mercoledì 31 ottobre 2012

Vi siete divertiti?!!


  Ora che io sono livorosa e fumina l'avete capito, mio malgrado devo arginare la mia istintività a causa di un'ulcera devastante.
Detto ciò vi racconto i fatti.
In un quartiere poco lontano dal mio, dove spesso transito con l'auto per accompagnare mia figlia che lavora fuori il G.R.A., è arrivato un circo di uno dei tanti Orfei.
Già da qualche sera mia figlia tornava a casa sbraitando e piagnucolando per quello che vedeva:" Quella povera giraffa! Stava in mezzo a tutto quel traffico, in quel microrecinto; e i cavalli, poveri! Tira vento , piove, e c'era una povera zebra, e i cammelli li tiravano con una corda nel naso...." E continuava così fino  a quando riuscivo a farle cambiare argomento. Domenica mattina sono andata anche io ad accompagnarla ed al ritorno, senza di lei in macchina, io e mio marito abbiamo potuto constatare l'evidenza.
La mattina  gli animali sono tenuti all'aperto in piccoli e fragili reciniti: sole, vento, pioggia, niente induce i proprietari a metterli al coperto. L'ippopotamo è un animale acquatico, lì sta in un recinto di terra battuta, dove di solito c'è un campo rom e l'acqua la schizzano con un tubo: magari gelida. E i felini. Cosa è rimasto della dignità di questi signori delle foreste? Saltano in cerchi di fuoco, si ergono rampanti pungolati dai frustini; anche con loro alcuni recinti sono inadeguati ed in altri casi stanno in camion trasformati in prigioni. Perchè lo zoo mattiniero si paga e quindi si espongono struzzi, cavalli, elefanti, pony, leopardi che guardano bramosi le prede e tutto per  puro lucro. Tutto per soldi, sempre e solo i soldi.
E l'orario degli spettacoli: andateli a vedere on line, anche tre al giorno.
Forse 100 anni fa questo spettacolo era ancora concepibile: in quale altro modo vedere simili animali se non al circo.
Ma ora!! Ma qualcuno pensa davvero che un orso sia felice di zompettare come un'idiota, quando vorrebbe artigliare salmoni in mezzo ad un fiume; che una tigre sia consensiente di saltare da uno sgabello all'altro quando la sua natura è riservata , territoriale e predatoria?
E tutto ciò con il benestare del nostro Stato che li sovvenziona, togliendo a noi scuole, sanità e quant'altro.
Ora sta piovendo a dirotto, il vento è molto violento.
Tra poco tornerà mia figlia e comincerà un pò a piagnucolare e un pò ad urlare adirata.
Io vado a prendere le mie medicine per l'ulcera, vi lascio qualche foto di come dovrebbero stare quegli animali.
Trovate voi le differenze












                                                                         
                                                               

P.S. 
Pubblico di seguito quanto appreso dall'OIPA                                                                   
        
I Paesi nel mondo che hanno vietato (anche parzialmente) l’utilizzo degli animali nei circhi (Tratto dall’associazione inglese: Animal Defenders International)
EUROPA
Austria divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici
Belgio divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici
Croazia divieto dell’utilizzo di tutti gli animali in 21 giurisdizioni municipali
Repubblica Ceca divieto nazionale parziale all’utilizzo degli animali nei circhi
Danimarca divieto nazionale dell'utilizzo degli animali selvatici, con alcune eccezioni
Estonia divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici
Finlandia divieto nazionale dell'utilizzo degli animali selvatici, con alcune eccezioni
Grecia divieto dell’utilizzo di tutti gli animali in 9 giurisdizioni municipali
Malta divieto degli animali elencati nel CITES
Polonia divieto nazione dell’utilizzo degli animali selvatici, con alcune eccezioni
Slovacchia divieto degli animali elencati nel CITES
Spagna divieto dell’utilizzo degli animali selvatici a Barcellona e Blanes
Svezia divieto nazione dell’utilizzo degli animali selvatici, con alcune eccezioni
Regno Unito oltre 200 giurisdizioni municipali hanno divieti ai circhi con animali (più dei 2/3 di questi proibiscono le rappresentazioni con animali, i rimanenti proibiscono solo gli animali selvatici).

