lunedì 27 maggio 2013

Case editrici

Mi serve un parere onesto e spassionato: che idea avete dell'editoria a pagamento? Pensate che sia tutta una presa in giro o  un male necessario per gli esordientei? Qualcuno di voi ha avuto esperienze di questo genere? Che informazioni avete sulla casa editrice Giovane Holden?
Personalmente credo che sia una fregatura, ma mi interessa il parere di altre persone.
Mi dite il vostro parere?
Grazie

giovedì 23 maggio 2013

Ci penso e ci ripenso........

Non riesco a dormirci.
Da quella specie di dialogo che ho avuto in cui mi si chiedeva perchè perdessi tempo a scrivere. Non è che non ci dormo perchè lei pensa che è tempo sprecato, non dormo perchè non riesco a credere che coloro che ai tempi hanno vissuto le leggi razziali antisemite, ora riescano a dire che forse era tutto falso, fumo negli occhi, propaganda. Se almeno sapessero cosa è la propaganda.
Come qualcuno di voi sa, quel mio scritto era dedicato al sopravissuto Shlomo Venezia: riuscì a tornare vivo dai SonderKommando, un viaggio all'inferno senza biglietto di ritorno, perchè "dal crematorio non si esce mai veramente". Sono queste le parole di Shlomo, costretto a lavorare nei forni e bruciare la sua gente, consapevole che quasi nessuno usciva vivo dal tremendo Kommando: lui fu uno tra la decina, una manciata di anime, che potè raccontare la sua storia e gli orrori.
Quando cominciai a scrivere quel breve racconto, avevo solo lui in testa, conoscevo la sua storia, la sua riluttanza nel rivelarla se non in età matura, persino la sua famiglia ignorava il suo passato; conoscevo ogni sua parola, ogni intervista rilasciata e così ho voluto idealmente far incontrare una figura forte e fragile come la sua con la presenza del poeta Fiore, che fu testimone a otto anni dell'ultima deportazione dal ghetto di Roma. E poi c'è Bruno, vittima tra le vittime, inerme, indifeso, vivo tra i morti, figura di fantasia che vuole onorare tutte le vittime. Un racconto di fantasia che ha molta più realtà di quanto il reale non racconti.
Vorrei che quella persona leggesse il racconto, si commuovesse come ho fatto io, si sentisse torcere l'anima pensando a quei nostri fratelli.
Ma lei non legge cose tristi. Anzi non legge proprio. E se lo leggesse mi direbbe:" Ma perchè l'hai scritto?" 
Vi posto l'incipit, io ho sempre i brividi quando lo rileggo. Forse ho la febbre,
 
Laggiù
scorreva
il fiume
 
 
Se comprendere è impossibile,
conoscere è necessario.
(Primo Levi)
 
Dicembre 1945
La notte era gelida. Sentivo la neve, caduta fino a poco prima,
scricchiolare sotto le suole sfondate dei vecchi scarponi senza lacci, di
tre misure più grandi dei miei piedi nudi. La terra era fredda, molto
fredda; il braccio che percepivo sotto la schiena non serviva a
riscaldarmi e neanche gli altri arti, schiene, pance o facce che mi
circondavano. Non era poi così strano; erano tutti morti, tutti quanti. Mi
ero ritrovato, senza sapere bene come, nel cumulo dei morti, quelli che
al mattino successivo sarebbero andati ai forni. Ero stanco, stremato
dalla fatica di una giornata nei boschi ricoperti di ghiaccio intorno al
campo; la legna da raccogliere pesava moltissimo e
dentro quella divisaa righe, ruvida e leggera, il freddo vento del nord
mi spezzava il respiroin gola. Al rientro, in fila mentre i soldati con i
K98 ci tenevano sottotiro, avevo iniziato a vedere tutto nero e cercato
istintivamente di appoggiarmi al mio vicino; un violento calcio alla
schiena mi aveva scosso come una tempesta, avevo fatto ancora qualche
passo poi mi ero accasciato sul suolo gelato. Avevano provato a
scuotermi a forza di calci all’addome ma proprio non ce la facevo a muovermi,
neanche a proteggermi; così ero rimasto lì, inerme, mentre
cominciavano a cadere i primi fiocchi di neve. Devono avermi creduto morto,
d’altra parte era difficile pensare che io fossi vivo. Parlavo, lavoravo,
 mangiavo ogni tanto, piangevo, ma questo non bastava, non era vita.....




