martedì 8 gennaio 2013

Un grande uomo



Voglio, anzi devo esorcizzare il post precedente.
Scriverò quindi di un grande uomo. Un uomo anonimo, ma grande in tutti i sensi. Un uomo importantissimo che ha lasciato in me un ricordo struggente di forza, vivacità, ardore e coraggio da vendere.
Questo uomo nasce nel 1909 in un paese della Puglia, la madre una "serva", il padre " il padrone". E già comincia male. Ancora in fasce viene abbandonato in orfanotrofio con un nome datogli dalle suore: Candido e il cognome quello che si usa per i trovatelli. Quando "il padrone" resta vedovo, lo riconosce dandogli il cognome e cambiandogli anche il nome: Annibale, e mai nome fu più azzeccato.
Il padre ha origini greche e Annibale è bello come il sole: forte, alto, moro, pieno di voglia di fare e di amare. Tutte le donne sono le sue, nessuna resiste al suo fascino e al suo modo di fare. Fa mille mestieri, niente gli mette paura, tranne la guerra.
Odia le armi, la violenza; è forte a fare scazzottate con gli amici, ma la guerra non è fatta per lui.
Va a lavorare nelle cave di marmo di Guidonia, il fisico glielo permette e s'innamora di una donna umile e dolcissima: Eva. Avranno 5 figli, ma Annibale odia qualsiasi forma di prevaricazione, rifiuta d'indossare la camicia nera, malgrado la moglie lo supplichi per far mangiare i figli. Niente. Lavora come una bestia, notte, giorno, s'inventa la vita, ma non si piega. Nasconde in casa gli americani, tenendo testa ai nazisti che gli sfondano la porta e puntano la pistola in testa alla figlia di mezzo. Non parla. Salva la vita a 5 soldati. Viene messo sul treno che ha come prima tappa Fossoli , riesce a scappare: si butta sui binari, si nasconde nei boschi e torna dalla sua famiglia. Ordina alla moglie di non dare alla Patria la sua fede nuziale, gliela sfila dal dito e se la inghotte, quella di lui era stata data in pegno tempo prima. Eva trema ogni volta che lui esce di casa.
Viene di nuovo catturato, sempre per la stessa cosa. Stavolta sono solo due soldati. Si ribella come un leone, intervengono altri paesani e a forza di cazzotti li buttano giù dal colle del paese. Si nasconde per qualche tempo. Poi la guerra finisce.
Amava i suoi  9 nipoti, non c'era niente che fosse troppo per loro. Il primo nipote si godè il suo amore incondizionato: ogni domenica, sulle sue spalle fino a   Villa Borghese  e di lì  allo zoo, rimirava i leoni e poi ruggiva più forte di loro, invitando il bimbo a fare come lui; e poi ridevano come pazzi. Avevano la stessa 
criniera. Fulva i felini, nera con sfumature grigie Annibale.
Il tempo gli porta via Eva. Troppo debole di cuore. Il dolore lo strazia, ma reagisce. Vuole vivere da solo, non vuole nessun estraneo in casa sua. Comincia ad imbiancare: la sua criniera ormai è bianca ed un bastone sostiene il peso dei suoi anni. Sopravvive alla morte di una figlia, quella scampata ai nazisti. Non vuole aiuti di sorta, fa tutto da solo, la spesa, il caffè al bar, regala rose alle signore del quartiere; fino a quando il destino lo porta all'ospedale: mette in riga tutti: medici ed infermieri non possono sgarrare perchè l'ira di Annibale è pericolosa. Non dura molto quella segregazione, lui è abituato alla libertà: nel dicembre 2001, Annibale raggiunge sua moglie.
Una telefonata all'alba:" Signora, il vecchio leone ci ha lasciato."
Questo hanno detto i medici.
Io ho risposto alla telefonata.
Quell'uomo era mio nonno.
Da poco è passato l'anniversario della sua scomparsa.
Dicono tutti, che dei 9 nipoti io sono quella che ha il suo temperamento.
Con un nonno così non ti puoi permettere di essere fragile. E non lo sono. Mi rialzo sempre.
La fede di mia nonna sta qui con me.Niente Patria, solo l'amore della loro prima nipote: ero io quella bimba che ruggiva con i leoni sulle spalle possenti di quell'uomo indimenticabile. Una donna tenerissima e dolcissima e un uomo potente e indomito.
Devo essere degna almeno la metà del suo coraggio.
Il vecchio leone non c'è più.
Ma questa tigretta non è da meno.
Vi amo nonni. In qualsiasi universo siate.


