lunedì 4 febbraio 2013

Fuori dal tempo

Ci sono cose che accadono indipendentemente dalla nostra volontà.
Ci sono cose che s'infiltrano lentamente sottopelle come un virus dannoso e quando scopri la causa è troppo tardi per qualsiasi cura.
Ci sono cose che capitano e basta.
E non ci puoi fare niente. Ma proprio niente.
Ho sentito la necessità di staccarmi da tutto, ho dimenticato il pc: solo la posta nel caso di qualcosa d'importante.
Ho atteso una mattina di bel tempo e mi sono immersa nella mia immensa città come un'invisibile.
Sulla metro centinaia di persone tutte con una meta ben precisa in mente, io non so bene dove voglio scendere, so solo che non arriverò a Battistini: ho voglia di camminare e non di stare sottoterra
Scendo a Spagna.
Cammino come una turista, senza meta, senza tempo. Dior mi investe con i suoi innarrivabili abiti, Sermoneta mi fa sognare i suoi guanti, Cartier mi fa sognare e basta.Ma non è quello che cerco.
Conosco ogni più recondito vicoletto e m'insinuo dentro ad ognuno: camerieri che sistemano tavolini, commesse in attesa perchè è troppo presto, turisti affamati di farsi fagocitare da questa città.
Cammino su strade percorse migliaia di volte, non c'è più niente che mi lega a questi posti, ma sempre qui torno. Passo davanti a Palazzo Chigi, decine di operatori tv, carabinieri in divisa e una manciata in borghese: mi aspetto di vedere quelli di Striscia ma è presto anche per loro. Arrivo davanti al famosissimo Giolitti, mi prende voglia di un cappuccino, ma i tavoli fuori sono sporchi e nella saletta interna ci sono due parlamentari: ma ne vado. Raggiungo Piazza San Lorenzo in Lucina e m'incanto davanti alla vetrina di Pomellato, a fianco a me due babbione ricchissime e impellicciate disquisiscono su quale collier starebbe meglio col vestito di una delle due: mi sento fuori posto, continuo il mio vagabondare. Oh guarda! C'è un pupazzo fichissimo e tiratissimmo. Ah....è un tronista. Si aspetta di essere guardato, ma sono quasi tutti stranieri e a me non me frega proprio niente. Giro l'angolo e mi avvio verso il Pantheon, malgrado l'impalcatura sulla facciata del palazzo la trovo subito: una piccola bottega dove vendono meraviglie di carta: segnalibri, biglietti da visita, cartoline e favolose carte da lettera. Resto non so quanto a guardare e far scorrere sotto le dita quelle meraviglie. Le comprerei subito, ma ormai non si scrive più, fa antico, ci sono le  email, e se anche trovassi qualcuno, come proporre la corrispondenza senza pericolo di essere fraintesi?
Compro un'agendina turchese in pergamena e damasco, non la userò mai, ma era irresistibile.
Torno indietro, comincio ad avere fame, entro nella Galleria  Alberto Sordi.
La RAI sta intervistando quella che sento definire una scrittice, non la conosco,  la giornalista le chiede del suo ultimo lavoro. Entro da Feltrinelli e m'immergo nella mia dimensione: centinaia di volumi di tutti i generi. Ne sfoglio decine e decine, sono attratta da un titolo: Nudo tra i lupi. Ma niente sembra scuotere la mia apatia Esco dalla libreria e mi siedo ad un tavolino del bar della Galleria, sfoglio distratta il menù e ordino cappuccino e cornetto; mi guardo intorno: una coppia di donna discute di abiti, un uomo legge un quotidiano di alta finanza e ogni tanto butta un occhiata, una donna d'affari lavora col tablet, parla al cellulare e insieme sfoglia un giornale, due russi ordinano due flute di prosecco e un cappuccino.
Comincio a girare il cucchiaino nel miscuglio denso e dalla musica in sottofondo mi giunge alle orecchie una melodia struggente. 
 L'anima e' partita
a mezzogiorno e adesso va
vaga sorvolando la citta'
presto puntera' decisamente verso sud
Mare aperto
col deserto.

