sabato 27 aprile 2013

Eva contro Eva, ovvero i miei rapporti difficili con le donne

Ho sempre pensato e continuo a farlo, che i peggiori nemici nemici delle donne siano ....le donne!
Ovviamente mi baso su esperienze personali, ma sono talmente tante e talmente esplicative che potrebbero far parte di uno studio sociologico.
Quando frequentavo le superiori, scuola femminile, ero una secchiona. Voti da paura,durante il tirocinio, tutto il personale dei vari ospedali dove praticavo, si sperticava di elogi; le mie adorate compagne che mi rivolgevano a malapena un saluto perchè all'epoca io dimostravo dodici anni e loro facevano di tutto per mostrarne venticinque, si ricordavano improvvisamente del mio numero telefonico e mi trovavo a dettare relazioni e riassunti al duplex facendo esplodere d'ira la signora che aveva la linea unita alla nostra.Alla maturità mi vidi il voto pertinente la materia che più mi interessava abbassato, perchè una mia compagna che aveva una relazione con un primario ottenne di monopolizzare il voto migliore. Morale: me la sono presa in quel posto.
Poi sono esplosa: discoteche, ragazzi, gite di nascosto, ore e ore al telefono sempre e solo con i maschi; come mi piaceva qualcuno, c'era la scema di turno che faceva di tutto per fregarmelo. E siccome gli uomini sono moooolto fragili........ Me ne ricordo uno di ragazzo che mi fece proprio inc...zare! Quattro mesi insieme, passeggiate, chitarra sulla spiaggia al chiaro di luna, mare e cavalloni solo per noi. Poi è andato in campeggio in montagna: cartoline piene di baci, mi manchi, i need you...... Ci siamo rincontrati sotto la lampada Osram e mi dice che tutto sommato quell'altra è meglio.Gli ho detto d'impiccarsi. Primo capodanno fuori casa, Piper, vestito nero fichissimo,tacchi a spillo, a dieci minuti dalla mezzanotte un fotomodello straniero( non ubriaco) bello come un dio greco, m'invita a ballare e allo scoccare dell'anno nuovo mi bacia come nemmeno credevo fosse possibile: mi pulsavano persino le orecchie! Siamo rimasti incollati fino alle sei e non l'ho rivisto mai più. In una notte ho capito cos'era la passione e ho perso tutte le amiche. Sparite. Se uscivo io, loro se ne andavano.  Poi mi sono innamorata sul serio. E lì ero pronta a cavarle gli occhi: ci ha provato, ehhh se ci ha provato! Visto che non ci riusciva, ha cominciato a sparlarmi alle spalle. Il matrimonio l'ha lasciata basita. Ma non zitta.
Poi ci si sono messe tutte le parenti femmine acquisite: siccome gli amici( quasi tutti maschi)  venivano spessisimo a trovarci a casa, non hanno trovato di meglio da fare che mettere in dubbio il mio comportamento; mi mandavano un moccioso nipote a casa per controllare e regolarmente lo sbattevo fuori la porta. Avevo ventidue anni, ero più controcorrente di ora, mi controllavano la lunghezza della gonna e io mi mettevo gli shorts, l'altezza dei tacchi e io mettevo il tacco dodici. Poi mi sono scocciata e ho cominciato a controbattere con discorsi acculturati che non significavano un cavolo: una supercazzola ecco.... E le ho azzittite!! Ora mi guardano con un velo di compassione e pietà: sono malaticcia e mi ostino a scribacchiare cose che  loro non leggeranno mai e soprattutto non sapranno mai; i miei problemi con la depressione mi mettono sullo stesso piano di uno psicopatico, un Ted Bundy de' noantri.
No, non mi trovo bene con le donne. Sono invidiosa in senso positivo con quelle donne che hanno amiche da vent'anni. Non è nel mio destino. Pazienza.

P.S.
Nella foto mi paragono a Bette Davis: pure lei non è che se la passava meglio....

lunedì 22 aprile 2013

Dolce come una mandorla amara

Eccolo!!
E' nato il mio quintogenito!!
E' stato pubblicato da pochissimo, forse da minuti.
E subito voglio condividerlo con voi:)))
Ormai mi sto convertendo ad uno stile noir, in questo periodo mi sento pervasa da quelle atmosfere soffuse e misteriose. Se avrete voglia di leggere questo nuovo racconto, lo troverete sul sito Zeugmapad, nella "sala nera", per chi non lo sa, non si paga nulla è completamente free e ci sono moltissimi racconti di ogni genere.
Senza mai dimenticare le altre mie creature......ci mancherebbe!!!
E' anche grazie a questo blog e alla vostra vicinanza, che ho recuperato e migliorato la mia voglia di scrivere!
Aspetto le vostre visite e per chi vuole, anche i commenti. E non dimenticate di votarlo!!!!! Partecipa ad un nuovo concorso, mi raccomando, conto su di voi!
Ciao e grazie a tutti:))

