venerdì 25 novembre 2016

Ma quale amore?



La mattanza  s. f. [dallo spagn. matanza «uccisione», der. di matar «uccidere»]. – Fase finale della pesca del tonno, particolarmente cruenta e impressionante, durante la quale i tonni pervenuti nella tonnara e giunti nell’ultimo compartimento della rete, la cosiddetta camera della morte, vengono agganciati con arpioni uncinati e uccisi con ripetute mazzate. Per estens., spec. nel linguaggio giornalistico, strage, massacro di persone, o delitto efferato.

Questa immagine così cruenta si attaglia perfettamente alla strage di donne che non cessa di creare ogni giorno decine di vittime, in Italia e nel mondo.
Donne inseguite, perseguitate, picchiate, stuprate, ammazzate, acidificate, bruciate, mutilate, smembrate, fatte sparire per sempre; donne incinta dei propri uomini e dagli stessi prese a picconate, a sassate, arse ancora vive, sepolte in una buca mentre l'aguzzino le saltava sulla pancia o sulla testa.
Queste solo solamente alcune delle cause di morte o di lesioni gravissime che riporta la cronaca quotidiana e che non sto inventando per qualche racconto.
Vittime di uomini. Ma quali uomini. Come definire uomo colui che con l'alibi di amarti troppo ti strappa a pezzi dalla vita?
In India da un paio d'anni è stata introdotta la pena di morte per coloro che in seguito a stupro o acidificazione uccidono la vittima. Per assurdo se il crimine è commesso dal marito la pena non viene inflitta. Sempre India, esiste una pratica disumana che è stata formalmente abolita dal governo indiano quasi due secoli fa, nel 1829, ma, soprattutto nelle zone rurali dell’India settentrionale, la situazione di fatto non è cambiata e ancora oggi si registrano casi di vedove sottoposte a questo orribile rito.
 Il sati, uno dei più crudeli sacrifici previsti dalla religione induista, consiste nella macabra usanza di cremare viva la vedova di un defunto dandola alle fiamme sulla stessa pira su cui il marito veniva cremato. Essa veniva generalmente legata alla catasta di rami, cosparsa di ghee, il burro chiarificato degli indiani, e ricoperta di legna secca, in modo che le sue membra potessero prendere fuoco più velocemente.  E poi c'è la piaga delle mutilazioni: le donne non possono e non devono provare alcun piacere nell'atto sessuale, esse esistono solo in virtù di procreare a dare piacere al marito. Al momento sono stimate 140 milione tra donne e bambine costrette a subire questa violenza.
Tornando al nostro Paese la situazione è agghiacciante, non esiste una legislatura sufficientemente dura da poter sperare che il colpevole, quasi sempre il compagno o marito, sconti una pena degna di questo nome: sei mesi, al massimo un anno di galera e poi i domiciliari.Quando va bene.
Io, da donna, non riesco a capire questi uomini: hanno paura di essere lasciati? Temono di non sentirsi sufficientemente maschi? Percepiscono ogni ombra di pantaloni come un potenziale rivale?
Perchè se è questo l'amore, allora è meglio non conoscerlo.

martedì 8 novembre 2016

Radici spezzate


Non ho mai capito, e mai lo farò, il senso della sofferenza: una inutile estenuante agonia fine solo a se stessa.
La tua sofferenza è stata di una durata illogica ai fini di qualsiasi ragionevole pensiero che non fosse un delirio di onnipotenza. Hai resistito per giorni, per settimane, per mesi, al richiamo suadente della morte che ti attirava dolcemente a se, mentre gli uomini ti riportavano in questa dimensione di dolore: tra tubi, aghi e ogni altra possibile tortura.
La morte spaventa i deboli, gli insipienti, gli ipocriti, i sepolcri imbiancati.
E' solo un luogo diverso, una dimesione ultraterrena, ed è ora che finalmente, finalmente, tu riposi in pace, libero da ogni inutile sofferenza.
Ciao papà, che la terra ti sia lieve.

mercoledì 7 settembre 2016

Settembre, andiamo!!





