martedì 1 maggio 2012

Nell'ora della fatal quiete.... cento volte meglio i serpenti che i parenti


Sentite qua. Mi reco nello studio del mio medico di famiglia: struttura futuristica a tre piani, ascensori ipertecnologici,segretarie vestite come cardiochirurghi che padroneggiano PC, telefoni e cellulari ma poi  non capiscono la differenza tra emocromo ed emocultura: ma voi lo vedete ancora il vs medico? Perchè da me è ormai tutto gestito da queste valchirie macchine da guerra di segretatie. Salgo al terzo piano a piedi perchè sono claustrofobica e l'ascensore da sola non lo prendo,ancor meno in compagnia; ritiro il cartoncino plastificato n.27 per le prescrizioni e mi siedo nella sala con megascreen acceso ma senza audio, mentre nell'aere una musichetta pop ci allieta l'attesa.E io comincio ad osservare la varia umanità. Sono quasi tutti pensionati con liste di medicinali lunghe come rotoli di papiro; ben presto a fianco a me si siedono due donne, rispettivamente n.31 e 32, circa 60 anni. Una in giubbino jeans con strass, jeans a zampa e zatteroni, completa il tutto tanta di quella terra sul viso da farla sembrare scolpita nel cuoio( effetto Carlo Conti), l'altra non mostra segni di originalità.Chiamerò per brevità A la prima e B l'altra
B- Eh! Sempre a 'sti bei posti c'encontramo Nunziè.Te trovo bene, bella abbronzata; come stà tu madre, è 'pò che 'na vedo?
A- Ma che n'cio sai? N'hai visti li manifestini pe' strada attaccati ar muro? E' morta Rosì, è morta 'na settimana fa.
B-Oh Gesù! Noo sapevo! Poretta, me potevate fa' na chiamata, noo so', passà n'attimo a casa. Quanto me spiace Nunziè. Va' bbè che soffriva tanto pora fija, me 'mmaggino er dolore vostro de' fiji: papà l'artranno, mò lei. Ndò l'avete messa che la vado a trovà, je vojo portà du fiori, je piaceveno tanto le rose rosa, ciò proprio core dè portaiele.
A-Ar paese l'avemo messa, ner fornetto de' famija, era voto, che ce dovemo mette er gatto? Si poi cè dovesse servì 'o svotamo e mettemo tutto a l'ossario.
B-Ma che dici 'nì, ar fornetto? tu madre era terrorizzata de' finì drento ar cemento, era l'unica cosa che diceva sempre pure quando era mezza rincojonita da li farmaci: Mii fiji 'o sanno, sotto terra vojo 'annà, vojo sentì l'erba  che cresce e li gatti che me camminano sopra. A nì perchè?! Voleva solo quello, v'ha pure lasciato 'na palazzina 'ntera.
A- Ma è morta no? Quanti ca*** Rosì! O 'nfossata là o 'nfilata lì che voi che cambia? O' sai quanti sordi ce voleveno pè 'nfossalla? E lei s'era messa 'n testa pure er Verano, manco fosse stata 'na nobirdonna.
B-Ma era tu madre!! E poi sete 5 fiji, che cavolo, un pò de sordi per'uno e armeno a Prima Porta an'affossavate. Ma ce pensi? Pe' l'eternità drento ar fornetto, lei che sognava li gatti a magnasse le margherite sopra 'a fossa. Ma come fai a dormì serena?
A- Pe' questo sto qui Rosì, sò ansiosa, noo sò, è da 'npò de' giorni; mò me faccio segnà er Tavor così dormo mejio.
Tra lo sbigottito e lo sgomento avverto che hanno chiamato il  n.27 e vado dalla super segrataria; con le mie ricette pronte in mano sento il suono dell'ascensore al piano, lo guardo e penso alla povera signora che sognava il cielo e i gatti mangiare l'erba sopra di lei.
Ho deciso.Mi attiverò per tempo e quando vedrò troppi parenti attardarsi intorno al mio letto deciderò per qualcosa di alternativo di questo genere.

7 commenti:

  1. Premesso che le ultime volontà dei propri cari andrebbero, nei limiti del possibile, rispettate, non capirò mai come la gente possa considerare più poetico il farsi mangiucchiare dai vermi piuttosto che svanire come fumo nel cielo... :-))

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    1. Se qualcuno capisse il significato di "ultime volontà" non arriverei a pensare che i serpenti siano meglio dei parenti.
      PS. Complimenti per non aver usato Google traduttore.

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  2. Complimenti per aver descritto così ironicamente una scenetta degna di unp dei films di Alnerto Sordi "Il medico della mutua".
    Il mio desiderio è quello di farmi cremare.

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    1. Questa "scenetta" è realmente accaduta e in molti ne siamo stati attonoti testimoni,il dialogo era anche molto più crudo, ma non mi sembrava il caso di eccedere.

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  3. Condivido il commento,saggio ed attento,di Aldo,il Monticiano.
    Un saluto,Costantino.

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  4. Io ho sempre pensato di farmi cremare. Di recente però sono stata al cimitero acattolico, anche detto degli Inglesi perché ci sono sepolti Keats e Shelley e mi è piaciuto così tanto che quasi quasi ho cambiato idea. Certo, non pretendo di andare a finire lì, ci sono solo nomi illustri, nobili ecc., anche se mi hanno detto che basta fare richiesta e pagare, però in un luogo simile mi sentirei serena (cioè, serena adesso, a pensarci, ché tanto dopo morta...).

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    1. Mia figlia l'ha ha visitato e me lo ha descritto come un luogo di pace e d'armonia, ha fatto delle foto meravigliose: in una un grande angelo di marmo posa le grandi ali sulla tomba e in un'altra un micione sonnecchia tranquillo vicino ad una lapide.
      Mi dice sempre che è un luogo incantanto e tutt'altro che triste e recita spesso una delle frase incise: " Qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell'acqua"
      Purtroppo io non ho i requisiti per riposare eternamente li, ma forse ruberò quella frase stupenda.

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