lunedì 28 gennaio 2013

Cybergbullismo. La mia esperienza.

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un vecchio articolo nel quale si parlava di questo fenomeno emergente. Spaventoso, perchè non ha una connotazione reale, non c'è una faccia alla quale rivolgersi e, nel caso estremo gonfiarla.
E' un fenomeno tremendo, sotterraneo, fatto di anonimato, avatar, tutto irreale insomma.
Tranne il dolore devastante che produce.
Scrivo la mia esperienza, quella che ha colpito mio figlio da quando frequentava l'ultimo anno delle elementari, fino alla terza media. Lo faccio nella speranza che a qualche genitore o qualche ragazzo possa servire in qualche modo.
Alla fine della quinta elementare vengo convocata dalla maestra che m'informa che Dario è molto violento.
Così, all'improvviso, senza un preambolo, una spiegazione. Ora io so che mio figlio tutto può essere ma non violento, gli abbiamo per anni insegnato ad usare le parole, mai le mani; lei invece mi dice che la sua violenza fisica è eccessiva. Dal canto mio gli faccio notare che da mesi lo vedo insofferente, taciturno, ha violenti mal di testa e passando spesso davanti a scuola lo vedo sempre isolato dal gruppo. Mi dice che è tutta colpa sua, non piacendogli il calcio si autoelimina dalla società. Vane le mie rimostranze che la società non è fatta di pallone ma di 1000 altre sfumature e vana anche la mediazione del suo maestro di karate che cerca di spiegarle che la violenza non fa parte di quel ragazzino, ma è bravissimo nell'autocontrollo. Finisce in qualche modo l'anno, inizia le medie e al secondo anno tutto diventa esacerbato: Dario è nervosissimo, si abbassa la sua media, s'inventa 100 malanni, non vuole nemmeno fare la strada con i compagni, la testa gli fa sempre più male. Comincio a sentire in giro voci che non mi piacciono: facebook, post, foto. Gli altri genitori mi tengono alla larga e ridacchiano quando c'incontriamo. Dario all'epoca ancora non aveva il permessio di avere fb; la sorella, scaltra come una faina comincia ad entrare nelle pagine dei suoi compagni e mi dice che andrà lei ad aspettarlo fuori scuola per un po', perchè ovviamente lui ha vergogna che la mamma lo accompagni. Lo vedo  più tranquillo, ma lei scossa: avete visto la sua foto postata, sembra un angelo; tutta apparenza è peggio di un branco di jene. Quando siamo sole, la metto sotto pressione e comincia a raccontarm: all'uscita di scuola è tutto un coro di: Dario fr....io, finocchio, su fb ci sono decine di foto modificate con fotoshop di lui che si bacia con un amico, ovviamente lo si schernisce come pippa non amando il calcio. Lei era intervenuta dicendo a voce alta: 100 volte meglio un finocchio che un idiota come voi! Almeno lui il cervello ce l'ha, il vostro è in pappa già adesso che c'avete 12 anni, pensa tra un po'!
A questo punto prendo in mano le redini. Io agisco d'istinto, quando poi si tratta dei miei ragazzi, non mi trattiene nulla.
Aspetto un giorno che sono sola in casa, mi creo un account e cerco ogni profilo dei compagni, sono tutti minorenni, ma i loro post sono sconvolgenti. Non so bene come ma riesco a trasferire il tutto su una pennetta e in parte a stamparlo, io che ancora non uso bene il blog. Quello che vedo mi fa fremere di rabbia, ingoio le lacrime, adesso non servono. Mi metto in contatto mail con la polizia postale, esco e vado dal preside della scuola.
L'incontro è surreale, mi dice che suo figlio è avvocato minacciandomi velatamente, gli rispondo che sono felice, almeno sarà in grado di spiegargli in cosa incorre un dirigente che permette che dai suoi computer  si faccia bullismo sotto gli occhi degli insegnanti. E' interdetto, non si aspettava un attacco così pesante, inizia una paternale che non mi piace, lo interrompo; gli dico che la mattina avevo 2 opzioni: girarare a destra e venire da lui a scuola o girare a sinistra e andare dai Carabinieri: colpa in vigilando, se lo facesse spiegare dal figlio avvocato. Gli dico anche che è inutile parlare con i genitori dei compagni: sfottono continuamente un suo prof. dichiaratamente gay, senza che lui decida nessuna punizione. Mi congeda, si permette di trattarmi come fossi una donnetta isterica. Sono una donna, sona una casalinga, non sono giovanissima. Ma non mi si deve sfidare. Tornata a casa trovo una mail della polizia postale che mi  dice dove andare e quando. Vado e porto tutto il materiale, mi dicono che cercheranno di tenere fuori il ragazzo, avevo ragione sul fatto che molti commenti e foto erano partiti dai pc della scuola e, se mio figlio non voleva farsi fotografare, e infatti erano foto rubate, si sarebbero aggiunti altri reati ascrvibili ai genitori e al preside.
Le mattine a seguire mi nascondo in alcune vie laterali alla scuola per evitare che Dario fosse vittima di pestaggi come era già capitato, fino al giorno in cui vedo finalmente i Carabineri e la Polizia.
Sono stati chiusi i profili fb
Il preside denunciato, come i genitori dei ragazzini.
E tutto perchè non gli piace il calcio.
Quest'anno nella nuova scuola delle superiori, ha compagni che fanno i più svariati sport, ha la sfortuna di essere pure secchione, ma nella sua pagina fb non c'è nessun post offensivo, discriminante, razzista o semplicemente idiota.
I suoi vecchi compagni l'hanno cancellato, come se non fosse mai esistito. E io gli ripeto sempre che non sa quanto è  fortunato.

