martedì 31 luglio 2012

Cronache marine


Ma tutte a me….?!
Allora ecco cosa è successo.
Arrivo alla spiaggia che frequento ormai da alcuni anni, si trova improvvisa al termine di una fitta pineta e mi piace particolarmente perché non c’è nessuno stabilimento o bar o qualsiasi altra cosa che mi possa distogliere dal mare e dal cielo.
Mia figlia neanche arriva che accende l’ipod e comincia  la sua estenuante sessione di jogging sulla riva: pesa 48 chili scarsi ma ovviamente si sente una specie di cinghialone, la vedo allontanarsi tra le sparute persone che amano questo posto; mio marito comincia il solito rituale e armato di sacchetto, inizia a raccogliere i sassi strani e colorati che  compongono questa spiaggia così particolare: ne abbiamo ormai talmente tanti che ci potremmo costruire un casale nella campagna romana, ma tant’è!…. Si allontana pure lui, occhi a terra tutto preso nella ricerca. Mio figlio prepara la  maschera e mi invita ad andare con lui: il mare è calmo e fresco,proprio come piace a me , prendo la mia maschera e andiamo; resto un po’ a sguazzare e guardare sott’acqua i piccoli pesciolini, poi vedo che lui si allontana e torno alla spiaggia.
Asciugamano ben steso sotto al sole, accendo il mio lettore, metto le cuffiette e gli occhiali scuri d’ordinanza. Ben presto perdo il senso del tempo e della realtà, io amo canticchiare e quando mi giunge alle orecchie Brivido Felino vengo totalmente rapita. Quando riapro gli occhi ho una sorpresa: sul telo a fianco al mio trovo inginocchiato un fustaccio che mi guarda con un sorriso sornione e bianchissimo, avete presente il modello David Gandy? Ecco, qualcosa del genere ma più truzzo, catena d’acciaio al collo, braccialetti in parure, tatuaggi tribali come fosse un maori  e costume  a calzoncino aderente e bianco.
Mi tiro su di scatto e lui sorride di più: “ Fantastica canzone! Canti proprio bene, sei sola’”
Ma come sono sola? Non lo vedi che sotto l’ombrellone c’è un accampamento di ciabatte, pinne, borse e pure uno zaino militare?
“ Se mi passi un’auricolare potremmo cantarla insieme, io faccio Celentano e tu Mina.” Intanto si fa un po’ più vicino, troppo per i miei gusti; mi guardo intorno, le persone più  prossime sono due anziani entrambi con l’apparecchio acustico e sono ad almeno 10 metri da me, io vengo in questa spiaggia proprio per non aver nessuno intorno. Gli dico che non cerco e non voglio alcun tipo di compagnia, invitandolo ad andarsene al più presto.
“ Ma è un peccato che una donna così resti sola, chiunque ha osato farlo non ti merita”
Madonna Santa!!! Ma tutti a me capitano, oltre a stare sempre più vicino è impossibile non notare che il costume bianco comincia a stargli, diciamo….. un po' troppo stretto.
D’improvviso mi piomba addosso una maschera piena di acqua gelida: è il mio ragazzo, 14 anni appena compiuti, un metro e sessantasei per cinquantatre chili, noi lo chiamiamo il ragno. Gli occhi neri dardeggiano come fiamme, la sua voce ormai da tempo sembra quella di uno scaricatore “ Ma chi sei?  Te dovemo quarchecosa? “
Spaesato Casanova si alza, lo sovrasta di almeno venti centimetri, il ragnetto ha gonfiato il petto come un pavone  e avanza pieno di coraggio “ Ah moro vedi d’annattene , se nun fosse chiaro: tela, sgomma, schioda, smamma, leva l’ancora”.
Casanova  batte in ritirata senza fiatare, mio figlio si sdraia a fianco a me e guardandomi mi dice “ Ma guarda te ‘sti rintronati! Pure co’ le vecchie come te!” E si sdraia ad asciugarsi scuotendo la testa con gli occhi al cielo. Se questo vi sembra niente, quando ci ritroviamo a pranzo a casa, mia figlia grande mi racconta sarcastica che stava facendo stretching quando una brutta copia del modello Gandy l’abborda chiedendole se ha voglia di compagnia per la ginnastica “Ma’, tu non puoi capì che costume che portava.” Ah ma io lo capisco benissimo!... Lei , ruvida come poche, gli ride in faccia e gli dice “ Comincia a correre, magari  ce la fai!”  Era ovviamente il modo più veloce per darsela a gambe. Conclude il saggio figlio “ Deve esse lo stesso provola de’ stamattina. Sto’ deficiente! Domani je coro dietro!!


