sabato 7 settembre 2013

Settembre andiamo, è tempo di...ricominciare






  La faccia di mio figlio la dice lunga: pallido,occhi sgranati, una leggera sudorazione gelida sulla fronte. Lo schermo del pc ha dato la sentenza: giovedì ricomicia scuola.
Non so perché ma la scuola non comincia, ricomincia! Sempre, puntuale come una cambiale. Solo una volta nella vita puoi dire “Domani comincia scuola” ma siccome hai solo 5 anni, non ti ricorderai mai nella vita di averla detta. Invece con il fatto che ricomincia devi riprendere in mano quello che oggi si chiama corredo.
Gli alunni della mia generazione erano chiamati "I Remigini", perchè iniziavamo la scuola il primo ottobre, appunto San Remigio. L’astuccio: la matita, la penna bic, bella oggi ieri e domani, le prime a quattro colori che spingevi tutti insieme ed erano rotte il giorno stesso, la gomma da cancellare per matita, piena di buchi fatti con la medesima, sporca lercia che macchiava il foglio facendo peggio. Mai come la gomma esagonale per la penna,quella che aveva una sottilissima righina rossa nel mezzo che il foglio lo bucava.. La cartella con due libri, quello di letture e il sussidiario, e basta! Se oggi si sapesse a memoria il sussidiario, e soltanto quello, vinceremmo tutte le sere da Jerry Scotti a Chi vuol essere miliardario senza nemmeno l’aiuto da casa. Fazzoletti di carta che si prestavano a tutti in classe, le forbici con la punta arrotondata, servivano per il collage, ma in realtà anche a tagliare il fiocco di quello più antipatico. Le matite colorate Giotto, di quel legno dall’odore strruggente, ma soprattutto la colla dalla formula segreta come la CocaCola, la COCCOINA! Quella scatola rotonda di alluminio con il pennello più cool del mondo al centro nella sua collocazione.Il tutto completato da un democratico grembiule bianco o blu, tutti uguali, niente griffe inutili.
Tornando a casa, era finita la giornata, niente corsi di nuoto, inglese, piano, kung fu,calcio o tutti insieme a giorni alterni; con 4 stupidi compiti da fare, le mani piene di sbaffi delle penne, le molliche della gomma sul grembiule, sporchi di coccoina, sudati, stravolti, eroi per un giorno, 9 mesi all’anno, ma per tutta la vita: perché se è vero che gli esami non finiscono mai, “la scuola” ricomincia ogni mattina.

11 commenti:

  1. Bellissimi ricordi che sono anche miei!Ciao Keiko!

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  2. Coccoina mon amour. Ne ho una piccola scatola in casa ma non credo che sia in alluminio ed il coperchio è blu. E' come una reliquia e preferisco usarla al posto dei "surrogati" in plastica rossa. Quando la trovo secca ci aggiungo una goccia d'acqua e funziona benissimo.
    Un caro saluto,
    aldo.

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  3. che ricordi Keiko! In prima io dovetti combattere contro l'inchiostro ed il calamaio, per fortuna arrivò subito la stilografica. ancora ci si macchiava, ma i disastri non erano enormi.
    Ricordo ancora il cugino Pino, che ci aiutò a smacchiare la tovaglia della mamma, prima che questa tornasse a casa, facendo sparire la macchia pucciando la tovaglia in un po' di latte bollente!!! Divenne il nostro eroe! sculaccioni scansati!!!

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  4. Oddio la Coccoina! Se chiudo gli occhi ne risento il profumo. ma la vendono ancora??

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  5. Cavoli la gomma esagonale, l'avevo dimenticata! La Coccoina non l'ho mai avuta: usavo la Vinavil o la Pritt (stick). Comunque anche la mia cartella aveva solo il libro di lettura e il sussidiario: io non smetterò mai di ringraziare chi ha voluto che facessi questa scuola elementare, nella seconda metà degli anni '80, con la maestra unica come dieci anni prima, che insegnava poche cose, e le cose essenziali. Le poesie a memoria e gli affluenti del Po. L'analisi logica e grammaticale. L'unione, l'intersezione e le altre operazioni con gli insiemi, che adesso alcuni studenti universitari non sanno nemmeno cosa sia.
    E pensa che con una mia amica, maestra elementare imbottita di pedagogismo, moduli e compresenze, una sera litigai ferocemente e mi sentii dire: "tu vorresti ancora la scuola del sussidiario!" Subito!

    Se ti va e hai tempo, per favore dai un'occhiata al mio ultimo post. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Baci!

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  6. io ho ancora una scatola con i colori giotto. Quando la apro, raramente, sento ancora il loro profumo...
    non la darò mai via, perchè è un ricordo che mi strugge e mi fa entrare dentro i miei tempi della scuola...
    anche la coccoina mi fa questo effetto - credo di averne un barattolo nell'armadio - ... che bello!!
    grazie per avermelo fatto ricordare

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  7. adorabile ricordo, la coccoina !! di giochi infiniti di ritaglio-e- incollo, quando i giochi si inventavano, con creatività, e niente noia !! con un niente.
    il sussidiario appena ce l'avevo in mano me lo leggevo tutto !! la mia curiosità era insaziabile !

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  8. Qui si copia D'Annunzio (lol). Forse i miei ricordi sono un po' sbiaditi, ma molti dei particolari che tu descrivi sono rimasti impressi. Una sola cosa, la gomma esagonale io non la ho mai usata a scuola perché serviva solo a cancellare l'inchiostro. Più tardi andava bene per correggere le lettere battute a macchina (Olivetti 22). Buonanotte.

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  9. a chi lo dici Anto: ho avuto una mamma insegnante ed un fratello preside; non ne posso più di stress da inizio della scuola!!!

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  10. Mi sembra ancora di sentire il profumo della coccoina, io la spalmavo con le dita! Anch'io avevo i colori giotto nell'astuccio, anche se segretamente ho sempre desiderato una scatolina di caran d'ache.Bei ricordi..... brunella

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  11. suggerimento per tutti i bambini. Non è obbligatorio andare a scuola, né comprare i libri di testo. E lo dice chi insegna a scuola per tanti anni. Esiste la possibilità, fin dalla prima elementare,di scegliere come educare i propri figli (e non sto parlando di scuole private). Vedere testo unico in materia di istruzione. Alternativamente, educazione libertaria.

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