sabato 27 ottobre 2012

La morte sospesa

Tutti gli uomini sognano.
Non però allo stesso modo.
Quelli che sognano di notte
nei polverosi recessi
della mente
si svegliano al mattino
per scoprire che il sogno è vano.
Ma quelli che sognano di giorno
sono uomini pericolosi,
giacchè ad essi è dato vivere
i sogni occhi aperti
e far sì che si avverino

T.E. Lawrence
I sette pilastri della saggezza


Questi bei versi altro non sono che l'introduzione di un libro che io reputo meraviglioso.Non è un racconto d'avventura, ma il resoconto di una impresa straordinaria.  Nel giugno del 1985 due giovani alpinisti britannici decidono di scalare la parete ovest del Siula Grande (6536 metri), conquistata la vetta una violenta bufera li costringe ad una discesa difficoltosa e Simposon, autore del libro, perde un appoggio e precipita rompendosi una gamba; il compagno Yates lo cala faticosamente in mezzo alla bufera con laboriose manovre di corda, ma ad un  certo punto, oltre il gelo mortale, il buio e la bufera Simpson si ritrova appeso a penzoloni in uno strapiombo. Yates non riesce più ad issarlo e, rischiando di precitare nel vuoto anche lui , decide di tagliare la corda che lo unisce al compagno e che rappresenta l'unica salvezza per Simpson. Yates torna al bivacco divorato dai sensi di colpa e attende un ritorno che appare solo un alibi al suo rimorso.
Simpson precipita in un crepaccio profondissimo e malgrado le gambe rotte, il congelamento delle mani, la disidratazione e l'inedia, dopo alcuni giorni arriva strisciando al campo urlando e sussurrando il nome dell'amico.
E' un racconto meraviglioso di forza d'animo malgrado la sofferenza e il terrore, personalmente credo che renda meglio nel suo titolo originale Touching the void, comunque nulla toglie al ritmo della narrazione e all'accuratezza delle parole: oltre che un ottimo scalatore Simpson è anche un bravissimo scrittore.
Esiste anche il film, interpretato dai due scalatori, è girato come un documentario che nulla risparmia alla sofferenza e al terrore, ma anche al senso di colpa dei due protagonisti.
Nell'ambiente degli scalatori si dice il film sia servito a reinserire Yates nell'ambiente in modo consono, dal momento che dall'incidente era visto in malo modo.
Ho visto il film molte volte, amo le altezze e le persone straordinarie; poi ho cercato il libro che era disponibile solo in inglese. L'anno scorso l'ho finalmente trovato e non mi ha deluso, anzi, in alcuni passaggi Simpson immagina i pensieri dell'amico costretto a quel taglio lacerante e li ho trovati intensi e commoventi.
E' un libro poco conosciuto, malgrado sia un best seller nel suo genere e lo consiglio a chi ha voglia di un'avventura straordinaria compiuta da uomini staordinari ma consapevoli della loro fragilità.

30 commenti:

  1. Keiko ma io e te per caso siamo gemelle separate alla nascita?
    No, perché davvero, ogni volta scopro una similitudine in più.
    Questo film e questo libro sono tra le mie grandi passioni, mi sono immaginata centinaia di volte Joe su quella montagna, la sua lotta, la sua fatica, la sua incredibile voglia di vivere, è una storia che fa venire i brividi per quanto è emozionante ma è anche ma poco conosciuta.
    Ed eccola qua che la ritrovo sul tuo blog!

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  2. Non ci posso credere che conosci sia il libro che il film, credo che sapremo 5 in tutta Italia!!
    Lo trovi anche tu una persona staordinaria?
    E quei panorami mozzafiato?
    Sto sfogliando il libro e le sue foto ancora mi commuovono e mi affascinano!!!
    Io sono figlia unica, però chissà.... le vie del Signore...
    A proposito anch'io stavo per fare un post su quelli che spariscono dai blog dopo che ci hai "parlato" per mesi anche di argomenti personali.
    Un abbraccio dalla tua gemella virtuale:))))!!!

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    1. :) pensa che mi ero perfino iscritta al suo forum in inghilterra ehehe
      E le canzoni dei BoneyM non riesco più ad ascoltarle senza pensare a lui!
      Leggi anche il libro sull'Eiger se non l'hai già fatto, è molto bello.
      Baciii

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    2. Anch'io voglio andare sul suo forum!!!!
      Ma non parlo inglese:((
      Tu sei libera di non crederci ma avevo in programma di festeggiare il mio compleanno andando a vedere l'Eiger con il trenino rosso; poi un contrattempo ce lo ha impedito.
      Ma l'Eiger non scappa e prima o poi ci vado!!
      Ma com'e' che abbiamo queste sintonie?!!!
      Baci a te:)))

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    3. A proposito: mi mandi il titolo del libro?
      Grazie:))))

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    4. "Il richiamo del silenzio".. bellissimo. Io l'avevo trovato in biblioteca, purtroppo non è facile trovarlo.
      Anche io non vedo l'ora di andare sul trenino dell'Eiger, dopo aver letto il libro secondo me prenoterai il viaggio ;)
      Baci cara

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  3. Persone di questo spessore sono veramente da ammirare,
    Il tuo post mi ha appassionato tanto che sono andato a vedere sul sito dove di solito mi collego per vedere film. C'era e allora l'ho messo in lista download.
    Appena funito di scaricare lo vedrò subito.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. Sono sicura che lo apprezzerai e ti ritroverai con Joe e Simon sulle vertcali pareti innevate delle Ande peruviane a combattere, piangere, soffrire insieme a loro.
      Lo scalatore del film è proprio colui che ha vissuto questa incredibile avventura.
      Ciao Aldo, un abbraccio:))

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  4. Ho visto il film è mi è piaciuto da morire.
    Adoro le storie di sopravvivenza in alta quota (ma anche in mare o comunque in ambienti naturali ostili all'uomo, o meglio, dire ostili non mi piace, semplicemente più difficili da vivere rispetto alle comodità della vita urbana cui siamo abituati).

