lunedì 28 gennaio 2013

Cybergbullismo. La mia esperienza.

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un vecchio articolo nel quale si parlava di questo fenomeno emergente. Spaventoso, perchè non ha una connotazione reale, non c'è una faccia alla quale rivolgersi e, nel caso estremo gonfiarla.
E' un fenomeno tremendo, sotterraneo, fatto di anonimato, avatar, tutto irreale insomma.
Tranne il dolore devastante che produce.
Scrivo la mia esperienza, quella che ha colpito mio figlio da quando frequentava l'ultimo anno delle elementari, fino alla terza media. Lo faccio nella speranza che a qualche genitore o qualche ragazzo possa servire in qualche modo.
Alla fine della quinta elementare vengo convocata dalla maestra che m'informa che Dario è molto violento.
Così, all'improvviso, senza un preambolo, una spiegazione. Ora io so che mio figlio tutto può essere ma non violento, gli abbiamo per anni insegnato ad usare le parole, mai le mani; lei invece mi dice che la sua violenza fisica è eccessiva. Dal canto mio gli faccio notare che da mesi lo vedo insofferente, taciturno, ha violenti mal di testa e passando spesso davanti a scuola lo vedo sempre isolato dal gruppo. Mi dice che è tutta colpa sua, non piacendogli il calcio si autoelimina dalla società. Vane le mie rimostranze che la società non è fatta di pallone ma di 1000 altre sfumature e vana anche la mediazione del suo maestro di karate che cerca di spiegarle che la violenza non fa parte di quel ragazzino, ma è bravissimo nell'autocontrollo. Finisce in qualche modo l'anno, inizia le medie e al secondo anno tutto diventa esacerbato: Dario è nervosissimo, si abbassa la sua media, s'inventa 100 malanni, non vuole nemmeno fare la strada con i compagni, la testa gli fa sempre più male. Comincio a sentire in giro voci che non mi piacciono: facebook, post, foto. Gli altri genitori mi tengono alla larga e ridacchiano quando c'incontriamo. Dario all'epoca ancora non aveva il permessio di avere fb; la sorella, scaltra come una faina comincia ad entrare nelle pagine dei suoi compagni e mi dice che andrà lei ad aspettarlo fuori scuola per un po', perchè ovviamente lui ha vergogna che la mamma lo accompagni. Lo vedo  più tranquillo, ma lei scossa: avete visto la sua foto postata, sembra un angelo; tutta apparenza è peggio di un branco di jene. Quando siamo sole, la metto sotto pressione e comincia a raccontarm: all'uscita di scuola è tutto un coro di: Dario fr....io, finocchio, su fb ci sono decine di foto modificate con fotoshop di lui che si bacia con un amico, ovviamente lo si schernisce come pippa non amando il calcio. Lei era intervenuta dicendo a voce alta: 100 volte meglio un finocchio che un idiota come voi! Almeno lui il cervello ce l'ha, il vostro è in pappa già adesso che c'avete 12 anni, pensa tra un po'!
A questo punto prendo in mano le redini. Io agisco d'istinto, quando poi si tratta dei miei ragazzi, non mi trattiene nulla.
Aspetto un giorno che sono sola in casa, mi creo un account e cerco ogni profilo dei compagni, sono tutti minorenni, ma i loro post sono sconvolgenti. Non so bene come ma riesco a trasferire il tutto su una pennetta e in parte a stamparlo, io che ancora non uso bene il blog. Quello che vedo mi fa fremere di rabbia, ingoio le lacrime, adesso non servono. Mi metto in contatto mail con la polizia postale, esco e vado dal preside della scuola.
L'incontro è surreale, mi dice che suo figlio è avvocato minacciandomi velatamente, gli rispondo che sono felice, almeno sarà in grado di spiegargli in cosa incorre un dirigente che permette che dai suoi computer  si faccia bullismo sotto gli occhi degli insegnanti. E' interdetto, non si aspettava un attacco così pesante, inizia una paternale che non mi piace, lo interrompo; gli dico che la mattina avevo 2 opzioni: girarare a destra e venire da lui a scuola o girare a sinistra e andare dai Carabinieri: colpa in vigilando, se lo facesse spiegare dal figlio avvocato. Gli dico anche che è inutile parlare con i genitori dei compagni: sfottono continuamente un suo prof. dichiaratamente gay, senza che lui decida nessuna punizione. Mi congeda, si permette di trattarmi come fossi una donnetta isterica. Sono una donna, sona una casalinga, non sono giovanissima. Ma non mi si deve sfidare. Tornata a casa trovo una mail della polizia postale che mi  dice dove andare e quando. Vado e porto tutto il materiale, mi dicono che cercheranno di tenere fuori il ragazzo, avevo ragione sul fatto che molti commenti e foto erano partiti dai pc della scuola e, se mio figlio non voleva farsi fotografare, e infatti erano foto rubate, si sarebbero aggiunti altri reati ascrvibili ai genitori e al preside.
Le mattine a seguire mi nascondo in alcune vie laterali alla scuola per evitare che Dario fosse vittima di pestaggi come era già capitato, fino al giorno in cui vedo finalmente i Carabineri e la Polizia.
Sono stati chiusi i profili fb
Il preside denunciato, come i genitori dei ragazzini.
E tutto perchè non gli piace il calcio.
Quest'anno nella nuova scuola delle superiori, ha compagni che fanno i più svariati sport, ha la sfortuna di essere pure secchione, ma nella sua pagina fb non c'è nessun post offensivo, discriminante, razzista o semplicemente idiota.
I suoi vecchi compagni l'hanno cancellato, come se non fosse mai esistito. E io gli ripeto sempre che non sa quanto è  fortunato.