P.S.

Per quelle poche che non lo conoscessero questo è il modello originale




sabato 14 luglio 2012

Arrivederci Roma...

Questo breve post per salutarvi,
vado a ricaricare un po' le pile ed ecco cosa farò:











                                                                      Per iniziare una corsetta di riscaldamento....

                    
                          












                                                                     ...... e poi un atletico scatto da centometrista







                                            






                 
                                                                        
                                                                           seguito da un bel bagnetto rinfrescante












                                                              e finalmente una bella dormita al fresco!!


E sarò pronta a tornare con gli artigli belli affilati!!!!
Arrivederci a prestissimo :):)

lunedì 9 luglio 2012

Finalmente una buona notizia!


Immobile. E-book


Ieri sera sul mio pc è apparsa una mail nella quale venivo informata che il mio ebook sta avendo un discreto successo e quindi la casa editrice si complimentava.
Poche righe che mi hanno scosso.
L'avventura di scrivere un breve racconto è stata  complicata: quando cominciai ad avere a che fare col "mostriciattolo"  al quale accennavo nel post precedente, inizia piano piano a perdere la capacità di trasformare i pensieri in parole, proprio le parole che io amo visceralmente mi sfuggivano dalla mente, era, ed è , come se fossi colpita dalla dislessia; lo so che trovate nei miei post enormi errori grammaticali, ortografici e di sintassi, ma vi assicuro che prima del "problemino" non era così.
Avevo già un percorso di vita, diciamo impervio, e la fatica di affrontare anche una patologia era davvero troppo; senza remora alcuna mi sono fatta aiutare da un professionista( non lo Psiciscemo del post) che mi consigliò, quando vide le lacrime amare che mi allagavano il viso, causate dalla difficoltà di scrivere bene ma anche di riuscire a leggere scorrevolmente, di buttare giù una sorta di diario o confessione o sfogo di tutto ciò che mi passava per la mente.
E' stato difficilissimo, gli errori erano più delle frasi corrette, i periodi scorrevano senza significato logico; ma  ne è uscito un racconto duro, feroce, imbastito di dolcezze lancinanti: c'era tutta me stessa lì dentro. Cose mai dette, pensieri nascosti, emozioni crudeli e celestiali.
Se lo portò a casa quasi di forza e qualche tempo dopo mi disse che, se ero d'accordo, poteva essere pubblicato come ebook. Non volevo che qualcuno leggesse quello che c'era scritto, ma una parte di me sapeva che era giunto il momento.
E' un racconto imperfetto, come me, come la mia vita; ma per questo emozionante.
Ci sono errori lo so, ma il mio medico dice di non focalizzarmi su quelli, ma su quello che arriva al cuore del lettore.
Chi di voi mi conosce un po' mi ritroverà in pieno, le mie passioni, l'arte, la musica, la solitudine e quello che mi ha reso una donna feroce come l'avatar che mi rappresenta.
Se vorrete è lì, nel web infinito.
E' ora di lasciarlo volare da voi se vorrete; ed è più difficile visto che è come se ci conoscessimo.
Ma ora sono pronta.


P.S.


Lo so...
la copertina nun 'se po' guardà, ma è una scelta editoriale....