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    1. Sia il libro che il film sono bellissimi, ed il fatto che sia sopravvissuto ed abbia trovato il coraggio di impersonare se stesso e rivivere quel terrore lo trovo straordinario!!!

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  5. se piace a te, piacerà anche a me:)

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    1. Non potrà non piacerti.
      Ne sono sicura:))!!

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  6. Appena due minuti fa ho terminato di vedere il film: coinvolgente, intenso, in alcuni tratti persino impressionante. E' inutile aggiungere che mi è piaciuto molto,
    Per via dell'incidente a Simpson ho pensato che è accaduo come se la montagna si fosse voluta vendicare di essere stata violata.
    Grazie keiko dell'ottimo suggerimento.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. Sono proprio contenta che ti sia piaciuto.
      E' giusto quello che pensi, dobbiamo il massimo rispetto alle vette immacolate e al mare.
      Ma questi uomini inseguono un sogno.
      A qualunque costo, e quando ci riescono è come se avessero toccato il cielo con un dito.
      Ciao Aldo, un abbraccio:))

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  7. Ciao Keiko:-)
    Molto bello il tuo post,
    appassionato
    leggerò il libro e scaricherò il film
    ... credo che saprà darmi la giusta scossa, visto che questo periodo tra ora solare e cambiamento termico del clima, ... mi sento un pò giù ... come dire "naso strisciante al suolo":-)

    Ps magari un giorno scoprirò che abiti pure a via Tigre

    grazie per il suggerimento.

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    1. Il film ti eleverà prima sulle vette e poi ti trascinerà negll'abisso!!!!
      Magari abitassi a via Tigrè, mi piace e comunque ci abita mio zio.
      Anch'io in questo periodo sono una tigre senza artigli.
      Pazienza.
      Prima o poi me li riaffilo.
      Ciao, a presto

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    2. Oh Paolo dimenticavo...
      ma tu li hai letti i miei "raccontini" su Zeugmapad?!
      Se non l'hai fatto FALLO!!!
      Se no a che servono gli amici di blog!
      Poi fammi sapere
      Riciao:))

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    3. Keikooo
      ho letto sia "Laggiù scorre il fiume" che "Morpheus", e sono stato rapito da due storie così diverse e ricche di significati ... ne ho scorto quanto Tu sia policroma e ricca di tonalità, come riesci a trascriverle emozionando ed invitando alla riflessione.

      Mi hai fatto anche sorridere ... perchè le due storie così lontane e diverse nel contesto narrativo, sono accomunate da un gesto umano che s'impone e richiama l'attenzione ... mescolando significati e sopperendo alla necessità di ulteriori spiegazioni ... mi riferisco al calcione :-) presente in entrambi le storie ... un sottile file rouge alla Stanley Kubrik.

      Un Bacione

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    4. Non ci avevo pensato che i calci sono presenti in entrambi i racconti.
      Strano...
      Visto che ho quasi terminato il terzo e per novembre sarà presente sul sito, controllerò bene di non ripetermi: al limite metterò una sberla!!
      Al primo che hai citato sono molto legata, specialmente perchè Piero rappresenta il signor Shlomo Venezia, sopravvisuto al Sonderkommando da poco deceduto.
      Morpheus mi divertiva scriverlo: il confine sottile tra realtà e fantasia.
      Tieni d'occhio il sito, che spesso vengo presa da una frenesia che mi costringe a scrivere......
      Grazie di aver dedicato del tempo a questi piccolissimi racconti.
      Un bacione a te:)))

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  8. una esperienza devastante e non solo dal lato emotivo...

    ma il libro adesso si trova anche in italiano?

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    1. Si. Il libro è delle edizioni Corbaccio ed ha 16 pagine di splendide foto, anche dei due protagonisti stremati.
      Io l'ho trovato sul sito web Webster, perchè tutte le librerie ne erano sprovviste.
      Magari ora hanno provveduto a portarlo, ma ne dubito.

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  9. Letto il libro.
    Mi aveva talmente colpita che nonostante siano passati almeno una decina d'anni ricordo perfino con precisione inconsueta il luogo dov'ero quando lo leggevo -ero in vacanza-
    Ricordo in particolare una notte di lettura e l'angoscia con cui mi ero poi addormentata dopo averlo riposto.
    Non ricordo la fine: colui che era "sospeso alla morte" si salva? Con quali conseguenze?

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    1. Joe si salva solo grazie a se stesso.
      Nel 1987 andrà sul Karakorum ma rinuncerà all'ascesa, aspettando gli altri scalatori al campo base.
      Subirà 6 operazioni al ginocchio che purtroppo resterà claudicante.
      Una grande avventura, un grande uomo.
      Ciao, a presto

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  10. Lo leggerò. Ti aspetto ancora.

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    1. Quando lo leggerai vivrai delle emozioni incredibili.
      Passerò prestissimo da te.
      Baci:)))

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  11. ...pur essendo di natura un uomo che amerebbe vivere come un pesce, alla prima occasione leggerò il libro da te consigliato, anche perché per me sarebbe il primo con trama drammatica in alta montagna...poi perché leggo soltanto autobiografie e storie vere...ciao Keiko...

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    1. Anche io leggo spesso biografie e diari di viaggio: non mi precludo niente, quindi si al mare e alla montagna.
      E' veramente un gran bel racconto di vita, ti piacerà!!
      Ciao, a presto:)

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