sabato 27 luglio 2013

Pensieri in libertà

Oggi è un giorno di "peso". E' una ricorrenza, una di quelle che segnano per sempre il prima e il dopo di una vita. E io non riesco a non guardarmi indietro. E' talmente difficile anche il solo pensare di guardare avanti, che posso e voglio solo guardare indietro.Voglio pensare ripensare ai giorni bui, quelli  problematici a causa della mia ipofisi bastarda, quelli vissuti non potendo rivelare la gravità del caso, proprio perchè non era il caso. Poi ci si abitua a tutto; si indossa l'armatura, lancia in resta e si da' scacco al nemico mentre tutti pensano che ti stai facendo la manicure.E poi voglio ricordare la mia adolescenza stupenda, vissuta fianco a fianco con mia cugina C. Ti ricordi? Avventate e senza paura sperdute nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, col nostro adorato cane Diango ( alla romana) che incitavamo per ritrovare il sentiero. Ti ricordi il vecchio guardaboschi che ci insegnava a metterci controvento vicino alla tana dell'orso? Ci diceva di far rumore per allontare le vipere e i branchi di cavalli bradi sotto la pioggia estiva? Li ricordi vero? E quella notte che quello scemo di tuo fratello si è inoltrato nel bosco ed è stato inseguito dall'orso e per scavalcare la recinzione di casa si è trafitto con gli spuntoni dei cancelli? Ricordi che è stato una settimana sotto shok? E quando andavamo a ballare alla "pista" del paese con i nostri occhi perduti nello sguardo verde di Oreste che non ci filava di pezzo perchè io avevo 12 anni e tu 14? Ricordi quando lo abbiamo accompagnato alla stazione perchè lui partiva per Milano per prendere l'areo per l'Australia? Abbiamo pianto come fontane: tu ti vergognavi, io ho pianto per un mese. Ci siamo perdute. I nostri padri si detestavano, incitati da una madre che amava uno solo dei figli; non siamo state capaci di non lasciarci travolgere dalle loro beghe. Ho sentito tuo fratello al telefono: un nodo in gola, una voce che amavo, i suoi occhi come quelli di mio figlio. Rivoglio la mia vita, rivoglio quella vita. Non mi piacciono questi anni, non mi rispecchiano. Non voglio la compassione, non voglio mendicare attenzione. Io pretendo di essere. Di essere come voglio, come mi pare e non come mi vorrebbero. Non sono più disposta a patteggiamenti, compromessi. Non sono un essere di serie B.Pretendo il rispetto che porto a tutti.
Come si fa a riavere la propria vita?
Posso sognarla. Oppure scriverne.
Non mi rimane altro.