lunedì 21 gennaio 2013

I sommersi e i salvati 27 Gennaio 1945


Horace Greasley prigioniero affronta con aria di sfida Heinrich Himmler nel corso di un'ispezione del campo di prigionia. Protestava per la carenza di cibo e si tolse la casacca per dimostrare quanto fosse magro.
.Horace Greasley, morto il 4 febbraio del 2010, all'età di 91 anni, detiene un record unico tra i prigionieri di guerra della Seconda Guerra Mondiale - ben 200 tentativi di fuga dai campi di prigionia, solo per ritornarvi ogni volta più indomito della fuga precedente e tutto perchè si era innamorato di una ragazza tedesca.
Questa foto entra nella storia suo malgrado: quel giorno Horace, non sapeva che l'ufficiale nazista davanti a lui fosse Himmler e quindi si mostrò coraggioso e sprezzante.
Io sono sicura che sarebbe stato così straordinariamente coraggioso anche davanti ad Hitler in persona: un ragazzo che fugge più di 200 volte per amore, senza finire ammazzato, deve essere straordinario per forza.
 Chi mi segue da tempo conosce quanto io sia sensibile alla questione dei deportati.Ho letto a lungo e scritto molto sull'Olocausto.
Ho avuto modo di cercare  la stanza dove era detenuto Kappler al Celio, ho camminato per le stesse corsie, lungo il bellissimo viale alberato che lui ha percorso nascosto in una valigia trasportata dalla moglie: neanche l'ombra del coraggio di Greasley, che mostra indomito il petto nudo. Un vile in vita e in prossimità della morte. Un uomo indegno di questo appellativo.
 Voglio ricordare questo giorno con la foto di un ragazzo forte,  amante della vita e della sua Rose e voglio ricordare, con infinita tenerezza il signor Shlomo Venezia, che ci ha da poco lasciati.
Venezia fu uno tra i pochissimi, una dozzina o forse meno, al mondo, ad uscire fuori dai tremendi  SonderKommando le squadre speciali che dovevano smaltire e cremare i corpi dei deportati . Per moltissimi anni non riuscì a parlare con nessuno del suo passato. Solo nel 1992 qualcosa scattò in lui e comiciò a raccontare: era convinto che le persone non volevano ascoltare, non volevano credere. Le sue parole ci parlano senza bisogno di aggiungere altro: "Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio."
Altri sommersi hanno bisogno di emergere: Shulim Vogelmann, unico italiano nella lista di Schindler, ebreo fiorentino di origini polacche. Fu catturato dai nazisti con la moglie e la figlia, che furono mandate subito alle camere a gas. Lui si salvò perchè conosceva l'yddish, il tedesco e il polacco ed era maestro tipografo: divenne il falsario del Reich. Quando tornò in Italia ed ebbe una nuova famiglia, nemmeno il figlio Daniel seppe la sua storia, se non dopo l'uscita del film di Spielberg.
E che dire delle lettere dei bambini internati nei lager che hanno parole raggelanti, anche a leggerle ora, dopo decenni.
Mi guardo intorno e vedo il seme della xenofobia, del razzismo in tutte le sue forme, germogliare prolifico. E non mi piace.
 Io sono una pacifista, se posso evito qualsiasi diatriba, annuisco pur di non creare tensione; ma benedico ogni giorno la LX  Armata del Primo Fronte, i loro Moisin Nagant fumanti e subito dopo i Garand M1 delle truppe americane che sfondarono quei recinti di morte, mostrando per sempre al mondo l'orrore che custodivano. Certe volte non si possono e non si devono mettere i fiori nei cannoni.

Non dimentichiamoli.
Lo dobbiamo.
A chi ne è uscito. A chi è rimasto per sempre in quei confini.
A chi li ha liberati. A chi è morto facendolo.

15 commenti:

  1. Mia madre si chiama Libermann di cognome e mio nonno, assieme a sua moglie, sono stati partigiani francesi in quest'orrenda ultima guerra. Non so come si siano salvati, forse perchè si erano trasferiti in egitto (dove è nata mia mamma).
    Questa mia "vena" ebrea ogni tanto salta fuori, soprattutto quando leggo tutte le volte scritti che trattano dell'eccidio avvenuto o quando, come in passato, ripercorro con mio padre la strada che varca il cancello di Jasenovac in Croazia.

    No... non va dimenticato nessuno di loro, dal primo all'ultimo.
    Grazie Keiko
    Joh

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  2. Bella questa storia che non conoscevo. Ho visto Oświęcim (in tedesco Auschwitz) fa rabbrividire. Il padre di mia cognata è polacco abita non molto distante e racconta che quando i forni d'incenerimento erano in funzione l'odore acre arrivava fino a loro.
    Ciao Keiko buona giornata
    enrico

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  3. altro personaggio straordinario è Perlasca: hanno fatto un film molto bello sulla sua incredibile storia!!!
    Buona settimana

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  4. vai a dirlo ai giovani che pensano che i campi di concentramento siano stati pura invenzione: ce ne sono ancora tanti e non è sufficiente un giorno all'anno per mantenere viva la memoria.
    Un saluto

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  5. Bellissimo post... effettivamente si sà che i vigliacchi sono sempre quelli che fanno i coraggiosi-prepotenti con i deboli ... narcisi di merda.