P.S.
Il racconto nella sala bianca "Laggiù scorreva il fiume" è stato scelto per essere pubblicato in una raccolta.
Ne vado molto fiera:))
Potete leggerlo sullo stesso sito.

sabato 20 aprile 2013

Viaggiatori del tempo

Ieri, mentre ero intenta a scribacchiare sul pc, mia figlia mi chiama e mi dice:" Sai ma', non è che ho tanta voglia di dirti gli affari miei, ma c'è uno che m'interessa; uno che non è come tutti i soliti truzzi o quelli tutti omologati. Oh, ma' senti, a me piace, adesso ti faccio vedere la foto." Gira lo schermo del suo pc verso me e questo è quello vedo.
- " Bel tipo! Un po' grande per te, però se ti piace........ Ma che è un dark, un dandy; certo che è una gran bella foto, si occupa di fotografia forse?! Di musica? Sembra un cantante di un gruppo rock?"
- Mamma, questo si chiama Robert Corneluis, è figo eh!! E' perfetto per me, peccato che sia morto nel 1893."
Insomma questo uomo affascinante è stato l'autore del primo autoscatto della storia e a tutt’oggi il fascino tenebroso di Cornelius continua a riscuotere consensi, tanto che  è citato in diversi siti web dedicati a “fichi storici”.
Mia figlia sostiene che questo uomo sia un viaggiatore del tempo! Lei crede che esista una porta spaziotempo, che permette agli uomini di spostarsi a spasso nelle epoche. Certo che è un pensiero affascinante! A chi non piacerebbe?!
Come non ricordare le foto più note di questo fenomeno.
E' il 1940 e sulla destra un giovane indossa occhiali da sole di figgia ipermoderna, una t-shirt con stampa e sembra maneggiare una fotocamera.Non centra nulla con il resto delle persone.
Qui siamo nel 1929 alla prima di un film di Chaplin e una signora sembra parlare ad un cellulare.
Io credo sia un cornetto acustico.
Certo che Cornelius conserva un fascino non indifferente, confrontato a certi personaggi odierni che vengono spacciati per sciupafemmine o, peggio, ci si sentono, ci credono. Beati loro!
Io sono un po' meno stile "Voyager" di mia figlia, ma quanto mi dispiace che questo Cornelius non sia disponibile!!!!
Per una volta che gliene piaceva uno!!!!

lunedì 15 aprile 2013

Il nido dell'aquila

Sabato sono stata qui!
Questa è la veduta da una finestra !
Mi sembrava di essere di essere un aquilotto che si sporgeva dal nido.
Ma non vi sembra meraviglioso, ronzavano persino le orecchie perchè eravamo a 1000 metri
Per staccarmi da quella ringhiera ci è voluta tutta la mia volontà e anche una bella strattonata!
Ehh....ma io mi ci vedo proprio tra qualche anno, appollaiata come un falco, in un piccolo nido a rimirare il cielo e le montagne. Il mio buon ritiro credo sarà proprio lì!!

