sabato 26 maggio 2012

Il laghetto di Villa Borghese

Ognuno ha il proprio posto del cuore: il mio è  da sempre Villa Borghese.
Quando ero molto piccola mio nonno tutte le domeniche mi portava allo zoo la cui entrata era posta dentro il giardino; da ragazzina ci andavo a "struscio" e a studiare e non ha mai smesso di essere il  mio personale Eden, anche ora che ogni tre secondi qualche soggetto mi vuole vendere una rosa.
Stamani era una bellissima giornata e così per accellerare la " guarigione " me ne sono andata  al laghetto.
Una meraviglia. Gli immensi e vecchi alberi ombrosi, l'acciotolato che ti si infila nelle scarpe, decine e decine di persone di tutte la nazionalità allegre ed estasiate. Mi sono seduta su una panchina a ridosso di un cespuglio di rose in fiore, il sole filtrava dalle fronde degli  enormi alberi profumati e giocava coi colori dei boccioli; ho socchiuso gli occhi e ho respirato a fondo: l'odore dell'acqua  del lago, trasportata dalla brezza leggera è arrivata al naso: leggermente stagnante; mi sono alzata e ho raggiunto la staccionata sulle sponde. Le anatre, i cigni, le immancabili cornacchie e poi le tartarughe d'acqua e le ombre sommerse degli enormi pesci che lo abitano. Quanta vita meravigliosa.
Una voce interrompe l'incanto, due giovani stranieri mi chiedono di fargli una foto, li accontento volentieri. Costeggio il lago che conosco come le mie tasche: ogni ansa, ogni anfratto, ogni rifugio dei germani, ogni albero secolare piegato dallo sforzo delle vita. Mi fermo in un angolo amato: sorvolano l'aria cangianti libellule turchesi, lambiscono l'acqua e riprendono quota sfiorandomi, senza mai venire in collisione: fantastiche. Mi sono portata del pane duro e comincio a spargerlo a terra ed ecco che bipedi di ogni dimensione mi circonda attirando la mia attenzone per averne dell'altro; poi arriva un grosso cigno che rivendica il suo territorio e con un gran svolazzare  ritorna la calma.
Mangio un gelato su una panchina assolata: amo la luna certo, ma il sole bacia i belli....
C'è molto movimento oggi, Piazza di Siena, la gara ippica, attira sempre una gran folla.
Quando ero giovanissima trovavo sempre qualche carabiniere di guardia accondiscendente che mi faceva stare sulle gradinate, ora c'è più controllo e non sono più una ventenne; ma quel posto mi appartiene come le caramelle nella mia borsa e so benissimo dove passare per vedere la competizione.
C'è la gara di potenza: due ostacoli da saltare, il secondo è un muro che si alza di circa dieci cm. ogni manches.Sono le sei e mezza, comincia a piovere, ma  la gara continua; una stupenda cavalla bianca, credo che il fantino fosse olandase o irlandese ( non si vedono gli schermi da dove sono) cade spaventata dal muro: le zampe possenti si piegano  sotto lo sforzo di due metri e dieci di ostacolo, il fantino rovina a terra, lei mi fa una pena immane non è nata per emulare i canguri. Nella manches successiva, malgrado il terrore negli occhi sbarrati salta due metri e trenta ma fa cadere il muro: ha perso la gara, ma ha vinto le sue paure. Brava cavallina!!
Cercherò di seguire il tuo esempio.

13 commenti:

  1. Che bello ricordare Piazza di Siena!
    Mi ricorda le gare che vedevo da piccolo alla televisione,ed in particolare il grande Raimondo d'Inzeo con il suo strepitoso cavallo Posillipo.
    E le telecronache appassionate di Alberto Giubilo.
    Ma erano altri tempi,ne sono passati di decennni,decisamente troppi!

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    1. Ciao Costantino,
      Piazza di Siena rimane sempre un grande spettacolo, sia visto in tv che dal vivo.
      Ma ormai il costo dei biglietti ha raggiunto livelli inacessibili e le persone che hanno il privilegio di avere posti omaggio in tribuna se ne infischiano del bellissimo spettacolo.
      Peccato.
      A presto.

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  2. che meraviglia questo post amica mia: bello, bello, bello!!!
    Buona domenica

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    1. Grazie dei complimenti Luigi, fanno sempre piacere.
      Un caro saluto.

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  3. Bello questo post, l'ho letto d'un fiato ma ho gradito soprattutto il finale.
    Buona vita

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    1. Buongiorno Susanna,
      quel posto rappresenta il mio balsamo dell'anima e Piazza di Siena è una delle rappresentazioni ippiche più belle del mondo.
      La stupenda cavallina mi ha dato un prezioso insegnamento!
      Ciao cara, a presto

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  4. Mi è capitato casualmente di visitare il BLOG mi è piaciuto.

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    1. Ciao Sara benvenuta, sono contenta del tuo apprezzamento.
      Spero che ci rivedremo presto.
      Un saluto.

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  5. Quanti ricordi mi fa tornare in mente il "Laghetto di Villa Borghese" e quante volte ci sono stato. Un giorno mi azzardai persino ad affittare una barca a remi per portarci la mia ragazza di allora. In seguito, quando facevo il nonno-sitter per le nipotine figlie di mio figlio, ci andai anche con loro.
    Grato del ricordo,
    aldo.

    ps. la tua domanda al commento del mio post di questa mattina non fa che rafforzare il motivo per il quale io confesso di non essere mai riuscito a capire l'universo femminile.

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    1. Eh!per noi romani è davvero un posto magico, peccato che ci hanno snaturato il Pincio.
      P.S
      Caro Aldo, io stessa spesso e volentieri non capisco le mie colleghe donne.

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  6. Ciao Keiko, tu sei una grande, anche ma non solo, per quello che scrivi, per come lo scrivi e per come sai cogliere e interpretare i messaggi che l'universo ti manda!
    Un abbraccio e un bacio di cuore!

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    1. Carissima, il tuo commento mi ha stupito e rallegrato: tra le tante definizioni che mi vengono elargite ogni giorno essere "una grande" mi mancava proprio!
      Ti ringrazio se sono riuscita a regalarti questa sensazione.
      Un abbraccio affettuoso!

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  7. Sono posti che ho frequentato con mio zio,quando trascorrevo qualche giorno con lui.
    Come vorrei tornare indietro...

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