Grazie ragazzi!!


Stamattina apro il blog e vedo che sono stata di nuovo premiata!!!
Cavolo, sono proprio contenta!.
Ancor di più per il motivo che colui che mi ha dato il premio è un giovane e quando una signora un pò attempatata come me incontra i gusti dei giovani arguti, sagaci e intelligenti come Chat noir dell'omonimo blog, non può che ritenersi soddisfatta e grazie anche a Le Jene  che sono in tante e quindi ancora più difficile piacere a molti.
Come mio solito lo offro a tutti quelli che lo vorranno ed in particolare:
Marinetta con il suo Cuore di donna, cuore di poeta
Lucia autrice de Il Calesse
Sara con Tutto il resto è vita
e malgrado in pausa, ma un regalo è un regalo, a Maude di Come Harold e Maude


E ora risponderò alle domande se ce la farò!!
1- Se fossi una frase di Jane Austen…Abbiate pazienza, ma scelgo il mio motto: Ad hostes rugens!

2- Se potessi chiedere in prestito una qualità a sette grandi donne chiederei:
Devo solo limitarmi alle donne?!

Dai! Io sono una contestatrice nata!

L'intelligenza e la curiosità della Hack
Il genio noir di John Connolly
L'audacia del Gladiatore se fosse reale
La bellezza di Sharon Stone
Il raffinato saper scrivere di Joseph Conrad
La suprema ironia di Oscar Wild
 E siccome il mio sogno infranto era fare il cardiochirurgo, avrei voluto essere il pioniere Cristian Barnard
Scusate ce ne metto un'altro: avrei voluto essere Bonatti e volare alto come lui



3- Di cosa posso essere fiero: di essere una dura sotto le spoglie di una piccola e fragile ragazza un po' agè.

4-Se fossi un quadro vorrei essere Adoro Caravaggio, il suo genio e la sua ribellione mi appartengono. Tutti i suoi capolavori, nessuno escluso
5- Se fossi il monologo di un film, vorrei essere
Sempre il Gladiatore quando parla con Commodo: Avrò la mia vendetta, in questa vita o nell'altra( ma perchè adesso scrive in rosso? Boh!)
6-Se potessi trasformarmi in paesaggio, vorrei trasformarmi tutti gli 8000 del mondo
7-Se dovessi condividere un pensiero, condividerei questo:Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri.

Grazie ancora Chat Noir e Jene!!! 





sabato 26 gennaio 2013

Ho di nuovo vinto qualchecosa!!!