RESTO DEL MONDO
USA divieto dell’utilizzo di tutti gli animali in 20 giurisdizioni municipali
Canada divieto totale o parziale in 20 giurisdizioni municipali.
Argentina divieto dell’utilizzo degli animali a Buenos Aires
Brasile 12 giurisdizioni municipali hanno divieti totali o parziali, incluso un divieto totale a Rio de Janeiro
Colombia rappresentazioni con animali vietate a Bogota e un divieto dell’utilizzo degli animali selvatici a Dos Quebradas
Costa Rica divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici
Australia divieto totale o parziale all’utilizzo di tutti gli animali in 34 distretti
Nuova Zelanda divieto dell’utilizzo degli animali selvatici in 3 distretti
India divieto nazionale parziale all’utilizzo degli animali nei circhi
Israele divieto nazionale dell’utilizzo di tutti gli animali selvatici e divieto di tutti gli animali in 3 distretti

E se avete voglia di divertirvi ancora un po' guardate questo video
it/animali/fotogallery/elefanti-al-circo-ecco-come-si-addestrano_6789_8.html

sabato 27 ottobre 2012

La morte sospesa

Tutti gli uomini sognano.
Non però allo stesso modo.
Quelli che sognano di notte
nei polverosi recessi
della mente
si svegliano al mattino
per scoprire che il sogno è vano.
Ma quelli che sognano di giorno
sono uomini pericolosi,
giacchè ad essi è dato vivere
i sogni occhi aperti
e far sì che si avverino

T.E. Lawrence
I sette pilastri della saggezza


Questi bei versi altro non sono che l'introduzione di un libro che io reputo meraviglioso.Non è un racconto d'avventura, ma il resoconto di una impresa straordinaria.  Nel giugno del 1985 due giovani alpinisti britannici decidono di scalare la parete ovest del Siula Grande (6536 metri), conquistata la vetta una violenta bufera li costringe ad una discesa difficoltosa e Simposon, autore del libro, perde un appoggio e precipita rompendosi una gamba; il compagno Yates lo cala faticosamente in mezzo alla bufera con laboriose manovre di corda, ma ad un  certo punto, oltre il gelo mortale, il buio e la bufera Simpson si ritrova appeso a penzoloni in uno strapiombo. Yates non riesce più ad issarlo e, rischiando di precitare nel vuoto anche lui , decide di tagliare la corda che lo unisce al compagno e che rappresenta l'unica salvezza per Simpson. Yates torna al bivacco divorato dai sensi di colpa e attende un ritorno che appare solo un alibi al suo rimorso.
Simpson precipita in un crepaccio profondissimo e malgrado le gambe rotte, il congelamento delle mani, la disidratazione e l'inedia, dopo alcuni giorni arriva strisciando al campo urlando e sussurrando il nome dell'amico.
E' un racconto meraviglioso di forza d'animo malgrado la sofferenza e il terrore, personalmente credo che renda meglio nel suo titolo originale Touching the void, comunque nulla toglie al ritmo della narrazione e all'accuratezza delle parole: oltre che un ottimo scalatore Simpson è anche un bravissimo scrittore.
Esiste anche il film, interpretato dai due scalatori, è girato come un documentario che nulla risparmia alla sofferenza e al terrore, ma anche al senso di colpa dei due protagonisti.
Nell'ambiente degli scalatori si dice il film sia servito a reinserire Yates nell'ambiente in modo consono, dal momento che dall'incidente era visto in malo modo.
Ho visto il film molte volte, amo le altezze e le persone straordinarie; poi ho cercato il libro che era disponibile solo in inglese. L'anno scorso l'ho finalmente trovato e non mi ha deluso, anzi, in alcuni passaggi Simpson immagina i pensieri dell'amico costretto a quel taglio lacerante e li ho trovati intensi e commoventi.
E' un libro poco conosciuto, malgrado sia un best seller nel suo genere e lo consiglio a chi ha voglia di un'avventura straordinaria compiuta da uomini staordinari ma consapevoli della loro fragilità.

mercoledì 24 ottobre 2012

Molto rumore per nulla....

