagione ancora non lo fai e quindi hai sia le cose estive che quelle invernali in giro per casa. Per lo stesso motivo, i turisti che già d’inverno si vestono con le maniche corte adesso arrivano in bikini come se fossero al Tirrena di Anzio! Non ci sono più i vernissage delle mostre, ma solo gli internazionali di tennis, i campionati di beach volley, il campionato di Piazza di Siena, se ti dimentichi gli occhiali ti senti male, c’è troppa luce ovunque...
Questa è la mezza stagione, ma insomma che succede? Gli è (Collodi) che durante la mezza stagione comincia quel periodo che tecnicamente si chiama CAMBIO di stagione, è come cambiare lavoro, cambiare paese, cambiare uomo, praticamente cambiare vita, ti senti debole, e quindi devi andare dal dottore che ti da la cura RICOSTITUENTE, le vitamine, quasi sempre del gruppo B, cominciano i primi lampi della depressione che a Ferragosto ti farà dire “non vedo l’ora che arrivi settembre”, e cominci a sognare tutti i film che usciranno dopo il Festival di Venezia, i nubifragi improvvisi delle 4 e mezza, il ponentino delle 18, l’aperitivo con la luce di mezzo che fa quasi sera...
Mi accorgo solo ora che in realtà il vero dramma della mezza stagione è che semplicemente sta arrivando l’estate.

P.S.
Forse c'è una seconda lettura...