  La faccia dei ragazzini che vedo in giro la dicono lunga: pallidi,occhi sgranati, una leggera sudorazione gelida sulla fronte. Lo schermo del pc ha dato la sentenza: lunedì ricomicia scuola.
Non so perché ma la scuola non comincia, ricomincia! Sempre, puntuale come una cambiale. Solo una volta nella vita puoi dire “Domani comincia scuola” ma siccome hai solo 5 anni, non ti ricorderai mai nella vita di averla detta. Invece con il fatto che ricomincia devi riprendere in mano quello che oggi si chiama corredo scolastico.
Gli alunni della mia generazione erano chiamati "I Remigini", perchè iniziavamo la scuola il primo ottobre, appunto San Remigio. L’astuccio: la matita, la penna bic, bella oggi ieri e domani, le prime a quattro colori che spingevi tutti insieme ed erano rotte il giorno stesso che la mamma te la comprava dopo aver frignato per due settimane, la gomma da cancellare per matita, piena di buchi fatti con la medesima, sporca lercia che macchiava il foglio facendo peggio. Mai come la gomma esagonale per la penna,quella che aveva una sottilissima righina rossa nel mezzo che il foglio lo bucava.. La cartella con due libri, quello di letture e il sussidiario, e basta! Se oggi si sapesse a memoria il sussidiario, e soltanto quello, vinceremmo tutte le sere a tutti i quiz delle decine di reti e senza nemmeno l’aiuto da casa. Fazzoletti di carta che si prestavano a tutti in classe, le forbici con la punta arrotondata, servivano per il collage, ma in realtà anche a tagliare il fiocco di quello più antipatico. Le matite colorate Giotto, di quel legno dall’odore strruggente, ma soprattutto la colla dalla formula segreta come la CocaCola, la COCCOINA! Quella scatola rotonda di alluminio con il pennello più cool del mondo al centro nella sua collocazione.Il tutto completato da un democratico grembiule bianco o blu, tutti uguali, niente griffe inutili e così spudoratamente pronte a trasformarti in Lolita col suo calciatore di turno.
Tornando a casa, era finita la giornata, niente corsi di nuoto, inglese, piano, kung fu,calcio,  violino, mandolino, arpa celtica o tutti insieme a giorni alterni; con 4 stupidi compiti da fare, le mani piene di sbaffi delle penne, le molliche della gomma sul grembiule, sporchi di coccoina, sudati, stravolti, eroi per un giorno, 9 mesi all’anno, ma per tutta la vita: perché se è vero che gli esami non finiscono mai, “la scuola” ricomincia ogni mattina.

martedì 21 giugno 2016

Il podio del disonore

Quando essere sul podio non è sempre un onore
Immagine dal web

Li incontriamo la mattina sul pianerottolo, al bar sotto casa, parlano del tempo col cane al guinzaglio, vanno a prendere i figli a scuola e poi li portano al campetto a dare due calci al pallone: comuni, banali uomini come milioni di altri. Milioni di altri che hanno fatto guadagnare all’Italia il podio per i maggiori fruitori di turismo sessuale.
Secondo rapporti recenti di  Ecpat Italia (organizzazione che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini) risulta chiaramente che gli italiani (per lo più uomini) sono al primo posto come clienti di bambini fatti prostituire in paesi del Terzo Mondo. Tra questa moltitudine di uomini perversi solo il 5% rientra tra le casistiche dei pedofili abituali, tutti gli altri sono alla ricerca di un’esperienza trasgressiva, da brivido, un brivido che in patria costerebbe la galera, mentre in alcune parti del mondo vengono addirittura organizzati  e agevolati da tour operator specializzati nel settore. Il turismo sessuale è il terzo traffico illegale per ordine d’importanza, dopo droga e armi, a tal punto da essere un fenomeno di rilevanza mondiale (Terre des Hommes e ECPAT, End Child Prostitution Pornography and Trafficking). Da quanto gli inquirenti hanno appurato finora, l’ intero soggiorno di 15 giorni a Fortaleza ed extra di 15-20 euro per ogni incontro sessuale si aggira sui duemila euro. La quota comprende il volo aereo, il soggiorno in albergo anche di quattro stelle e prima colazione. L’ incontro con le giovani prostitute, tra i 16 e i 18 anni, è un extra che costa tra i 15 e e 20 euro. Spesso la scelta ricade su ragazzi e ragazze molto più giovani, si stima che nel mondo ogni anno ci sono un milione di turisti sessuali che rivolgono le loro attenzioni a minori tra i 12 e 14 anni, e a volte anche più piccoli. I turisti che si rivolgono alla prostituzione esclusivamente minorile sono un terzo del totale. Tra i Paesi più a rischio troviamo Il Kenya: da 10.000 a 15.000 bambine che vivono nelle aree costiere di Malindi, Mombasa, Kalifi e Diani sono coinvolte nella prostituzione occasionale – oltre al 30% di tutte le bambine fra i 12 e i 18 anni che vivono in quelle zone. Fra 2.000 o 3.000 bambine e bambini sono inoltre coinvolti nel mercato del sesso a tempo pieno. Il prototipo del turista sessuale è piuttosto variegato, malgrado si sia abbassata la soglia di età che ora riguarda soggetti tra i 20 e i 40 anni: possono essere sposati o single, avere figli non costituisce alcuna remora; possono essere abbienti o di ceto sociale medio/basso, quello che li distingue sono solo le categorie: l’occasionale, l’abitudinario che non esita a comprare anche un appartamento in loco e i pedofili.
Diversi anche i motivi che portano questi uomini a  questo tipo di scelte: la difficoltà ad instaurare relazioni paritarie con donne adulte, l’anonimato,  l’impunità, la ricerca frenetica di cose nuove ed eccitazioni sempre maggiori e il falso mito che fare sesso con minorenni scongiuri il rischio AIDS. Di fatto tre milioni di persone partono ogni anno a caccia di prede sessuali nel mondo e gli italiani hanno vinto la medaglia d’oro.
Fonti:
http://27esimaora.corriere.it
http://www.corrierecaraibi.com/
Bill that kill 

