giovedì 13 dicembre 2012

Hesse o non Hess

Ieri mattina. Ore 7,30. Gradi 0, forse pure meno.
Mi aggiro senza riuscire ad orientarmi dentro il Policlinico Umberto I, una città nella città. Ripercorro alcuni vicoli che percorrevo quando qui ci lavoravo. Oh...guarda! Quel pannello d'alluminio dell'Acea c'ha ancora l'ammaccatura di una pedata destinata a me da una collega mentre ci rincorrevamo e poi dicono che noi romani non salvaguardiamo i beni culturali: dal '79 è rimasto ancora in ottime condizioni. Sempre a parlar male, che roba! Continuo il mio errabondare alla ricerca del padiglione perduto, mi accorgo che pochi passi dietro me c'è un energumeno barbuto, col cappellone di maglia nero, che poi è lo stesso che porto io, uno zainaccio consunto e occhiali neri. Guardo tutti i cartelli girati in posizioni stranissime e mi perdo ancora di più. Ho controllato la piantina sul pc e mi sembra che ora devo girare per questo vicolo ombroso: "ma che gira pure questo? Oddio, passo solo io, mi rapinerà? mi stuprerà? mi farà a pezzi e getterà i resti nei famosi sotteranei e quelli di Striscia mi ritroveranno tra 10 anni?"
Mentre svolto l'angolo, una giannetta ( tramontana che stordisce) mi taglia la faccia e io, girata all'indietro per controllare l'orso barbuto, scivolo su una lastra di ghiaccio e mi scapicollo ( cado rovinosamente). Un attimo prima dell'impatto sul suolo congelato, una mano mi prende per la giacca a vento e mi trattiene: è l'orso barbuto " C'è mancato poco è?. Si appogi che l'aiuto" Oh Madonnina! E' un mostro o un boy scout? Mentre recupero la dignità, lui recupera le mie analisi, lastre, fogli e scartoffie varie che volano col vento. Torna col pacco di fogli " Signò, io credo che lei si sia persa, dove deve andare?" 
Ma allora non mi rapina? Forse nello zaino non ha un'ascia e non mi fa a pezzi
"Cerco il padiglione tal dei tali"
"Che va dalla dottoressa X?"
"Ssssi," titubante
"Ci vado pure io, mi dia la mano che andiamo insieme"
Do' la mano all'orso bruno che da vicino avrà poco più di mia figlia, e malgrado sembro nonna Abelarda sostenuta da un orco, mi faccio guidare  tra meandri lugubri sino a raggiungere un sottoscala che di un padiglione non ha nulla"
Mi aiuta a scendere le scale ghiacciate e mi tiene la porta aperta: ma quale santa donna ha educato questo principe sotto le  mentite spoglie di un orco?
Mi trovo in ambiente privo  di riscaldamento, di finestre e luce naturale ma con i soffiti a volta: sempre a parlar male.....
Capisco che devo aspettare moltissimo e cerco un posto per sedermi, l'orso mi chiama e mi indica un posto vicino a lui di fronte a due sciure. Le sciure non hanno una connotazione geografica: si trovano da Bolzano a Lampedusa e si diffondono a macchia di leopardo.
Io e l'orso sfioriamo le ginocchia delle sciure.
Getta lo zaino malconcio a terra che urta le scarpine a punta aperta della sciura A, lo fulmina e allontana con una pedata lo zaino; lui non si scompone e  inizia a leggere un tomo di una decina di chili: è scritto in cirillco. Ma avete capito? Sta leggendo un tomo vecchissimo scritto in russo! Inzio a smucinare  (rovistare in modo scomposto) nella mia borsa tra i libri che mi porto sempre dietro: due li ho terminati e mia figlia ci ha infilato dentro  Il lupo della steppa di Hermann Hesse e comicio a leggere. La sciura A inizia a parlare con l'amica " Non posso certo pensare di far frequentare a Gianmaria e Isotta gli istituti superiori pubblici, ma ti rendi conto? E' di una sconvenienza senza eguali! Io e Galeno ( ma da dove vengono questi? Galeno!? ma che nome è ?) abbiamo acquisito dei depliant  sui college esteri. E' il minimo che si può fare" Sciura B" College in Paris?"
"No, no college to London for my childs!" Continua B " Si fanno tanti sacrifici a rinunciare al corso di pilates e al circolo di tennis per dare ai nostri figli una educazione come si deve, anche io manderò Sharon a Londra"
A. incalza " Si corre sempre il rischio che quando tornano si trovano decontesualizzati a frequentare poi certe persone.." Si toccano i gomiti e ci indicano col mento: ci hanno preso per madre e figlio a me e l'orso.
Lui non alza gli occhi dal libro, il mio scivola a terra a causa del cedimento delle braccia ( me so' cadute le braccia...) e pure del gelo. Sciura A ad alta voce: hai visto che roba: legge Hesse, il nazista, ma che gente!!
Abbiamo ragione io e Galeno a volere qualcosa di più per i nostri ragazzi. Saranno due anarchici e pure drogati, che roba!!
L'orso raccatta Hesse e me lo porge, mi metto bella comoda, guardo negli occhi la sciura con le perle finte, la finta Kelly dei cinesi  e dico " Signora, quello di cui parla lei é Rudolf Hess, coautore di Mein Kampk, nazista morto suicida a Berlino nel famoso Spandau; quello che sto leggendo io è Herman Hesse, nobel nel '46. L'ho imparato a Roma, in una borgata."
Mi fa eco l'orco " Ah! Signora, guardi che Spandau non è il gruppo musicale dei suoi tempi, ma un carcere che è stato raso al suolo dopo il suicidio di Hess. Lo dica pure a Galeno."