24 commenti:

  1. una dedica che certamente ha raggiunto lo spirito di chi ti ha amata e seguita ad amarti ovunque esso sia.

    Joh

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    1. Sogno sempre mia nonna seduta sulla sua sedia vicino al termosifone, essendo stata a lungo malata, sono i ricordi più vicini.Mi rassicura la sua voce ed il vederla serena.
      Mio nonno non lo sogno mai: lo immagino tutto preso in una delle sue discussioni politiche senza fine. E lo immagino libero.
      Li amati,anzi li amo moltissimo. Da qualche parte andrà tutto questo amore.

      Bacio!

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  2. sicuramente tale coraggio e fierezza è nel vostro sangue e tu non ti farai piegare dalla vita come non ha piegato lui...

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    1. Più leggo il post e più le lacrime mi rigano il viso.
      Vorrei averli qui adesso. L'abbraccio confortante e silenzioso di mia nonna e la voce potente di nonno che dice: "Ragazzì!!" Pure se ormai hai 40 anni suonati.
      Anche se sono mezza atea, so che li rivedrò.
      Mi stanno aspettando.

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  3. Ehi " tigretta " ... sei così dolce ...
    io non sono di molte parole ... Ma tu ... mi tocchi sempre nel profondo ...
    ciao "tigretta" : ) ... un abbraccio
    e .... buon anno
    : )

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    1. Buon Anno a te carissima!!
      E già... qualche volta invece di ruggire, miagolo....
      Ti abbraccio:))

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  4. Un'eredità impegnativa da portare avanti, ma hai dalla tua il DNA di un...leone!

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    1. Spero di esserna degna e capace!

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  5. Ciao, leonessa, ti lascio solo un saluto e un abbraccio.
    Quando sono commosso perdo le parole, e se perdo quelle sono rovinato.
    Ciao.

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    1. Ciao Gatto, sono ancora commossa io, pensa un po'!
      Un abbraccio:))

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  6. ...sai, quando si tratta di genitori le aspettative, da una parte o dall'altra son sempre forti...
    ma tu sei la principessa della foresta, no?

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    1. Vorrei essere solo una degna erede di tanto onore:)

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  7. Cara tigretta, che dirti?
    Mi hai emozionato tanto!
    Come sempre.

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    1. Ciao Maude!
      Il passato spesso torna.
      A volte non fa male.
      Bacio

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  8. Un bellissimo post, ci hai fatto emozionare.
    Un saluto
    Jene

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  9. Mi incanti sempre tu. Ascolta ti lascio la mia mail. Contattami per cortesia che ho da proporti una cosa:ladolcevitadisere@yahoo.it

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  10. N.B.
    Ti ho commentata pure al post dove c'è la tua foto:)))

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  11. è stato bello leggere questo post

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  12. Buongiorno Keiko, io sono una nonna e il tuo post non può fare altro che lusingarmi e regalarmi tante emozioni: hai una sensibilità fuori dal comune e sono felice di averti trovato attraverso il blog delle Jene.
    Se sono gradita, mi iscrivo per continuare a seguirti.
    Passa una buona giornata e da un abbraccio alla tua bambina (ho letto anche il bellissimo post in cui parli di tua figlia) coraggiosa.
    Buona giornata
    Beatrice

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    1. Ciao cara Beatrice!
      Come potresti non essere gradita?!
      Ti ringrazio per le belle parole che mi regali, l'omaggio e il tributo per i miei nonni valgono per tutte quelle persone anonime e sconosciute che forse varrebbe la pena far studiare sui libri di storia!
      Benvenuta a bordo:)))

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  13. Post a dir poco meraviglioso!
    Che tempra , che fibra e che nipotina....
    Il tuo nonno cuor di leone, sarà fiero di te e ti guarderà insieme alla tua nonna e tua sorella e ne saranno orgogliosi e felici.
    Non senti a volte il loro lontano ruggito?
    Perchè non rispondi cara Keiko,anche piano , saranno felici di ascoltarti!
    Ti voglio bene!

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  14. Un commento tenerissimo il tuo:)
    Penso spesso a quanto l'assenza sia più intensa della presenza.
    Ruggisco,sottovoce, ma lo faccio!
    Baci baci:))

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