domenica 8 luglio 2012

Il voto della discordia

Finalmente gli esami di terza media sono finiti.
Benchè io viva in una grande città e mio figlio frequenti una scuola statale, per ben 6 giorni io e lui siamo dovuti andare in un'altro quartiere dove c'è la sede della scuola per poter effettuare tutte le prove.
Diversa circoscrizione servita malissimo dai mezzi pubblici, padri e madri costretti a prendersi permessi o addirittura ferie e  ragazzini inzeppati a forza in auto di qualche parente disponibile a scorrazzarli avanti e dietro.
Dopo 2 settimane infernali in tutti i sensi ( soste in doppia o tripla fila sotto al sole in attesa dei pargoli), finalmente sono usciti i quadri con il voto d'uscita di ogni ragazzo. Ed è successo l'inaudibile.
I genitori della classe di mio figlio riuniti in gruppi simili a black block, armati di rabbia e acredine a forza di grida si fanno ricevere dal preside esigendo spiegazioni circa l'operato dei professori per farsi chiarire il motivo per cui i loro pargoli non hanno ottenuto il voto d'uscita dei loro sogni; non contenti della spiegazione hanno iniziato ad andare sui profili fb dei ragazzi giudicati da loro non degni della promozione o, peggio, usciti con voti più alti dei loro marmocchi e li hanno massacrati di improperi e parolacce.
Ma vi rendete conto?
Sono  stata abbastanza chiara? 40enni e 50enni che si comportano come dei deficienti per quale frutto dei loro lombi è più bravo dell'altro.
Giorno del diploma, decido di non scendere dalla macchina per evitare di vedere quelle madri arpie e ci mando mio marito con mio figlio; io resto in attesa ma siccome alle 8 ci sono già 38 gradi e rischio di fare la fine dei cani rinchiusi nelle auto, apro lo sportello e aspetto fuori poggiata alla macchina. Arriva l'interclasse, una delle più esagitate, madre a suo dire di un futuro ingegnere nucleare che ha subito l'affronto di avere un voto più basso di mio figlio. La guardo e mi avvicino per salutarla,  lei aspira dalla sua sigaretta e, dall'altro lato della strada, mi soffia in faccia il  fumo senza degarmi nemmeno di un vaffa......lo.
Faccio un passo indietro interdetta, vedo tornare i miei ometti e lei ignora anche mio figlio che conosce da 3 anni ed è solo un ragazzino. Non gli dico niente, gli lascio godere la sua gioia per il diploma.
Sera della pizza con i prof. , ne partecipano solo 2 ( chissà com'è); mio marito accompagna il figlio fuori dalla pizzeria e viene salutato da un'altra mamma rea anche lei di avere una ragazzina con voti alti, restano così loro due adulti da un lato del marciapiede e i black block parlando fitto fitto tra loro, dall'altro lato senza salutare nemmeno i prof.
Non tutti i ragazzi partecipano ovviamente, meno male che i superstiti restano uniti, tranne quelli feriti nell'onore di essersi visti spodestati da un podio sul quale erano saliti issati dalla vanità genitoriale.
Vengo a sapere che me ne hanno dette di tutti  i colori dietro le spalle, colpevole di avere un ragazzo con una memoria fenomenale( non è che gli piace molto studiare) e non  mi si può dire nemmeno di essere lecchina visto che gli ultimi 5 anni li ho passati a combattere con un tumore all'ipofisi e una patologia autoimmune senza poter dire di aver finito e quindi voglia d'arruffiarmi i prof. proprio non ne ho.
Finiamo questi tre anni con l'amaro in bocca: lui ignorato perchè non gli piace il calcio e  punito per un numero su un quaderno chiamato registro che non piace a nessuno; io punita  per non so bene cosa.
A settembre andrà all'ITIS di meccatronica, non voglio conoscere nessuno, nemmeno i prof.
Che ca..o di gente.