37 commenti:

  1. ...infinite storie di ordinaria follia...

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  2. Penso che tu abbia fatto più che bene a pubblicare la storia di tuo figlio e sei stata un bravo genitore perchè sei stata al suo fianco e sei intervenuta risolvendo una situazione che poteva degenerare.
    Il fenomeno del bullismo è pericoloso, lo so bene perchè dalle elementari alla maturità sono stata vittima di episodi di bullismo molto pesanti (non c'era ancora fb ma in compenso c'erano le botte) e all'epoca avevo solo mia madre dalla mia parte, perchè gli insegnanti ancora non prendevano in considerazione il fenomeno.

    Per quanto riguarda Dario, non ha la sfortuna di essere secchione (lo ero anch'io!): ha la dote di essere intelligente, ma lo apprezzerà in toto solo dopo aver completato gli studi.
    La scuola è un brutto posto, purtroppo.
    Un abbraccio

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    1. Purtroppo la scuola è un brutto posto.
      Triste dirlo ma è così.
      Anche i prof. avevano fatto branco, tranne una che controllava giornalmente i post ed infatti è stata una delle poche non denunciate.
      Bisogna non aver paura delle dicerie e andare a testa alta.
      Baciobacio:))

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  3. La storia di tuo figlio è un esempio di come oggi tanti ragazzi pensano di poter fare ciò che vogliono e ferire gli altri: per fortuna che ci sono ragazzi intelligenti come Dario e madri presente come te.
    Avete tutta la mia stima,
    Beatrice

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    1. E' stato un cammino doloroso che spero di non dover ripercorrere.
      Non bisogna accettare intimidazioni. Mai.
      Un abbraccio:))

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  4. brava, bravissima. ribellarsi si può e si deve. che conformismo di merda!

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    1. Il conformismo e il branco......
      i mali del secolo.

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  5. Bravissima Keiko,
    hai fatto benissimo a denunciare il tutto.
    Tuo figlio è fortunato perché, oltre ad essere un ragazzo in gamba, ha una mamma straordinaria come te.
    Purtroppo sono tantissimi i ragazzini vittime di questo fenomeno, che è sempre esistito, ma oggi, con la rete, è divenuto ancor più esteso e si è arricchito di nuove metodologie. Ricordo la notizia di qualche mese fa, quella di un ragazzino omosessuale che alla fine non ha retto la pressione dei continui attacchi su FB e si è suicidato.
    Purtroppo a quell'età far parte del gruppo, essere tutti uguali, vestirsi alla stessa maniera, ascoltare la stessa musica, praticare lo stesso sport, sembra quasi dover essere un obbligo e chi mostra attitudini ed interessi diversi, o non si adegua al conformismo, viene attaccato, preso in giro, molestato. Bisogna stare molto attenti e reagire immediatamente.
    Essere secchioni non è una sfortuna, voler studiare per imparare è un grande pregio. Bisogna vergognarsi dell'ignoranza crassa, semmai, quella di chi si vanta di esser tale e non ha la minima curiosità di conoscere un po' il mondo.
    Un abbraccio.