mercoledì 15 giugno 2016

Occultismo, stregoneria e nazismo

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I libri che trattano l’occulto hanno sempre affascinato persone di tutti i tipi: studiosi, artisti, curiosi, creduloni e anche soggetti facilmente suggestionabili, risulta quindi molto strano trovare tra queste categorie i nazisti ed in particolare gli ufficiale del Terzo Reich, ma c’è un motivo valido dietro questa scelta letteraria.
Heinrich Himmler era convinto, secondo suoi studi del tutto personali, che la magia, in particolare quella del medioevo, avesse lo scopo di distruggere la “razza ariana” e quindi tutti i tedeschi; questo rischio fu preso molto sul serio e il Reich decise di far sparire tutti i volumi esistenti che parlassero di qualsiasi forma di magia, esoterismo e stregoneria. Questa decisione non  deve stupire più di tanto: fu infatti sempre Himmler a creare la famosa Ahnenerbe, associazione scientifica con scopi diversi, fra cui la realizzazione di scavi archeologici, il finanziamento di studi sulla storia delle lingue, delle razze e delle religioni indoeuropee, con lo scopo di trovare le radici culturali della razza ariana, prima che quest’ultima venisse, secondo le loro assurde teorie, macchiata da altre razze.  Diventava quindi essenziale trovare tutti questi volumi “pericolosi per la razza ariana” e infatti furono razziate numerose biblioteche d’Europa ed i testi incriminati finirono, chissà come, in un magazzino di Praga: sono circa tredicimila volumi dedicati all’occulto quelli ritrovati in una pertinenza della Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceca, in seguito ad una iniziativa Ceco-norvegese, finanziata dalla UE.
Come la storia ci ha poi insegnato, non furono la stregoneria, i rituali satanici o qualche sortilegio a fermare l’orrore che Hitler e tutti i suoi adepti disseminarono: ci sono voluti fiumi di sangue russo e americano, bombardamenti terrificanti e morti di ogni nazionalità. Magari fosse bastato un abracadabra.

martedì 10 maggio 2016

Mistero ed esoterismo nel cuore della Roma bene: il quartiere Coppedè.


