venerdì 12 ottobre 2012

Così geniali, così rivali!











Mi è capitato qualcosa di straordinario, è rarissimo e quando accade vale la pena di raccontarlo.
Doveva essere proprio il mio giorno fortunato perché sono riuscita a visitare l’inaccessibile  chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza del maestro Borromini. Questa meraviglia architettonica è praticamente sempre chiusa e solo per puro caso  ho trovato il grande portone in legno spalancato che si apre su un chiostro modesto che nulla lascia presagire. Quando Borromini ricevette l’incarico di modificare la costruzione di Giacomo Della Porta, si trovò una pianta quadrangolare per una chiesa circolare.
Ma il grande genio cambiò tutto e impostò la pianta su due triangoli che s’intersecano formando una stella a sei punte. Nascosta in questa pianta c’è una complessa simbologia, dal momento che i due triangoli formano la stella di David e costituiscono il sigillo di Salomone. Il colore bianco puro abbaglia il visitatore, niente oro e orpelli inutili per il grande Borromini , solo architettura allo stato puro. Poi alzi gli occhi in quella struttura che si sviluppa tutta in altezza e il fiato si mozza in gola. Una cupola imponente e finemente scolpita trasporta i  pochi fortunati in una dimensione da sogno: le stelle incise sono 111, numero che può essere scritto anche 1+1+1, che da come somma 3, simbolo della Trinità.  Più alzi lo sguardo e più la cupola sembra senza fine, si alza e si allontana dal visitatore. E che dire della lanterna  che la corona all’esterno e sovrasta i tetti di Roma? Una magnifica cuspide a spirale che sfida ogni legge; costò al maestro molti problemi, i committenti pensavano che egli non avesse calcolato bene il carico e potesse mettere in pericolo l’edificio, ma tre secoli e mezzo dopo è ancora ben salda al suo posto. Questa chiesa è un’opera magistrale e invito chiunque a visitarla, la porto nel mio cuore e chiudendo gli occhi  vedo ancora quella volta incredibile e quel bianco abbagliante nudo e puro. Ho cercato per decenni un modo per visitarla e poi, improvvisamente, quel portone era aperto e gli occhi hanno goduto di tanta incredibile meraviglia.
Borromini è importante per Roma e la sua importanza sarebbe maggiore se fosse vissuto in un’altra epoca e invece fu schiacciato dalla presenza di un altro genio Bernini. Bernini  usava il  talento a suo favore: faceva sempre ciò che voleva, ma con l’aria di far felice il committente. Borromini era insofferente, scontroso e non faceva nulla per compiacere nessuno, in un’epoca in cui l’obbedienza era quasi d’obbligo.
Ad esempio  il capolavoro di Borromini San Carlino: il colore quasi bianco, le pareti movimentate sia all’interno che all’esterno, si alternano a nicchie, colonne modanature, giochi di curve. Il soffitto rappresenta un’opera d’arte nel capolavoro: profondamente scolpito in esagoni e ottagoni, il tutto parla di informazioni e suggestioni enormi che il maestro usa in uno spazio così ridotto, ma rimanendo fermo nel  suo stile di profonda austerità.
Poi vediamo il contrasto con Sant’Andrea del Bernini: già entrando i colori colpiscono l’occhio: marmi policromi, ornamenti sovraccarichi, atteggiamenti degli angeli enfatici, pitture sgargianti: bianco, freddo, austero il primo; dorato, caldo, lussuoso il secondo. Se Bernini è di natura teatrale, Borromini è parco di parole ma sa inventare  curve  e ornamenti senza precedenti; se fosse visitato oggi  da un medico sarebbe considerato depresso, ma questo male oscuro lo guidava nel genio totale.
Tutto quello che mancò a Borromini, Bernini lo ebbe a piene mani: simpatia,fama, denaro, gloria, usava la compiacenza dei Papi a suo piacimento; ma quando questi ricevette l’incarico per il “ baldacchino di San Pietro”, chiamò in aiuto il Borromini esperto architetto. In questa occasione  Mancini, medico del Papa, conia la celebre frase” Quod non fecerunt barbari, fecerunt  Barberini, in quanto per edificare l'opera commissionata dai Barberini smantellarono i bronzi del Pantheon. Il Bernini amava inganni virtuosistici dando sfogo al suo senso teatrale, poi però scordava l'essenziale: infatti il suo baldacchino , nel contesto imponente appare aggraziato quasi delicato; ci pensò il Borromini a sistemare la prospettiva mettendo sulla cupola una sfera dorata per riequilibrare il tutto. Non è facile amare Borromini: se tutte le opere del Bernini parlano di sensualità, le sue la negano.
Borromini morì suicida a 68 anni incastrando una spada alle traverse del letto e conficcandosela nel torace, Bernini muore a 82 anni sopravvivendogli di 14 anni e 3 Papi.
Diversi in tutto, geniali in tutto. Fino alla morte.
       
            (informazioni tratte da "  I segreti del Vaticano di Augias)




foto 1  Esterno di Sant'Ivo alla Sapienza
foto2  Lanterna di Sant'Ivo
foto3  Interno di Sant'Ivo
foto4   San Carlino esterno
foto5   San Carlino interno
foto6  Sant'Andrea interno
foto 7  cupola Sant'Andrea
foto8  Baldacchino di San Pietro

24 commenti:

  1. Pur non essendo romana conosco questa chiesa perchè ho avuto modo di ammirarne le foto in un articolo di una vecchia rivista e la ricordo perchè mi piacque molto la sua architettura.