Cerco di seguire meglio che posso le spiegazioni articolate e complicatissime che mio figlio mi da mostrandomi foto e video di pianeti, stelle, galassie dai nomi legendari o solo composti da sigle: quando parla di questi argomenti viene pervaso da una specie di frenesia genialoide e presume che tutti capiscano quando descrive  orbite, elissi, calcoli di gas dispersi,  temperature incredibili e ipotetiche rotte di collisione.
Poi mette a schermo pieno sul suo pc queste due immagini e io non riesco più a pensare ad altro.Una mostra la Terra vista dalla Luna e l'altra vista da Marte.
Siamo una nullità nell'immenso. Ci scanniamo, amiamo, odiamo, piangiamo e altro non siamo che nulla nel nulla.
Piccole forme di vita in una vastità non misurabile.
Meno di un granello di sabbia nel deserto.
Meno di una goccia nell'Oceano Pacifico.
Percepisco in sottofondo le sue spiegazioni tecniche e annuisco in automatico, ma penso a tutt'altro.
Molto rumore e furore in un infinito nulla.






venerdì 19 ottobre 2012

Se non è follia questa......

Questa la voglio raccontare e sentire i vostri pareri.
Mio figlio aveva bisogno del certificato medico agonistico perchè  era scaduto : è il quarto che faccio e conosco tutta la prassi quindi avevo per tempo preparato l' ecocardio che chiedono per scrupolo.
Quando telefono al medico sportivo per l'appuntamento, mi sento dire di portare l'esame delle urine del ragazzo.
Perchè mai? Non le hanno mai chieste. Mi spiegano che servono ad evidenziare eventuali doping.
Doping a 14 anni!!!
Ieri  pomeriggio sono andata al centro diagnostico: ECG a riposo, pressione, capacità polmonare, peso e altezza, controllo dell'ecocardio, ECG sotto sforzo e poi  prende in mano l'esito dell'antidoping che ovviamente era negativo.
Chiedo al medico come sia possibile che ci sia la necessità di richiedere questo esame a dei ragazzini.
Quello che mi ha spiegato mi ha dato i brividi e la nausea.
Dice il dottore che proprio a quest'età e in ben definiti  circuiti sportivi, i genitori, gasati dalle prestazioni dei figli e ancor di più dalla voglia di successo degli allenatori, non si fanno scrupoli di far ingurgitare o addirittura iniettare ogni tipo di sostanze ai ragazzi, nella illusoria speranza che il proprio pargolo sia il Pelè (scusate ma i calciatori nuovi non li conosco) del futuro o l'astro nascente di qualsiasi sport si voglia. Mi dice che ne ha trovati spesso di positivi o, peggio, alterati per nasconderne l'uso.
Dopare i figli per il proprio ego o per farne un "campione" lo trovo uguale a indurlo a drogarsi per trarne profitto. Aberrante.
Vedete quello stupendo atleta della foto?
Quello è l'idolo di mio figlio e chi pratica karate sicuramente lo conosce e ammira le sue prestazioni strabilianti
Il suo nome è Michael Milon, nazionalità francese, 10 volte campione europeo individuale e 5 campione di coppia, considerato uno dei più grandi karateki del mondo.
Michael è morto a soli 30 anni, nel pieno della sua gioventù e delle sue vittorie con una overdose di cocaina; forse incapace ormai di gestire un successo così colossale e richieste di prestazioni e  vittorie sempre più pressanti.
Mio figlio lo ammira e vorrebbe possedere almeno la metà della sua eccezionale bravura; ma ha capito anche la sua fragilità come uomo e il fatto che esistono invalicabili limiti umani.
Abbiamo fatto l'antidoping ebbene si.
E' risultato positivo alla Nutella.

martedì 16 ottobre 2012

Memento mori.......


