giovedì 21 giugno 2012

Amarcord.....

Di solito i ricordi hanno un sapore nostalgico, a volte troppo, ma il mio ha il gusto fresco dei vent'anni, anzi dei diciasette.
Ho avuto la fortuna di far parte di una grande comitiva ( si chiamavano così): venti o trenta ragazzi che vivevano intensamente lo stare insieme senza bisogno di strane pozioni per divertirsi; altra grande fortuna facevano parte della comitiva sia pariolini che borgatari, sembra impossibile ma era così. I pariolini erano due fratelli, il più grande è diventato uno dei più famosi mandolinisti italiani sia come solista, che come appartenente ad una orchestra famosissima, ancora oggi vado ai suoi concerti quando torna a Roma e c'è sempre il tutto esaurito.
Nessuno di noi aveva la macchina, tranne A., il più grande del gruppo: 112  Abarth color celestino neonato; avevo il divieto assoluto di salirci ma, pensate un pò, ci stavo sempre dentro. Quel ragazzo piaceva a tutte le ragazze del gruppo: occhi di brace, barba di qualche giorno quando ancora non esisteva lo stile"stropicciato", una vita molto dura che lo accompagnava, sempre senza una lira, non aveva neanche il telefono a casa.
Quel pomeriggio d'estate, credo che fosse l'80, ci eravamo dati appuntamento sotto la lampada Osram a Termini, non esiste più neanche quella e io ero in grande spolvero: capelli castano- rosso naturali eternamente spettinati con una fascetta di cuoio sulla fronte come ogni figlia dei fiori che si rispetti e poi perchè dovevo contestare anche quando non c'era niente da contestare, canotta azzurra accollatissima davanti ma con la schiena nuda, hot pants blu con una margherita gialla stile" chi mi ama mi segua", tutto necessariamente di Fiorucci e scarpe con la zeppa d'ordinanza ovviamente di Cervone. Lo so state pensando che sembravo una  zo.....a, effettivamente non so come mia madre potesse farmi uscire conciata così, ma avevo vari trucchi, però rieso a spiegarmi perchè dai camion e gli autobus gli autisti emettevano frasi non proprio eleganti. Studiavo e lavoravo come una forsennata e gli straordinari mi servivano a dare un parvenza di normalità ad una giovinezza già dura e così compravo a via del Corso abiti costosi per le mie tasche.
Bene, quel pomeriggio decidemmo di andare al cinema, discussione eterna su quale film vedere, tutti votarono per Fico d'India o qualcosa del genere, io m'impuntai per Brubaker  (come resistere a Redford), poi A. prese la parola e andammo a vedere Brubaker al Barberini.
Il Barberini ora è un multisala uguale a tante altre, all'epoca era il must dei mega cinema, l'unico con audio stereo. 
La sala è già piena e così ci dividiamo tra i vari posti liberi: mi tocca la prima fila, per guardare lo schermo devo piegare il collo ad angolo retto e fissare quasi il soffitto ma a fianco a me ritrovo A.
Non era mai successo che mi prestasse quel tipo di attenzione, spesso mi diceva che mi truccavo come una gheisha e che gli piaceva da morire, ma solo da poco avevo  notato uno sguardo diverso nei suoi occhi; nella penombra della sala fumosa sento il suo braccio dietro al mio collo che mi attira a se, le amiche nella fila dietro cominciano a sussurrare, mi si blocca il respiro: che faccio se mi bacia?
Si avvicina e mi sussurra qualcosa nell'orecchio: non so cosa abbia detto, so però che è l'unico del gruppo ad odorare di dopobarba e quella rimanente punge sul  mio collo, poi cerca la mia mano e le  intrecciamo. Restiamo così, per due ore e più, quando le scene sono luminose lo guardo e gli occhi neri scintillano; finito il film mi prende la mano e decide di accompagnarmi a casa in auto: quel giorno non c'è posto per altri quando di solito riuscivamo ad entrarci anche in sei.  Nel tragitto non diciamo nemmeno una parola, il mio cuore è un tamburo che mi rimbomba nelle orecchie, mi faccio lasciare lontano da casa altrimenti mia madre mi scanna. Prima di scendere mi accarezza una guancia e gioca con una ciocca ribelle come me, poi si avvicina e  mi sfiora leggermente la bocca: sono praticamente in apnea, forse percepisce il turbamento e spingendosi oltre mi apre la portiera.
Non successe niente, neanche dopo. Credo che fossimo solo uniti da vite molto difficili che volevano apparire uguali alle altre: affinità elettive. Ma fu uno dei momenti più belli della mia gioventù.

22 commenti:

  1. certo che quel film non vi ha aiutato a creare il clima giusto: non è che fosse poi un'apoteosi di romanticismo; grande interpretazione di Redford ma poca tenerezza!!!

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    1. Ciao Luigi,
      io sono contenta che non sia successo nulla altrimenti adesso non avrei questo ricordo dolce e spensierato ma ci sarebbe un pizzico d'amarezza.

