lunedì 3 dicembre 2012

Incomunicabilità


Sono profondamente convinta che in ogni rapporto umano, anche in quello meno coinvolgente, la cosa più importante è parlare. Parlarsi in modo profondo,sincero, confrontarsi, discutere, duellare e duettare con le parole. Ma le persone non lo fanno quasi più: non sanno più sedersi per raccontare di sè, senza paura di giudizi o pregiudizi, ma soprattutto, putroppo, non sanno ascoltare gli altri. Si va a teatro, al cinema, al ristorante, si guarda la tv, si ascolta la radio, si leggono libri, si naviga su internet, ci si mette gli auricolari per il cellulare, il lettore mp3, ma non ci si parla quasi mai… 
Conosco persone alle quali parlo, ovviamente dopo che che mi è stata posta una domanda e mentre rispondo o espongo i miei pensieri, le vedo pensare al minestrone, allo spinterogeno, alla schedina e allora mi sorge spontaneo: ma che me lo chiedi a fare se non te ne frega un......?
Forse sono una scema, ma se avvio una conversazione con una persona, sono interessata a quello che dice, anche se sono cose di poco conto le ascolto con uguale interesse.
Io ora sto scrivendo le mie considerazioni ma non posso esimermi dal pensare che queste parole sono come foglie nel vento che restaranno stabili poco meno di un attimo e poi voleranno via, come in fondo è giusto che sia.
Del resto, se non le avessi scritte, non ci sarebbe stato nessuno a leggerle.
Ho sempre detto che io scrivo sempre e solo per me stessa: l'intensità, la passione, la cura che uso non sarei in grado di gestirla se mi mettessi a pensare che qualcuno poi leggerà quelle parole.
Ma quelle parole rappresentano un legame che ci unisce al resto dell'umanità: perchè non ci ascoltiamo più?!
Ci sono mille cose che nessuno sa di me.
Io le ho scritte.
Nei miei racconti, nei miei pensieri cartacei; sono stati scritti per me essenzialmente, ma se gli interessati non si interessano di leggerli, come faranno a sapere chi sono  io davvero?
Forse non lo sapranno mai.
E avranno perso una grande occasione.

27 commenti:

  1. Poiché l'occasione non la voglio perdere io leggo tutto quello che scrivi.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. Se non ci fossi tu Aldo.........
      come farei?!!
      Un abbraccio mio caro:)))

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  2. hai ragione keiko,è proprio così...le persone non comunicano più,ed è sempre più facile che capiti ciò che hai raccontato tu:mentre rispondi a qualcuno,quello si distrae VISTOSAMENTE,e tu allora smetti di parlare,e non se ne accorge nessuno!vmah...
    ti dirò,e qui non so se sia normale,a volte mi succede anche con la mia psy...ODDIO,MA SONO DAVVERO COSI'NOIOSA???:-(

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    1. Anch'io smetto di parlare e non si acorgono neanche di quello.
      Non credo di essere noiosa, credo piuttosto che sono dei gra cafoni!
      Ciao, a presto:))

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  3. Immagina per un attimo una persona che penda letteralmente dalle tue labbra, ascolti tutto con molta attenzione e arrivi perfino a correggerti "scusa, ma l'altra volta, non avevi detto così e così? e adesso perché mi dici consà e consà" ... e tiri fuori un taccuino, a mò del tenente Colombo ... "ecco! lo vedi che non mi sbaglio, proprio così dicesti" e ti guarda come se fossi una marziana:-)
    che sappia molto di quello che tu racconti e non solo, perché molto lo intuisce da quello che sottaci:-)
    Beh, non la uccideresti oppure non lo citeresti per stalking? per troppa ed indesiderata attenzione, quasi molesta ...
    del resto non essendo più abituati alle vecchiette sedute davanti alla porta di casa a fare la calza e non solo, avendo perso ogni contatto umano e sociale dei bei tempi andati, e l'abitudine di salutare un passante in una via isolata (come in un sentiero di montagna, che di solito si saluta sempre, chissà perché?), mentre ci si aspetta solo solo di essere derubati o infastiditi ... e quando il palazzo dove si abita è un insieme di freddi sconosciuti, dal saluto appena pronunciato a denti stretti, presi ognuno a dimostrare quanto si è indaffarati, che ci sono sempre mille cose da fare che ... "scusa ma non ho proprio tempo da perdere con te" ... troppa attenzione sembrerebbe fuori luogo, indelicata ... che penseresti "ma che vuole questo qui? so pure sposata ... e se è femmina, cominci a pensare ma niente niente questa qui mi vuol soffiare il marito?