Ricevo dalla mia amica Beatrice autrice del blog Il sogno di Beatrice questo bellissimo premio:

  Il premio prevede di rispondere ad alcune domande, ora ci proverò, ma prima offro questo premio a chiunque desideri prenderlo e siccome non sono capace di metterlo nella colonna di destra, ci faccio un post di ringraziamento!!!.
Colore preferito: verde e glicine

Animale preferito: la tigre e l'aquila
Numero preferito: otto
Drink preferito non alcolico: non bevo drink, va bene il succo d'ananas?
Preferisci FB o Twitter: non ce li ho per mia scelta

La tua passione: cercare luoghi tranquilli e impervi dove passeggiare e pensare

Preferisci ricevere o fare regali: ne farei di più, potendo

Modello preferito: non ho capito la domanda
Giorno preferito della settimana: nessuno
Fiore preferito: la peonia e le orchidee 
 
Grazie Beatrice, mi hai regalato un bellissimo sabato!!!!


giovedì 24 gennaio 2013

L'oscurità interiore

Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima.
Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore.
Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.
Carl Gustav Jung


Si può fuggire da tutto, ma mai da se stessi.
Ci svegliamo e i nostri incubi svaniscono, pronti a farsi avanti nell'ora delle tenebre. Possiamo scappare, fingere che quel sorriso a 32 denti rappresenti davvero la nostra realtà, ma in fondo, nei recessi più profondi sappiamo benissimo chi c'è ad aspettarci: ci siamo noi.
Inermi, eppure fortissimi; disarmati eppure pericolosi.
Niente è più spietato e pericoloso della nostra anima.
Possiamo essere capaci di inventarci una vita finta o virtuale pur di non ascoltare quella voce che viene dal di dentro che ci sussurra di non temere, che la notte soli con noi stessi non sarà poi così pericolosa, che i nostri ricordi più lontani e volutamente dimenticati, ci hanno reso le persone che siamo ora.
Se ci guardassimo davvero dentro, ci sorprenderemmo dell'infinità vastità che troveremmo: moltitudini di facce e nomi che nel tempo hanno perso importanza, singoli ricordi che il tempo l'hanno fermato per sempre in quell'attimo, parole che hanno inciso l'anima fino a graffiarla e silenzi che l'hanno spezzata come un ramo colmo di pesanti boccioli.
Se le opinioni degli altri ci riguardassero meno, se non fossimo così influenzati dall'opinione altrui, se fossimo meno attenti a giudicare solo gli altri e mai noi stessi.
Il buio in noi esiste.
Non bisogna ignorarlo e tantomeno temerlo.
Tuffiamoci nella sua oscurità.
E' l'unico modo per tenerla a bada.