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di Keiko
Ci fu un tempo nel quale frequentavo assiduamente via Tagliamento, sede del favoloso Piper, discoteca romana che ha segnato un’epoca e messo in luce artisti di fama mondiale. Quando s’imbocca via Tagliamento e la si percorre per un certo tratto, si arriva di fronte all’ingresso di un quartiere, quasi una cittadella, tanto affascinante quanto misteriosa: quel tipo di mistero che atterrisce un pochino e quindi, ovviamente, ti attira nei suoi meandri. Sto parlando del famoso quartiere Coppedè.
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Ti lasci alle spalle via Tagliamento e piazza Buenos Aires ed ecco che un lugubre arco, con un lampadario in ferro battuto, fanno da cornice gotica ad un insieme di villini e appartamenti. Ricordo che quando passavo sotto quest’arco e il lampadario oscillava lentamente per il vento che s’incanalava, mi sembrava di sentire sempre un lamento e l’impressione di essere osservata da presenze oscure non mi lasciava mai. Molti visitatori hanno l’impressione di essere osservati da dietro le finestre chiuse. Ulteriore perplessità la suscita una piccola edicola devozionale nella quale il Bambino non rivolge lo sguardo alla Madre ma a ogni possibile passante.
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Questo bizzarro e misterioso quartiere deve il suo nome all’architetto-scultore fiorentino Gino Coppedè che, scelto dai finanzieri Cerruti della società «Edilizia Moderna», lo realizzò tra il 1913 ed il 1921. La lunga interruzione dovuta alla guerra e la morte nel 1927 dell’architetto non permise il compimento del progetto che rimane comunque un’attrattiva molto suggestiva e considerata da molti un polo esoterico e, per alcune scuole di pensiero, di satanismo.
Oltre l’arco, procedendo per via Brenta, si giunge alla piazza principale del quartiere, piazza Mincio, che ospita la famosa Fontana delle Rane e che vide i Beatles farsi il bagno vestiti dopo un concerto al suddetto Piper. cop3La vasca della fontana ospita tra le altre figure, un’ape: possibile tributo dell’architetto al grande Bernini, nonché simbolo massonico. Ospiti del quartiere sono il Villino delle Fate e l’Ambasciata Russa. Il Villino è decisamente surreale: affatto coeso con il resto dell’edilizia del quartiere tutt’intorno, i materiali usati, quali vetri colorati, travertini e marmi, rendono l’edificio fiabesco e, come al solito, inquietante; la vegetazione con palme ad alto fusto, cespugli fitti, poi colonne e capitelli, non fanno altre che esasperare giochi di luce e di ombre che non lasciano indifferenti. L’Ambasciata Russa ha elementi neoclassici, greci, medievali e cristiani, con una edicola sacra posta talmente in alto da risultare quasi invisibile, mentre il tetto risulta sorretto da figure di animali. Questo quartiere è da sempre molto amato dai registi, primo Dario Argento, tanto per dire l’effetto che induce al visitatore; quello che è certo che l’architetto Coppedè non ha avuto né predecessori, né successori così eclettici e visionari.
Un dettaglio da non sottovalutare il costo degli appartamenti: in questa spettacolare zona, un appartamento di una settantina di metri quadri va dal milione al milione e mezzo di euro.

mercoledì 27 aprile 2016

La morte bianca

haya giovane

Ci sono persone, sconosciute ai più, le cui vite e le imprese  eroiche sono state portate sul grande schermo e quindi divenute famose: il caso di Chris Kayle le cui gesta, sotto la regia di Eastwood, hanno dato vita al celebre film American sniper e da allora tutto il mondo conosce le sue azioni. In verità  Kayle non fu tra i più letali cecchini: con i suoi 160 nemici abbattuti non si avvicina nemmeno lontanamente al più pericoloso Vasily Zaytsev, militare sovietico con oltre 230 vittime sotto i suoi tiri, le cui gesta sono raccontate nel film Il nemico alle porte.
In realtà, il più pericoloso, il più letale, l’inafferrabile cecchino che fece tremare l’Armata Rossa, fu Simo Haya. Giovane agricoltore e allevatore finlandese, alto appena un metro e sessanta, armato di un micidiale Mosin-Nagant, diede vita alla sua personale guerra contro l’avanzata delle truppe sovietiche nella sua nazione. Con temperature inferiori ai meno venti, meno trenta gradi, Simo Haya spazzava la neve intorno a lui e si  mimetizzava nella tundra immacolata ricoperto solo dal suo telo mimetico bianco. Restava così. Immobile per ore e ore, masticando neve per non creare condensa con l’alito e poi dava vita alla sua maestria. Tirava sino a quattrocento metri di distanza e senza l’ausilio del mirino telescopico che aveva rimosso perché sapeva che il riflesso delle lenti avrebbe potuto tradirlo: si affidava solo alle tacche di mira e al fatto che i soldati sovietici avanzavano sempre in schieramento orizzontale e  decimava letteralmente interi battaglioni. I sovietici mandarono altri cecchini per scovare la misteriosa “morte bianca”, così fu soprannominato, ma nessun  tiratore scelto inviato per ucciderlo, tornò mai indietro. Il comando sovietico decise che non riuscendo a scovarlo, avrebbe bombardato a tappeto tutte le zone in cui ipoteticamente Haya poteva trovarsi: non riuscirono a trovarlo, ma i soldati russi freddati da un solo colpo aumentavano a dismisura: in cento giorni dall’inizio del conflitto Haya aveva colpito ben oltre settecentocinquanta uomini, e per difetto. Sfuggì a molti bombardamenti  fino a quando un proiettile della fanteria lo colpì alla mascella riducendolo in coma, ma negli stessi giorni il conflitto tra Unione Sovietica e Finlandia ebbe termine. Dopo dieci giorni di coma Haya si riprese e venne insignito di ben cinque onorificenze al valore dell’Esercito Finlandese e promosso al grado di Sottotenente. Dopo la fine della guerra si ritirò a vita privata e morì nel 2002 a novantasette anni. E’ considerato uno dei più valorosi eroi nazionali. Piccolo e letale Haya  portò a termine quello che si era prefisso: distruggere il nemico.
haya frase