domenica 29 aprile 2012

E luce fu! ...(più o meno)

Proprio alle spalle di piazza Navona c'è un'altra piazza che nessuno conoscerebbe se non vi fosse ubicata la straordinaria chiesa di San Luigi dei Francesi. E' una stupenda chiesa stile barocco del 1589 ed oggi è più affollata del solito; la conosco a menadito, ci vengo spesso,traffico permettendo. Appena entro l'opulenza dei marmi pregiati,dei preziosi decori , delle vetrate artistiche mi trasportano un una dimensione lontana e perfetta. La chiesa ha tre navate e in ogni cappella delle due laterali affreschi e pale d'inestimabile valore posano solenni per farsi rimirare; alzo gli occhi e la volta della cupola mi procura quasi un capogiro per la bellezza assoluta che trasmette. Ma tutto ciò viene quasi ignorato dai visitatori, e si che ci sono capolavori del Domenichino, una copia di Guido Reni di Raffaello e si possono tutti tranquillamente fotografare e filmare;ma io so bene il perchè.
Nella quinta cappella di sx, la cappella Cantarelli, tre capolavori assoluti di Caravaggio attirano come calamite tutti i turisti presenti. Lo so bene, sono spettacolari, l'opera centrale, delimitata da due colonne di marmi preziosi si staglia imponente, il rosso del manto di S. Matteo mi ipnotizza, non di meno delle due opere laterali dello stesso Merisi. Ma qui succede l'ordinaria follia di cui vado parlando: benchè  una vetrata meravigliosa illumini i quadri, la cappella è stranamente pervasa da una penombra tetra; e qui il colpo di genio, una bella gettoniera a 1 o 2 euro che dispensa al turista ignaro pochi attimi di luce fievole per fotografare queste meraviglie, e solo queste perchè nelle altre cappelle non è prevista la luce a pagamento. I turisti si accalcano entusiasti ma poi nessuno vuole fare la figura del beota che mette i soldi e gli altri fanno foto, così nasce una situazione quasi irreale: flash, grida per mettere i soldi, imprecazioni allo spegnersi quasi istantaneo della luce, salire sui marmi per trovare la posizione migliore. Trovo tutto ciò assurdo, come si può pensare di gettare pochissimi secondi di luce pessima per immortalare  opere per le quali alcune persone hanno attraversato continenti? Mi allontano, i quadri c'è li ho negli occhi e nel cuore, sfioro le preziose e gelide colonne, il pavimento a tratti di mosaico consumato dai secoli è liscio sotto le mie dita. Vicino alle acquasantiere uno stand espone coroncine, guide e altre carabattole e dice di rivolgersi al venditore interno, un distributore automatico di cartoline dei dipinti di Caravaggio, ovviamente a pagamento ha fregato 2 euro ad un tedesco piuttosto scocciato e lo scuote violentemente imprecando:vorrei dirgli di non prendersela,nessuna stampa può replicare quel rosso che solo la mano divina e maledetta di Caravaggio poteve fare. Mi giro verso la mirabile altare, non sono molto pratica di cose di chiesa e poco le condivido, ma ho sentito di un gran Signore venuto da Nazareth che cacciò a bastonate alcuni mercanti da un tempio perchè vendevano mercanzia profanando la sacralità del luogo.
Ma forse qui non lo conoscono.

venerdì 27 aprile 2012

L'impiegata alienata

Giorno di ufficio postale, coda già in strada e porte ancora chiuse; una buona donna si organizza e distribuisce i prenumeri  fatti pazientemente a mano che porteranno ai numeri definititivi evitando una battaglia stile presa della Bastiglia. Le porte si schiudono lentamente con 10 min. di ritardo tra le imprecazioni e un inizio di sommossa; vengo trascinata dentro dalla gente che mi spinge come un'onda anomala sul lungomare di Ostia. Abbranco al volo il mio numeretto definitivo: sarò servita allo sportello A. Forse.
L'impiegata dello sportello A, visibile solo a mezzo busto sembra uscita dalla copertina di Vogue: exstension boccolute biondo platino, trucco da red carpet, con una mano digita sul computer provocando un ticchettio di unghie in vetroresina che la ostacolano nelle sue mansioni, mentre con l'altra mano intrattiene una conversazione al cellulare che anche non volendo acoltare sembra far di tutto per far intendere a noi clienti quanto sia stressatamente impegnata: " l'insalata mamma senza olio e poi ritira gli abiti in tintoria, la tuta della palestra la devi ancora lavare e io stasera devo andare al solarium." Comincio a camminare avanti e indietro al suo sportello, forse mi noterà. Macchè. Mi blocco davanti a lei osando oltrepassare la linea gialla, sono il n. 1 ca***!! Mi appoggio sopra al bancone  e la fisso con uno sguardo che non promette niente di buono: potrebbe incenerirla da un momento all'altro ma da vicino mi rendo conto che forse il silicone non si incendia; comincio a sbuffare come un bufalo cafro e, incredibilmente mi guarda, sbatte le ciglia chilometriche, si alza a va a mettere dei bollettini nel distributore posto nell'atrio. Oddio! La odio, dammi la forza di non farle lo sgambetto e farla cadere a gambe all'aria dai suoi tacchi 12, aiutami a non tirarle via quel gatto giallo in testa. Dio dei pagatori di bollette fammi pagare questo bollettino e io sarò salvata!! Ritorna ancheggiando nella sua postazione cercando di equilibrare le esuberanti sporgenze di sopra con quelle di sotto mentre continua ad informarsi al cell. se il figlio, che sembra si chiami Lapo abbia fatto la cacca giusta ed il ruttino adeguato, poi finalmente spinge quel maledetto tasto:N.1!! Mi mordo la lingua e passo il bollettino,non riesce a tirarlo a se per via delle sue unghie e mi ordina di metterlo meglio, lo sento sta per venirmi un infarto. Respiro più profondamente che posso e già mi sento chiedere" Spicci che non ho il resto" Ma se neanche sai quanto pago, che spicci vuoi! Non reggo più, lei è proprio str...a, ma io sono bastarda. Elaboro velocemente,50 euro glieli passo interi, poi tiro fuori dalla borsa il sacchettino di monetine che mio nipote mi chiede di cambiargli ogni mese, sono 25 euro in monetine di vario taglio; aspetto che infili il bollettino pagato nella fessura che io riesco a oltrepassare agevolmente e poi rovescio la cascata tintinnante proprio dove le sue unghie decorate da palmizi esotici non arrivano, ci sarebbero 10 centesimi in più, ma sono buona oggi. Mi guarda infuriata, sta per aprire bocca, ops mi squilla il cell.( lo sento solo io ),le sorrido e mentre me ne vado prendo anche tutti i bollettini bianchi lasciati all'ingresso. Magari stavolta inciampa davvero.