36 commenti:

  1. Grandiosa!!!! Voglio incontrare anch'io due cretine così per sbatter loro in faccia chessò.... un pezzo di cultura!!!! Che incredibile rivalsa su quelle due ti sei presa!!!
    Speriamo solo che abbiano capito quanto siano ignoranti!! Ma ho la convinzione che persone così non siano abbastanza intelligenti da capirlo!
    Basta vedere i nomi di quei poveri figli....Sharon.... Galeno?????
    hahahahahhahahhaahha

    Joh

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    1. Galeno era il marito di sciura A.
      Anche io ho avuto la sensazione ( convinzione?) che non avessero capito niente; magari si è andata a risentire la cassetta degli Spandau!
      W l'orso ovunque sia!!
      Mi ha preceduto di una battuta.
      Baci cara:))

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  2. Potrebbe essere una favola, a fine quasi lieto, se non fosse la realtà di tutti i giorni. L'ignoranza travestita da 'sciura'. Spero che i nomi siano inventati, altrimenti il titolo di 'sciure buzzurre' ci starebbe tutto. Anche se, grazie a loro, ma di più all'orso cirillico, hanno consentito il parto di un post divertente.
    Ciao.

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    1. Purtoppo? E' tutto vero.
      Galeno, Sharon e il college in Paris. Vorrei quell'orso come soprammobile, anche perchè mi ha risparmiato una visita al traumatologico.
      Ciao, a presto

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  3. luoghi surreali ( li conosco bene...) e gente totalmente pazza. berlusconiane, ci scommetto !

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    1. Il Policlinico è surreale ai massimi termini: secondo me nei sotterranei ci sono nascosti tutti i cinesi che non so sa mai dove muoiono.

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    2. altra favola metropolitana di cui però non ne sappiamo la verità... e se li cremassero?!! Spiegherebbe la loro sparizione?!!

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  4. cazzo... avrei voluto esserci per vedere le facce delle sciure!!!! .)

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    1. Giallo/verde bile. Giustamene consona al luogo: gastroenterologia:))

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    2. hi hi...

      Ironia della sorte. Nel '46 mentre Hesse vinceva il premio nobel per la letteratura, Hess veniva processato a Norimberga.

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    3. Certo che il destino......
      Che dici, glielo diciamo alle sciure?

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  5. e ci stupiamo che il "nano patacca" sia rimasto quasi vent'anni al potere quando ci sono queste "sciure" da cene eleganti?

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  6. Come in..cultura ci siamo.
    Le perle tarocche e la finta borsa Hermes le collocono fuori badget.

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    1. Non vorrei passare da beota come le due sciure di cui sopra, ma perchè non riesco ad entrare nel tuo blog?
      Dove sbaglio?
      Mi dice che la pagina non esiste.
      Ti va di farmi entrare?
      Ciao:))

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  7. Questo post è semplicemente fantastico!!
    Scritto benissimo come al solito.
    Divertente.
    Ma profondo.
    2 personaggi indimenticabili (la nonna Abelarda e l'Orso :D)
    Vi ho immaginati come se vi avessi davanti.

    Baci!!

