domenica 19 agosto 2012

La morte non dimentica



Ho sempre pensato che i libri, specialmente quelli splendidamente scritti, non hanno scadenze e La morte non dimentica (Mystic River) di Dennis Lehane appartiene sicuramente a questa categoria. Ne parlo oggi  per chi non l’avesse – colpevolmente:) – mai letto.
Trama in sintesi:
1975 Tre ragazzi di una periferia di Boston, ingannano il loro tempo consci delle scarse prospettive di un domani migliore. Fino al giorno in cui  l’incubo entra di prepotenza nella vita di Dave Boyle, undici anni. Predato da due pedofili, scompare per quattro giorni, per poi riapparire alla vita, festeggiato da un quartiere intero che  desidera non sapere e dimenticare  al più presto. Venticinque anni dopo, la figlia del suo amico Jimmy (strabiliante Sean Penn), che da piccolo teppistello  ha ben costruito un trascorso di rapine e non solo, viene trovata uccisa. Indaga sul caso Sean (ottimo Kevin Bacon), il terzo ex ragazzo, che si ritrova suo malgrado a sospettare di Dave, (magistrale Tim Robbins) il maggiore indiziato in  questo caso di omicidio. Per i tre ex amici Sean, Jimmy e Dave è arrivato il momento di fare i conti col passato  e con il terribile episodio che ha turbato per sempre le loro anime. Solo scavando indietro nel tempo Sean potrà scoprire la verità sulla morte di Katie.
Dennis Lehane ci  regala un romanzo meraviglioso.
Si tratta di una storia intensissima, dai toni mai definiti ma sempre sfumati, dalla prima all’ultima pagina, i ricordi, i sospetti, le emozioni contrastanti si susseguono senza fine. Probabilmente molti di voi avranno ancora negli occhi la leggendaria interpretazione Penn – Robbins – Bacon  con la regia del maestro Clint Eastwood. Qui è il caso di dimenticarla. Adesso il nostro maestro si chiama Dennis Lehane ed è  lui che conduce il lettore in una stanza buia e maleodorante, quella in cui il piccolo Dave Boyle rimane vittima di due spietati pedofili prima di riuscire a fuggire. Perché è da questo punto che l’incubo prende forma.
La macchina che lo ha portato via è  una bara su quattro ruote, davanti alla quale i suoi amici Sean e Jimmy riescono solo a rimanere attoniti e dalla quale lui tornerà sopravvissuto ma non vivo. Tanti anni dopo un evento tragico riavvicina i tre vecchi amici, ormai adulti e lo scenario si arricchisce di altri elementi importanti: chi è  davvero Jimmy Marcus  nella sua anima più recondita e fin dove riuscirà a proiettare la sua sete di vendetta per l’omicidio della figlia Katie? Quell’urlo bestiale che lo invade alla vista del cadavere di Katie e inchioda sia il lettore che lo spettatore fin dentro le viscere, quale meccanismo ha innescato? Dave Boyle, lo stesso Dave che tanti anni prima è salito sulla macchina nera, è un uomo diverso, o è ancora quel bimbo pallido e solo  rapito tanti anni prima? La morte di Katie riavvicina i tre amici, d’accordo, ma lo fa attraverso un perverso percorso che vede proprio in Dave il tragico capolinea. La caratteristica di questo romanzo, oltre a una potente vena poetica e a uno stile impeccabile, è la forza dei personaggi, ognuno dei quali sarebbe degno di essere protagonista assoluto. Ulteriore aspetto da considerare  è certamente rappresentato dal ruolo assolutamente decisivo che le rispettive consorti rivestono all’interno dello sviluppo della trama, in particolare quella di Dave. Dove sarebbe Dave senza l’intervento di sua moglie? E, ancor di più, dove sarebbe  se sua moglie non avesse deciso di parlare con Jimmy?  Come sarebbe Dave se sua moglie fosse rimasta con lui, senza dubitare come sua madre 25 anni prima?
 A mio avviso si tratta di un romanzo straordinario, un capolavoro assoluto.
Il film, altrettanto magnifico é uno tra i miei preferiti secondo solo a “In to the Wild” che però differisce parecchio dal romanzo-diario. Nella parte finale del film di Eastwood la figura di Jimmy risulta più morbida e umana rispetto al ritratto originale che ne fa Lehane, riportandolo, pagina dopo pagina, a quel delinquente incallito che è stato e che rappresenta la sua salvezza da quel giorno di molti anni fa, ma inesorabilmente legato alla verità.  Rimanendo fedele alla poesia estrema, alle sfumature di grigi, ai giochi d’ombre  e al passato che in fondo non abbandona mai nessuno di noi e che costruisce giorno dopo giorno il nostro presente.

10 commenti:

  1. Lo confesso sono colpevole poiché non ho mai letto questo libro di Dennis Lehane ma, se vale un perdono, ho visto il film almeno tre volte sia perché interpretato da attoroni come Sean Penn, Kevin Bacon e Tim Robbins, sia perché quando ci sono in circolazione film diretti o interpretati dal grande Clint Eastwood non me li lascio scappare.
    Li scarico in download qui sul mio pc da un sito.
    Un salutone,
    aldo.

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  2. Bravissimo Aldo!!
    Sei un grande!
    Tranne "I ponti di Madison Country", che è troppo smielato per i miei gusti, non mi perdo un film ddi Eastwood e Penn.
    Un abbraccio:)!

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  3. Belo filme...Espectacular....
    Cumprimentos

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  4. Il film è uno dei miei preferiti, il libro invece non l'ho letto, magari provvederò in futuro.
    A me è piaciuto tanto anche I Ponti di Madison County e Gran Torino, mentre gli altri dell'ultimo Eastwood non mi hanno convinta. Specialmente Million Dollar Baby l'ho sempre trovato un po' retorico, sul tema dell'eutanasia come gesto d'amore preferisco Mare Dentro di Amenabar. Lo hai visto? Te lo consiglio.

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    1. Straordinario " Il mare dentro", un tema importante trattato in maniera non retorica.

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  5. Cara Keiko
    è un piacere leggerti e la tua recensione mi ha incuriosito tantissimo...leggerò il romanzo sicuramente!
    Lieta giornata!:)
    ciao
    Luci@

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  6. E' veramente un gran bel romanzo: costringe a guardarci dentro e fare i conti con il nostro passato.
    Un abbraccio:)

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  7. Io credo che hai splendidamente espresso il pensiero che quasi sempre il libro è mille volte meglio della trasposizione cinematografica, tranne alcuni rarissimi esempi che si contano sulle dita di due mani.

    Confesso. Non ho mai letto questo libro e sembra interessante. Ma non me la sento proprio di leggerlo... a volte mi faccio degli sconti, ma non sempre riesco ad affrontare certi argomenti. Sorry

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  8. Altro caso in cui ho (imperdonabilmente?) visto solo il film. Altro caso in cui mi segno subito il titolo del libro. Grazie.

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  9. L'ho visto, non ho letto il libro.
    E' un film devastante che induce a riflettere.

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