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  2. Questo ricordo potrebbe essere la sceneggiatura di un film per quanto è bello e intenso!
    Buon fine settimana a te Keiko e alle persone che ami!

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  3. Olá amiga querida...
    Que bom que por aí não está tão frio como no Brasil.
    O inverno chegou forte com chuva e tudo.
    tenha uma ótima tarde e excelente final de semana,
    fica com o Papai do Céu.
    amo suas visitas.
    Aus 1000 e Beijos 1000 com carinho das amigas...

    KIPPY & LILLY

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  4. Olá amiga querida...
    Que bom que por aí não está tão frio como no Brasil.
    O inverno chegou forte com chuva e tudo.
    tenha uma ótima tarde e excelente final de semana,
    fica com o Papai do Céu.
    amo suas visitas.
    Aus 1000 e Beijos 1000 com carinho das amigas...

    KIPPY & LILLY

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  5. Peccato però, con il doveroso rispetto per la tua attuale unione, ma il tuo ricordo di allora è veramente poetico anche se sei stata una fanciulla un po' particolare.
    Un caro saluto,
    aldo.

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  6. Un ricordo dolce.
    Salutoni e buon week end.

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  7. bella la storia :-) e bella anche la poesia di Saba (che pure non è tra i miei preferiti) che ne sembra quasi prodromo :-) alla prossima!

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  8. Ciao...vengo per ringraziarti di essere passata da me (a proposito...come sei arrivata al mio blog?!). Grazie per il commento che mi hai lasciato e, se ne avrai voglia, torna pure quando vuoi...sarai la benvenuta! Bello il tuo blog...mi sono unito come lettore così potrò tornare a leggere con più calma! Ciao e Buon fine settimana.

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  9. ...la dolcezza è l'essenza dei ricordi!...

    Grazie cara Keiko,per questa meravigliosa lettura:)
    Baci
    Luci@

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  10. Stupendo ricordo meraviglioso direi io vivo di ricordi eche affollano la mia mente ma non sono cose passate e finite sono vive e nutrono il mio cuore!Ciao

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  11. Non saprei come commentare questo tenerissimo ricordo...mi piace il fatto che tenevate le mani intrecciate per tutta la durata del film...sono i piccoli gesti che ci fanno battere il cuore e farci sentire importanti... Ti auguro un sereno fine settimana CARISSIMA KEIKO!!! ^_^ un Abbraccione...

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  12. Ho dimenticato di dirti che mi piace molto il nuovo stile del Tuo Blog!!! ^_^

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  13. Altri anni, quando anche noi "maschietti", sognavamo incontri con la ragazza della compagnia che ci piaceva. Proprio quella che poi ti soffiava il più figo, proprietario di una barca a motore. Eh, sì! A Venezia non ci sono macchine. Dimmi una cosa, ma a Roma vi davate tutti appuntamento sotto la lampada Osram o Claudio Baglioni, che ne ha fatto una canzone, faceva parte della tua combriccola. Mi piace molto come hai descritto le sensazioni che provavi in quel cinema ed in macchina. Del resto erano gli anni in cui avevamo paura di ingaggiarci troppo. Buona domenica.

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  14. Ho dimenticato. Ma quando mandi a quel paese la tua conoscente od amica del post precedente? Ciao.

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    1. Elio sapessi...
      La mia parente acquisita mi ha richiamato per dirmi che effettivamente non è un buon periodo per le ripetizioni ma che in ogni caso è meglio che mia figlia si trovi qualcuno.
      Boh?! Sarà il caldo.

      P.S.
      Tutti i giovani si vedevano sotto la Lampada Osram e Baglioni ha vissuto a pochi isolati da dove vivo attualmente.
      Ciao buona domenica

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  15. Mi hai fatto sognare con la bocca aperta e meno male non ci sono mosche in giro.

    Stupendo racconto...

    Ti ricorda qualcosa ; Le rose che non colsi?;)

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  16. per te:)
    http://tonykospan21.wordpress.com/2011/02/03/non-amo-che-le-rose-che-non-colsi-genesi-e-poesia-di-una-frase-sempre-viva/

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  17. Bel racconto, sei riuscita a trasmettere le tue emozioni e per un attimo mi hai fatto rivivere alcuni momenti simili che ho passato io (simili nelle emozioni intendo, seppure diversi nel contesto, immagino).
    Forse è rimasto uno dei momenti più belli della tua gioventù proprio perché fermo a quel che "sarebbe potuto accadere, ma non è successo".
    Un saluto.

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    1. Hai captato esattamente il succo del racconto:" sarebbe potuto accadere, ma non è successo..."
      E comunque penso che se un uomo e una donna sono troppo amici certe scintille si spengono sul nascere, e i miei migliori amici erano sempre maschi!!

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  18. delizioso ricordi di qualcosa che sarebbe potuto essere...

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