giovedì 17 maggio 2012

La giustizia è uguale per tutti ( ma de' che?!!)

 Il fatto che mi accingo a raccontarvi è accaduto qualche lustro fa, avevo 22 anni, ma da allora ha cambiato radicalmente il mio modo di interpretare i fatti e trarne conclusioni e soprattutto mi ha impresso per sempre il terrore degli errori giudiziari. Per motivi che comprenderete presto alcuni nomi o vie presenteranno solo l'iniziale.
E' novembre, torno dal lavoro con il bus 409 (se non siete di Roma giocatevi i n. al Lotto) e solo sotto casa mi accorgo che la mia borsa è stata recisa con un taglierino e mancano il portafoglio, tutti i documenti, tessera dell'Atac e via dicendo. Meno male che le chiavi di casa ce le ho in tasca. Mi do' della stupida e la mattina dopo vado  dai Carabinieri a fare la denuncia di furto. Furto, non smarrimento. Tenetelo a mente. Passano i mesi. A Luglio dell'anno dopo,verso l'ora di cene ricevo una telefonata: -Lei è la sig. X? Voce di uomo sconosciuta, invece di rispondere chiedo :-Chi è lei, scusi?   - Ispettore Y, Commissariato di via P.. dovrebbe presentarsi immediatamente.  : - Oddio, un incidente! E' morto qualcuno! Mi dica la prego!
- Signora, non faccia l'isterica. Lei ha presenteto una denuncia per un presunto furto di documenti?
- Ah. Quello. Ma mica era presunto, mi hanno borseggiato.
- Questo lo vedremo, veda di venire qui.
Gli spiego che ho dei problemi ad andare a quell'ora, ma che la mattina successiva andrò prestissimo. E' molto irritato ma me lo consente. La mattina alle 9 sono già li', dico al piantone che sono attesa dall'ispettoreY e mi chede : - Documenti!  Me li hanno rubati, sono qui apposta! Dopo una ventina di minuti di questa manfrina e svariate telefonate interne, posso andare nell'ufficio dell'ispettore. Mi aspetta seduto alla scrivania, sguardo serissimo che io , ingenuamente, ancora non capisco. Mi ordina di sedermi, vedo un fascicolo enorme sul tavolo con sopra il mio nome e cognome e comincio a preoccuparmi. Mi guarda torvo e tira fuori una foto segnaletica di una donna : - Conosce questa donna?
- No, non l'ho mai vista
-E' sicura?
- Certo che sono sicura,non la conosco
- Signora ci pensi bene
- Ma a cosa devo pensare, scusi. Le ho detto che non l'ho mai vista in vita mia
- Molto strano perchè noi abbiamo effettuato una retata di prostitute sulla via P. T. e nella borsa di una di loro c'erano i suoi documenti ed altri effetti personali.
- Be' ma gli l'ho detto che me li hanno rubati e questa è l'originale della denuncia ai Carabinieri - Gli  apro il foglio davanti ma neanche lo guarda. Continua a fissarmi più torvo che mai.
- Senti ragazzina ( é passato al tu) finiamola con questa sceneggiata, la signora della foto ha dichiarato che tu sei quella che gestisce tutto il giro di prostituzione del quartiere e le schiavizzi da un anno.
Spalanco gli occhi e la bocca. Cosa? Sono diventata un magnaccia, un pappone? Il carattere fumino prende il sopravvento, ero ancora così ingenua, scatto in piedi e alzo la voce.
- Che cavolo dice? Come può credere a quella mignotta. Ma mi vede? Se facessi il magnaccia c'avrei il Mercedes e non l'abbonamento Atac? Ma che siete tutti matti qua dentro? Me la porti qua davanti la " signora" che vediamo chi dice la verità.
- Come ti permetti? Questo è oltraggio a pubblico ufficiale, calunnia e diffamazione verso la signora. Ma tu lo sai chi sono io? Sono l'ispettore Y  e adesso siediti e sta' zitta.