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    1. Pensa che si viene "catalogati" anche in base a quale cellulare possiedi.
      Lo trovo patetico.
      Sarò impopolare, ma resto categorica: non accetto di venire giudicata per quello che ho e non per quello che sono.
      Oltre ad aver fatto terra bruciata intorno a lui, anche io sono stata processata come le streghe di Salem.
      Pretendo solo rispetto: quello che io do' a tutti.
      Ti abbraccio:))

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  6. Tuo figlio è due volte fortunato:
    primo - ha una mamma come te
    secondo - non ha perso niente di speciale ma solo compagni idioti.
    ciao

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    1. Il punto 2 lo ripeto ogni giorno e mi sono prodigata affinchè non si ritrovasse nessuno di quei soggetti in questa scuola.
      E' un mestiere durissimo.
      Non ce lo insegna nessuno.
      Ciao:)

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  7. Brava Keiko! Non sempre si ha il coraggio di denunciare questi fatti per paura di andare incontro a chissà quale pericolo.
    Non bisogna mai lasciare che questo tipo di violenza passi impunito!
    Non dobbiamo dimenticare che il tarlo della "diversità", ha già procurato dei danni immani a questo povero mondo!
    Brava!
    Joh

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    1. Lo avrei fatto molto prima se avessi capito in tempo la gravità.
      Pensa che gli hanno alzato pure i voti, forse pensavano di comprare il ritiro della denuncia.
      I compagni li ha persi. Meno male.
      E solo perchè non gli piace il pallone e non conosce il nome dei calciatori.
      Talmente assurdo che è difficile da credere.
      Siamo stati cancellati dal quartiere per un fatto così idiota.
      L'importante che ora è più sereno.
      Lo rifarei ancora 100 volte.
      Un abbraccio:))

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  8. hai fatto bene: hai provato a ragionare e a far rientrare il problema, a gestire una situazione delicata. peccato che dall'altra parte ci fosse un dirigente miope che, non prendendo la situazione con la dovuta accortezza, abbia firmato da solo la sua colpevolezza.
    brava anche tua figlia a difendere il fratello.
    bravi voi, meno male che c'è ancora gente assennata che prima di andare di denunce (e in giro c'è davvero chi ha la denuncia facile) prova a risolvere i problemi. se poi gli altri non collaborano, beh, a quel punto... selber schuld: facciano mea culpa.

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    1. Ho provato a mediare col dirigente, anche perchè come capo d'istituto suoi oneri e onori.
      Ma la minaccia velata, l'alzata di spalle.....
      No, non potevo sopportarle.
      Se almeno avesse mostrato un minimo di sensibiltà e senso del dovere.
      Peggio per lui.

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    2. Hai saputo gestire la situazione meglio di lui. Hai fatto proprio proprio proprio bene :)

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  9. http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/articoli/1079282/rissa-in-discoteca-denunciate-due-mammebrescia-volevano-vendicare-i-loro-figli.shtml

    voilà, io sono contro lo scaricare le colpe sempre sui genitori perché anche i ragazzini sono dotati di un loro carattere e di una intelligenza-sensibilità autonomi. ma in casi come questi, un paio di domande me le pongo. e penso ad un caso come il tuo dove, una volta tanto, gli insegnanti non vengono presi per baby-sitter tout court ed invece c'è chi si sottrae ai suoi doveri...
    vabbè.

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    1. Io mi sono trovata di fronte ad un muro di omertà: i genitori addirittura si vantavano di quanto fossero "furbi"i figli, di certo non potevo prendere di petto ragazzini stupidi e il corpo docente se ne fregava.
      Ho scelto per loro il male minore, devo ammettere che la voglia di spaccargli la faccia era fortissimo.
      Quando vedi tuo figlio steso sul divano, riempito di tachipirina per il mal di testa, con il mal di stomaco all'idea di andare a scuola, non ragioni più lucidamente..
      Oltretutto la mia documentazione non è servita: si sono inseriti in fb e nel server e hanno trovato gli illeciti.