Laggiù scorreva il fiume
per ZEUGMAPAD 

www.zeugmapad.it







lunedì 20 maggio 2013

Senza vergogna

Mia figlia lavora, per ora e per fortuna, in un grande punto vendita di articoli sportivi, scarpe, borse, abbigliamento e chi più ne ha più ne metta.
Giovedì scorso le commesse sono state messe in condizione di avvisare la direttitrice e quindi i Carabinieri, perchè un gruppo di ragazzi ben vestiti  che non lasciava presagire le loro intenzioni, nascondevano in una grossa borsa molti capi di marca, indifferenti alle telecamere di sorveglianza. I vigilanti li hanno fermati alle casse, visto che suonava e lampeggiava tutto e i Carabinieri li hanno portati via con tre macchine imponendogli di restituire o pagare la merce.
Il giorno dopo, uno di loro rientra con noncuranza in negozio, va alla cassa dove stava mia figlia e le dice di togliergli la placca antitaccheggio perchè così non riesce ad indossare le "sue" scarpe ipermarcate. Lei lo riconosce e gli dice che non può splaccare la merce rubata, lui risponde che il fatto era successo ieri e quelle scarpe, dal momento che non erano state messe a verbale  perchè nascoste in un posto dove non erano state trovate, sono sue a tutti gli effetti. Lei si rifiuta, lui si altera e usa le scarpe a mo' di " guarda che te la tiro", lei chiama la vigilanza che richiama un'altra volta i Carabinieri. Lo riportano via.
Così va' il mondo.
Senza vergogna.
Senza pudore
Oltre 5000 euro di merce rubata e ci si sente in diritto di farsi smagnetizzare un paio di scarpe che erano sfuggite alla perquisizione
Mi ha lasciato l'amaro in bocca
.


mercoledì 15 maggio 2013

Considerazioni.........

Dialogo  ai limiti dell'assurdo tra me e mia suocera:
- Ma che scrivi che stai tutto il giorno attaccata a quel coso lì..?!.( il pc) E non cucini quasi mai, nè gnocchi, nè lasagna..... Ma che racconti?!
-  Srivo perchè.....perchè non posso farne a meno. Perchè ho bisogno di farlo, perchè mi aiuta a vivere, perchè è come respirare ossigeno, perchè mi distacca dalla realtà e mi conduce dove voglio io. E' come respirare. Non potrei non farlo. Hai per caso letto qualcosa? ( domanda ironica e retorica)
- Chi io? Nooooo, io non leggo, che le cose brutte mi mettono ansia.
- E chi ti ha detto che sono brutte le cose che scrivo, certo non sono leggere,  scrivo di ciò che conosco. E io ho conosciuto la paura, l'ansia, il distacco, ma anche la passione, l'erotismo....
- Ah no, no. Io queste cose non voglio manco sentirle. Eppoi ho saputo che hai scritto qualcosa su Aushwitz, su quell'ebrei, che poi tocca vedè se era vero...... No, no, io 'ste cose voglio non le voglio nemmeno sentì, bisogna dimentica'.
- E' qui che sbagli. Non si deve mai dimenticare. Ti spiego: pensa se quando morirai tutti i "tuoi" parenti decidessero di cancellarti dalla memoria perchè il tuo  ricordo li addolora. Sarebbe come essere vissuti invano. Come morire due volte. Chi lo ricorderebbe delle tue lasagne, i timballi e le crostate. Certo il paragone è oltraggioso, ma tanto per fare un parallelo.....
- E no, a me mi ( non è un errore) ricorderanno per sempre perchè io sono stata sempre buona, una brava persona.
- Ma lo erano anche loro. E anche se non lo fossero stati meritano ugualmente di non essere dimenticati
- Si va be'! ma ti pagano almeno?
- No. Non guadagno nulla.
- E allora perchè lo fai?!

lunedì 13 maggio 2013

Sortilegio mortale....