Mi siedo esterrefatta, ho la bocca secca e comincio a capire che non c'è via d'uscita: decido di non aprire più bocca. Nel frattempo è entrato nell'ufficio un altro agente richiamato dalle voci alterate e gli viene ordinato di " tenermi d'occhio". Mi viene da piangere, ma non voglio  dargli quella soddisfazione. Continua dicendo che tutte le prostitute fermate hanno confermato quella tesi e per questo mi terrà li' fino a che dirò qualcosa di sensato. Non riesco a credere a quello che mi sta succedendo, viene messa in discussione la mia parola, la mia buona fede senza diritto ad un contaddittorio.Cerco di calmarmi e ingoiare le lacrime, sono ormai 5 ore che sono li' e ricomincio a spiegargli quel poco che c'è da spiegare sul furto. Sembra di parlare con un muro: mi da' del tu, alza la voce, sbatte i pugni sul tavolo. Decisa a non mostrargli che sono prossima al collasso e a confessare qualsiasi reato mi venga ascritto, gli chiedo : - Sono legalmente incriminata di qualcosa?
- Perchè, vuoi forse chiamare l'avvocato? risponde l'ispettore ridacchiando col suo socio.
- L'avvocato lo chiamo se sono incriminata, posso fare una telefonata per rassicurare i familiari che non sono finita sotto un treno? Mi guarda titubante poi mi passa il telefono sulla scrivania.
Ora dovete sapere che io non ho assolutamente memoria per i n. di telefono, le date e quant'altro, ma forse l'istinto di sopravvivenza quel giorno ha avuto la meglio.
A quel tempo un mio zio  lavorava al Commissariato di via G., dove c'è il Questore di Roma e  ricopriva un ruolo di rilievo nel suo entourage. Non so come ho composto quel numero che facevo solo per farmi dare i biglietti omaggio del cinema
- Vorrei parlare col sig. P. Presso la stanza 11.
Ho evitato accuratamente di far capire all'ispettore con chi stessi parlando per non farmi togliere il tel. Grazie a Dio zio è di servizio e quando sento la sua voce non riesco più a trattenere le lacrime. Gli spiego la situazione velocemente perchè l'ispettore mi guarda malissimo, sento la voce del dirigente di allora che parla con mio zio che all'improvviso usa un tono che non conoscevo prima. Al telefono mi raggiunge la voce del dirigente che mi dice di passargli l'ispettore Y. Mi guarda quasi schifato ma risponde : - Che c'è, che vuole?
Sbianca - Sissignore. No,nossignore. Ma certo signore, non, no ci deve essere stato un malinteso, la signorina deve avere frainteso. Certo signore, subito. Buogiorno.
Mi guarda ancora peggio di prima, mentre mi asciugo le lacrime e mi soffio il naso, mi chiede se voglio seguirlo nella sala d'aspetto( è tornato al lei) ma gli rispondo che voglio rimanere nel suo accogliente ufficio. Dopo un quarto d'ora entrano 2 poliziotti uno in divisa e l'altro in borghese che chiedono dell'ispettore Y e di me, lui si sdilinquisce in scuse approssimative ma mai con me e di errori di trascrizione; mentre gli chiedono il n. di matricola e riempiono dei verbali chiedendomi se voglio denunciarlo per abuso di potere. Rispondo che voglio solo andarmene via. Mi ridanno i miei effetti personali, mi chiedono se gradisco un passaggio ma rifiuto. L'ispettore neanche mi guarda in faccia. Me ne vado amareggiata e ferita.
Ora vi chiedo, sperando che qualcuno tra voi appartenga alle forze dell'ordine, perchè le vittime di reati vengono sempre messe in dubbio?
Perchè viene dato più credito ai delinquenti?
Qualcuno me lo vuol spiegare perchè io da allora ho perso ogni fiducia nella giustizia.
P.S. Non sono la nipote di Mubarak