giovedì 26 aprile 2012

Uomini, cani e bestie

Diciamolo chiaramente: non mi trovo particolarmente a mio agio con gli esseri bipedi a meno che non siano anatre, cigni e similari.Detto ciò si capisce facilmente che amo molto gli animali e gli umani faticano  per rientrare nelle mie grazie; non che io sia meglio degli altri sia ben chiaro, è che il mio spazio vitale, il mio territorio deve rimanere sempre ben delimitato e libero da cose o persone non gradite. Una categoria particolarmente sgradita e sgradevole vincente nella mia top ten è quella dei proprietari dei cani in particolar modo quelli che non raccattano le schifezze ( credo che si dica deiezioni) dei loro "amici". Ora io per andare da un punto A ad un punto B del mio quartiere a piedi sono costretta ad effettuare uno slalom degno di Tomba ai tempi d'oro e sperare che sia inverno in modo che gli anfibi facciano il lavoro per il quale sono stati creati.
Ma ci pensate all'estate: infradito, sandalini rasoterra in raso rosso fuoco immersi, malgrado le attenzioni e i percorsi alternativi, in una poltiglia a volte di misura colossale; e mentre tu svalvoli peggio di Hulk quando diventa verde il padrone ritira a se il guinzaglio chilometrico forse nella paura che tu possa usre quel laccio come cappio al collo di quella immonda bestia: il padrone ovviamente.
Io abito all'ultimo piano di una palazzina in una strada privata, cioè mia e tutte le mattine arriva una squinzia in pigiama e ciabatte e si trascina dietro un essere minuscolo nero e tremante arrivando fino quasi sotto al portone; qui il cagnetto, trattenuto a forza dalla padrona effettua tutte le sue necessità mentre lei mi fissa con strafottenza.
Qualche mattina fa, mentre l'aspettavo indomita sorseggiando il caffè, la vedo arrivare per fare le sue porcate ( quelle di lei intendo), quando il cane finisce e lei sta per andarsene fischio come per richiamare il cane: si gira lei e mi guarda sorpresa col naso per aria, le arrivano sulla testa dei sacchetti per raccogliere quella parte di cervello che ha lasciato in terra davanti casa mia. Lo fa. Mi guarda male, ma lo fa. Speriamo non mi stringa la mano.

Tanto rumore per nulla

Lo sapevo che sarebbe stata una pessima giornata, sai com'è, lo senti nell'aria e nella testa appena apri gli occhi la mattina. Arrivo in cucina con gli occhi semichiusi che appena albeggia, mi preparo a gustare il mio caldissimocaffelatte e d'improvviso il pavimento trema trasportando il suo sussulto al latte che mi si rovescia addosso.
Ma che cavolo!!! Sono le 6,30!!
E' che oggi è giovedì e il giovedì la vegliarda signora che abita sotto a me, genere tronista over 70 o forse 80, ha la donna delle pulizie o forse il gorilla delle pulizie. Inizia trascinando i divani , i tavoli, le sedie e tutto quello che si può trascinare scrupolosamente accorta a non alzare mai dal pavimento nulla che pesi più di un piumino da spolvero. L'energumena signora possiede anche un'altra encomiabile peculiarità: ogni secchio d'acqua sporca viene violentemente lanciato dal balcone, senza guardare di sotto, mentre ciancia urlando dei suoi nipoti e del pessimo profitto scolastico. Chissà perchè.
Schiumo leggermente dalla bocca ma sono una discepola di Gandhi e continuo per la strada della non violenza.
Sull'autobus stracolmo di studenti ululanti e zavorrati di zaino tattico, si diffonde tra un belato ed un latrato una musichetta genere Wham che sembra dovrà accompagnarmi tutto il tragitto. Quaranta minuti nel girone dantesco inesistente dei tolleranti fanno da traino al centro commerciale che prevede un genere musicale diverso per ogni negozio, in alcuni non si capisce neanche cosa dice la commessa.
Rientro a casa, la vicina di pianerottolo ospita a casa i suoi 4 bisnipoti. Come possono 4 infanti trascinare un letto inferro battuto per tutta casa e nel frattempo riuscire ad imitare le scimmie urlatrici dell'Africa equatoriale?
Basta. E' troppo. Doppia camomilla, tappi di cera e arrivederci a domani.