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    2. di fronte a genitori simili, che si vantano delle furberie dei figli, nessuna pietà. la voglia di spaccar loro il muso viene anche a me solo leggendoti.
      e no, cavolo, non è normale che a 10-12 anni un ragazzino si imbottisca di tachipirina e quant'altro per dei malesseri simili, soprattutto se non è una questione cronica.
      robe da pazzi. :) l'imporante è che ognuno ne abbia tratto la dovuta lezione. per esempio, per tuo figlio, che può e deve fidarsi anche di te :)
      ti stimo.

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  10. Per ora l'opinione pubblica è molto attenta allo stalking che fa notizia, ma nel sottobosco il fenomeno del bullismo, aiutato dalla rete, è enormemente più grande.
    Il problema più grande è che non se ne parla e si cerca di risolvere il problema "mediando" perdendo di vista la sofferenza e l'isolamento della vittima, che spesso oltre che deriso viene incolpato di non appartenere al gruppo, di non integrarsi.

    Complimenti per la fermezza con cui hai affrontato il problema, anche di fronte alle intimidazioni velate del direttore dovute probabilmente alla sua incapacità a gestire il problema.
    Diamogli questa via d'uscita, siamo buoni.

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    1. Si, siamo pietosi.
      Un uomo piccolo e meschino.
      Ho trovato la forza di fare tutto da sola perchè non volevo nessun coinvolgemento o qualcuno che mi dicesse.va' beh...lascia perde......
      Non mi sono pentita.
      E ora sono attentissima ad ogni suo stato d'animo, pur lasciandolo esprimere liberamente.
      Sta lavorando duramente per prendere la cintura nera di karate. Gli serve a recuperare l'autostima che gli hanno distrutto.

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  11. il mio il prossimo anno comincia le medie e non ti nego una certa apprensione.. ciao

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    1. Basta che stai all'erta. Vedrai che andrà bene.

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  12. Mamma che storia, un altro episodio di incilvità e violenza gratuita, perchè di violenza si deve parlare.
    Dario ha avuto un'ottima madre alle spalle che l'ha aiutato e ora deve solo lasciarsi alle spalle quei bulli che volevano distruggerlo.
    Vedrai che presto sorriderà di quei momenti, ne sono sicura.
    Un abbraccio
    Matilda

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    1. La scuola non è il posto che fanno credere nella famiglia del mulino bianco.
      Ancora 4 anni e ne saremo finalmente fuori.
      Ti abbraccio:))

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  13. ...che storia ragazziii!!! Sei stata davvero forte e come genitore dico come te: "Non toccate i nostri ragazzi...diventiamo delle belve!"
    Certo che quel preside l'arroganza l'ha messa sotto i tacchi alla fine...bella soddisfazione la tua....anche se sarebbe stato meglio non avere la possibilità di "godere di queste vittorie".
    La prima volta che ti lessi avevi pubblicato l'uscita del tuo libro...come sta andando?!
    Ciao e buona giornata.

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    1. L'arroganza, l'indifferenza, l'ignoranza non dobbiamo tollerarli.
      Avrei preferito non godere di quella vittoria, che è stata amara.
      Ma il bullismo va combattuto con tutte le armi che noi genitori abbiamo a disposizione.
      Ho pubblicato online 4 istant book su un sito free: puoi leggerli gratuitamente e senza iscriverti, ti mando il sito www.zeugmapad.it.
      Hanno avuto molte visualizzazioni.
      E so' soddisfazioni!!!
      Ciao, un caro saluto:)))

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  14. ...cara Keiko, questi fatti sono davvero dolorosi, perché minano la dignità dell'essere. Ma la cosa che più lascia interdetti fino allo sgomento e alla indignazione, è che esistano insegnati e dirigenti scolastici che danno un esempio di mal costume etico ed estetico...le società moderne, così come le conosciamo oggi, quelle più all'avanguardia per tecnologia e cultura, hanno toccato i vertici più bassi della decadenza morale...non ti nascondo che sono preoccupato per la nuova generazione, perché i primi che dovrebbero dare esempi di sana moralità, sono coloro che gestiscono la nostra vita sociale: i politicanti che amano soltanto il potere...un plauso e un abbraccio al tuo carattere da tigre...:-)

