venerdì 23 novembre 2012

Le tigri del vino

Quando non ci sono parole per la brutalità umana

Fonte: Beauty Equation, articolo scritto da Chrissy Varey
Traduzione di Elena Intra
L’unica vera differenza tra tutte le razze umane presenti nel nostro pianeta è data da ciò che si vede all’esterno. Dentro, abbiamo tutti le stesse abilità: siamo capaci di coraggio, compassione, umanità e amore incredibili, così come siamo tutti in grado di vigliaccheria, indifferenza, crudeltà e odio inimmaginabili. Questo articolo, quindi, non è diretto al popolo cinese direttamente, ma all’umano pregiudizio che questo comportamento incarna.
Le tigri hanno fatto spesso notizia ultimamente.
Siamo rimasti tutti sconvolti dal bracconaggio per il commercio legato a parti del loro corpo e alla pregiata pelle, e infatti negli ultimi anni sono aumentati i siti che diffondo petizioni per fermare questo massacro – come TigerTimeNow – alcuni dei quali hanno ottenuto risultati davvero positivi.
Il governo cinese ha firmato accordi che vietano la vendita di tigri – e loro parti -, dichiarando inoltre che l’uccisione di questi animali è fuori legge.  Nella farmacopea cinese gli organi di tigre hanno diversi scopi, gli occhi sono usati per curare l'epilessia, la bile per sedare le convulsioni, le vibrisse (i "baffi") sono usate per combattere il mal di denti e, cosa ormai risaputa, dal pene si ricava un tonico che dovrebbe donare vigore alla carica erotica. Tutti aspetti che hanno indotto l'uomo ad accanirsi contro questo animale, ormai vicino all'estinzione. Il paese ha anche giudicato illegale l’acquisto e la vendita del famoso "vino di tigre", ottenuto dalla macerazione delle ossa del felino, dal costo di circa 210 euro a bottiglia.
Ovviamente, hanno firmato il documento ma poi si sono fatti una risatina. Non hanno effettivamente bisogno di continuare il lucroso commercio di tigri selvatiche: i trafficanti hanno le loro fattorie di tigri, spesso spacciate per riserve dove viene anche permesso ai visitatori ambientalisti di vedere gli animali
.
Ma come hanno fatto a raggirare il divieto di uccidere le tigri? Semplicemente lasciandole morire di fame. Si sono persino fatti apertamente beffe della legge. Una e-petition è stata infatti creata per invitare il governo cinese a fermare una recente asta dedicata al vino di tigre. Le prime e-mail forse sono arrivate, ma le altre sono state bloccate. L’asta è stata poi interrotta grazie al coraggio di un giovane giornalista che vi ha partecipato denunciandone apertamente l’illegalità, tanto che alla fine è stata chiamata la polizia e il vino è stato confiscato. C’è da dire che erano già state vendute una quarantina di bottiglie e viene spontaneo chiedersi cosa sia accaduto al resto del vino. Voci ufficiali dicono sia stato distrutto.
Come se non fosse già abbastanza orribile, c’è dell’altro. Un attivista animalista si è recato di persona per vedere cosa sta effettivamente succedendo in queste “riserve” (a quanto pare, a nessuno è mai stato impedito di visitare le fattorie di tigri, il che dimostra che non c’è timore o consapevolezza alcuna da parte dei proprietari). Ciò che l’uomo ha scoperto e poi riportato, ha sconvolto e disgustato tutti, anche gli attivisti più navigati. Nell’Heilongjiang Tiger Park i visitatori sono stati invitati a comprare animali domestici come polli, anatre e mucche.
Queste bestie sono state poi gettate vive nella gabbia delle tigri affamate, causando una crudele carneficina per il solo divertimento e l’istruzione del pubblico presente (la pratica è meglio conosciuta come live feeding, ndr). Questa, naturalmente, non è istruzione da nessun punto di vista. Si tratta solo di una bieca giustificazione alla più perversa caratteristica umana…la sete di sangue! Cercare di ingannare il mondo, facendogli credere che si fa del bene alle tigri dando loro animali vivi da mangiare, è ridicolo e non ha nulla a che fare con l’istinto naturale di caccia.
Gli animali domestici, con cui vengono alimentate le tigri, hanno alle spalle molte generazioni di allevamento mirato; sono stati completamente trasformati rispetto ai loro antenati selvatici e non sanno assolutamente come comportarsi da “prede”. Tutto ciò che rimane della loro reazione istintiva di fronte al predatore è il terrore e la paura che precede la dolorosa morte.
Questo articolo rappresenta solo un breve riassunto di quanto è stato scoperto. Per un approfondimento si consiglia di visitare il sito www.tigertime.info, dove si trovano resoconti scritti da coloro che hanno assistito in prima persona alle atrocità descritte.
A tutto ciò si oppone strenuamente lo staff di TigerTimeNow, i suoi soci e sostenitori: le tigri hanno il diritto di rimanere al sicuro e libere dallo sfruttamento avido e spietato del genere umano. Ci sono solo 3.200 tigri in libertà al mondo e il loro numero diminuisce ogni settimana. Se riusciamo a insistere sull’introduzione di un divieto mondiale sulla vendita di parti e pelli di questo meraviglioso felino, allora i bracconieri e le fattorie di tigri non avranno più scampo.