lunedì 21 gennaio 2013

I sommersi e i salvati 27 Gennaio 1945


Horace Greasley prigioniero affronta con aria di sfida Heinrich Himmler nel corso di un'ispezione del campo di prigionia. Protestava per la carenza di cibo e si tolse la casacca per dimostrare quanto fosse magro.
.Horace Greasley, morto il 4 febbraio del 2010, all'età di 91 anni, detiene un record unico tra i prigionieri di guerra della Seconda Guerra Mondiale - ben 200 tentativi di fuga dai campi di prigionia, solo per ritornarvi ogni volta più indomito della fuga precedente e tutto perchè si era innamorato di una ragazza tedesca.
Questa foto entra nella storia suo malgrado: quel giorno Horace, non sapeva che l'ufficiale nazista davanti a lui fosse Himmler e quindi si mostrò coraggioso e sprezzante.
Io sono sicura che sarebbe stato così straordinariamente coraggioso anche davanti ad Hitler in persona: un ragazzo che fugge più di 200 volte per amore, senza finire ammazzato, deve essere straordinario per forza.
 Chi mi segue da tempo conosce quanto io sia sensibile alla questione dei deportati.Ho letto a lungo e scritto molto sull'Olocausto.
Ho avuto modo di cercare  la stanza dove era detenuto Kappler al Celio, ho camminato per le stesse corsie, lungo il bellissimo viale alberato che lui ha percorso nascosto in una valigia trasportata dalla moglie: neanche l'ombra del coraggio di Greasley, che mostra indomito il petto nudo. Un vile in vita e in prossimità della morte. Un uomo indegno di questo appellativo.
 Voglio ricordare questo giorno con la foto di un ragazzo forte,  amante della vita e della sua Rose e voglio ricordare, con infinita tenerezza il signor Shlomo Venezia, che ci ha da poco lasciati.
Venezia fu uno tra i pochissimi, una dozzina o forse meno, al mondo, ad uscire fuori dai tremendi  SonderKommando le squadre speciali che dovevano smaltire e cremare i corpi dei deportati . Per moltissimi anni non riuscì a parlare con nessuno del suo passato. Solo nel 1992 qualcosa scattò in lui e comiciò a raccontare: era convinto che le persone non volevano ascoltare, non volevano credere. Le sue parole ci parlano senza bisogno di aggiungere altro: "Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio."
Altri sommersi hanno bisogno di emergere: Shulim Vogelmann, unico italiano nella lista di Schindler, ebreo fiorentino di origini polacche. Fu catturato dai nazisti con la moglie e la figlia, che furono mandate subito alle camere a gas. Lui si salvò perchè conosceva l'yddish, il tedesco e il polacco ed era maestro tipografo: divenne il falsario del Reich. Quando tornò in Italia ed ebbe una nuova famiglia, nemmeno il figlio Daniel seppe la sua storia, se non dopo l'uscita del film di Spielberg.
E che dire delle lettere dei bambini internati nei lager che hanno parole raggelanti, anche a leggerle ora, dopo decenni.
Mi guardo intorno e vedo il seme della xenofobia, del razzismo in tutte le sue forme, germogliare prolifico. E non mi piace.
 Io sono una pacifista, se posso evito qualsiasi diatriba, annuisco pur di non creare tensione; ma benedico ogni giorno la LX  Armata del Primo Fronte, i loro Moisin Nagant fumanti e subito dopo i Garand M1 delle truppe americane che sfondarono quei recinti di morte, mostrando per sempre al mondo l'orrore che custodivano. Certe volte non si possono e non si devono mettere i fiori nei cannoni.

Non dimentichiamoli.
Lo dobbiamo.
A chi ne è uscito. A chi è rimasto per sempre in quei confini.
A chi li ha liberati. A chi è morto facendolo.

venerdì 18 gennaio 2013

Ho visto ( e sentito) cose....



