giovedì 28 giugno 2012

No. Non li capisco proprio!

Lungi da me il voler salire in cattedra, ma succede a volte che certi atteggiamenti di noi genitori, in questo caso delle mamme, producano degli effetti  raccapricianti su chi li osserva.
Frequento da oltre sei anni il mondo del karate e da tre l'agonismo a livello nazionale; non pensate che sia io la karateka, ma mio figlio. Quello che è successo nell'ultima gara mi ha sconcertato e  sono una che le ha viste di tutti i colori, ma la mamma di cui parlo è stata capace dell'inenarrabile.
Gara nazionale, palasport gremito, 650 atleti partecipanti; mio figlio gareggia sia per il kata ( figure) individuale che per quello a squadre.
Tutti i genitori e i parenti sono sugli spalti mentre i ragazzi e i maestri sono sui tatami a riscaldarsi; la palestra di mio figlio si presenta con 3 ragazzi: il mio, un suo compagno ed una ragazza.
Bene, la mamma di quest'ultima ragazza che chiameremo C. non siede sugli spalti ma si trova tra i due allenatori e massaggia le spalle della figlia mentre le fa ingurgitare bibitoni di Gatorade.
La gara individuale va bene sia per mio figlio che per il suo amico, sono cinture  marroni e il kata è molto complesso ma riescono ad arrivare all'argento ognuno per la propria categoria. E' la volta di C., esegue lo stesso kata dei compagni ed ottiene un punteggio che non le consente di passare il turno: la madre inzia quella che si rivelerà una demenziale macchietta. Asciugando disperata gli occhioni lucidi di C., inizia ad assillare gli istruttori su quanto siano inesperti i giudici, agita i  capelli biondi e appoggiandosi travolta dal dolore sul  petto del maestro più giovane, implora un colloquio col maestro più anziano. Il maestro arriva, sente le sue lamentele, annuisce ma non le presta molta attenzione, allora la buona madre comincia a sbottonare un bottone della camicetta; il maestro butta un occhio e le presta più ascolto, un altro bottone e si richiede l'intervento del giudice di gara che congeda con poche parole la situazione. La mamma affranta cerca di trovare conforto tra le braccia vigorose del giovane maestro mentre il suo ex marito vicino al mio posto scuote la testa  e se ne va a fumare. Ovviamente anche la nonna ha da ridire e comincia una disquisizione sulla velocità e la potenza del kata della nipote: voi credevate che le ottantenni facessero la maglia o il ricamo? Sbagliato!! Sono esperte di karate.
Inizia il kata di squadra: sono loro 3 al centro del tatami.  Formazione a triangolo;caposquadra  è il compagno di mio figlio, dietro di lui C. e mio figlio. Iniziano, devono eseguire in perfetta sincronia un kata lungo e complicato, il tempo lo da' il caposquadra e gli altri due devono seguire; le altre squadre sono bravissime ed otteniamo un valido argento. Tutti applaudiamo e festeggiamo i ragazzi, la "madre" no.
Agitassima inizia a piagnucolare aggrappata al muscoloso braccio dell'istruttore dicendo che i maschi ed in particolare mio figlio, hanno messo in difficoltà C. che  è un pò più bassa e quindi ha fatto più fatica a stare al passo: ma è più di 3 mesi che eseguono quell'allenamento e non si è ritirata di misura in poche ore.
Oramai la camicia è andata ed un top mozzafiato contiene a stento le prosperose grazie, i maestri la consolano e lei mostra con la videocamera  un passaggio rallentato in cui mio figlio avrebbe commesso il fatale errore. C. piange  disperata, il caposquadra è nero di rabbia per la figura che stanno facendo, mio figlio prende la medaglia e lo trattengo dal tirargliela.
Il giorno dopo in palestra tutti i compagni  stringono mani e danno pacche sulle spalle ai ragazzi. Un  titolo nazionale è comunque una soddisfazione, ma non per la mammina. Lei,  la nonna e il nonno sono di nuovo lì a recriminare e incolpare, stavolta abbiamo una minigonna imbarazzante e tacchi a spillo. Mio figlio è  parecchio inc.....o di passare da colpevole, e a me cominciano a girare; chiamo la nonnetta, la mammina, gli allenatori e tiro fuori la mia videocamera, poi presento loro mio cugino campione nazionale di karate e gli faccio commentere il kata ad alta voce: i ragazzi hanno fatto il loro dovere, nessuno escluso, era difficile e lo sapevano benissimo, sono arrivati secondi assoluti e poi alla loro età devono divertirsi ed i genitori non devono mai, per nessun motivo intromettersi.
Poi guarda la mamma e la nonna e consiglia loro di dedicarsi di più allo shopping e al bingo.
Mi domando ma che esempio per una ragazzina vedere la madre  vendere e mercificare il proprio corpo per ottenere quello che si vuole?
Perchè non si insegna ai figli a sudare per ottenere risultati in qualsiasi campo e ad accettare sia i successi che gli insuccessi?
E poi maschietti, spiegatemi come mai basta che vediate qualcosa che assomigli a dune o dossi e perdete completamente la ragione anche a costo di rendervi ridicoli?
Per la cronaca: la  nonneta cintura nera di spettegolezzo non mi ha sautato per due mesi.

