giovedì 11 aprile 2013

Un passo dopo l'altro

E' passato giovedì mattina.
Alle sette ero già sull'autobus strapieno, parte dai margini della periferia e porta a Termini, un bus jumbo con tre italiani a bordo: io, l'autista e una signora anziana. Attenzione: non sono razzista, è solo che tra borsoni buttati nel corridoio, ubriachi stravaccati su i sedili e rom che suonano e smanettano nelle borse, sembrava un viaggio nei bassifondi di una città del quinto mondo. Scendo a Ponte Casilino e cambio bus: trecento ragazzi con zaini che sbattono in testa, alle spalle, strettoie per i lavori metro e semafori in tilt. Quasi quasi scendo. Resisto, arrivo a destinazione. Numeretto, personale lentissimo e poi il reparto. Il viale è bello come lo ricordavo: gli alberi ancora più alti e folti, le fontane  immote gorgogliano, le lucertole immobili come le ho lasciate sembrano di pietra come le panchine. E' l'ultimo reparto dell'ospedale, il viale è lunghissimo, ho voglia di fermarmi al sole a guardare le lucertole, ma non posso. Arrivo, mi registro, aspetto. E' molto cambiato l'ambiente: più moderno, più privacy, le finestre aperte non mi fanno staccare lo sguardo dal parco. Un giovane in pile blu, occhiali da miope e barba incolta, lo scambio per un infermiere, è il dottore. E' simpatico, affabile, sorride, mi socchiude gli scuri perchè intuisce una mia fobia. Mi ascolta.
Non giudica, non dice l'odiosa e stupida frase: dai, c'è chi sta peggio!.
Riconosce un vissuto difficile e un presente arduo, non mi nasconde che non esistono magie o bacchette magiche. Mi dice:" Se lei ha il raffreddore, io le do un'aspirina; lei però poi esce con la pioggia e il freddo. Secondo lei guarirà?"
Mi è piaciuta questa metafora. Semplice, essenziale, chiara.
Domattina analisi, c'è un problema serio con la tiroide ma già lo sapevo e lui vuole essere sicuro di non combinare guai. Martedì di nuovo da lui con i  risultati.
Mi dice che dovrei essere più menefreghista, che sono troppo sensibile. Ma come faccio a snaturalizzarmi?
Gli voglio dare fiducia.
E poi voglio rivedere quel parco stupendo.
La giornata non è poi stata così male: una casa editrice mi ha proposto di pubblicare un mio racconto in formato ebook. Gratis!!!!!!
Me l'hanno chiesto loro!!
Da non crederci! Mi sono messa a piangere; mio figlio mi ha abbracciato.
Un passo alla volta. Ce la posso fare.

17 commenti:

  1. sembra proprio che tu abbia avuto la fortuna di incontrare un'ottima persona, coraggio. congratulazioni per la pubblicazione!!!!!! sono davvero felicissima per te!!
    un bacio e un abbraccio fortissimo

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  2. Ma è certo che ce la puoi fare!

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  3. Ciao Keiko io ce l'ho fatta è stata dura ma ci sono riuscita vedrai che ce la farai anche tu! Complimenti per il libro! Un bacio e un abbraccio

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  4. Anche io odio la frase "c'è di peggio" di solito la dice un imbecille che sta bene.
    Detto questo anche se ti conosco solo attraverso i tuoi scritti (complimenti per la pubblicazione), sono convinto che il lupo cattivo con te perderà la partita.
    Buona serata, un abbraccio
    enrico

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  5. Parlo per esperienza quando ti dico che di medici che sanno prenderti per mano ce ne sono molti per fortuna!
    Sono contenta per te e sono contenta della cura che ti stai prendendo... un passo alla volta, giustamente come tu dici.

    Sono contenta anche per la pubblicazione! Tienimi aggiornata in merito mi raccomando!
    Un grande abbraccio
    Joh

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  6. Dai, c'è chi sta peggio: odiosa e stupida frase.
    Concordo in pieno. Non sanno, non vogliono sapere, se ne fregano in fondo, e ti sbattono in faccia la loro falsa morale, perché il male che si vede è l'unico male, perché è tutto nella tua testa, perché perché perché...
    Siamo soli di fronte alla bestia, e dalla mia solitudine questo ti dico: combatti con tutta la forza che hai, e vinci. Per te stessa, innanzitutto. E per chi ami.
    Almeno tu fallo.
    Un saluto e un abbraccio.
    Pierluigi

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  7. C'è pure chi sta meglio. Chi sta tanto meglio.
    Mia mamma diceva sempre "lo farei provare a chi parla così". Sono d'accordo con lei.

    Tu starai meglio, ne sono certa :)

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  8. Un abbraccio grande grande... sono tanto contenta per te!!
    Una notizia bellissima...

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  9. Un abbraccio Dolcezza!
    Dai che ce la fai.. ce l'hai sempre fatta no?
    Complimenti per la bella notizia.. meritata davvero!
    Un abbraccio grandioso!
    :-)

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  10. Felice per te e per il tuo racconto in via di pubblicazione!

    Quanto alla salute, il sostegno psicologico del medico è essenziale...

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  11. Ti abbraccio anch'io, insieme a tuo figlio!
    E bravissima per il racconto, è solo l'inizio di una lunga strada.

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  12. Hai visto?
    Basta fare un passo alla volta!
    Un abbraccio

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  13. Ciao Keiko,
    siamo contente per te, non mollare adesso.
    Un abbraccio

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  14. questa foto è terribile. quasi non la posso guardare.
    mi ricorda una tortura. vista in un film sul regime dei militari cileni.

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  15. Un passettino alla volta, anche se la foto che hai postato la dice lunga...e si capisce che devi per forza fare piccoli passi, l'importante che li fai con accortenza e pare che hai trovato un ottimo medico, e hai tanti amici virtuali che ti vogliono bene e ti siamo accanto. Forzaaaaaaaaaaa!!! Complimenti per l'ebook e fammi sapere che voglio leggerlo.Un affettuoso saluto e buona domenica.

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