Lo sapevo dall'anno passato che questa occasione sarebbe inesorabilmente arrivata.
Ho fatto l'indifferente per mesi, poi avvicinandosi la fatidica domenica, ho iniziato a manifestare sintomi strani e preoccupanti: orticaria, coliche biliari, febbre altissima sicuramente infettiva, delirio tremens acuto. Niente.
Nulla ha impietosito il mio consorte che mi ha imposto di prendere parte al compleanno in pompa magna di mia suocera. E per quieto vivere ( ma quanto mi sta sulle p..e questo indefinito stato d'animo!) sono andata. E allora altro che navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e  raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
Per cominciare l'abbigliamento delle parenti donne acquisite mi ha lasciato basita: ore 13,30 di domenica e mise da gran sera, gioielli in quantità tipo San Gennaro in processione e trucco evidentemente rimasto dall'ultimo dell'anno e non parliamo dei capelli strutturati in spettacolari acconciature con tonnellate di lacca. Sguardi di commiserazione ai miei jeans infilati negli stivali, ho messo i tacchi proprio per non vedere quello sguardo e al maglione lungo fino ai fianchi che ho pure comprato per l'occasione.
Arriviamo ai tavoli disposti a L, con al centro un tavolo per i bambini: tripudio di fiori e decine di posate che poi si riveleranno inutili visto che i più non sapevano da che parte iniziare e i camerieri le scambiavano continuamente;. lascio che tutti si siedano per evitare di trovarmi faccia a faccia quella famosa L. che s'impiccia su tutto, protagonista di miei due post; propongo di andare io a fare la baby sitter ai bimbi ma vengo trascinata dall'insensibile marito che, guarda caso mi ha piazzato proprio di rimpetto a L.
O dio  delle città e dell'immensità ma perchè vuoi tutto questo da me!
Ma che ti ho fatto di male?!
Piuttosto al tavolo con le vetuste ( che sono almeno 5) che con quell'arpia con tanto di un paio di lauree, master e commander!!!
E cominciamo coi brindisi d'apertura, non potendo bere per motivi di salute, non posso neanche affogare il destino crudele nell'alcol, qualche migliaio di foto per iniziare ed ecco che tutti macinano come betoniere.
Per mia sfortuna in questo periodo devo mangiare pochissime cose, lo sanno tutti i presenti, ma ovviamente L. con la bocca piena di salmone mi chiede perchè non mangio. Rispondo che l'argomento è così tedioso che le farebbe venire la nausea; mi rifila un' occhiata perfida e comincia con mio figlio. Come sono i professori, che voti prende e se li ha alti è perchè il resto della classe è scadente. Dario mi guarda, interpreta il mio silenzio mentre mi mastico la lingua per non rispondere e le dice che suppone i suoi insegnanti siano in grado di valutare,.anche quando prende 4. Dice che noi supponiamo che sappiano valutare ma non tutti hanno le sue credenziali d'insegnante.
Poi  tra un brindisi, una foto, un' esposizione degna di Trony XXL su chi c'ha il telefonino più alla moda, quello con più applicazioni, quello che fa foto, riprese, filmati, chi si sta guardando le partite, si connette a fb e quello che ci si accende la sigaretta elettronica ( alla faccia dell'eleganza vanamente ostentata), ecco che si arriva al tasto dolente.
" Come si trova Irene al lavoro? Certo che lavorare pure la domenica sottopone ad uno stress indicibile, se penso che ha lasciato giurisprudenza per fare la commessa......se fosse stata mia figlia!
La lingua è ormai del tutto masticata.
Le ricordo che ha 23 anni ed è padrona della sua vita, ha scelto di lasciare l'Università e di non pesare sulla famiglia, un lavoro precario con sabati e domeniche sempre in negozio. Non è  una che si crogiola nella cuccia di papà, ne' cerca scorciatoie.. E oltretutto detesta interferenze nella sua sfera privata.
Ma evidentemente non sono stata abbastanza chiara. Ecco la domanda che aspettavo da circa 3 ore.
"E il ragazzo? Ne ha trovato almeno uno?"
Sto valutando se dirle che si è passata tutto il reggimento della caserma sulla Casilina, che sta vagliando l'idea di ritirarsi a vita monastica o che sta pensando di passare all'altra sponda e andare anche lei a protestare a Piazza del Vaticano.
Ma oggi sono buona, prendo tempo, guardo l'ora: quasi le 16 e dico:" Ma quando arriva il secondo?"
Certo che se non è una prova d'amore questa?!
Mentre decine di ragazzini corrono impazziti tra i tavoli, le urla esultanti dei drogati di calcio, suonerie bizzarre che fanno da contorno ai contorni, arriviamo alla torta. Un'altro stage fotografico:divisi per famiglie, singoli, per coppie, solo i nipoti, solo i bisnipoti, solo i figli, la nuora (io), le sorelle, una amica, il compagno della figlia, divisi per maschi e poi per femmine; se il dio delle città vuole ci avviamo alla conclusione.
Mi ammollano due mazzi di fiori alti più di me, non sono per me, ma la festeggiata non ce la fa a portarli e il mio vicino di sedia mi urta mentre  sta con un occhio al cellulare/televisione/partita e l'altro al cellulare/ facebook/chat, mentre il figlio distrugge tutti i tovaglioli a forma di cigno già pronti per la cena.
Un'ultimo sguardo alla sala e vedo la sorellina del distruttore di cigni con un giubbotto di pelle nera bordata di pelliccia di opossum. Così mi dice la madre orgogliosa.
Veramente la bimba sembra una scimmietta troppo pelosa.
Arrivo a casa, mi sparo un citrato per digerire il nulla e la bile, m'infilo il pigiamone di pile e mi metto a vedere Blade Runner.
.

martedì 15 gennaio 2013

E adesso la pubblicità....!