    Dai Keiko scherzo, è per sdrammatizzare un po':-)

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    1. Vedi quante parole hai usato?
      E io le ho lette tutte, se me le avessi dette di persona le avrei ascoltate, sorridendo.
      Questo è quello che intendo per comunicare.

      Io saluto tutti sui sentieri di montagna, non lo so perchè, però lo faccio e mi piace pure:)))
      Ciao Paolo, a presto!!

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  4. Molti credono che per essere persone di "successo" ( ma che roba è?) bisogna esimersi dall stare a sentire gli altri.

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    1. Credo faccia molto snob ignorare le persone.
      Snob nel senso: sine nobilitate.
      Ciao Costantino, a presto.

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  5. Io non sopporto quelli che quando parli aspettano solo il loro turno per parlarti sopra. Che stanno lì e quando inizi "sai che ieri sono stata lì..." ti interrompono per dirti "Oh, anch'io! E ho fatto questo questo e questo". E purtroppo secondo me ce n'è un sacco in giro di gente così! La gente vuol solo parlare senza ascoltare niente!
    Baci cara :)

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    1. A me capita cose del genere" Che ti ha detto il dottore?"
      Inizio a riferire il responso e la persona mi parla sopra dicendo" Hai visto che bella maglia porto? Non trovi che sia molto fashion?"
      Ovviamente io taccio di colpo e mi dicono che sono un orso.
      Boh......
      Forse lo sono davvero!!
      Ciao carissima:))

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  6. È sempre bello leggerti. Se una persona legge fa una scelta, non è per gentilezza o per convenienza, è perché è interessato a ciò che c'è scritto. Mi capita a volte di cenare fuori e guardare la gente mentre mangia. La comitiva di amici magari ride e scherza (se purtroppo non è impegnata a digitare sul telefonino), certe coppie si limitano a mangiare e quasi non si scambiano una parola. Che tristezza!
    Ciao Keiko buona giornata, un abbraccio
    enrico

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    1. Vedere una bella tavolata, che dovrebbe rappresantare l'apoteosi della comunicazione e ognuno intento al proprio cellulare,è tristissimo, ma anche il segno dei nostri tempi.
      Ti abbraccio anch'io.
      Ciao Enrico:))

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  7. sottoscrivo in pieno... hai ragione

    quanti pensieri simili e uguali abbiamo... a volte mi dispiace pensare che un giorno tutto questo fiume di parole, quelle scritte intendo, non saranno mai lette da chi invece vivendo intorno a te dovrebbe fare, per conoscerti e conservare il tuo pensiero... scusa è un pensiero troppo triste, non volevo essere pallosa, ma oggi mi gira così... sorry

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  8. No guarda, non si tratta di essere tristi o pallose, è solo la constatazione della realtà senza filtri o prosciutto sugli occhi: le persone a cui teniamo di più, a volte sono le più indifferenti.
    Peccato.
    Per noi
    Per loro

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  9. Prestare attenzione alle persone con cui parliamo è il minimo: non solo per educazione, gentilezza, civiltà, ma proprio per rispetto di noi stessi, per non doverci poi sentire delle schifezze stronziciattole. Io, almeno, la penso così. Se non posso prestare attenzione, persino a quello che vuol dirmi mio padre, lo avverto subito: "Sto pensando, ho altro per la testa, parlami più tardi!" :)

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    1. Anche io per il rispetto che nutro per gli altri in generale dico" Scusate, sto facendo una cosa importante, ne riparliamo tra un po'?"
      Non è che ci voglia molto.
      Si vede che non frequento la gente giusta:(
      Un caro saluto.

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  10. Ciao Keiko, le considerazioni che tu scrivi in questo tuo spazio, rimarranno stabili fin quando tu lo vorrai, fin quando permetterai di leggerle a chi, in concomitanza con il suo stato d'animo, con un tempo che può essere diverso dal tuo, sarà pronto a coglierle, l'interesse che una persona ha per un altro, a volte può non essere dimostrato per cause esterne che non riguardano sempre la superficialità e a volte si può anche comunicare in silenzio riconoscendosi nelle affinità.