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    1. Ero imbacuccata come una befana e mi reggevo alla mano di quel ragazzone: nonna Abelarda e l'Orso.
      Hai provato a pensare ad un incontro tra Galeno e l'Orso?
      A me già viene da ridere!!

      Bacio:))

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  8. Oscar cazzo sei mitica! Posso scrivere parolacce? Sei splendida in tutto, come vorreoi stringerti la mano!

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    1. Puoi scrivere quello che vuoi!!
      Torna presto a scrivere Nicole, mi mancano le tue parole!
      Un bacio:))

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  9. C'era una volta un orso bruno che andando per vialetti incontrò una bambina la quale appena lo vide s'impaurì ma l'orso notando che la bambina per la paura era caduta in terra con un gesto gentile l'aiutò a rialzarsi. Si sedettero quindi su di una panchina e lì si accorseo che due streghe erano sedute proprio di fronte a loro le quali appena videro i due iniziarono a fare strani discorsi ma l'orso e la bambina reagirono e le annichilirono.

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    1. Che bella favola!!!
      Si potrebbero vendere i diritti d'autore:))
      Peccato che quelle due streghe fossero in carne e ossa e unghie affilate:(
      Ma i due eroi avevano la lingua più affilata degli artigli!!
      Morale della favola:le streghe sono brutte, antipatiche e ignoranti; l'orso e nonna Abelarda se le mettono in tasca; anzi le spiaccicano tra le pagine del tomo in cirillico!!

      Ciao amico mio:)))

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  10. Incontro casuale con una amica di Zio Scriba, molto piacevole la tua scrittura ... Spandau Ballet vero :)

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    1. Ciao Giorgia,bentrovata!!!
      Ma certo, gli Spandau, quelli che intrattenevano i reclusi nell'ora d'aria:)))))))
      Torna quando vuoi
      Ciao:))

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  11. È sempre molto piacevole leggere i tuoi racconti. Scommetto che se tu riscrivessi “ le pagine gialle” riusciresti a rendere piacevole ed interessante anche la loro lettura. :-)
    Buona giornata, un abbraccio
    enrico

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    1. Enrico sei troppo buono!!!!
      Se avessi un euro per ogni visualizzazine dei miei 4 racconti, sarei quasi in grado di comprarmi una Kelli vera e non tarocca:))
      Un abbraccio:)))

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  12. per la cronaca, da me stamattina alle sei meno otto

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    1. va' beh.... in questo caso forse avrei trovato lo yeti ad aiutarmi.

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  13. Grandiosa! Anzi, grandiosi, tu e l'orso.

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  14. ...i miei più vivi e sinceri complimenti. Scrivere racconti brevi come il tuo, e con tanto di morale, è di una difficoltà estrema. A parte che scrivi molto bene, con un linguaggio sciolto e accattivante, possiedi anche una elevata fantasia e immaginazione, anche se Hesse o non Hess, può realmente esserti capitato....A.Checov, il padre dei racconti brevi, penso ti farebbe pure Lui i complimenti...ciao Keiko...

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    1. M'inchino a Checov al quale io non son degna nemmeno di allacciare gli scarponi e alla tua bontà.
      Purtroppo ti devo dare una piccola delusione perchè questo fatto mi è successo davvero: la realtà è 1000 volte più sfrenata della fantasia e tu non sai che soggetti circolano in questa folle città!!
      Tanti saluti mio caro:)))

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  15. Ma sei bravissima!
    Davvero un bel racconto.
    Ti auguro una felice domenica, donna speciale.
    Ti abbraccio Luci@

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    1. Ciao mia cara!!
      Magari fosse un racconto!!
      E' solo la cronaca di una giornata in una città folle.
      Bacioni:))

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  16. "Lasciate ogni speranza o voi che entrate", credevo lo avesse scritto il sommo Dante.
    Ora dubito la scritta sia di una anonima infermiera di un qualche ospedale.

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    1. Dubita, dubita!!
      Altro che i gironi danteschi! I sotterranei di quell'ospedale sono mooolto peggio.
      Vedere per credere.
      Un caro saluto:))

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  17. Hesse (non Hess ahah) è il mio scrittore preferito, fortuna che non ho mai avuto casi simili, visto che leggo sempre in autobus o in treno...

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    1. Capita capita......
      Forse era il mio abbigliamento che le ha indotte a pensare che fossi " un'anarchica drogata"; ma ti assicuro che l'idiozia regna sovrana in ogno luogo:)))
      Ciao, a presto!

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