Mi domando quando è successo...!
E soprattutto quali meriti io abbia avuto..!
Sta di fatto che i miei followers sono quasi raddoppiati
senza quasi me ne accorgessi.
Eppure ho continuato a scrivere le mie solite storie,
non è che sono diventata più divertente, più profonda, 
più sagace, più istrionica.
Scrivo sempre uguale, sempre di me, per me essenzialmente.
Adesso no.
Scrivo proprio per voi nuovi amici.
I miei amici di vecchia data sanno che amo scrivere, bene o benino poco importa, il gusto personale e le critiche fanno parte del gioco e guai a non accettarle.
Dunque dicevo che scrivo, molto, tanto, a volte troppo.
A volte mi dice bene e pubblico.
Ho pubblicato online 4 racconti, istant book, presso il sito ZEUGMAPAD, dove è possibile pubblicare e leggere decine di racconti senza alcuna spesa. E' un sito free, potete collegarvi e leggere tutto quello che vi pare senza pagare un centesimo.
Bene, io ho pubblicato  diversi racconti che hanno avuto molte visualizzazioni; quello che amo di più è "Laggiù scorreva il fiume", ma  come una mamma, tutte le mie creature sono uguali.
Vi invito, se vorrete a leggerli, è possibile anche commentare e votare, ma l'importante è leggere.
Lì c'è la mia parte più vera, quella che è difficile tirare fuori, quella che tra le righe parla senza bisogno di parole.
Questo è il sito www.zeugmapad.it/, troverete anche racconti di altri amici blogger, tutti di ottima qualità.
Vi aspetto numerosi!!


sabato 12 gennaio 2013

L'imperatrice della Svervegia

Ho deciso.
Lo faccio.
Fondo un partito e mi candido. Vuoi vedere che risollevo questo paese di mentecatti?!
Prima di tutto cambio nome alla nazione: basta Italia, troppo legata a gente che acidifica bambini, ladroni ( e fossero solo 40!), cavalieri senza cavallo che amano montare altri tipi di destrieri, gentucola che festeggia con bizzarre celebrazioni l'acqua di un fiume inquinato, signore che occupano poltrone rosse e poi sfilano con un filo interdentale al posto delle mutande, delfini di acqua dolce con lauree comprate dallo stesso soggetto che gli ha comprato il diploma superiore alle serali e forse la licenza media, quella elementare e i 3 anni d'asilo, ministri in barca a vela che solcano le amate sponde convinti di sapere come si vive con uno stipendio legandosi al collo un golfino in fine lana di alpaca o camelide o capretta tibetana, comici che scendono in piazza a comiziare e politici che salgo sul palco a far ridere.
Basta.
Fondo la Svervegia ( si lo so, sta su Nonciclopledia, ma mi piace il nome)
e ne divento a tutti gli effetti l'imperatrice. Niente consiglieri, consigliori, segretarari, portaborse, signorine o manzi piacenti ed accondiscendenti.
Il presupposto è presto detto: se io riesco da 30 anni a far andare avanti la mia famiglia di 4 persone, con 1 solo stipendio, come non potrei tirare su dalla melma la nostra amata Svervegia?
Al primo posto, non avendo nessun tirapiedi, non ci sarebbero mega stipendi e vitalizi da pagare, i miei ospedali funzionerebbero 24 ore su 24, sabato e domenica compresi, perchè noi ci ammaliamo anche nei festivi.; gli insegnanti sarebbero un numero limitato effettivo alle necessità, senza precari, l'unica discriminante la preparazione che varrebbe anche per gli studenti. Niente facoltà astruse nella psicoterapia dell' asino sardo e niente posti ai figli di.... perchè l'unica importante sarei io e miei figli lavorerebbero in una fabbrica di cioccolato.Pochissimi prodotti importati, in Svervegia si consuma ciò che si produce e il resto lo si esporta. Il carburante lo produrremmo dagli olii esausti e ci riscalderemo con la combustione dei rifiuti.
Ognuno di noi avrebbe una sola auto, tranne l'imperatrice che viaggia in bici per dare l'esempio. Ogni nuovo nato in Svervegia ha diritto a 100 alberi piantati, che saranno il suo investimento futuro: frutta, legna, fiori.
Le "signorine" potrebbero professare il loro mestiere in una sorta di resort immerso nei boschi, con piscine, sauna, massaggi, cromoterapia, il biglietto d'ingresso varia secondo la prestazione. Le signorine pagherebbero le tasse con le quali sovvenzionerei  arti come musica, pittura, scrittura, canto ecc....
Ovviamente saremmo un paese neutrale e quindi pacifico, abolendo ulteriori spese.
Tutti i miei sudditi avranno a disposizione una cassetta dove proporre nuove idee all'imperatice che avrebbe l'obbligo di farne diventare effettive due l'anno.
Vieterei per legge, anzi per editto imperiale, pena le patrie galere di Castel Sant'Angelo, le trasmissioni con i bambini che cantano"Brivido felino" o " Questione di feeling".
Quindi, miei amati, volete diventare sudditi dell'imperatrice di Svervegia ?
Con l'adesione alla vostra sovrana avete l'onore di proporre nuove idee che l'imperatrice valuterà ed eventualmente inserirà nei suo progetti futuri.

