lunedì 1 ottobre 2012

Addio Shlomo, io non ti dimenticherò!

Addio a Shlomo Venezia, sopravvissuto alla Shoah e testimone dei lager nazisti

(Da YouTube)  (Da YouTube)
ultimo aggiornamento: 01 ottobre, ore 15:13
Roma - (Adnkronos/Ign) - Lo scrittore ebreo si è spento nella notte a Roma. Aveva 89 anni. Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando, squadre composte da internati e destinate alle operazioni di cremazione dei corpi dei deportati uccisi.
 
Questo uomo, deceduto poche ore fa, ha sempre rappresentato per me il riscatto dal Male. E' sopravissuto ai Sonderkommando e fino ad un'età ormai adulta non ha mai rivelato il suo tragico passato.
A lui ho dedicato il mio umile racconto e sono contenta che qualcuno lo abbia letto sapendo che fosse stato scritto per lui.
Avrei voluto conoscerlo di persona, perchè in realtà ho letto e visto tutto quello che c'era disponibile, ma avrei tanto voluto guardarlo negli occhi e scoprire quell'abisso profondo e forse mai colmato.
Addio signor Venezia, spero tu sappia che per qualcuno rappresenti il coraggio e la volontà di andare avanti malgrado tutto!

9 commenti:

  1. vivere con il ricordo del peggior incubo dell'umanità...

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    1. Nel suo caso incubo nell'incubo.
      Il Sonderkommando era quanto di più crudele si potesse ordinare ad un uomo.

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  2. quando ho sentito la notizia al TG ti ho pensato...

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    1. Da quando ho scoperto la storia almeno 30 anni fa, un legame indefinibile mi ha legato alla sua figura: non finirà con la sua morte.

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  3. Mi inchino ad uomini così.

    Sto leggendo tutto a ritroso, mi sei mancata:)

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  4. Un uomo che ha cambiato per sempre la mia prospettiva personale.

    Mi sei mancata anche tu.

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  5. quando viene a mancare un uomo così importante nella vita.. è come perdere un punto di riferimento. L'importante è preservarne il ricordo e, dove possibile, portare avanti il suo pensiero.. per non lasciarlo morire del tutto.

    Un abbraccio
    Joh

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  6. @ Maude
    @ johakim

    Proprio oggi ho visto in tv un'intervista ad una donna discendente della famiglia Di Veroli, sterminata nella quasi totalità, che raccontava di Sholmo e mi ha colpito quando descriveva i suoi silenzi: le sue parole sono giunte a noi, ma i suoi silenzi cosa avrebbero potuto dire, forse cose che non saremmo pronti o capaci di ascoltare e capire; silenzi che non diveranno mai più testimonianze.

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