giovedì 5 luglio 2012

Sindrome di Stendhal

Scendo dall'autobus 810 e mi trovo a via dei Fori Imperiali, attraverso la strada, costeggio il museo del Vittoriano e comincio la salita che mi porta in Piazza del Campidoglio: Marc'Aurelio  a cavallo domina la piazza guardando le spalle ai Dioscuri in cima alla scalinata; che importa se è una copia, l'autentico è ben custodito. Alla mia destra la scalinata minore della  chiesa dell'Ara Coeli  dove era conservato il bambinello sacro ormai rubato e mai più trovato. Ma io oggi ho una destinazione precisa, vado ai Musei Capitolini, saranno almeno dieci volte che li visito ma non mi stanco mai. Dovrebbero fare come a Gardaland: paghi un biglietto ed entri 2 giorni, sono talmente vasti e pieni di opere che un solo giorno non può bastare.
Passo il metal detector e comincio a gironzolare come a casa mia: opere di una meraviglia inaudita, dipinti, vetrate, busti, soffitti, arazzi; i nomi più importanti del panorama italiano si offrono a gli occhi stupiti di chiunque e voglia guardarli.
Conosco una piccola saletta con una dormeuse che avrà 500 anni, sopra un piccolo dipinto del Parmigianino e sul muro a fianco qualcuno ha scritto a matita: Marco e Sara per sempre. Per sempre imbecilli!!
Ma chi se frega di Marco e Sara!! ma cos'è che rende la gente così idiota? Il vigilante mi guarda rammaricato e spiega che sono in pochi, l'afflusso enorme, meno male che è matita. Ho voglia di prendere uno straccio e pulire, ma ho altro da fare: sono venuta per lui!
Non so se la sindrome di Stendhal esista veramente, ma questa emozione, questa malia sofferta io l'ho provata due volte in vita mia:  quando vidi la Pietà per la prima volta, mi si piegavano addirittura le ginocchia e poi di nuovo quando scoprii quello che ora vi mostrerò.
Ci si può innamorare di una statua? Non lo so, non credo, ma le emozioni che mi suscita sono intense, viscerali e se non è passione vi somiglia molto.
Entro nella "sua" sala; tutto sembra fermarsi, il blaterare annoiato delle guide, il suono dei respiri che si mozzano in gola ai turisti e poi rimaniamo soli, io e lui. Ormai ci conosciamo da anni, ho un suo ingrandimento a casa, qui si possono fare foto e io ne ho fatto uno stupendo quadro. Mi avvicino a lui, è a grandezza naturale, la vigilanza ha seguito la ciurma di turisti ed io ne approfitto per sfiorarlo: malgrado il marmo freddo emana calore, sfioro il monile che ha al collo e poi sfioro le labbra. Incredibile, meraviglioso, non ci sono parole.
Perchè non parla?!
Ora ve lo mostro, la spiegazione che segue non è di mio pugno: devo rendergli onore e non credo che ne sarei stata in grado: spalancate gli occhi

   Il Galata Morente





Il Galata morente è la copia romana in marmo di un’opera ellenistica. L’originale, probabilmente bronzeo, faceva parte insieme all’altrettanto celebre Galata suicida del grandioso donario dedicato nel 223 a.C. dal sovrano Attalo I sull’Acropoli di Pergamo e precisamente nel santuario di Atena Nikephòros, al fine di celebrare la sua vittoria sui Galati (il nome che i Greci attribuivano ai Celti), invasori dell’Asia Minore. La realizzazione dell’opera è probabilmente da attribuire allo scultore greco Epigonos: durante gli scavi effettuati all’interno del santuario, infatti, furono ritrovati dei frammenti di iscrizioni tra le quali una posta in forma dedicatoria ad Atena proprio con la firma dello scultore.
Analisi della scultura
La statua rappresenta un guerriero galata in punto di morte. Elementi che lo contraddistinguono come celtico sono principalmente il torques, una tipica collana, i baffi, i capelli ispidi nonché la nudità propria del modo di combattere di questo popolo. Il personaggio, che attende la morte causatagli da una ferita sul petto, è semisdraiato su un plinto di forma ovale sul quale compaiono alcuni armamenti sempre di concezione gallica: una spada, un fodero a più basso rilievo, una cintura a nastro con fibbia squadrata, un corno spezzato e parte di un altro corno. La gamba sinistra è leggermente allungata, mentre quella destra è flessa. Solo il sostegno del braccio destro garantisce l’equilibrio della scultura. Il braccio sinistro è, infatti, piegato e la mano appoggiata sulla coscia destra. Il torso è flesso e ruotato verso destra e ben rappresentata è la schiena dal volume arrotondato. La testa è piegata verso il basso. Il volto è scolpito con estrema accuratezza. La capigliatura è importante e voluminosa.
Ciò che traspare da quest’opera è la resistenza al dolore e la fierezza del guerriero che, non sottomesso, affronta con coraggio e onore la sconfitta del suo popolo e il proprio destino di morte imminente.
Insomma pensatela un po' come vi pare, ma io e questa statua abbiamo un feeling speciale e se avete in programma una gita a Roma non perdetevi Il Galata Morente non ve ne pentirete!!!

lunedì 2 luglio 2012

Japanese prints

Oltre che maledettamente nostalgica sono anche  un'esteta: amo il bello, di qualsiasi natura o foggia.
Penso che gli artisti orientali abbiano un' ottica particolare per amplificare l'essenza della bellezza e quindi vi offro una piccolissima panoramica di ciò che io ritengo superlativo!!!