22 commenti:

  1. e non ti dico quello che succede a bordo campo quando i ragazzini giocano a calcio: genitori che urlano frasi irripetibili al malcapitato arbitro di turno; ma si puo essere più deficienti???

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    1. Ho un campetto vicino casa e quello che si sente è assurdo!
      Il dialetto romanesco amplifica l'effetto; poi ci stupiamo di cosa succede negli stadi.

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  2. Terrificante.
    Anche io conosco mamme del genere, in particolare una, che pretende sempre che sua figlia prenda tutti dieci e arrivi sempre prima alle gare. Ma ammetto che una persona assurda come quella che conosci tu non mi è mai capitata.
    Però purtroppo credo che siano in tante. A insegnare alle figlie a mettere in mostra la mercanzia per ottenere qualcosa, a insegnare che i fallimenti sono sempre colpa di qualcun altro. E' stato bravo tuo figlio a non tirarle la medaglia in testa.

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    1. In questi anni tutti i ragazzi hanno incassato sconfitte e le hanno superate con grande forza; C. non c'è riuscita perchè la famiglia non le permette di elaborare questa sensazione in quanto la colpa degli insuccessi è sempre di qualcun altro.
      Non l'ha tirata la medaglia, ma ha guardato con occhi diversi i suoi istruttori, e questo è peggio.
      Un caro saluto.

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  3. La mia prima ragazza mi raccontava dei genitori alle gare di nuoto dei figli: col cronometro, a gridare insulti se le loro creature si facevano battere. Comunque vorrei sapere com'era lo sguardo di C., mentre la mamma si vendeva le sue grazie...

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  4. Purtroppo C. sembra aver ereditato le virtù della mamma, per ora sono lacrimoni, lamentele infinite abbracciata al maestro, quello più giovane ovviamente. Diamogli il tempo di arrivare alle superiori a settembre e avremo il clone della mamma e della nonna.

    P.S.

    Mia figlia sostiene che quando le donne non hanno argomenti efficaci, offrono la merce più a buon mercato.

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  5. Ciao Keiko, io solitamente per abitudine non do consigli ma solo opinioni, però faccio uno strappo alla regola per la signora in questione: visto che neanche le sue grazie hanno prodotto infine l'effetto desiderato, dovrebbe far gareggiare la figlia da sola così è sicura che vincerà sempre e poi dovrebbe chiamare tutti i parenti ad assistere per avere un po' di pubblico così potrà vivere felice e contenta nel suo ego sconfinato!
    Un abbraccio e serena giornata!

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    1. Effettivamente abbiamo caldamente consigliato di farla gareggiare da sola, così l'anelato oro sarebbe assicurato.
      Siccome si lamentava anche di qualsiasi compagno per i combattimenti, tutti inadeguati per le sue capacità, le abbiamo suggerito un corso di punto croce.
      L'ha presa male.
      Ti abbraccio

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  6. Sai Keiko volevo scrivere qualcosa di troppo maleducato rivolto a quei tali parenti di C. ma preferisco assegnare una medaglia d'oro di fantasia a te e a tua figlia per la vostra saggezza.
    Un abbraccione,
    aldo.

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    1. Altro che saggezza!!
      E' solo spirito di sopravvivenza.
      Ciao carissimo.