Era pazza di lui. Ecco, questo è il termine giusto. Pazza sì, altrimenti 
non avrebbero senso tanti gesti che, solo in seguito, 
 avrebbero assunto il giusto significato di soprusi. 
 Ma in quei momenti Rita non si rendeva neanche conto 
che era diventata una vittima, una schiava, un gioco dell’uomo 
per il quale provava una passione estrema, disperata. 
Non ci può essere altro termine per definire quel sentimento. 
Era entrato in lei come un virus, come un batterio
 che s’insinua sotto la pelle, nei muscoli, nelle ossa e intanto distrugge 
il cuore e il cervello.
 I suoi occhi neri l’avevano scrutata fin nelle viscere già dalla prima volta: 
uno sguardo profondo, intenso, nero come lava fredda; le aveva
percorso tutto il corpo dai lunghi capelli corvini, alle sottili caviglie 
e i piedi eleganti soffermandosi a lungo dentro i suoi occhi d’ambra 
 come quelli delle tigri.
.....L’aveva trovato ad aspettarla fuori al locale, finito il turno. 
 Era notte,qualche gatto furtivo, la luce dei lampioni irradiava
 la pioggia che cadeva sottile e leggera; aghi luminosi che 
 entravano in ogni spazio scoperto del suo corpo. 
Stava proprio lì. Sotto quel lampione,indifferente alla pioggia 
che gli aveva inzuppato la camicia di lino; 
 un nuovo sguardo e non c’era più niente da capire. Uno
sfiorarsi leggero di mani e poi un bacio in cui fondersi 
e confondersi,
fino a non capire più dove finisce l’uno e comincia l’altra. 
Era già perduta in quella malia,
nella stregoneria che le avrebbe cambiato il destino...... 
 
http://www.zeugmapad.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=374:dolce-come-una-mandorla-amara&Itemid=641

giovedì 9 maggio 2013

E 'so' soddisfazioni!!!

Ieri è stata pubblicata la prima antologia nella quale è compreso un mio racconto!!!
Una grande soddisfazione:)))
E' usufruibile gratis per kobo: io non ce l'ho, chi avrà voglia di leggerlo mi dice cosa ne pensa?
Grazie:)))
http://www.kobobooks.it/search/search.html?q=euthalia

mercoledì 8 maggio 2013

Chi ha paura di me parte seconda

Stamattina tornando dall'abituale giro del mercato del mercoledì, incontro una mia amica, ci conosciamo da quando le nostre figlie facevano l'asilo, quindi circa vent'anni. Siamo entrambe molto riservate, ma quando c'incontriamo parliamo delle cose più personali che ci affliggono e delle cose belle che ci succedono
In breve comincio a parlarle di cosa accade quando si alza la testa e si guarda negli occhi quelli che credevano che potessi essere una pecora, un cane al guinzaglio, un burattino da maneggiare.
-" E' che tutti danno per scontato che a te, per quieto vivere, te stia tutto bene. Eppure te se vede dagli occhi quando sei in disaccordo. Io t'ho sempre letto dentro: forse non t'hanno mai guardata, o quello che vedevano je faceva paura. Me ricordo quando facevi azzittà la preside con uno sguardo!"
Eh si... A. in poche parole ha detto tutto
Dare per scontata una persona, dare per ovvio che pensi per stereotipi, gli stessi usati dai giudicanti. Sentirsi in grado d'imporre i propri intrecci mentali a tutti coloro che fanno parte dello stesso gruppo. Ma come si può credere di decidere dei pensieri degli altri?!
E pensare che è tutto scaturito da una stron..ta.
In pratica vengo additata per quella che apre il portone a tutti: una specie di portiera ubriaca insomma.
-" Eh ma sei non sei stata tu, allora chi è stato? Tizio fà quello che gli si dice, Caio non apre mai perchè noi  vogliamo così: sei stata per forza tu."
Il mio citofono non funziona e devo affacciarmi per vedere chi è, oltretutto da un pò ( capisci a me) non apro proprio più a nessuno: mio figlio mi fa uno squillo al telefono quando rientra.. Ho detto loro che dopo quell'esperienza infausta sono l'ultima a cui chiedere se apro il portone, anzi, magari se non avessero aperto quel giorno.......
L'ho detto prima con le buone, poi a brutto muso, poi mio marito ha detto a tutti i parenti di smetterla di prendermi sempre come capro espiatorio.
E il mare si è aperto.
E una coetanea che mi vede ogni tanto capisce tutto in due secondi.
Perchè alcuni contatti umani creano sinergie perfette, ed altri brutti corti circuiti?
Com'è che una persona con la quale ho incontri sporadici, malgrado una lunghissima conoscenza, mi legge dentro e queste persone mi vedono come il diavolo in convento?
Forse non lo capirò mai.
Speriamo che il mare si chiuda presto.

martedì 7 maggio 2013

L'evento del secolo

Ebbene si!! L'ho fatto!!
Ho sempre pensato che non sarei stata tra quelli, ma  ci ho voluto provare.
Meglio rimorsi che rimpianti, si dice così , no!
E allora mi sono iscritta a facebook, ho il mio bel profiletto e vedo che aria tira, tasto il terreno........
Se volete darci un'occhiata uso il nome che ho per i miei racconti.
Staremo a vedere........