            " Con occhi giapponesi si vede meglio,
          si percepiscono i colori in modo diverso "
            Vincent Van Gogh 1888



                          L'onda, Hokusai 1831-1834

                                                    Il ponte della seta al crepuscolo, Hiroshige 1887


                            Il  Ponte giapponese a Giverny, Monet 1900    

 
 Giardino dei susini a Kameido, Hiroshige 1857

Giapponeseria: susini in fiore, Van Gogh 1887


 
                                    Luna, Hiroshige

 
Gufo sotto la luna piena, Hiroshige

                                Fiori d'autunno sotto la luna piena, Hiroshige

                             I  vortici di Awa, Hiroshige 1885


 
                                 Falco sull'Ibiscus, Hiroshige

 
La luna sopra Kanazawa

 

domenica 1 luglio 2012

Passato e presente


Sono una nostalgica lo so, una inguaribie nostalgica; ma ieri quando la figlia di 9 anni di mia nipote
 mi ha chiesto all’improvviso “ zia vediamo un film antico dei tuoi tempi?”, il cuore mi ha si sobbalzato:
- Sì, dai scegliamo insieme dai miei antidiluviani dvd...
- Cos’è questo “Incontri ravvicinati del III tipo”, che vuol dire?
- È un film del 1978, che ho visto almeno quattro o cinque volte al Cinema Barberini quando aveva ancora il lampadario nell'entrata, la moquette rossa con i gigli neri, i velluti rossi sulle poltrone, una sola sala, con una sola galleria, potevi  restare a vedere il film tre volte di seguito senza che nessuno nemmeno se ne accorgeva e il cornettaro che vendeva anche le girelle di liquirizia, le arachidi dentro il loro guscio, come allo zoo, e le bustine di croccante, il biglietto era di carta velina con colori pastello, giallino, rosa, verdino, azzurrino, grigetto, e costava 3500 lire e...
- Va bene, ho capito zia, lo vediamo o accendo la xbox? Dai zia voglio proprio vedere un film UFO antico!! Ma c'era almeno il colore?
Come spiegarle che la sottoscritta non ha scoperto ne il fuoco ne la ruota, e in fondo , perchè farlo?
- Sì, va bene, voglio proprio vedere che effetto mi farà un film di UFO  oltre30 anni dopo!
Rivedere la scena in cui Richard Dreyfuss che, cercando la strada su una mappa, fa segno alla vettura che lo segue di passare avanti, ma i fari si alzano e ci  fannno capire che non sono quelli di un’automobile ma di un’astronave (!) e vedere quella bambina ipertecnologica e figlia del futuro accanto a me che apre la bocca stupita e gli  occhioni si spalancano impreparati a quanto avviene, come me34 anni fa, è un’emozione indicibile....
Rivedere la scena in cui Richard Dreyfuss che, spruzzandosi la schiuma sulla mano per farsi la barba, si accorge che prende lentamente la forma  di quella montagna che ha fissa in testa ma che ancora non ha un nome e poi  di nuovo più tardi mentre si serve il purè osservato dalla famiglia attonita come se fosse un pazzo in preda ad un delirio, e sentire la voce di quella bambina figlia del ventunesimo secolo accanto a me dire: “adesso ci fa la montagna...”, è un’emozione che non ha prezzo...
Rivedere la scena in cui il piccolo Barry, rapito dagli alieni un’ora prima, torna sulla terra sputato da quell’astronave amica, l’unica che vorremmo mai incontrare nella vita, e vedere il prescelto Richard Dreyfuss, finalmente riappacificato coi suoi deliri salirci sopra  accompagnato dalle  parole di Francois Truffaut nell’orecchio “Io la invidio!”, commuovermi ancora 34 anni dopo e sentirmi chiedere da quella bambina accanto a me sul divano:
- Zia perchè piangi?
è un’emozione che non ha eguali!!.