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  7. Io insegno Keiko , sono precaria ancora, ma insegno. E potrei scrivere un libro sull'argomento genitori/figli.
    Ci sono indubbiamente ottimi genitori, ma ci sono genitori ai quali dovrebbero togliere la Patria potestà a suon di calci in culo.
    Scusami ma sono fatta così, non uso mezzi termini.
    Ho dedicato vari post all'argomento: madri bottane/figlie lolite.
    In realtà le creature non c'entrano nulla, sono il prodotto adulterato dei loro genitori.
    Rovinano i loro figli gettando le basi per una società sempre peggiore.
    Ci sono genitori che spingono le loro figlie alla mercificazione dei loro corpi. Per fama, denaro e compensare alle loro passate frustrazioni.
    Se la scuola è allo sfascio è anche per colpa di simili soggetti.

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    1. Neanch'io uso mezzi termini ed infatti sostengo che prima di generare sarebbe utile una perizia psichiatrica.
      Se poi ti parlassi dei compagni di scuola....
      Erano anche compagni di classe e non puoi capire che storie se, ovviamente per incapacità dell'insegnante, capitava qualche voto più alto di C.!
      Ora si prepara ad entrare in qualche liceo: attenzione prof.
      gatta morta all'attacco.
      Buona serata Nicole.

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  8. I miei ragazzi hanno fatto Karate per un po' di anni però alle gare ci andavo solo io: ho provato a sbottonarmi qualcosa ma mi hanno indicato subito i bagni del palazzetto!

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    1. Magari se avessero avuto una istruttrice più sensibile al fascino maschile.....
      Meglio così, crescono capaci di perdere!
      Buona serata

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  9. perché la cosa mi disturba ma non mi stupisce? Ah, già, son maestra, ci son abituata :-S

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    1. per fortuna esistono (e sono la maggioranza) migliai di mamme, papà e nonni equilibrati e generosi che fan di tutto per offrire i migliori esempi e sostegni ai loro figli e nipoti.

      Evviva le persone sane e per bene!

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  10. Da quello che leggo sulle prodezze di certi genitorelli infoiati (ad esempio nell'ambientino del calcio) mi sa che la vera eccezione è il tuo atteggiamento equilibrato, e non quello dell'imbarazzante mammina fanatica. In certi luoghi l'accesso a genitori e parenti dovrebbe essere proibito, o severamente controllato.

    Sull'argomento in generale sono ancora più drastico: io farei un monumento ai miei genitori per avermi lasciato libero di scorrazzare per boschi e per prati. Chi se ne frega di "competere", a quell'età? A quell'età si Gioca!

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    1. Se qui da me ci fossero boschi e prati non mi sarebbe neanche passata per la testa l'idea di una palestra.
      Purtroppo é un ambientino, come dire, non troppo raccomandabile ed è l'unico modo per tenerlo lontano da certe situazioni.
      Anche io sono cresciuta correndo per prati e scalando alberi:mi sembra di essere venuta bene!
      Ciao caro, a presto

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  11. tu non ha niente da rimproverarti! :)

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  12. Mamma mia, agghiacciante il comportamento di questa "signora" (le virgolette mi paiono d'obbligo).
    Detesto quei genitori che forzano i propri figli a vincere per forza e che se non ce la fanno poi, anziché incoraggiarli e dirgli che sono stati comunque bravi, addossano la colpa a qualcun altro; ma nello sport l'importante non è partecipare e dare il meglio?
    No comment sul tentativo di sedurre l'istruttore, inqualificabile, davanti alla figlia poi. Povera ragazzina. Speriamo che riesca ad affrancarsi da un modello genitoriale così.
    Un saluto :-)

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  13. Certo cara Keiko è davvero imbarazzante e fastidioso vedere una persona sedurre in quel modo e a tutti i costi.....
    Ciao e buona domenica:)
    Luci@

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  14. ma perchè non hai permesso a tuo figlio di tirarle in testa la medaglia??? Sono sicura che quella "tipa" non avrebbe fatto sceneggiate se attorno a sè non avesse avuto un pubblico...povera cretina esibizionista!!! scusa la mia parola,ma a volte ci vuole... Un Carissimo Saluto Cara KEIKO °_^

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