lunedì 27 maggio 2013

Case editrici

Mi serve un parere onesto e spassionato: che idea avete dell'editoria a pagamento? Pensate che sia tutta una presa in giro o  un male necessario per gli esordientei? Qualcuno di voi ha avuto esperienze di questo genere? Che informazioni avete sulla casa editrice Giovane Holden?
Personalmente credo che sia una fregatura, ma mi interessa il parere di altre persone.
Mi dite il vostro parere?
Grazie

9 commenti:

  1. non ti so dire in merito non ho mai partecipato a concorsi a pagamento. La Giovane Holden ha il grande appoggio di Baricco ma.... anch'io penso sia una "bufala" (mia opinione personale: adoro Baricco ma se potessi frequenterei la scuola che però costo un botto...).
    Io proverei con piccole case editrici e ne valuterei i costi.
    Un abbraccio
    Joh

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  2. Nel caso di piccole case editrici, penso dia l'opportunità, spesso a prezzi modici e senza obbligo di stampa di tante copie,di togliersi lo sfizio personale di pubblicare un proprio libro,da smerciare poi personalmente o da regalare ai propri amici.

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  3. Un consiglio spassionato: stanne alla larga!!!
    Non sono in grado di darti nulla di quanto promettono...
    Un abbraccio

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  4. E' una presa in giro. Spenderesti solo un certo quantitativo di soldi; poi ragioniamoci, è la casa editrice che deve rischiare sulla tua produzione! Tu proponi la tua fatica intellettuale e loro, se ci credono, se l'hanno esaminata con attenzione, vi investono sopra.
    Perchè dovrebbe essere il contrario?
    Non ho avuto rapporti con questa "giovane Holden" ma li ho avuti con "l'albatross"...cose inverosimili: pretendevano 2000 euro secchi per stampare 500 copie che avrei dovuto distribuire io. Follie!
    Ciao e in bocca al lupo.

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  5. per quanto ne so io se ti rivolgi a case editrici a pagamento e poi provi a salire di livello con quelle serie, quest'ultime ti considerano la peggio feccia, e ti snobbano indignate...
    ovviamente la scelta è tua, ma personalmente non mi fido.
    un abbraccio

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  6. Ciao Keiko, non sono una scrittrice e non saprei cosa consigliarti però, ecco, non ne ho sentito parlare molto bene. Fossi in te le snobberei.

    Bacio

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  7. Grazie delle vostre opinioni!!
    In effetti la mia coincide con quella di tutti voi, mi avevano indicata questa casa edititrice come una di quelle non a pagamento: in realtà vogliono parecchi soldi per poche copie che poi credo saranno abbandonate su uno scaffale. La mail con contratto allegato l'ho già archiviata: va bene che amo scrivere, ma mica sono scema:))))

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  8. ...ciao Keiko, mi diapiace, non ho opinioni in proposito...non ho mai pubblicato nulla, ma tu insisti perché il talento non ti manca...abbraccione...

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  9. La case editrici a pagamento sono il male assoluto. Inoltre, secondo me, danneggiano la letteratura per tutta una serie di ovvie considerazioni (davvero non deve esserci un criterio minimo di validità di un testo? Va bene pubblicare qualsiasi cosa?).
    L'editoria a pagamento, non a caso, in UK si chiama Vanity Press, ossia buona solo a soddisfare la propria vanità di vedersi stampare il proprio libro.
    Inoltre queste case editrici non hanno in genere una distribuzione, non la curano (perché dovrebbero se comunque intanto il loro guadagno l'hanno ottenuto?), ossia, ti stampano le copie, ma poi restano lì.
    Potresti semmai pensare di prendere in considerazione un agente letterario, che è una figura con un ruolo e compito ben preciso; in merito ti consiglio di leggere questi ottimi consigli di Rita Charbonnier (oltre all'interessante discussione che trovi sviluppata nei commenti), sono divisi in tre diversi articoli; sapersi come muovere e come chiudere aiuto, un aiuto serio, è importante: http://ritacharbonnier.blogspot.it/2012/01/gli-agenti-letterari-1-la-funzione-di.html
    http://ritacharbonnier.blogspot.it/2012/01/gli-agenti-letterari-2-dare-moneta.html
    http://ritacharbonnier.blogspot.it/2012/02/gli-agenti-letterari-3-come-non.html
    Un abbraccio.
    P.S.: comunque esistono molte piccole case editrici, ma serie. Prova a fare una ricerca in rete sulla piccola e media editoria

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