mercoledì 23 maggio 2012

Senza titolo

Sto affogando.
La terra sotto i piedi cede e io vengo inghiottita ogni attimo un pò di più.
Sto annegando; nelle sabbie mobile, nel fango di questa vita che nulla mi ha risparmiato.
Sto gridando, ma voi vi muovete intorno a me come  falene impazzite e non mi sentite; mi dibatto, mi agito, ma siete troppo presi dalle vostre faccende e non mi vedete.
Sono qui! Proprio in mezzo alla vostra vita. Invoco un aiuto e voi chiedete e chiedete senza ascoltare mai la risposta e poi volete e volete e ottenete anche se mi costa una fatica immane.
Sto annegando nella fatica di vivere: se mi agito vengo inghiottita più velocemente, se resto ferma mi sento dire che non reagisco.
Buttatemi una fune, magari la prendo.
Ma vi vedo così presi a crogiolarvi nella vostra routine, e io sono così stanca di combattere.
Fa freddo in mezzo a tutto  questo fango; fuori c'è il sole ma non riesce a scaldarmi.
Non c'è nessuna fune, non c'è mai stata.
Magari è meglio così.
Basta maschere, basta indossare un personaggio diverso per ogni occasione.
Basta tutto.
E' meglio così.

9 commenti:

  1. Ciao Keiko, inizia con lo scegliere la robustezza della fune, così:
    1 dai modo di capire a chi vuole tirarti su dal fango se ha la forza per farlo senza farti ricadere
    2 forse ti rendi conto che puoi e vuoi scalarla da sola; per assurdo più grossa deve essere più tu riesci ad aggrapparti meglio.

    P.S. prendi ciò che ho scritto come un'opinione e non un consiglio di vita, data da chi ancora non ti conosce

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  2. sono disposto a ritornare a Roma subito!!!

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  3. Sciarada
    Luigi
    vi ringrazio, ma sapete com'è, l'ha detto pure il grande Eduardo
    " A 'dda passa' a nuttata "
    e forse sarà infinitamente lunga e magari senza luna.
    Un abbraccio.

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  4. Ciao Keiko. Leggo e mi emoziono. Bellissime le tue parole, rendono l'idea esatta dell'emozione vissuta. Mi fanno riflettere su quello che io stessa ho passato e che (talvolta) ritorna.

    Infine vorrei fare due considerazioni in merito, se permetti:
    1- Per quanto riguarda la vita reale, continua a scrivere: se metti il tuo nero su un foglio bianco lo vedrai (e sentirai) meno nero. Per me è successo così.
    2- Questo che hai scritto dal punto di vista "letterario" calzerebbe a pennello con il personaggio principale del romanzo che sto scrivendo! Mi viene voglia di rubartelo! :-p
    A ogni modo, un abbraccio.
    Buona vita

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    1. Condivido il tuo pensiero riguardo lo scrivere: lo faccio per me come una valvola di sfogo e poi è sempre meglio del Prozac.
      Anch'io scribacchio per passione e quando vedo che i libri di Totti o di qualche velina sugli scaffali delle librerie mi viene un attacco isterico.
      Grazie dell'abbraccio, arriva, te lo assicuro.

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  5. Questo tuo urlo che sembra lanciato nel vuoto mi mette angoscia. Spero che chi ti sta vicino giunga presto in tuo aiuto e ti porga una mano amica.
    Buona domenica
    enrico

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  6. Ciao Keiko, un abbraccio a te e buona domenica!

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  7. Ciao, Keico... quello che scrivi è emozionante.
    Continua a... "scribacchiare" come Tu dici, aiuta molto.
    A me è servito e serve da terapia vera e propria per combattere e, spero... superare la "malattia".
    Continua... sei molto brava e, credimi ne vale la pena.
    Mary

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    1. Grazie Mary della visita e delle parole gentili.
      Sono sicura che ci "vedremo" presto.
      Buona domenica.

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