venerdì 27 settembre 2013

Digitale o cartaceo?



Proprio stamattina ho avuto una complicata disquisizione con una conoscente molto (dice lei) istruita, ma veramente molto poco pratica. Mi chiede come va il mio "perditempo preferito": si riferisce alla mia passione di scrivere racconti, rispondo che va meglio di quanto avessi mai sperato e le chiedo del suo "perditempo preferito" cioè i figli, visto che li vede mezz'ora al giorno. Ovviamente si mette sulla difensiva e diventa acida cominciando ad argomentare ( è eccessivamente prolissa, usa trenta parole quando ne basterebbero due) che la narrativa e la scrittura in generale in digitale non hanno alcun valore:poco più di un giochetto online. Siccome benchè istruita ed edotta, ha infinite barriere mentali, mi metto a spiegarle cose che lei non conosce affatto. Le chiedo se si è accorta del prezzo che ultimamente hanno i libri e siccome mio padre è stato tipografo in una grande fabbrica ed io stessa ho lavorato in una tipografia mi prendo la briga di spiegarle.
  Il prezzo esorbitante dei "libri" è formato in gran parte dall'indotto di "filiera". Un libro prima di essere prodotto nasce dalla fatica dello scrittore. Ma poi deve passare attraverso una filiera lunghissima... Viene selezionato per la pubblicazione e quindi deve passare da un comitato di lettura, prima deve essere però mandato in lettura da un editor... poi viene avvallato da un direttore editoriale e poi lavorato da una redazione. Impaginato da un grafico. Corretto da una decina di persone. Un artista si deve occupare della copertina, un fotografo o comunque un creativo. Poi va in stampa ma prima di arrivarci deve essere imposizionato, va verificata la caduta macchina e cioè che le pagine piegate e allestite a sedicesimo o trentaduesimi "girino nel verso giusto". Solo poi va in fotolito. Dalla fotolito, prima di diventare libro passa in almeno altre sei o sette macchine... (per il cartonato di più). C'è una logistica che prende in carico i colli e li fa arrivare nei magazzini editoriali di riferimento dell'editore. Mentre tutto questo accade, ci vuole una rete promozionale che "venda" ai librai il libro prima che esca. E qui bisognerebbe disquisire sul perché vengano promossi e venduti libri che manco si sono letti.  Poi ci sono i commessi delle librerie, i corrieri, le rese, gli operatori del macero quando il libro invenduto viene dichiarato definitivamente morto. In sostanza all'editore e all'autore resta in tasca un 8% a testa.  Questo dovrebbe dare una dimensione del problema... All'industria del libro ultimamente, per stare a galla, non frega quasi nulla di "vendere" un libro o che sia letto. Ma gli frega di coprire le spese producendo in maniera ipertrofica per generare surplus e balzelli nei meandri della filiera. Un libro che costa 18 euro a produrlo, come prodotto in se, costa 1 euro. Il digitale evita tutto questo. Il digitale è necessario. Drammaticamente necessario. Le ho ricordato che lo scorso Natale negli USA l'ebook di Deaver ha superato in vendite il cartaceo di oltre il triplo. In un paese dove non legge nessuno e tutti scrivono, un mercato che lucra sugli indotti della carta, è un mercato che prima o poi dovrà esplodere. Ma leggere non deve conoscere confinizi, barriere, ostacoli. Voglio la carta, mi compro il libro di carta. Voglio l'ebook... devo poterlo avere. Questo penso. 
Certo che avrei un piacere immenso vedendo un mio racconto nella vetrina di Feltrinelli a Piazza Colonna, ma penso anche che se avessi 1 euro per ogni visualizzazione dei miei racconti online, mi farei una vacanza di tutto rispetto! 
Voi che pensate a tal proposito?

19 commenti:

  1. sono abbastanza d'accordo. Alcuni libri che ho nei miei scaffali, non li cambierei mai con i digitali, però. Li porto ovunque, se vi cade dell'acqua s'asciugano, ingialliscono e sento il profumo del tempo che scorre, ritrovo un fiore secco tra le pagine, lo sfoglio in spiaggia, in bagno, in aereo, in treno, lo scaravento dentro una ventiquattrore...
    da questo punto di vista mi sento molto antico :)

    concordo comunque sul fatto che l'ebook sia una buonissima occasione per molti scrittori che non potrebbero mai accedere all'editoria cartacea.
    w l'ebook, w il libro di carta, w la scrittura e la creatività, in ogni caso!

    ciao, è sempre stimolante leggerti

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Anche io ho i miei libri del cuore ingialliti e l'odore del tempo me li fa amare ancora di più!
    Ma penso sia bello poter scegliere!!
    Ciao, a presto

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  4. Per me il problema non si pone in quanto non potrei mai né saprei scrivere un libro. Mi diverto a scrivere pagine del mio diario dei ricordi andando indietro nel tempo e brani di fantasia o descrikvere incontri occasionali che mi divertono, ma così giusto per divertirmi e, se ci riesco, a divertire chi ha tempo e voglia di leggee quello che scribacchio.
    Un caro saluto,
    aldo.

    ps. per pura curiosità non è che per caso la tipografia di cui parli si trova, ma non so se ancora esiste, in via Baccina nl Rione Monti?