16 commenti:

  1. Roba da pazzi si...proprio roba da pazzi!
    Ma non mi meraviglio sai...
    O meglio mi meraviglio,di non meravigliarmi più!
    Sei stata fin troppo buona,meritava una denuncia coi controcaxxi!
    La vita è costellata da ingiustie e sprattutto prepotenze.
    Odio i forti con i 'deboli' e deboli con le persone forti...li mangerei a colazione. Anzi no...li mangio da sempre.

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    1. Ciao Nicole,
      ho sempre pensato da allora: ma se non avessi avuto un parente così influente, di cosa altro sarei stata accusata, del delitto Moro?, la strage di Piazza Fontana?, di essere il capo del cartello di narcotraffico?
      Col senno di poi posso dire di aver avuto culo.
      Ci vediamo.

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  2. Siamo sempre il Paese dei grandi misteri su alcune stragi.

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    1. E' banale ma è anche l'unica non risposta che mi viene in mente: " chissà perchè?"
      Ciao Cavaliere.

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  3. dovevi denunciarlo
    il motivo per cui gente del genere vessa i poveri cristi e non la prende abbastanza nel culo dai poveri cristi che vessa
    scusa la volgarità eh; è ovvio e comprensibile che tu non l'abbia fatto, nemmeno io avrei avuto la forza di rimanere lì un minuto di più ma purtroppo, certa gente non capisce altro che le maniere forti..

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  4. io l'avrei rovinato...se lo meritava tutto; e anche se non tutti nei militari sono fatti di quello spessore di ignoranza, anzi no, analfabetismo raccoamndato con ricevuta di ritorno...avresti dovuto denunciarlo per uso e abuso di potere.

    detto questo, è vero che non sei la nipote di Mub...ma facciamo parte dell'italietta che dal ventennio marchiato silvietto...siamo costretti a farci ridere addosso dal mondo che "non sarebbe, invece cambiato, a suo dire "; oppuro NO?

    eros nè dio,nè demone,nè umano...

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  5. Benvenuto, sai a 22 anni non è stato facile gestire una situazione che stava degenerando in quel modo; sono d'accordo con te che non tutti i militari sono così anche se qualsiasi divisa si indossi( anche un camice medico) induce automaticamente a indurre soggezione. E' anche vero che ho usato un mezzo per uscirne fuori che non condivido e che mai avrei pensato di usare, ma era veramente una situazione della quale ancora oggi ne porto il segno.
    Ciao e a presto.

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  6. Talmente pazzesco, e schifoso, da rendere superfluo qualsiasi commento...

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    1. Questa ed altre esperienze hanno fatto si che io sia diventata il mostro che sono.

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  7. Ciao Keiko,mi sono unita al tuo bellissimo Blog ed ho appena finito di leggere il tuo post...Sai che ti dico? anche io non ho una grande fiducia nella giustizia di questo paese marcio.Le mele marce fanno parte di ogni categoria lavorativa. La tua esperienza è stata traumatica e te la porterai per sempre tra i tuoi ricordi,ma in un solo giorno hai imparato a guardare in faccia alla realtà. Certe persone non ci riescono nemmeno in tutta la loro vita. E saper guardare in faccia alla realtà è un grandissimo vantaggio,credimi!!! Un carissimo Saluto da Giorgia...

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    1. Ciao Giorgia, bentrovata
      spero che oltre a questo post un po' "buio", qualche altro ti abbia fatto sorridere; perchè anche io ho " voglia di parlare"
      Alla prossima.

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  8. Cara Keiko questo che ci hai raccontato ha dell'incredibile. Pensa comwe vengono trattate le persone che vengono a contatto, loro malgrado, con certi soggetti.
    Mi hai fatto tornare in mente un fatto quasi analogo al tuo, ma per fortuna con un trattamento molto più educato, che mi è venuta voglia di farne un post. Però devo pensarci bene prima.
    Un salutone,
    aldo.

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    1. Caro Aldo, la realtà ha spesso la capacità di superare la più sfrenata fantasia. Questo blog mi serve anche per togliermi tanti sassolini dalle scarpe.
      Aspetto curiosa il tuo post.
      A presto.

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  9. Non mi meraviglio di niente: è il loro modo di fare!.Potrei raccontarti altri tipi di storie simili che sono successe a me o persone che conosco..Certo, l'essere stata trattata con arroganza e prepotenza ti ha messo nelle condizioni di non aver piu' fiducia nella giustizia..
    Comunque, è anche vero che in mezzo ci sono persone serie che fanno il loro lavoro senza rompere e senza abusare del loro potere..Dipende molto da chi ti trovi davanti..Ciao!

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  10. Questa storia avrebbe dell'incredibile, ma in fondo non mi stupisce più di tanto.
    Certo, avevi 22 anni ed hai avuto una reazione normale per quell'età, quando si è più ingenui ed incapaci di difendersi, comunque bastava la tua denuncia dell'anno prima per furto a tirarti fuori dall'accusa. Voglio dire, in tribunale, con la denuncia fatta, avresti avuto ragione ed avresti potuto benissimo chiedere i danni.
    A me comunque qualche anno fa è successo un fatto simile, ossia, chiamata la polizia per un abuso, siamo passati per colpevoli io ed il mio compagno. Roba da matti. Certe volte però la polizia o i carabinieri non ti ascoltano nemmeno, sembrano prevenuti, boh.

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  11. Lo so che sembra incredibile ma io sono tuttora terrorizzata dagli errori di persona e dalle omonimie.
    Forse oggi essendo una donna adulta sarebbe diverso, magari incontri uguale il graduato str...o e passi un brutto quarto d'ora.
    Spero solo che non mi ricapiti più!!

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