martedì 8 gennaio 2013

Un grande uomo



Voglio, anzi devo esorcizzare il post precedente.
Scriverò quindi di un grande uomo. Un uomo anonimo, ma grande in tutti i sensi. Un uomo importantissimo che ha lasciato in me un ricordo struggente di forza, vivacità, ardore e coraggio da vendere.
Questo uomo nasce nel 1909 in un paese della Puglia, la madre una "serva", il padre " il padrone". E già comincia male. Ancora in fasce viene abbandonato in orfanotrofio con un nome datogli dalle suore: Candido e il cognome quello che si usa per i trovatelli. Quando "il padrone" resta vedovo, lo riconosce dandogli il cognome e cambiandogli anche il nome: Annibale, e mai nome fu più azzeccato.
Il padre ha origini greche e Annibale è bello come il sole: forte, alto, moro, pieno di voglia di fare e di amare. Tutte le donne sono le sue, nessuna resiste al suo fascino e al suo modo di fare. Fa mille mestieri, niente gli mette paura, tranne la guerra.
Odia le armi, la violenza; è forte a fare scazzottate con gli amici, ma la guerra non è fatta per lui.
Va a lavorare nelle cave di marmo di Guidonia, il fisico glielo permette e s'innamora di una donna umile e dolcissima: Eva. Avranno 5 figli, ma Annibale odia qualsiasi forma di prevaricazione, rifiuta d'indossare la camicia nera, malgrado la moglie lo supplichi per far mangiare i figli. Niente. Lavora come una bestia, notte, giorno, s'inventa la vita, ma non si piega. Nasconde in casa gli americani, tenendo testa ai nazisti che gli sfondano la porta e puntano la pistola in testa alla figlia di mezzo. Non parla. Salva la vita a 5 soldati. Viene messo sul treno che ha come prima tappa Fossoli , riesce a scappare: si butta sui binari, si nasconde nei boschi e torna dalla sua famiglia. Ordina alla moglie di non dare alla Patria la sua fede nuziale, gliela sfila dal dito e se la inghotte, quella di lui era stata data in pegno tempo prima. Eva trema ogni volta che lui esce di casa.
Viene di nuovo catturato, sempre per la stessa cosa. Stavolta sono solo due soldati. Si ribella come un leone, intervengono altri paesani e a forza di cazzotti li buttano giù dal colle del paese. Si nasconde per qualche tempo. Poi la guerra finisce.
Amava i suoi  9 nipoti, non c'era niente che fosse troppo per loro. Il primo nipote si godè il suo amore incondizionato: ogni domenica, sulle sue spalle fino a   Villa Borghese  e di lì  allo zoo, rimirava i leoni e poi ruggiva più forte di loro, invitando il bimbo a fare come lui; e poi ridevano come pazzi. Avevano la stessa 
criniera. Fulva i felini, nera con sfumature grigie Annibale.
Il tempo gli porta via Eva. Troppo debole di cuore. Il dolore lo strazia, ma reagisce. Vuole vivere da solo, non vuole nessun estraneo in casa sua. Comincia ad imbiancare: la sua criniera ormai è bianca ed un bastone sostiene il peso dei suoi anni. Sopravvive alla morte di una figlia, quella scampata ai nazisti. Non vuole aiuti di sorta, fa tutto da solo, la spesa, il caffè al bar, regala rose alle signore del quartiere; fino a quando il destino lo porta all'ospedale: mette in riga tutti: medici ed infermieri non possono sgarrare perchè l'ira di Annibale è pericolosa. Non dura molto quella segregazione, lui è abituato alla libertà: nel dicembre 2001, Annibale raggiunge sua moglie.
Una telefonata all'alba:" Signora, il vecchio leone ci ha lasciato."
Questo hanno detto i medici.
Io ho risposto alla telefonata.
Quell'uomo era mio nonno.
Da poco è passato l'anniversario della sua scomparsa.
Dicono tutti, che dei 9 nipoti io sono quella che ha il suo temperamento.
Con un nonno così non ti puoi permettere di essere fragile. E non lo sono. Mi rialzo sempre.
La fede di mia nonna sta qui con me.Niente Patria, solo l'amore della loro prima nipote: ero io quella bimba che ruggiva con i leoni sulle spalle possenti di quell'uomo indimenticabile. Una donna tenerissima e dolcissima e un uomo potente e indomito.
Devo essere degna almeno la metà del suo coraggio.
Il vecchio leone non c'è più.
Ma questa tigretta non è da meno.
Vi amo nonni. In qualsiasi universo siate.