Non so bene quanto sono stata via, sono stata lontana, in un luogo senza tempo, senza dolore e soprattutto senza senso di  impotenza.
Poi sono tornata.
Il cappuccino si era gelato, ne ho chiesto un'altro. Ho guardato l'orologio. Meno di mezz'ora e Dario sarebbe tornato da scuola  e non ha le chiavi di casa.
Devo tornare.
Non vorrei, non potrei, non dovrei. 
Lo faccio. Ancora pochi minuti e questo spazio senza tempo e senza riferimenti sparirà.
Vorrei di nuovo sorvolare Eilat.
Tanto la mia anima è via già da molto.   

18 commenti:

  1. Con un po' di fantasia mi sono immaginato vicino a girovagare per le strade ed i luoghi ed i monumenti di questa nostra gran bella città.
    Certo non solo nostra è la Caput Mundi.
    Un caro saluto,
    aldo.

    ps. in quel grande bar sotto la Galleria Sordi avrei ordinato un latte senza caffé.

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  2. Quello che hai vissuto è la realtà... tutto il resto è una visione o un incubo

    (leggi Borges. l'Aleph o Finzioni.... è meraviglioso).
    Un abbraccio
    Joh

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  3. bel pezzo !
    inarrivabile la nostra città, per perdersi !

    se scendessi a battistini fammi un fischio, sono nei pressi!

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  4. Davvero un bellissimo post, ci hai fatto emozionare.
    Un saluto zamposo

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  5. Una bella carrellata, che consente di scoprire, attraverso i tuoi occhi e il tuo racconto, la bellezza di questa città.
    Grazie e ciao.

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  6. Ciao keiko ,bellissima passeggiata piena di tante cose bele e soprattutto al profumo di libertà!
    Un abbraccio

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  7. Ogni tanto staccare dalla realtà fa solo che bene, e qualche ora di turismo in una città come Roma non stanca mai!
    A presto =)

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  8. Eilat è dove sei tu e se chiudi gli occhi ti accorgerai che la stai già sorvolando.
    Un abbraccio
    Xavier

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  9. ....un bel sogno ad occhi aperti in una realtà quotidiana...sdoppiamenti che servono come balsamo per sopravvivere e vivere frammenti di inconsapevolezza...brava Keiko...un abbraccio...

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  10. "Devo tornare.
    Non vorrei, non potrei, non dovrei.
    Lo faccio. Ancora pochi minuti e questo spazio senza tempo e senza riferimenti sparirà.
    Vorrei di nuovo sorvolare Eilat.
    Tanto la mia anima è via già da molto."

    Cosa vorresti fare? Perché non potresti? Perché non dovresti? Dov'è andata la tua anima?

    Domande che mi scalfiscono, che mi penetrano...

    PS Non chiedo una risposta.
    :)

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  11. Conosco quella canzone della Mannoia, è il degno accompagnamento alle tue riflessioni.
    Scusami se per qualche giorno non potrò scriverti, ma mi sono presa la varicella (Lascia stare, come si fa a prendersela a 30 e passa anni!).
    Un abbraccio
    Matilda

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  12. Un piccolo viaggio nell'inquietudine e nella solitudine che spesso ci circondano. Mi è molto piaciuta questa tua riflessione.
    Un abbraccio e buona giornata
    Beatrice

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  13. Eilat è dentro di te, non lasciarti sopraffare dalla quotidianità!
    Un abbraccio

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  14. Sai che a volte si esce per andare a vedere un posto o a fare una cosa... ma a volte è bello semplicemente uscire e camminare. Perdersi nel centro di Roma è bellissimo... perchè ci sono comunque mille cose da vedere e da sentire.
    La nostra meta è dentro di noi ed è per questo che non arriviamo mai... però camminiamo e ogni tanto ci fermiamo.

    Sabato pomeriggio camminando vicino la Chiesa di San Luigi dei francesi dove non avevo mai visto i Caravaggi ho trovato per caso una pasticceria siciliana e ho mangiato un bel cannolo con ricotta e pistacchio. Pioveva fortissimo ma con il vento e l'ombrello in mano ho continuato a camminare ... era bello e basta.
    Besos

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  15. Grazie per la bella passeggiata :-)
    Buona giornata, un abbraccio
    enrico

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  16. Qualche volta è importante andare lontano da se stessi.

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  17. come ti commento...non lo so...io fuggo spesso via, troppo spesso.

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  18. bellissimo quello che hai scritto.

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