Innanzitutto non fate le corna, togliete le mani da qualsiasi parte del vostro corpo riteniate scaramantica perchè non è niente di così lugubre.Voglio parlarvi di una particolarità che offre questa mia assurda città, magari qualche non romano che prevede una gita la potrà includere nell'itinerario e qualche romano, con poche fermate d'autobus vedrà qualcosa d'incredibile.                Quando ero fanciulla ci andavo spesso per abbarbicarmi al   fustaccio di turno, ammesso che non cominciasse   a tremare come una foglia e col tempo l'ho fatta conoscere a mio marito, a i miei figli  e agli amici che mi chiedevano sempre: dove ci porti oggi? 
Dunque, ci troviamo in via Veneto che ormai non è più niente di eccezionale e lasciata Villa Borghese alle nostre spalle, ci dirigiamo verso Piazza Barberini.

Alla nostra sinistra vediamo una costruzione a due piani che altro non è che la chiesa di Santa Maria della Concezione; è una piccola chiesa, con una navata e 10 cappelle laterali, racchiude dipinti pregevoli del Domenichino e del Reni, nonchè S. Francesco in preghiera attribuito al Caravaggio.  Una particolarità consiste nelle sculture di api apposte sulle acquasantiere che sono ritenuti simboli massonici. Questa chiesa sarebbe praticamente sconosciuta se non fosse che, salita la rampa esterna, si accede al" Cimitero dei Cappuccini"

Un'entrata angusta e in penombra lascia solo lontanamente presagire quello che troverete, sull' entrata questa iscrizione vi da' il benvenuto:

« Noi eravamo quello che voi siete, e quello che noi siamo voi sarete. »
Varcate la soglia ed ecco che il mondo dell'oltretomba vi accoglie: un corridoio angusto formato da cripte infilate una dopo le altre;
 cinque cappelle  interamente decorate con le ossa di oltre 4000 frati, soffitti, volte, pareti, lampade, quadri, tutto è fatto di ossa e di mummie. Alcune hanno la falce in mano ad simboleggiare " sora morte".
Passato il primo momento di disagio e di spavento, la visita prosegue di cappella in cappella ed è tutto un fiorire di teschi, bacini, tibie, candelieri di ossa; ogni tanto senti qualche risatina nervosa e poi silenzio e stupore. La volta del corridoio ha tre stelle ad 8 punte ( ovviamente di ossa ) ad indicare che li c'è una chiesa dedicata alla Madonna, stella del Mattino. I frati non fecero questa scelta per ottenere un colpo di teatro nel visitatore, in realtà è un modo per esorcizzare la paura del trapasso e far comprendere che il corpo altro non è che un contenitore dell'anima.
Nel 1775 il marchese De Sade la visitò lasciandone una suggestiva descrizione. Quando ci andavo io non si pagava nulla e la fila cominciava da via Veneto, bastava offrire una moneta al frate che sedava fuori la cripta per agevolare il traffico di turisti e non si potevano assolutamente fare foto. Ora so che si paga e ci sono anche dei video su youtube.
Quindi le foto che posterò sono tratte dal web. 
Se vi spaventerete troppo, sul marciapiede di fronte c'è un ottimo bar: fatevi un goccetto e passa tutto!!Scusate, la qualità è pessima ma se vi fate un giro  sul web, ne vedrete delle belle!!   ( Oggi il mio micro netbook fa schifo: che sia l'influsso....) 

 

 


 

 



venerdì 12 ottobre 2012

Così geniali, così rivali!