giovedì 11 aprile 2013

Un passo dopo l'altro

E' passato giovedì mattina.
Alle sette ero già sull'autobus strapieno, parte dai margini della periferia e porta a Termini, un bus jumbo con tre italiani a bordo: io, l'autista e una signora anziana. Attenzione: non sono razzista, è solo che tra borsoni buttati nel corridoio, ubriachi stravaccati su i sedili e rom che suonano e smanettano nelle borse, sembrava un viaggio nei bassifondi di una città del quinto mondo. Scendo a Ponte Casilino e cambio bus: trecento ragazzi con zaini che sbattono in testa, alle spalle, strettoie per i lavori metro e semafori in tilt. Quasi quasi scendo. Resisto, arrivo a destinazione. Numeretto, personale lentissimo e poi il reparto. Il viale è bello come lo ricordavo: gli alberi ancora più alti e folti, le fontane  immote gorgogliano, le lucertole immobili come le ho lasciate sembrano di pietra come le panchine. E' l'ultimo reparto dell'ospedale, il viale è lunghissimo, ho voglia di fermarmi al sole a guardare le lucertole, ma non posso. Arrivo, mi registro, aspetto. E' molto cambiato l'ambiente: più moderno, più privacy, le finestre aperte non mi fanno staccare lo sguardo dal parco. Un giovane in pile blu, occhiali da miope e barba incolta, lo scambio per un infermiere, è il dottore. E' simpatico, affabile, sorride, mi socchiude gli scuri perchè intuisce una mia fobia. Mi ascolta.
Non giudica, non dice l'odiosa e stupida frase: dai, c'è chi sta peggio!.
Riconosce un vissuto difficile e un presente arduo, non mi nasconde che non esistono magie o bacchette magiche. Mi dice:" Se lei ha il raffreddore, io le do un'aspirina; lei però poi esce con la pioggia e il freddo. Secondo lei guarirà?"
Mi è piaciuta questa metafora. Semplice, essenziale, chiara.
Domattina analisi, c'è un problema serio con la tiroide ma già lo sapevo e lui vuole essere sicuro di non combinare guai. Martedì di nuovo da lui con i  risultati.
Mi dice che dovrei essere più menefreghista, che sono troppo sensibile. Ma come faccio a snaturalizzarmi?
Gli voglio dare fiducia.
E poi voglio rivedere quel parco stupendo.
La giornata non è poi stata così male: una casa editrice mi ha proposto di pubblicare un mio racconto in formato ebook. Gratis!!!!!!
Me l'hanno chiesto loro!!
Da non crederci! Mi sono messa a piangere; mio figlio mi ha abbracciato.
Un passo alla volta. Ce la posso fare.

domenica 7 aprile 2013

Il lupo cattivo







 Giovedì
Giovedì 9 aprile
Ancora 3 notti e poi sarà giovedi
Vorrei che non arrivasse mai e invece arriverà malgrado tutto e  dovrò riaffrontare un percorso doloroso, corrosivo, che ho sperato con tutta l'anima di non dovere affrontare più.
Già l'anno scorso andai all'appuntamento col medico ma poi, incosciente e caparbia come pochi, ho disdetto tutti gli altri e ho fatto di testa mia.
Stavolta non posso. Vorrei davvero ma non è più possibile. Conosco bene le ferite inferte da questo male: sono invisibili, subdole, infide; si palesano a pochi e quei pochi neanche le riconoscono. Indossano maschere, travestimenti, ma sono come il pagliaccio IT: malvagio, crudele , mortale.
Mi dicono gli specialisti che sono le persone estremamente sensibili e dotate di una forte personalità le vittime preferite da questo male bastardo.
Che gioia! Come mi rincuora tutto ciò!!
Quindi se mandassi affa...o tutti quelli che mi stanno sulle scatole sarei immune! Sarei vaccinata se fossi tra quegli eletti che si spostano quando crolla e il mondo e ti scavalcano se stai rantolando stesa a terra.
Quanto vorrei essere proprio come quegli str...i!
Ne varrebbe la pena piuttosto di riaffrontare quello che "devo"
Perchè io devo.
Conosco talmente bene questo mostro che riconosco il suo respiro quando mi alita sul collo, quando la sera mi viene vicino e mi stringe la gola con le sue mani ruvide.
Ci conosciamo da anni io e 'sto bastardo!
Ha trovato un osso duro certo, ma tutto si logora e io non sono immune dalla fragilità.
Dicono pure, gli specialisti dico, che sono le persone intelligenti ad essere maggiormente colpite dal mostro.
E io che vorrei essere un'idiota!!
Si un'idiota, come quella poveraccia che a Pasqua cercava le lucette in chiesa.
Perchè non sono nata stronza e idiota?!
Perchè devo misurarmi con questa bestia che il giorno mi preme sul cuore fino a farmi soffocare e la notte ama tenermi compagnia?!
Arriverà giovedì e io sarò lì, nel bellissimo parco dell'ospedale, quello di cui ho persino parlato nel mio modesterimmo ( mio figlio fa il cretino a coniare questi termini) ebook, sempre perchè i medici sostengono che scrivere della bestia aiuta ad indebolirla; nel medesimo reparto a riparlare del male invisibile che si onora di mostrarsi solo a me.Comincio a pensare che gli esimi non capiscono un  @###@.
Mi ama, non può vivere senza me.
Se servisse fuggire
Se servisse sparire
Ma rimane incollato sulla pelle e nelle ossa ovunque io vada
Bastardo. Lo sai che io ti ucciderò vero?
Dammi solo tempo, ancora un po' di tempo ti prego e ti distruggerò come tu non sei riuscito a fare sino ad ora con me.

mercoledì 3 aprile 2013

Esseri spregevoli!

martedì 2 aprile 2013

NAZZANO, UCCIDE 4 CUCCIOLI MAREMMANO TAGLIANDOGLI GOLA E ZAMPE:


