venerdì 27 aprile 2012

L'impiegata alienata

Giorno di ufficio postale, coda già in strada e porte ancora chiuse; una buona donna si organizza e distribuisce i prenumeri  fatti pazientemente a mano che porteranno ai numeri definititivi evitando una battaglia stile presa della Bastiglia. Le porte si schiudono lentamente con 10 min. di ritardo tra le imprecazioni e un inizio di sommossa; vengo trascinata dentro dalla gente che mi spinge come un'onda anomala sul lungomare di Ostia. Abbranco al volo il mio numeretto definitivo: sarò servita allo sportello A. Forse.
L'impiegata dello sportello A, visibile solo a mezzo busto sembra uscita dalla copertina di Vogue: exstension boccolute biondo platino, trucco da red carpet, con una mano digita sul computer provocando un ticchettio di unghie in vetroresina che la ostacolano nelle sue mansioni, mentre con l'altra mano intrattiene una conversazione al cellulare che anche non volendo acoltare sembra far di tutto per far intendere a noi clienti quanto sia stressatamente impegnata: " l'insalata mamma senza olio e poi ritira gli abiti in tintoria, la tuta della palestra la devi ancora lavare e io stasera devo andare al solarium." Comincio a camminare avanti e indietro al suo sportello, forse mi noterà. Macchè. Mi blocco davanti a lei osando oltrepassare la linea gialla, sono il n. 1 ca***!! Mi appoggio sopra al bancone  e la fisso con uno sguardo che non promette niente di buono: potrebbe incenerirla da un momento all'altro ma da vicino mi rendo conto che forse il silicone non si incendia; comincio a sbuffare come un bufalo cafro e, incredibilmente mi guarda, sbatte le ciglia chilometriche, si alza a va a mettere dei bollettini nel distributore posto nell'atrio. Oddio! La odio, dammi la forza di non farle lo sgambetto e farla cadere a gambe all'aria dai suoi tacchi 12, aiutami a non tirarle via quel gatto giallo in testa. Dio dei pagatori di bollette fammi pagare questo bollettino e io sarò salvata!! Ritorna ancheggiando nella sua postazione cercando di equilibrare le esuberanti sporgenze di sopra con quelle di sotto mentre continua ad informarsi al cell. se il figlio, che sembra si chiami Lapo abbia fatto la cacca giusta ed il ruttino adeguato, poi finalmente spinge quel maledetto tasto:N.1!! Mi mordo la lingua e passo il bollettino,non riesce a tirarlo a se per via delle sue unghie e mi ordina di metterlo meglio, lo sento sta per venirmi un infarto. Respiro più profondamente che posso e già mi sento chiedere" Spicci che non ho il resto" Ma se neanche sai quanto pago, che spicci vuoi! Non reggo più, lei è proprio str...a, ma io sono bastarda. Elaboro velocemente,50 euro glieli passo interi, poi tiro fuori dalla borsa il sacchettino di monetine che mio nipote mi chiede di cambiargli ogni mese, sono 25 euro in monetine di vario taglio; aspetto che infili il bollettino pagato nella fessura che io riesco a oltrepassare agevolmente e poi rovescio la cascata tintinnante proprio dove le sue unghie decorate da palmizi esotici non arrivano, ci sarebbero 10 centesimi in più, ma sono buona oggi. Mi guarda infuriata, sta per aprire bocca, ops mi squilla il cell.( lo sento solo io ),le sorrido e mentre me ne vado prendo anche tutti i bollettini bianchi lasciati all'ingresso. Magari stavolta inciampa davvero.

6 commenti:

  1. bè ... lei è una st..za , ma anche tu sei stata un pò cattivella, non credi? :-)

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    1. Ciao Old man,
      come ho già scritto sono una discepola di Gandhi, ma ti assicuro che conosco persone che in certe situazioni svalvolano di brutto.
      I miei blog sono fatti per divertirmi e divertire, ma presto troverai anche pagine ben più profonde, dipende dallo stato d'animo.
      Seguimi ancora, a presto

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  2. eheh... certe simpaticone alberodinatalizzate (nel senso che hanno più addobbi che neuroni) farebbero diventare cattivi anche Gandhi, Budda e Sanfrancesco... :)
    Ciao!!

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  3. Grazie di aver visitato il mio neonato blog e di avermi dato il benvenuto, spero sia di buon auspicio visto il consenso enorme che hai.
    Ci rivedremo presto

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  4. Una medaglia d'oro ti meriti sia per questo tuo post per il quale leggendolo si ride a profusione ma ci si incavola anche, sia per la tua reazione, benevola nonostante tutto.
    Ciao,
    aldo.

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    1. Me li aveva chiesti lei gli spicci...
      Ciao carissimo

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