    Ho letto il tuo ultimo racconto ed è straordinario come descrivi la lucida freddezza reattiva che nasce in chi ha subito un trauma così doloroso che cancella ogni altra cosa.
    Un abbraccio e buona serata!

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    1. Ciao mia cara, sono queste considerazioni che mi vengono quando mi vedo costretta a sentire e ricordare ogni parola di tutti su tutto, mentre le mie volano via come le foglie. Eppure non sono un tipo sottomesso, anzi!

      Grazie delle belle parole sul mio racconto. Volevo che fosse proprio così: freddo e spietato.
      Ti abbraccio anch'io:))

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  11. Quanto è vero ciò che scrivi ...ora abbiamo i mass media che intrallazzano le nostre conversazioni, che diventano, sempre più misere , interiori...
    Per la serie parlo da sola o con i miei cani e gatti che siano..!
    Buona serata , amica mia!

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    1. Ma lo sai che sto prendendo in considerazione l'idea di prendermi un bel cagnone?!
      Almeno lui mi dovrà ascoltare!!!!
      Bacioni:)))

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  12. è che va di moda conchiudersi in se stessi soltanto.
    oramai anche la vita di coppia va a farsi friggere, perchè ognuno basta, cioè deve bastare a se stesso/a, non aspettarsi neanche che qualcuno provi piacere a conoscerti, conoscendosi e conoscendoti.
    come se ogni essere umano possa vivere solo per se stesso.

    poi il bombardamento di "comunicazioni" che subiamo ogni giorno fa risultare oramai insopportabile gli esseri umani parlanti.

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    1. Credo sia diventato veramente complicato il dialogare tra esseri umani, la divergenza di vedute viene vista come un affronto personale.
      Peccato perchè ci perdiamo un sacco di occasioni.

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  13. Salto "Il terzo uomo", visto che conosco il fenomeno e che mi ha fatto ricordare un vecchio film (credo di Hitchcok) per commentare qui.
    L'incomunicabilità è il male, non solo odierno, basta vedere i nostri figli o i nostri nipoti che restano davanti alla televisione o al computer. Ai miei tempi si scendeva in strada e si giocava con gli amici. Oggi, quando vado in bicicletta da corsa, ho preso l'abitudine di salutare quelli che incontro, ma una buona parte non risponde, gira la testa dall'altra parte, oppure fa finta di guardare il paesaggio, o, addirittura accelera con un ghigno di sofferenza sulla faccia. Tempi difficili per chi ha molti anni sulle spalle. Buona serata.

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    1. Sai Elio io non credo che sia questione di età, ma di capacità di disponibilità al dialogo: i giovani non ne hanno quasi più, l'età di mezzo si riempie la bocca di ovvietà e gli anziani non li ascolta proprio nessuno.
      Tutti in comune hanno l'incomunicabilità.
      Ciao, a presto!!

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  14. ...ciao Keiko...argomento interessante il tuo, che poi è di tutti, scolpito dal tempo nel tempo, ma sempre attuale. Incomunicabilità: impossibilità di trasmettere e condividere idee, affetti, sentimenti profondi con altre persone. Se mi è permesso dire, io penso che vi siano anime alle quali bisogna far toccar la Luna, poiché un piccolo granello di sabbia non lo capirebbero, quando altre invece, toccando il medesimo granello afferrano l'universo...io mi ritengo un anziano, non per il tempo computato dall'uomo, ma per quello sovrasensibile e a tal proposito vorrei raccontarvi una novella natalizia: '...accade che due giovani tibetani frequentino un vecchio monastero fino all'età di 25 anni. In seguito si lasciano e ognuno prende la propria strada. Si ritrovano dopo 40 anni, al giungere del nostro Natale. Un breve e profondo inchino e si siedono in silenzio al riparo di una grotta. Ove vi restano per 30 giorni. Sempre in silenzio. Uno difronte all'altro, guardandosi negli occhi. Al 31° giorno si alzano e sempre in silenzio si lasciano come si erano ritrovati. Con un breve e profondo inchino.'....ognuno interpreti la propria morale....con infinita e sincera stima..:-)

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