EARTH: INACCETTABILE,CHIEDEREMO
 IL MASSIMO DELLA PENA.
(OMNIROMA) Roma, 02 APR - Prima li ha uccisi tagliandogli la gola e le zampe, poi li ha gettati in un cassonetto. Per questo un egiziano di 50 anni che lavora come collaboratore in una fattoria di Nazzano di proprietà di un 85enne del luogo, in provincia di Roma, è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Torrita Tiberina per uccisione di animali. A segnalare la vicenda ai militari la Lega Antivivisezione. Allertato anche il servizio veterinario della Asl di Rignano Flaminio. Subito sono scattate le indagini dei carabinieri che hanno identificato l'uomo che si era vantato pubblicamente del gesto, asserendo di averlo compiuto non sapendo cosa farsene degli animali essendo la madre dei cuccioli morta. 
Nessun commento:  

A me mancano persino le parole, persino i pensieri non riescono a seguire un senso logico. Ma come sono queste persone? Hanno le fattezze di mostri o si mimetizzano in mezzo a noi? Hanno sangue rosso come quello che fanno versare o un fluido scuro  e nausabondo?
Esisterà una pena, una legge, un pubblico ministero, un giudice, qualcuno che lo sbatte a lavorare in una cava di travertino e sostituire manualmente una ruspa o basterà una pacca sulle spalle e una multa che non pagherà mai?
Sono giorni strani per me, giorni in cui non mi sento molto affine al resto dell'umanità e questo post mi ha convinto che forse non sono io quella del tutto stramba. 

martedì 2 aprile 2013

Beata beota

Venerdì scorso, il Venerdì Santo, come ormai da moltissimi anni, forse da sempre, sono passata a visitare i Sepolcri nella parrocchia del mio quartiere.
Avevo bisogno di un momento di profonda riflessione, di ricerca di una voce interiore e diciamo che l'ho cercata nel silenzio della chiesa priva di ogni luce, con i simboli cristiani coperti da panni viola, col tabernacolo aperto e posto su un piccolo altare laterale con sei lumini ad olio accesi, piccoli pezzi di pane e un calice vuoto.
Era una simbologia molto essenziale e suggestiva.
Me ne stavo seduta un po' in disparte profondamente immersa in alcuni pensieri, a fianco a me una signora aspettava il suo turno per confessarsi ed ecco una coppia sui 60 con due ragazzini tutti infiocchettati, incravattati e in tiro.
Il silenzio era quasi rumoroso e la domanda della donna appena arrivata si è sentita fino all'oratorio:" Eh......ma che mortorio.... manco 'na lucetta, 'du stelline. Ma che dopo le mettono? Magari tutte colorate?"
Alzo gli occhi perchè credevo parlasse con me, stava invece parlando con la donna in attesa di confessarsi che mi guarda allibita e risponde " Signo' il presepe l'hanno levato già da un pò, le lucette so' spente  da tempo. Sa com'è.... è morto Gesù Cristo"
- " E io che ho pure fatto li regazzini tutti carucci...! e che vedono mo'?! Nun ce sta niente... du lumini, du pezzi de pane. Ma che è?!!
E non riesco a tacere. Dovevo. Potevo. E invece manco li dentro.
- "Sa com'è.... E' stato proprio bravo il don... non le sembra per caso l'ultima cena?!!!"
Ma io dico...... Ma l'avrà visto una volta in tv Gesù di Nazareth, quello di Zeffirelli?  Gli avrà comprato l'uovo o il panettone a quei due mocciosi tutti leccati? E il Papa? L'avrà visto il nuovo Papa che si preparava alla via Crucis e mezza Roma era già bloccata.? E soprattutto: ma che c'è venuta a fà li dentro?!!!!
Non paga delle stro...ate che propinava a valanga continua a chiedere alla mia vicina di sedia:" Ma che se deve confessà? Non è che posso passà prima io perchè sennò li regazzini fanno tardi a comprasse il VI ( credo fosse WI o qualcosa del genere) che sennò che voi regalà a sta festa e devo pure annà  a ammazzà l'abbacchio? Che posso passà signò, che tanto pure che non me faccio la comunione che l'ostia nun me piace, vale lo stesso e dico pure i peccati de mi marito?" ? 'A Giovà, porta via li regazzini che s'annoiano, nun mettono niente, manco le statuette. Và va che jo dico io ar prete quello che fai"
La signora la guarda imbarazzata e stupita, sembra una candid camera. Le blocco entrambe.
" Vado io! Devo confessare un grave peccato di intolleranza!"
Ovviamente non ha capito e mi ha guardato brutto. L'altra sorrideva.