Mi è capitato qualcosa di straordinario, è rarissimo e quando accade vale la pena di raccontarlo.
Doveva essere proprio il mio giorno fortunato perché sono riuscita a visitare l’inaccessibile  chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza del maestro Borromini. Questa meraviglia architettonica è praticamente sempre chiusa e solo per puro caso  ho trovato il grande portone in legno spalancato che si apre su un chiostro modesto che nulla lascia presagire. Quando Borromini ricevette l’incarico di modificare la costruzione di Giacomo Della Porta, si trovò una pianta quadrangolare per una chiesa circolare.
Ma il grande genio cambiò tutto e impostò la pianta su due triangoli che s’intersecano formando una stella a sei punte. Nascosta in questa pianta c’è una complessa simbologia, dal momento che i due triangoli formano la stella di David e costituiscono il sigillo di Salomone. Il colore bianco puro abbaglia il visitatore, niente oro e orpelli inutili per il grande Borromini , solo architettura allo stato puro. Poi alzi gli occhi in quella struttura che si sviluppa tutta in altezza e il fiato si mozza in gola. Una cupola imponente e finemente scolpita trasporta i  pochi fortunati in una dimensione da sogno: le stelle incise sono 111, numero che può essere scritto anche 1+1+1, che da come somma 3, simbolo della Trinità.  Più alzi lo sguardo e più la cupola sembra senza fine, si alza e si allontana dal visitatore. E che dire della lanterna  che la corona all’esterno e sovrasta i tetti di Roma? Una magnifica cuspide a spirale che sfida ogni legge; costò al maestro molti problemi, i committenti pensavano che egli non avesse calcolato bene il carico e potesse mettere in pericolo l’edificio, ma tre secoli e mezzo dopo è ancora ben salda al suo posto. Questa chiesa è un’opera magistrale e invito chiunque a visitarla, la porto nel mio cuore e chiudendo gli occhi  vedo ancora quella volta incredibile e quel bianco abbagliante nudo e puro. Ho cercato per decenni un modo per visitarla e poi, improvvisamente, quel portone era aperto e gli occhi hanno goduto di tanta incredibile meraviglia.
Borromini è importante per Roma e la sua importanza sarebbe maggiore se fosse vissuto in un’altra epoca e invece fu schiacciato dalla presenza di un altro genio Bernini. Bernini  usava il  talento a suo favore: faceva sempre ciò che voleva, ma con l’aria di far felice il committente. Borromini era insofferente, scontroso e non faceva nulla per compiacere nessuno, in un’epoca in cui l’obbedienza era quasi d’obbligo.
Ad esempio  il capolavoro di Borromini San Carlino: il colore quasi bianco, le pareti movimentate sia all’interno che all’esterno, si alternano a nicchie, colonne modanature, giochi di curve. Il soffitto rappresenta un’opera d’arte nel capolavoro: profondamente scolpito in esagoni e ottagoni, il tutto parla di informazioni e suggestioni enormi che il maestro usa in uno spazio così ridotto, ma rimanendo fermo nel  suo stile di profonda austerità.
Poi vediamo il contrasto con Sant’Andrea del Bernini: già entrando i colori colpiscono l’occhio: marmi policromi, ornamenti sovraccarichi, atteggiamenti degli angeli enfatici, pitture sgargianti: bianco, freddo, austero il primo; dorato, caldo, lussuoso il secondo. Se Bernini è di natura teatrale, Borromini è parco di parole ma sa inventare  curve  e ornamenti senza precedenti; se fosse visitato oggi  da un medico sarebbe considerato depresso, ma questo male oscuro lo guidava nel genio totale.
Tutto quello che mancò a Borromini, Bernini lo ebbe a piene mani: simpatia,fama, denaro, gloria, usava la compiacenza dei Papi a suo piacimento; ma quando questi ricevette l’incarico per il “ baldacchino di San Pietro”, chiamò in aiuto il Borromini esperto architetto. In questa occasione  Mancini, medico del Papa, conia la celebre frase” Quod non fecerunt barbari, fecerunt  Barberini, in quanto per edificare l'opera commissionata dai Barberini smantellarono i bronzi del Pantheon. Il Bernini amava inganni virtuosistici dando sfogo al suo senso teatrale, poi però scordava l'essenziale: infatti il suo baldacchino , nel contesto imponente appare aggraziato quasi delicato; ci pensò il Borromini a sistemare la prospettiva mettendo sulla cupola una sfera dorata per riequilibrare il tutto. Non è facile amare Borromini: se tutte le opere del Bernini parlano di sensualità, le sue la negano.
Borromini morì suicida a 68 anni incastrando una spada alle traverse del letto e conficcandosela nel torace, Bernini muore a 82 anni sopravvivendogli di 14 anni e 3 Papi.
Diversi in tutto, geniali in tutto. Fino alla morte.
       
            (informazioni tratte da "  I segreti del Vaticano di Augias)




foto 1  Esterno di Sant'Ivo alla Sapienza
foto2  Lanterna di Sant'Ivo
foto3  Interno di Sant'Ivo
foto4   San Carlino esterno
foto5   San Carlino interno
foto6  Sant'Andrea interno
foto 7  cupola Sant'Andrea
foto8  Baldacchino di San Pietro

mercoledì 10 ottobre 2012

Mi piego ma non mi spezzo!