    Comunque riflettevo che su questo argomento ho letto tanto e non si legge mai abbastanza per capire e entrare in quella follia che fu... ma che insegna a non seguire i venditori di fumo, eppure oggi con Berlusconi stiamo facendo lo stesso sbaglio.

    Recentemente a Berlino ho comprato un libro al museo dell'olocausto in cui si racconta che la caccia ai soldi e alla confisca dei beni degli ebrei (mascherata da razzismo) fu anche a causa di una folle decisione urbanistica che prevedeva l'eliminazione di interi quartieri berlinesi, come di fatto fu, per allargare strade che facessero passare cortei a dismisura di ego e palazzi uguali. Requisire le case agli ebrei fu la soluzione decisa dall'altro commando per non dover ricostruire interi quartieri e questo a leggerlo oggi è ancor più folle se si pensa a tutte le bugie che ci vengono propinate dai vertici o da chi ci comanda, dirigendoci sempre su false piste e caccia alle streghe di turno!!

    NOn sapremo mai la verità e soprattutto siamo burattini nelle loro mani...

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  6. Molto bella questa storia Keiko, non la conoscevo. Un uomo coraggioso oltre l'immaginabile. Del resto, in quella situazione, tentare la fuga per amore era l'unico modo per vivere veramente. Tutto il resto era morte e basta. E allora meglio vivere e rischiare che rassegnarsi a una lentissima agonia.
    Non sapevo neanche che ci fosse un italiano sulla lista di Schindler.

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  7. Credo che dimenticare sia l'oltraggio più grande che si possa commettere di fronte alla Storia.
    Grazie per aver postato la vita di questo eroe, non la conoscevo.
    Un abbraccio
    Mel

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  8. E' un capitolo che proprio non riesco a far rientrare in nessuno schema, sono piena di interrogativi riguardo questa parentesi della storia e non intravedo l'ombra di una risposta. Da qualunque parte la guardi, non posso né comprendere, né giustificare e non mi è proprio facile perdonare.

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  9. Un genocidio non si può giustificare e tanto meno perdonare. E' compito di tutti noi fare in modo che non venga dimenticato, dobbiamo dare voce a chi non può più gridare l'orrore vissuto. NON DIMENTICHIAMO!
    un abbraccio
    Xavier

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  10. Anche io ho letto tantissimo sull'argomento, (a differenza di te però non ho tutta questa memoria!) Alle Risiere di San Sabba ho pianto, in quelle piccole celle sembrava che gli spiriti di tutti i torturati fossero ancora li ad attendere giustizia! Non so se fosse solo la mia immaginazione, ma la morte era presente accompagnata dal suo odore!

    Ho seguito anche I misteri del terzo Reich... l'ho seguito con tanta rabbia! Vedere che c'è ancora qualche discendente di Himmler sostenere la sua causa... mi fa ancora montare una tal rabbia! Mi consola solo sapere che altri, per contro, hanno cambiato cognome, e questo mi fa capire che c'è ancora speranza!

    Ciao Keiko!

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  11. La forza dell'Amore sulla morte.
    Emozionante la storia di Horace, ispira voglia di vivere, di non piegarsi, di continuare a inseguire i propri sogni.
    Lo sterminio, non solo del popolo ebraico, da parte dei nazisti è invece un incubo che è necessario rivivere continuamente.
    La memoria dell'uomo, che non si perde con abitudini ricorrenti deve avere anche questo spazio da riservare a questo folle evento perché non si ripeta e i "negazionisti" non possano tentare di riscrivere la storia.
    -Un libro tra i tanti: Tu passerai per il camino. Vita e morte a Mauthausen - Vincenzo Pappalettera

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  12. I miei genitori vissero le atrocità di questa guerra in prima persona, combattendo per la loro vita e quella di tante altre persone: per questo racconto sempre la loro testimonianza, perchè dimenticare è come ammettere che tutto quell'orrore non è mai avvenuto.
    Complimenti per il post, un abbraccio

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  13. Ciao Keiko,
    scusa se mi presento solo ora, avrei voluto iscrivermi prima al tuo blog ma ero in viaggio di nozze e ho egoisticamente preferito godermi un pò di relax con mia moglie.
    Trovo che la storia che hai scelto sia un esempio di coraggio e di desiderio di giustizia, grazie per averla condivisa.
    Ti saluto, devo disfare le valigie!
    Matilda

    ps: questo è il mio blog: http://flowersofthemoon.blogspot.it/

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  14. Per tutti gli amici che hanno commentato

    Vi ringrazio per l'interesse che avete mostrato per questo post.
    La memoria è l'unica forma di riscatto che possiamo offrire a tutte quelle persone. Ho preferito presentare una foto che rappresenta forza, coraggio, carattere indomito; ma avrei tanto voluto mostrarvene qualcuna attinente ai Sonderkommando. Sapevo però che alcuni ne sarebbero stati troppo scossi.
    Questo post è a disposizione di chi vorrà continuare a non dimenticare.
    Grazie a tutti e
    AUGURI Antares!!!

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  15. sempre interessante e prezioso leggerti.. ciao

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