sabato 1 dicembre 2012

Il terzo uomo

Ne avevo già sentito parlare.
Ne avevo già letto sui libri di alpinismo che tanto amo. Ho avuto la possibilità di saperne di più leggendo i giornali scientifici che si compra mio figlio, tra  le decine di articoli ho trovato la spiegazione alla stranissima "Sindrome del terzo uomo"
Colpisce gli alpinisti che si avventurano in scalate ad altissima quota, la concentrazione di ossigeno nell'aria diminuisce salendo. Come gli scalatori ben sanno, già oltre i 3000 metri si possono avvertire leggeri sintomi d'ipossia, cioè di carenza d'ossigeno, quali mal di testa,perdita d'appetito, nausea. A quote estreme ( 7-8 mila metri), l'ipossia può indurre allucinazioni estremamente realistiche, come riportato da diversi scalatori di vette himalayane.In particolare può accadere di vedere, accanto al proprio compagno d'ascesa, un "terzo uomo" del tutto immaginario. Ad esempio; nel 1936 Smythe spezzò la propria tavoletta di cioccolata per dividerla con un compagno inesistente. Chris Bonington, sulla cima dell'Everest nel 1985, vide il proprio compagno Scott che lo incitava insieme a suo suocero e ad un'altra persona sconosciuta. Gli ultimi due , ovviamente, erano "fantasmi".
Nella foto del post c'è Bonington e un'altra persona: quale sarà il fantasma?

8 commenti:

  1. Molto interessante, è un segnale inequivoco dei limiti della possibilità umana.
    Passati quei limiti, compare l'inesistente "terzo uomo".

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    1. Credo sia qualcosa di molto simile ai miraggi: sembrano reali, in realtà sono solo nei nostri occhi.

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  2. Premesso che ammiro molto il coraggio degli alpinisti (ne conosco uno), trovo abbastanza inquietante questo fatto!
    Un saluto affettuoso da una che va sì in montagna, ma sui sentieri tranquilli e sicuri ;-)

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    1. Anch'io ammiro e un po' invidio gli alpinisti, vorrei tanto osare come loro!!
      Certo è che la mancanza di ossigeno al cervello,qualche problemino lo da'....
      Baci:)!

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  3. Impressionante! Viene da chiedersi dove finisce la realtà e dove inizia l'immaginazione.
    Buona domenica cara

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    1. Penso che vivere un'esperienza del genere sia incredibile: su vette di 8000 metri in compagnia di fantasmi.....
      Incredibile!!!
      Un abbraccio:))

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  4. io da quando mi sono trasferito "al nord" ho cominciato ad apprezzare sempre di più la montagna, perchè il mondo visto dall'alto acquista un fascino tutto particolare.
    Credo però che la montagna ti insegni anche che non bisogna fidarsi troppo di se stessi e del proprio criterio, perchè talvolta proprio la mancanza di umiltà può condurci fuori strada!
    Un sorriso

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    1. La montagna, le cime inarrivabili hanno il pregio d'insegnare l'umiltà.
      Io amo le altezze e se sapessi scalare lo farei anche col "terzo uomo" pur di vedere quella meraviglia!!
      Ciao Luigi:)))

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