Arthur Schopenhauer è uno tra i miei filosofi preferiti, per molti motivi: arguto, lucido, poco proclive alle romantiche speranze quotidiane.
 Era un filosofo livoroso e un brillante scrittore, Schopenhauer dà una spallata alle nostre ingenue e idilliache illusioni sull'uomo e sulla vita ed io in questo mi ci ritrovo in pieno.

Ogni volta che m'imbatto in una sua frase, un suo pensiero, mi rispecchio e
mi rendo conto che ciò che penso nel mio cuore ( anzi nel mio cervello), è stato già pensato e confermato da un uomo molto intelligente.


 " Cento imbecilli messi in un mucchio non danno ancora un uomo intelligente."

Ecco.
Come si  può controbattere a questa affermazione?
Ha identificato "il branco" prima che facesse parte della nostra società



E poi una delle mie preferite( in realtà le condivido tutte)

« La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per l'intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia. »
 
 
Possiamo in coscienza dire che il filosofo non abbia ragione?
Oggi una piccola gioia: un bacio spontaneo di nostro figlio, una vittoria personale lavorativa o  sociale ed un attimo dopo il pendolo torna indietro e la banalità del vivere comune ritorna  a farci visita.
 
Ma come quell'albero della foto, mi piego fino quasi al limite umano ma non mi spezzo. ( La foto è del web, ma in realtà è la mia adorata spiaggia sperduta tra il nulla e il niente dove io vivo in totale pace per pochi giorni l'anno e raggiungo veramente il Nirvana)
Non ho nessuna intenzione di permettere ad alcun essere umano di poter sottomere la mia volontà.
Ho preso il ritmo del pendolo, del vento, e resisto ed esisto.
Avete mai visto qualcosa di più magnifico di quel grande albero?
Profonde radici.
E poi ali.
Ed io le ho entrambe.