Non c'è molto da dire


Voi direte cosa ci fa' Sean Penn qui sopra: niente.
Ma in questa foto lui sta proprio come me oggi e ieri e forse domani.
Ho fatto mie le parole di Cestio Pio:
"Nasciamo in un sol modo, ma moriamo in molti"
Potrei usare quelle del mio amato regista:
" Ci sono molti modi di morire, il peggiore è rimanendo vivi"
Ma preferisco tacere, riflettere, scrivere.
Chissà che non mi passi.

mercoledì 2 gennaio 2013

Vi siete divertiti? ( parte seconda)

In questo periodo di feste, cinema, teatri, musica e ogni genere di attività artistica, c'è n'è una che a Roma vive un vero e proprio exploit : il circo.
Sono oltre 6 i circhi che stazionano in quartieri strategici della capitale, ubicati in modo tale da riunire il maggior numero possibile di spettatori paganti ( non dimenticate mai che ricevono una sovvenzione dallo Stato, mentre molti ospedali sono costretti a chiudere)
Quindi sarò molto breve.
Il 6 Gennaio ci sarà una mobilitazione pacifica, con distrubuzione di volantini esplicativi e qualche striscione per far conoscere la realtà sul mondo circense che molti ancora ignorano.
Per tutte le informazioni vi rimando al sito http://terranomala.blogspot.it/2012/12/6-gennaio-2013-la-voce-di-roma-contro-i.html
Esiste anche la pagina fb  http://www.facebook.com/events/502949966394537/?notif_t=plan_user_invited
nella quale, se vorrete, potrete prendere contatti.
Io sto cercando di trovare il modo di partecipare( ho qualche problema con i genitori), se qualcuno di voi è vicino alla Casilina angolo Togliatti, troverà qualche amico blogger e speriamo anche me. Tenetemi informata sulla vs. partecipazione, nel caso riesca a sistemare le mie incombenze.
Se non potete o volete partecipare diffondete questo post.
Grazie a chiunque parteciperà o divulgherà l'iniziativa assolutamente pacifica.

Anno Nuovo..... vecchie bestie


Posto questa bellissima foto dal sito AnimalAsia, si occupa di salvaguardia di animali .
Nel fare mio l'invito dell'amico a 4 zampe, mi permetto di consigliarvi di visitare il sito di Greenpeace: hanno bisogno di firme per fermare lo sfruttamento dell'Artico e lo scioglimento delle nevi eterne.
E' per il  nostro futuro.
Se mai ci sarà.
Buttateci un'occhio: non è come firmare una cambiale!!
Si può fare molto per l'Amazzonia, contro la caccia alla balene, si può fare molto per noi stessi. E chi ha bambini gli faccia visitare il sito.
Sarà meglio di una favola sulla bontà dell'uomo e un ottimo modo per cominciare davvero con qualcosa di buono!