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    1. Le pagine del tuo diario se non ci fossero bisognerebbe inventarle!!
      Sono straordinari ricordi e raconti di vita!

      La tipografia dove lavorava mio padre, era sulla Tiburtina e quella dove lavoravo io era una traversa di via Renzo Rossi, dietro gli studi cinematografici De Paolis

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  5. Non sono ferrata in materia, ma tu mi hai aperto di molto gli occhi.
    penso che hai ragione... anche se a me non piace leggere i libri in ebook
    preferisco di gran lunga il cartaceo

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    1. Purtroppo il mondo editoriale sta cambiando, il cartaceo è esclusivo per le grandi tirature: Moccia, Volo, Totti e nomi che comunque vendono.
      Il digitale permette di leggere lo stesso libro ad un terzo del prezzo.
      Certo Guerra e pace è un po' complicato....

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    2. Scherzi... vuoi mettere il piacere di tirare in testa a qualcuno un bel tomo!!! he he
      io a casa per difesa personale, nell'ingresso, ho "i Miserabili"... credo che faccia un bel po' male...

      scusa...oggi ono un po' burlona... è il mal di gola che avanza, malgrado santo zerinol

      Hai ragione soprattutto su una questione, molto seria, tra l'altro. I bei libri non vengono pubblicati, vengono pubblicati i libri di scrittori o persone famose, anche se sono brutti, ciofeche.

      Questo è triste e davvero stupido.

      Sai che una volta ho letto un libro che è stato venduto porta a porta dall'autore, con tanto di email privata per eventuali conversazioni a seguito della lettura?!!! Un bel libro devo dire.

      Quindi le strade si aprono per necessità a causa della notevole cecità delle case editrici. Anche loro sono vecchie come i nostri politici ciechi e sordi che non vedono il titanic affondare?!!...

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    3. Macchè meraviglia l'autore che bussa di porta in porta a vendere la sua crezione... Sei stata brava ad averlo comprato!
      E' così, le case editrici sono "vecchie" e bisogna aprirsi al futuro, senza negarsi le possibilità.

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  6. Non ho ancora provato a leggere un libro in ebook , mi dispiace rinunciare al "libro", anche se credo che dovrò adattarmi presto. Ho un po' paura che si stanchino gli occhi, altrimenti va detto che l'ebook ha un sacco di vantaggi. Ciao brunella

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    1. Il fascino del Libro è innegabile e ineguagliabile, purtroppo ci sono molti altri aspetti, ad esempio gli esordienti senza digitale non esisterebbero.
      Guarda me per esempio....
      Ciao, buon W.E!

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  7. Mia cara Keiko dal punto di vista pratico , non ho niente da obiettare e come potrei?
    Certo che la bellezza della carta, lo sfogliare delle pagine, l'odore del libro...mi manca dolcezza ..e pure tanto!!!
    Bacio serale!

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  8. Io sono per il cartaceo: mi piace girare le pagine e sentire il profumo della carta (a proposito, anch'io sono figlia di tipografo!). Cerco di acquistare i libri in versione economica e così mi sento a posto. Ma conosco tante persone che sono entusiaste degli ebook! Chissà, un giorno magari...
    Ciao, Keiko e buona lettura ♥

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  9. Continua pure con il tuo perditempo e lasca la tua amica al suo. Indubbiamente amo leggere un libro, ma perché chiusersi al digitale. Gli stessi problemi che si incontrano per la pubblicazione di un libro si trovano anche quando lo si traduce in un'altra lingua. Non ti dico i passaggi prima che una traduzione venga accettata e che il libro sia pubblicato. Buona settimana.

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  10. Adoro la libreria che ho in casa mia ed il suo "profumo" ma devo ammettere che quest'estate ho letto parecchi libri in digitale e, con mia grande sorpresa, questo tipo di lettura mi ha appassionata.
    Quindi... farò un pò ed un pò. Non rinuncerò al cartoncino Adelphi che con discrezione già mi gli scaffali e non rinuncerò ad avere una fornita libreria digitale.
    Un abbraccio
    Joh

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  11. "già mi riempie gli scaffali".... mancava un pezzo ;o)

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    1. Gli Adelphi sono irrinunciabili!!
      Ma il futuro è dietro l'angolo, ben venga il digitale e godiamoci i bei tomi profumati!!

      Era molto che non ci scrivevamo, sono felice di averti tra i commenti:))
      Bacio!

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  12. .... ti leggo sempre lo stesso ;o)

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  13. Il mondo sta cambiando è cambiato..ho letyto tanti ebook sul tablet e devo dire che male non mi son trovata e ne ho uno già pronto da leggere sempre sul tablet.
    Poi, ognuno fa come le pare..Certo che fare un libro costa tantissimo.
    Un abbraccio

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