sabato 6 ottobre 2012

Mi sa che non siamo "soli"




Con un età stimata in 14.000 anni, le rovine di Puma Punku, sono il più antico e sconcertante manufatto sulla faccia della Terra.
Pumapunku, anche detto “Puma Pumku” o “Puma Puncu”, in Aymara, il suo nome significa “La porta del Puma”.
Nessuno sa chi ha progettato e costruito questo complesso di sofisticati blocchi ad incastro, e poi è scomparso per sempre. I ricercatori hanno indagato a lungo le rovine in Bolivia ed in Perù oltre ad effettuare numerose analisi al computer, ma non sono venuti a capo di nulla.
Le lastre di Puma punku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura, ma questo potrebbe non aver rappresentato un problema nella lavorazione, dato che esempi di lavorazione della diorite sono stati ritrovati in giro per il mondo. Come gli Egizi, che utilizzavano sfere di diorite per lavorare il granito, o per realizzare vasi ed intarsi di notevole qualità. Il problema è che pare improbabile che gli Egizi e chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fossero a conoscenza di come manipolare a livello millimetrico la roccia (alcuni intarsi sono spessi nell’ ordine di decimi di millimetro, cosa estremamente difficile anche al giorno d’oggi). Alcune pietre presentano delle incisioni o delle perforazioni della roccia di altissima precisione, perfettamente rettilinee e sottili (6 millimetri), oltre che parallele. Pare improbabile che siano stati fatti con strumenti di pietra o di bronzo, ma in qualche modo devono averlo fatto.
All’inizio del XX secolo l’ingegnere tedesco Arthur Posnansky (1873-1946) dedicò lunghi anni delle sue ricerche alle rovine di Tiahuanacu, un antico villaggio andino situato sull’altipiano boliviano. L’ingegnere concentrò i suoi studi su una zona del villaggio, dove alcune pietre erano disposte verticalmente. Da questo lo studioso dedusse che in quel luogo, migliaia di anni prima sorgeva un osservatorio astronomico. Così il sito di Tiahuanacu richiamò altri studiosi i quali scoprirono un altro sito presente a poche centinaia di metri di distanza, Puma Puncu.
Nel campo di rovine si trovano blocchi che arrivano a pesare sino a 1000 tonnellate, impossibili da trasportare in un'epoca così remota. Pare quindi che ci si trovi davanti ai resti di parecchi edifici. Però è insolita la forma delle pietre, lavorate in modo così preciso da poter essere unite l’una all’altra in diversi modi, paragonabili a un moderno sistema modulare. Per fissare le pietre venivano infatti utilizzate delle cambrette di metallo, metodo conosciuto dagli archeologi dopo gli scavi di Delfi, città dell’antichità dove risiedeva uno tra i più famosi oracoli di tutti i tempi. Non è ancora stato possibile appurare come sia avvenuta la distruzione di Puma Puncu e Tiahuanacu. Confrontando però la lavorazione delle pietre, si è riscontrato che i due siti non sono sorti nella stessa epoca-altrimenti lo scambio tra le “tecniche costruttive” sarebbe stato inevitabile data la breve distanza. Nel caso di Puma Puncu inoltre le devastazioni sono ancora più estese. Infatti è quasi impossibile riconoscere la struttura degli edifici ed esistono solo poche pietre vicine l’una all’altra, mentre a Tiahuanacu sporadicamente è ancora possibile vedere alcuni muri.
   ( foto e articolo tratto dal web )

Ieri ho visto in tv, sul canale Focus, un reportage su questo straordinario sito. Nel servizio alcuni luminari di ingegneria, antropologia, storia dell'arte ecc... ipotizzavano che una civiltà "superiore" evidentemente aliena potesse aver in qualche modo  operato simili capolavori in epoca pressochè neolitica.
Riflettendo sui nostri palazzi, ponti, viadotti, progettati da fior di laureati che si sbriciolano al primo rovescio copioso, mi viene proprio da pensare che quella ardita teoria possa essere vera.
Meno male!!!
Posso ancora sperare che un extraterrestre mi porti via!!!