Dopo aver letto e riportato questo articolo, che so non essere recente, mi restano ben poche considerazioni personali da fare: non bastavano le fattorie degli orsi della luna che vedono le povere bestie con una cannula infilata nella colecisti per "spillare" bile come fosse un buon rosso d'annata; ora ci serve anche questo mostruoso vino dai fantasmagorici poteri e corna di rinoceronte per potenziare attività maschili un po' sopite.
Ammettiamolo.
Siamo dei mostri.
Mi viene quasi voglia di sperare che i maya avessero ragione e il 21 dicembre finisca tutto per ricominciare in un modo migliore. Con creature migliore degli umani.

16 commenti:

  1. Scusa ma mi viene da vomitare l'anima...

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  2. Scusami se non seguo il tuo consiglio di andare a visitare il sito www.tigertime.info ma mi è bastato e avanzato quanto da te scritto in questo tuo post per sentirmi veramente male. Criminali!!!
    Un caro saluto,
    aldo.

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  3. Non sono razzista ma... sui cinesi e sui loro modi di gestire le cose ho delle serie remore.
    Parlo per esperienza quando dico che il governo cinese nasconde, ad esempio, i numeri relativi agli ammalati di AIDS facendo sembrare il loro paese come una "perla rara" scevra da pandemie, virus e quant'altro.
    Inoltre non dimentichiamoci il lavoro nero affidato per lo più ai bambini, della scarsa per non dire inesistente libertà di espressione e manifestazione (non dimentichiamoci mai piazza Tienanmen).
    Se poi ci soffermiamo a considerare il maltrattamento degli animali per utilizzarli nella loro pratica medica.. beh... qui apriamo una voragine!

    Non dimentichiamoci però che anche in Italia le leggi sulla sperimentazione animale, sugli abusi e sui maltrattamenti è ancora ben lontana dall'essere parificata alle normative di altri paesi civili.
    Per chiudere Green Hill ci sono voluti anni di lotte ed ancora la quesitone è allo studio della magistrature (siam messi bene allora!.....)

    Sono solidale con il tuo grido Keiko!
    Joh

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    1. Quando ho trovato questo articolo, stavo leggendone altri sugli orsi della luna e poi un link mi ha dato questo. Pensavo fosse esagerato, invece ho continua a documentarmi ed era tutto vero: Il "vino di Tigre"
      Ma ti rendi conto? Distillato di ossa di animali affamati e morti d'inedia per curare artrite e cose varie.
      Non è populismo ma è proprio il caso di dire che pagano sempre i più deboli.
      E a parte i cinesi non è che noi siamo molto meglio.
      Mi piacerebbe sapere quanti sono andati in giro per il mondo riportando a casa artigli di felino, gusci di tartarughe, alcolici con dentro cobra in immersione, unguenti afrodisiaci e chi più ne sa.......
      Mi piacerebbe tanto scambiare il punto di vista di questi soggetti.
      Ti abbraccio:)

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  4. @leggerevolare
    @ monticiano

    E' esattamente questo lo stato d'animo che volevo provocare: disgusto.
    Verso la razza umana.