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    1. Un'architettura fuori dagli schemi dell'epoca, come era l'artista, che non ha eguali.
      Puro genio.

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  2. Molto interessante questo post, ignoravo questa rivalità. Io personalmente preferisco l'arte meno "carica", quindi sicuramente sto dalla parte di Borromini.
    Sono contenta per la fortuna che hai avuto, a volte i sogni si realizzano!

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    1. Ho visitato moltissime chiese, è una delle mie passioni, ma sono sincera quando dico che Sant'Ivo lascia letteralmente senza fiato.
      Quando alzi la testa per guardare la volta, il fiato si mozza in gola.
      Era uno dei miei sogni poterla visitare.
      Ci sono riuscita:))!!!!

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  3. bellissimo reportage... grazie. Sai che non ricordo se ho visto questa chiesa? Mi sembra che si trova dentro l'Archivio di Stato vicino Piazza Navona, ma forse sbaglio Chiesa.
    bellissima ...

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    1. Bravissima!!
      Sant'Ivo si trova proprio in prossimità di Piazza Navona e praticamente davanti a San Luigi de' Francesi che racchiude 3 grandiosi Caravaggio:))

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  4. Pensa Keiko che ho lavorato in quei pressi nel biennio 1948-1959, sia a Corso Rinascimento e sia a Piazza della Pigna ma non mi sono mai soffermato a visitare quella bellissima opera.
    Stando a quanto dice una leggenda tra il Bernini e il Borromini non doveva scorrere buon sangue, vedi la Fontana dei 4 fiumi a Piazza Navona e la Chiesa di Sant'Agnese di fronte sempre nella stessa Piazza.

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    1. Bravissimo Aldo!!!
      Pensa che il Borromini qualche anno prima partecipò al progetto di canalizzazione per far arrivare l'Acqua Vergine a Piazza Navona, ma il suo progetto fu rigettato perchè troppo austero rispetto al progetto Berniniano, che come sappiamo è scenograficamente mirabile!!

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  5. Sono stata a Roma per la prima volta questa estate. Sono oassata davanti a questa chiesa cinque o si volte ma era chiusa. Grazie per aver aperto la sua porta a noi che ti leggiamo!

    Bello anche il cenno a Salomone... Sai che lo apprezzo molto!
    Joh

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    1. In effetti ti ho pensato mentre lo scrivevo.
      Nel sigillo di Salomone è racchiusa la sintesi del pensiero ermetico massonico; la combinazione nell'intreccio delle linee rappresentano i 4 elementi dell'universo: fuoco, acqua, aria e terra e unito alle sue 111 stelle penso che il maestro abbia detto tutto quello che doveva grazie ad un semplice scalpello!!
      Un'opera mirabile!!

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  6. keiko grazie di questo post.
    Sinceramente non conoscevo la chiesa di Sant’Ivo.
    Ora grazie a te so che esiste è un'opera stupenda, d'accordo con te sulla cupola e non solo.

    Un saluto affettuoso.

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    1. Ciao Rosy, dico sinceramente che per quante ne ho visitate, Sant'Ivo ha qualcosa in più data proprio dalla sua austerità e strabiliante architettura.
      Un abbraccio:))

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  7. Che bel post Keiko, sei bravissima nel parlare d'arte e trasmetti tanto entusiasmo.
    Purtroppo non sono riuscita ancora a visitare Sant'Ivo alla Sapienza. Pensa che lo scorso maggio, complice il fatto che un mio amico era in visita a Roma per una decina di giorni, ne ho approfittato per andare a vedere con lui un po' di chiese e musei che mi mancavano. Purtroppo questa era chiusa, come volevasi dimostrare. :-(
    Cercherò di riprovarci.

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    1. Vale davvero la pena ritentare, se posso dare un consiglio, potresti provare la domenica appena terminata la funzione religiosa.
      Non ne rimarrai delusa.
      Ciao, buon w.e.:))

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  8. Sei stata fortunata a potere entrare a fotografare una meraviglia del genere.
    Complimenti per le foto.
    Buon week end.
    A presto.

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    1. E' stata veramente una fortuna, visto che è praticamente sempre chiusa!!
      Ciao, a presto

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  9. Grazie per avercela fatta conoscere. È stupenda! Le belle foto che hai inserito nel tuo bellissimo post mi ha invogliato a cercare un filmato è l'interno toglie veramente il fiato.
    http://www.youtube.com/watch?v=ydRq5Dqdz20&feature=related
    Ciao buona settimana
    enrico

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    1. Ho visto il video ed è meraviglioso, volevo parlare delle api scolpite; ne farò un post per un'altro luogo mooolto particolare.
      Ciao:))

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  10. grazie, rischiereri di essere banale! Hai leto la mia proposta?

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    1. Non credo che potresti essere mai banale!

      Ho letto la tua proposta ed ho lasciato un commento, ma come pubblicitaria sono penosa:((

      Ciao:))

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  11. Davvero straordinario questo tuo post, cara Keiko!
    Un'opera bellissima,abbagliante, di pura bellezza.
    Sono quì ad ammirarla e senza dubbio mi accarezza l'anima... aiuta a comprendere meglio il senso della rilessione...della meditazione..... concede tanta pace...
    Grazie Keiko!
    Ti abbraccio,Luci@

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  12. Quella mattina in tutta la chiesa eravamo in 5 persone, e la luce che filtrava dalle vetrate aveva qualcosa di magico.
    Credo non capiterà più
    Un abbraccio:))

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