16 commenti:

  1. E sconcertante come diverse civiltà abbiano potuto in qualche modo "interfacciarsi" e scambiarsi informazioni. In effetti tutto fa presumere che siano esistiti popoli con conoscenze di gran lunga superiori a quelle nostre attuali.
    Non sono scettica, anzi, tutto mi incuriosisce e mi appassiona.
    Credo che ad un certo punto l'intelligenza si sia contratta... forse perchè il resto del mondo non era pronto o ha mal utilizzato questa conoscenza.
    Atlandite? Sargon di Accadia? Le leggende sono tante... ma io credo che dietro ad ogni leggenda ci sia sempre un fondo di verità.
    Comunque sono d'accordo con te: ci fosse mai una civiltà aliena, meglio esser portati via!!

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  2. Ero sconcertata ed affascinata dal reportage: gli esperti sostenevano che per fare quel tipo di monoliti occorrono calcoli matematici che ancora oggi risultano difficili, impossibili all'epoca.
    Ma calcolando la distanza di Orione e la sua posizione tutto era spiegabile e Orione collega molte civiltà.
    Come tu ben dici, sostenevano anche che la nostra intelligenza si è come contratta, rimpicciolita, meno propensa a raccogliere informazioni da civiltà " superiori".
    Be'... che ti devo dire..
    erano talmente convicenti le tesi proposte che io penso proprio che qualcuno molto intelligente sia venuto tra di noi e, disgustato, se ne sia andato verso lidi migliori.

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  3. Ti confesso che io ci credo! ;-)

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    1. Sempre meglio "loro", che altre associazioni non ben definite!!
      Ciao:))

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  4. Sono venuti. Sono andati. Non torneranno.

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    1. Peccato.
      Meglio loro che certa gente che conosco.

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  5. vuoi una stella che sia tutta tua? :) (come dice la canzone...)

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  6. Se li trovi avvisami.
    Vorrei unirmi al gruppo.
    Buona domenica.

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  7. Lo so che vuoi una stella tutta tua ma posso venire anch'io? Ne scegliamo una graaande :)
    Sono sempre stata affascinata da queste teorie, ciò che mi rende perplessa è il pensiero delle distanze enormi che ci separano dagli altri pianeti, che se percorse alla massima velocità esistente (quella della luce) restano comunque al di fuori della portata di ogni essere vivente..
    chissà quante cose ancora non sappiamo.
    Baci

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  8. Beh, come si dice in quel bel film che è Contact: "sarebbe un bello spreco di spazio se fossimo soli".

    Mi pare davvero improbabile che in tutto l'universo la terra sia l'unico pianeta abitato, ma forse dovremmo mettere in conto che il concetto di "vita" così come lo intendiamo noi, ossia dipendente da determinate condizioni, non sia l'unico ammissibile.

    Non credo però agli avvistamenti alieni e questa roba qua, certe testimonianze mi sembrano più il frutto di mitomanie, di suggestioni collettive (come le varie apparizioni di santi, fantasmi ecc.).

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  9. Veramente affascinante quanto mi hai fatto conoscere e sono rimasto stupito da tanta abilità.
    Appena arriva l'extraterrestre digli che hai un amico in più e che sarei ben lieto di unirmi a voi.

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  10. Ehi!!!
    Ma non vi sembra che cominciamo ad essere un po' troppi a bordo di questa astronave?!!
    E io che pensavo di essere l'unica a voler abbandonare questa realtà per trovarne un'altra più "umana".
    In caso di contatto vi terrò informati: trolley pronto, mi raccomando:)))!!!

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  11. Non ne avevo mai sentito parlare. È impressionante vedere la dimensione di quei manufatti e la precisione dei tagli. C’è veramente da chiedersi se con il passare dei millenni le capacità costruttive dell’umanità sono in qualche modo regredite, o qualche civiltà ci ha preceduto.
    Ciao buona giornata, un abbraccio
    enrico

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  12. In effetti, non è che resti più molto altro in cui sperare...

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  13. Mi piacerebbe da matti andare in Bolivia, e ancora di più nei favolosi luoghi archeologici del Perù.

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