    Un abbraccio ad entrambi

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  5. Lo sai quanto sono già incazzata per gli orsi della luna, ci mancava questa!
    Tu mi dirai: siamo tutti così, però i cinesi lo sono un po' di più! Con sta medicina del menga!
    E che dire dei cani e gatti che uccidono per farci i colli di pelliccia?
    Non ne posso piùùùù
    Scusa lo sfogo cara, mi viene da piangere dalla rabbia.

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    1. Lo ricordo il tuo post sulle fattorie degli orsi della luna,l'ho anche commentato.
      Oltre dirlo, gridarlo, postarlo, rendere pubblico anche con foto molto forti come ho scelto di fare, che altro possiamo fare?!
      Indignarci non basta.
      Niente serve.
      Resto ferma sulla posizione che siamo esseri bestiali nel peggior senso del termine.

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    2. Si mi ricordo che hai commentato per questo ti dicevo "lo sai"
      Keiko volevo anche avvisarti che il link non rimanda a nulla (almeno a me).
      Aiutare AnimalsAsia secondo me, però, serve.
      Meglio di niente.
      Un abbraccio e grazie che ne parli

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    3. Ho visto pochi giorni fa che il sito AnimalAsia ha dei bei regalini per Natale, anche a pochi euro: credo che acquisterò qualcosa e sarà una goccia nel mare per queste sfortunate creature.
      Spero anche di trovare qualcosa per aiutare i felini.
      Bacioni:))

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    4. Io ho preso per Ragnina la maglietta nera, con l'orso sdraiato sulla luna.. è bellissima!
      Buon sabato cara

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    5. Ah, e poi ho regalato agli orsi la frutta secca :)

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  6. ci resterebbe meno di un mese allora!!!
    Comincio a prepararmi, non si sa mai...
    Un abbraccio

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    1. Mah....
      chi lo sa.....
      Magari sarà meglio di qui, magari ci sarà una luce in fondo al tunnel.
      Speriamo che non siano le luci di un treno.
      Un abbraccio anche a te:)

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  7. Mammia mia, non ho parole. Questa non la sapevo... non c'è limite alla crudeltà della specie homo sapiens.

    Comunque vorrei spezzare una lancia a favore dei Cinesi, anche se può sembrare contraddittorio con quanto espresso sopra.

    Non è che sono più sadici di noi occidentali, solo culturalmente sfruttano, torturano ed uccidono animali che a noi suscitano invece tenerezza per condizionamento culturale. Noi non avremo le "fabbriche" degli orsi della luna per estrargli la bile, ma abbiamo le "fabbriche" delle oche per produrre fois gras (vi invito a documentarvi, casomai non sapeste di cosa sto parlando); non mangeremo cani e gatti, ma mangiamo vitellini e maialini; bolliamo vive le aragoste, scuoiamo animali per farci pellicce e tante altre belle attività.
    Insomma, perché inorridire di fronte ad un'informazione come quella sopra e poi però mangiare maiali e vitelli? Riflettete, gente.
    Ciao Keiko, brava che parli di queste cose, ed io spero sempre che l'orrore per alcune pratiche porti poi la gente a riflettere anche sull'altro orrore rimosso, quello dei nostri mattatoi, che ci pare "normale", ma non lo è affatto. Tutti gli animali sono esseri senzienti, con emozioni complesse e capacità cognitive rilevantissime, persino per i nostri antropocentrici parametri.
    Un saluto a tutti.

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    1. Perfettamente d'accordo, lo sai.
      Per quel poco che serve ho firmato la petizione per abolire l'orribile pratica del fois gras.
      Un abbraccio.

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    2. Grazie, anche io l'ho firmata (ormai ho perso il conto di tutte le petizioni animaliste che avrò firmato in vita mia). Intanto la Coop ne ha comunque abolito la vendita nei suoi supermercati, che è già qualcosa. Pure se poi continua a vendere astici vivi e carne macellata kosher.
      Si procede per piccolissimi passi, ma è meglio di niente.

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