martedì 9 ottobre 2012

Solo per me

Manciate di decenni vissuti mi stanno scorrendo tra le dita come sabbia. La guardo cadere e non posso fare altro che pensare.
Non dovrei.
Fa male pensare.
Fa male essere soggetti pensanti.
Cogito ergo sum
Mica lo so più se è vero.
Conosco un sacco di gente decerebrata che vive molto meglio di me.
Sono convinta che prima di nascere, qualcuno ci dovrebbe chiedere se vogliamo, se abbiamo curiosità di affacciarci su questa esistenza, che se hai cu..o non ti sotterra, ma se non ce l'hai, devi tirare avanti col coltello tra i denti.
Penso e ripenso a quella volta da bambina che mi sono fidata,  a quei cosiddetti amici che mi hanno fregato appena girato le spalle.
Ricordo decisioni trafiggenti e solitudini incolmabili, scelte, scelte
che mi avrebbero segnato per sempre. Parole ricevute più taglienti di una katana che hanno lasciato ferite che non si cicatrizzeranno mai.
Ma non sono solo i ricordi, no. E' la quotidianità. Combatto col mio mostriciattolo che ha fatto il suo nido nella mia ipofisi ( deve essere un posto stupendo) e devo andare a commissioni per altre persone e se una volta, per puro rincoglionimento, visto il caso, lamento un mal di testa, dai a dire come sono lagnosa e come sono bravi Tizio e Caio a soffiarsi il naso e fare pipì da soli.
Ho collassato per una pericardite acuta l'inverno scorso e sono andata al pronto soccorso in taxi perchè i parenti acquisiti avevano la parrucchiera in casa intenta a montar bigodini.
Qualche giorno dopo stavo levando le tende ad uno di loro.
Ricatti psicologici, violenza privata.
Non mi posso sottrarre, non ne ho la possibilità. E poi ci sono priorità assolute.
Non è la vita che volevo
Non è quella che immaginavo
Non sempre volere è potere
Dovrei andare avanti. Ma non è che ne ho tanta voglia
E se ci penso ne ho ancora di meno
Penso che se sparissi improvvisamente certamente se ne accorgerebbero visto che non potrei più fare 1000 commissioni, i famigliari piangerebbero un po', alcuni per pura convenienza; ma ben presto  passerei tra quelli del " ricordi Antonella, eh porella, nun c'ha faceva proprio, e poi era debole de' nervi."
Eppure ci ho provato, ho cercato di trovare dei punti in comune, ma zero,
niente.
Se parlo di musica  dei miei gusti personali e del mio conoscente primo mandolino in una famosa orchestra, che mi delizia con i suoi assoli, mi sento dire che non capisco una mazza e mi mimano "Il pulcino Pio" e le musiche dell'ultimo dell'anno.
Se parlo di libri dicono che leggo mattoni e  mi nominano Moccia e Cento sfumature di grigio, che io non ho letto, ma mia figlia dice che sono scritti con i piedi e del suo parere mi fido.
Ieri C., mi ha detto con fare sornione, o forse dovrei dire di chi sta prendendo per i fondelli ." Che bel colore di capelli, caruccio per essere fatto in casa; sta bene con gli occhi, sembri un fiore!!"
Visto che è più  falsa di Giuda ho risposto " Assomiglia al fiore innocente, ma sii il serpente sotto di esso"
Ovviamente non ha capito nemmeno  lontanamente di cosa parlassi, forse pensava ad un capitolo di Cento sfumature; si è toccata le sue extension biondo platino e sbuffando se ne è andata.
E poi bastarda mi hai pure detto in faccia che sono una pessima persona, accusandomi di cose gravissime e l'hai fatto quando ero sotto terapia antitumorale.
E non hai accettato il confronto.
Per me significa essere vili.
Vengo richiamata all'ordine ogni qualvolta dimentico un compleanno e relativi auguri al festeggiato: sono almeno uno a settimana.
Non ne ho mai ricevuto  per me: una telefonata, un messaggino
Stavolta mi sono scocciata e all'ultimo richiamo ho risposto:" faccio gli auguri solo a chi li fa a me"
Occhiataccia e parole sommesse
Va' be' che uso obbedir tacendo però....
Guardo il mare tempestoso coperto dalla schiuma delle onde del bel dipinto.
Vorrei essere quell'uomo
Vorrei sentire quel vento e quegli schizzi sulla faccia
Vorrei avere una seconda opportunità
Ma non si può
E dentro di me, so qual'è la scelta 

P.S.

Questo post sconclusionato è solo per me, ha senso solo per me.
Se volete commentare, leggerò con piacere
Ma non risponderò
Grazie della vostra presenza


sabato 6 ottobre 2012

Mi sa che non siamo "soli"