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    1. Caro Sergio, tu sei un esteta come lo sono io, purtroppo questi tempi sono di una bruttezza senza fine.
      Se poi hai un figlio è complicatissimo: vive il bello, l'arte, la lettertura in casa e tutto il brutto possibile fuori.
      Mi disse un prif. che dovevo farlo abbassare al livello del branco.
      Io non ci sto.
      Finchè avrò voce in capitolo, lo circonderò di giustizia, bellezza e quant'altro.
      Un abbraccio:))

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  15. Sono inorridito credimi. Ma tu hai fatto benissimo in tutto ciò che è stata la tua protesta ma che è soprattutto la madre che difende ed adora i suoi figli. E poi per una cosa come la presa in giro per non seguire il calcio! Incredibile. A me il calcio piace, meglio dire piaceva, ora è diventato qualcosa che non è più sport.
    Meglio gli sport più nobili come ad esempio il karate. La mia seconda nipote, 16 anni, si diverte con capoeira.
    Un caro saluto e...grazie del tuo commento, mille volte grazie.
    aldo.

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    1. Grazie a te Aldo della tua importante presenza.
      Un salutone:))

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  16. Sono allibita! Questa possibilità di nascondersi dietro il virtuale è un modo per amplificare la vigliaccheria, ma la cosa che più mi sconvolge sono le insegnanti, il preside e i genitori che non colgono la gravità della situazione e, soprattutto, passano tranquillamente sopra al disagio di un ragazzo!!!
    Hai fatto più che bene a portare avanti la tua azione!

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  17. Leggendo questa storia allucinante non posso che ammirare
    il modo in cui hai gestito la situazione.
    Ce ne fossero di genitori che osservano, ascoltano, cercano,
    si informano, si fanno " i fatti degli altri" in maniera costruttiva, forse in giro ci sarebbero anche meno bulli e
    ragazzi infelici.
    Ciao
    Loretta

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  18. Ciao Keiko
    Brutta faccenda!
    Condivido in pieno quello che hai fatto, dimostrando sangue freddo e grande intelligenza ... se ti fossi lasciata andare alla rabbia, anche se comprensibile, avresti potuto aggravare la situazione, passando dalla parte del torto.

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  19. Sono arrivata a te tramite leggerevolare.
    Ho letto in un fiato la tremenda esperienza della tua famiglia.
    Dici: solo perchè a tuo figlio non piace il calcio.
    Guarda, il calcio non c'entra, è pura ignoranza.
    Mio figlio a calcio ci gioca, ma lo stesso ha avuto sempre un rapporto difficile con i suoi compagni che si è dovuto trascinare dalle elementari alle medie, prima perchè giocavano insieme in squadra ed essendo lui il portiere "ovviamente se facevano schifo" era colpa sua, poi quando mio figlio è stato chiamato a giocare in una società più importante probabilmente erano gelosi.
    Non sono arrivati ad episodi gravi come è successo a te, ma il fatto di parlare in classe durante un'interrogazione e magari bloccarsi un attimo era subito una risata, parecchi episodi di sottile e continua presa in giro da parte di uno che era "il capetto" e gli altri idioti dietro.
    Adesso in prima superiore non ha nessuno in classe con lui ed è tutto un'altro mondo, ragazzi normali con cui ridere e scherzare senza dover stare sempre sull'attenti, però ancora adesso quando lo incontrano per il paese o sui mezzi che usano per spostarsi per la scuola se gli chiedono del calcio è comunque per criticarlo.
    Intanto lui si è preso molte soddisfazioni e loro non hanno mai messo il naso fuori dalla società dell'oratorio.
    Sei stata davvero attenta e forte, brava

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    1. Ciao, benvenuta!!!
      Credo che chi legga le nostre esperienze, fuori dai contesti, resti sconcertato.
      Come può un mezzo di svago e aggregazione diventare qualcosa che ti stritola e ti fa star male?!
      Anche lui è da solo ora al primo superiore e devo ammettere che ho fatto di tutto affinchè succedesse.
      Anche io ho pensato ad un po' d'invidia: mio figlio ora fa parte della federazione mondiale di arti marziali e gli altri sono rimasti all'oratorio, ma vorrei che mi sbagliassi , che non fosse così: avrei preferito che tutti insieme prendessero a calci una pigna( non gli facevano toccare nemmeno quella) e non subisse quello ha subito.
      Speriamo sia finita.
      Passerò presto da te.
      Un abbraccio:)))

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