venerdì 7 dicembre 2012

Il lento della nostra vita

Io amo senza condizioni il blog di Riccardo Rossi
Si da' il caso che io e Riccardo siamo coetanei, quindi abbiamo in comune esperienze negli stessi anni.
Vi propongo un suo vecchio post che io adoro e trovo profondamente ironico e nostalgico. Concordate?
 
 


 
Il brano perfetto per rimorchiare alle feste di classe del sabato pomeriggio era un pezzo preso da un album del 1975 dei Pink Floyd, scritto da David Gilmour, Roger Waters, Richard Wright. La proprietà di questo disco era dei fratelli maggiori che avevano paura che glielo rigassimo con la puntina. Ma perché si aspettava questo pezzo alle feste ? Primo, perché era lunghissimo, durava 13 minuti e 40 secondi, secondo perché in quei 13 minuti e 40 ti dovevi giocare tutto con la vittima, e cioè quella poveraccia della tua compagna di classe che non sapeva, o forse sperava, vallo a sape’, che le sarebbe toccato l’approccio più sfrenato di tutto il pomeriggio, perché poi queste feste erano di pomeriggio, con la luce, e infatti tutte le serrande, le tapparelle, le persiane di casa, le tende, tutto veniva chiuso per rendere più torbida, erotica, peccaminosa, l’atmosfera. Siamo quindi in una dark room ante litteram, tutti sudati, con questi maglioni con scollo a V di Benetton. Quindi tutta la casa al buio eccetto una stanza: la cucina, dove c’era Nonna che metteva le pizzette di Ruschena al forno a scaldare e si chiedeva:
- Ma che musica è questa di questi drogati?
Che se ci pensi, per una volta aveva ragione... perché un album con la copertina di quello che la giacca gli prende fuoco, la puoi concepire solo se sei tossico dentro!
Comunque cominciava questa musica e tutti scattavano in piedi per fare a quelle ragazze sedute sul divano a fumare le Merit o le Multifilter, non facevano male, o le Mildesorte con il climazone
la fatidica domanda:
- Balli?
E cominciava questa “nenia” che non finiva più perche tutti noi aspettavamo lo scoccare del 4 minuto, dove arrivavano 4 note che dovevano cambiarti la vita: o la prendevi e la stringevi sui fianchi (cercando di dissimulare quello che accadeva senza il nostro controllo...) con queste note o non lo facevi più!
È fatta! Ci sta! Ci sta, dopo le chiedo se andiamo in camera o se se si mette con me! Che ci diamo i baci, che alla ricreazione stiamo insieme, che le faccio il regalo al compleanno, che lei lo fa a me, e poi io a lei, che ci aspettiamo fuori perché lei è la ragazza mia, perché io ciò la ragazza e te no, e guai chi la tocca perché poi fa i conti con me, e poi andiamo insieme in motorino, e tutti ci guardano, fuori dal cancello e poi dopo piove, ma non importa, perché quando mi saluterà, avrà tutti i capelli bagnati e sarà ancora più bella, perché non c’era il casco.
E poi passa il tempo, i mesi, gli anni, e quando la rincontri una vita dopo al supermercato vedi che è diventata grassa coi figli brutti, ti viene incontro lei e ti chiede “ti ricordi di me?” No! E te ne vai, e ti dici “meno male che gli piaceva Marco” e tu avevi sofferto come un cane per tre settimane...

Ricordo ancora una festa esattamente come questa a San Lorenzo: nonna in cucina con le pizzette, porta chiusa come le finestre, tende tirate a far da paravento ai primi baci. Ricordo un bacio da record quasi da apnea, il brano effettivamente non finiva più. Non ricordo più con chi.O forse si.

13 commenti:

  1. Shine On You Crazy Diamond per rimorchiare alle feste? Bestemmia!

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  2. Scusa il commento radicale ma questo disco è molto importante per me.

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    1. Non ti preoccupare, ognuno ha il suo brano del cuore o legato a momenti importanti.
      Il post era molto ironico e scritto da un comico.
      A presto.

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  3. non conoscevo questo blog, andrò a cercarlo.. grazie per la segnalazione e ciao

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    1. Il blog si chiama Pagine Rossi ed è una vera chicca!
      Ciao:)

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  4. Per me niente feste.. papà non lo permetteva! ;-(
    Bel pst davvero!!
    Un bacione!

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    1. Le nostre feste erano davvero innocenti "tutto fumo e niente arrosto", anche se l'aspetto era veramente molto simile alle dark room.
      Io non potevo farle a casa mia, ma andavo alle feste in casa di amici: erano proprio come racconta Ric e le ricordo con un sorriso dolce e malinconico insieme.
      Baci:))))

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  5. Bellissimo il blog di Rossi, ho letto qualche post e mi sono piaciuti molto. Grazie per averlo menzionato.
    Io i lenti li associo alle discoteche pomeridiane, di feste a casa ne ho vissute poche, comunque più o meno i sentimenti erano gli stessi, si viveva nell'attesa di quel momento per vedere se il tipo di turno che ci piaceva ci avrebbe invitate o meno e sa da lì sarebbe potuto nascere qualcosa oppure no.
    Che ricordi... ;-)

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    1. Il suo blog è straordinario: ogni post è un pezzo d'autore.
      Le feste di pomeriggio restano nella memoria per coloro che le hanno vissute e forse gli adolescenti d'oggi non apprezzerebbero.
      Un abbraccio:))

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  6. ma sai che non avevo capito che si trattava di "quel" Riccardo Rossi, di Cuochi e Fiamme?
    Una sorpresa positiva!
    Buona giornata cara

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    1. Si è proprio lui.
      Lo seguo da anni ed è sempre emozionante leggere un suo pezzo; perchè definirlo post è sminuente. E' sagace, ironico ma sempre con un filo di maliconia nascosta.
      Mi rispecchia.
      Buona giornata a te!

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  7. Mi sono rivista in molte cose. Grazie:)

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    1. Chi le ha vissute come potrebbe mai dimenticare quelle emozioni sconvolgenti ed innocenti al tempo stesso?
      Non credo che oggi possa essere ancora possibile.
      Troppo smaliziati, troppo poco mistero.
      Ciao Nicole, torna presto:)

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