Con un età stimata in 14.000 anni, le rovine di Puma Punku, sono il più antico e sconcertante manufatto sulla faccia della Terra.
Pumapunku, anche detto “Puma Pumku” o “Puma Puncu”, in Aymara, il suo nome significa “La porta del Puma”.
Nessuno sa chi ha progettato e costruito questo complesso di sofisticati blocchi ad incastro, e poi è scomparso per sempre. I ricercatori hanno indagato a lungo le rovine in Bolivia ed in Perù oltre ad effettuare numerose analisi al computer, ma non sono venuti a capo di nulla.
Le lastre di Puma punku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura, ma questo potrebbe non aver rappresentato un problema nella lavorazione, dato che esempi di lavorazione della diorite sono stati ritrovati in giro per il mondo. Come gli Egizi, che utilizzavano sfere di diorite per lavorare il granito, o per realizzare vasi ed intarsi di notevole qualità. Il problema è che pare improbabile che gli Egizi e chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fossero a conoscenza di come manipolare a livello millimetrico la roccia (alcuni intarsi sono spessi nell’ ordine di decimi di millimetro, cosa estremamente difficile anche al giorno d’oggi). Alcune pietre presentano delle incisioni o delle perforazioni della roccia di altissima precisione, perfettamente rettilinee e sottili (6 millimetri), oltre che parallele. Pare improbabile che siano stati fatti con strumenti di pietra o di bronzo, ma in qualche modo devono averlo fatto.
All’inizio del XX secolo l’ingegnere tedesco Arthur Posnansky (1873-1946) dedicò lunghi anni delle sue ricerche alle rovine di Tiahuanacu, un antico villaggio andino situato sull’altipiano boliviano. L’ingegnere concentrò i suoi studi su una zona del villaggio, dove alcune pietre erano disposte verticalmente. Da questo lo studioso dedusse che in quel luogo, migliaia di anni prima sorgeva un osservatorio astronomico. Così il sito di Tiahuanacu richiamò altri studiosi i quali scoprirono un altro sito presente a poche centinaia di metri di distanza, Puma Puncu.
Nel campo di rovine si trovano blocchi che arrivano a pesare sino a 1000 tonnellate, impossibili da trasportare in un'epoca così remota. Pare quindi che ci si trovi davanti ai resti di parecchi edifici. Però è insolita la forma delle pietre, lavorate in modo così preciso da poter essere unite l’una all’altra in diversi modi, paragonabili a un moderno sistema modulare. Per fissare le pietre venivano infatti utilizzate delle cambrette di metallo, metodo conosciuto dagli archeologi dopo gli scavi di Delfi, città dell’antichità dove risiedeva uno tra i più famosi oracoli di tutti i tempi. Non è ancora stato possibile appurare come sia avvenuta la distruzione di Puma Puncu e Tiahuanacu. Confrontando però la lavorazione delle pietre, si è riscontrato che i due siti non sono sorti nella stessa epoca-altrimenti lo scambio tra le “tecniche costruttive” sarebbe stato inevitabile data la breve distanza. Nel caso di Puma Puncu inoltre le devastazioni sono ancora più estese. Infatti è quasi impossibile riconoscere la struttura degli edifici ed esistono solo poche pietre vicine l’una all’altra, mentre a Tiahuanacu sporadicamente è ancora possibile vedere alcuni muri.
   ( foto e articolo tratto dal web )

Ieri ho visto in tv, sul canale Focus, un reportage su questo straordinario sito. Nel servizio alcuni luminari di ingegneria, antropologia, storia dell'arte ecc... ipotizzavano che una civiltà "superiore" evidentemente aliena potesse aver in qualche modo  operato simili capolavori in epoca pressochè neolitica.
Riflettendo sui nostri palazzi, ponti, viadotti, progettati da fior di laureati che si sbriciolano al primo rovescio copioso, mi viene proprio da pensare che quella ardita teoria possa essere vera.
Meno male!!!
Posso ancora sperare che un extraterrestre mi porti via!!!

mercoledì 3 ottobre 2012

IPOCRISIA

Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero.
                                                Oscar Wilde




Non ne posso proprio più di gente che mente spudoratamente sapendo di mentire
Non sopporto più quell'ipocrisia sommersa, a volte sfrontata con la quale le persone pensano di cavarsela sempre
Sono immensamente stufa di frasi di circostanza così false che al confronto Giuda sembra un teste credibile
Ogni uomo mente è vero, ma farlo con  la spudoratezza che identifica un idiota m'infastidisce moltissimo.

lunedì 1 ottobre 2012

Addio Shlomo, io non ti dimenticherò!

Addio a Shlomo Venezia, sopravvissuto alla Shoah e testimone dei lager nazisti

(Da YouTube)  (Da YouTube)
ultimo aggiornamento: 01 ottobre, ore 15:13
Roma - (Adnkronos/Ign) - Lo scrittore ebreo si è spento nella notte a Roma. Aveva 89 anni. Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando, squadre composte da internati e destinate alle operazioni di cremazione dei corpi dei deportati uccisi.
 
Questo uomo, deceduto poche ore fa, ha sempre rappresentato per me il riscatto dal Male. E' sopravissuto ai Sonderkommando e fino ad un'età ormai adulta non ha mai rivelato il suo tragico passato.
A lui ho dedicato il mio umile racconto e sono contenta che qualcuno lo abbia letto sapendo che fosse stato scritto per lui.
Avrei voluto conoscerlo di persona, perchè in realtà ho letto e visto tutto quello che c'era disponibile, ma avrei tanto voluto guardarlo negli occhi e scoprire quell'abisso profondo e forse mai colmato.
Addio signor Venezia, spero tu sappia che per qualcuno rappresenti il coraggio e la volontà di andare avanti malgrado tutto!