Chi ha paura di me?!

Vi è mai capitato di vivere per anni incastrati in una maschera che non vi appartiene, e poi un giorno , strapparsela di dosso e mostrarsi per quello che si è davvero, con la propria forza, la propia dignità, la vera essenza del proprio io.
Bè a me è accaduto. Di recente ho avuto un moto di orgoglio: mi sono esposta, mostrato la parte più vera, la più forte.
Si sono aperte le acque come nel Mar Rosso. E adesso cammino da sola in mezzo alle onde.

domenica 5 maggio 2013

Il terrore del branco

Come ho già scritto qualche altra volta, sono molto sensibile al fenomeno del bullismo. Quello esplosivo , visibile, violento, che stravolge il fisico e la mente di chi lo subisce e quello sotterraneo, subdolo che s'insinua nella pelle e arriva dritto al cuore lacerandolo.
Il branco può uccidere. Se non fisicamente, psicologicamente è sicuro. Ho avuto modo di conoscere ragazzini distrutti da questo fenomeno, i genitori alla fine hanno lasciato la città, la regione. La mia migliore amica ha lasciato Roma per rifugiarsi e rifugiare suo figlio dalla violenza inaudita che ormai non erano più in grado di sopportare. La colpa del ragazzino era di essere un po' grassottello, poco agile e, purtroppo, estremamente sensibile. So che M. sta un po' meglio ora. Non si fida dei coetanei, ma sta cercando di tornare a vivere.
Questo racconto che è stato pubblicato oggi da Zeugmapad l'ho scritto almeno cinque anni fa dopo un incontro al commissariato di zona dove la mamma di M. cercava di far capire la disperazione del ragazzino e la loro di genitori. Arrivarono a picchiarlo a sangue e qualche giorno dopo raccolsi lo sfogo di M. Era terrorizzato e furioso; covava un odio bestiale, lo stesso con il quale veniva trattato da molto, troppo tempo.
.E' un racconto estremo.Non lascia scampo.
E' la legge del branco, del lupo alfa. E' un racconto di fantasia, ma cela la disperazione di un ragazzino che porto nel cuore e che è dovuto fuggire dal lupo cattivo.

sabato 4 maggio 2013

Fantasmi......!!

Ieri sera mia figlia stava guardando sul suo pc tutte le foto che aveva fatto a Parigi quando andò con alcune amiche come regalo per la maturità. In dieci giorni girarono parecchio, in particolare il Louvre e Versailles.
Il giorno che visitarono Versailles fece moltissime foto: è appassionata di opere d'arte e non si staccò mai dalla macchinetta; fù affascinata da un mobile e lo fotografò, mi disse dopo, a Roma, che un raggio di sole entrava dalla vetrate e lo attraversava nettamente e lei pensò che la foto sarebbe venuta sfocata. Tornarono nel residence e si mise al pc per scaricare le foto e lì le tre ragazze sobbalzarono. Ecco la foto.
Lo vedete? Riuscite a vedere quello che videro le ragazze e poi io a Roma? Adesso ve lo faccio vedere meglio, come Irene lo ha evidenziato.
Lo vedete il volto chiaro incorniciato dalla lunga parrucca tipica del Re Sole?
Non so voi, ma le ragazze rimasero molto impressionate, mia figlia già crede alle porte spazio-temporali, pensate un pò a questo!! Irene dice che Re Luigi era scocciato che tutta quella gente gli gironzolasse dentro casa senza rispetto alcuno e comunque questa foto le ha lasciato una sensazione di turbamento.
Qualche giorno dopo il rientro contattò il dottor Massimo Polidoro del CICAP, mandandogli tutte le foto.
Ovviamente lui rispose che era solo un gioco di luce, ammettendo l'autenticità delle foto, ma sul sito di Polidoro si scatenarono una marea di commenti, tutti increduli di fronte al viso di Re Sole che guarda la folla dal suo comò.Qualcuno disse che altro che Re Sole, quello era Belzebù!!
Mi ha chiesto lei di fare questo post: vuole sapere cosa ne pensate.
Io un volto lo vedo, credo che sua Maestà fosse un poco scocciata quel giorno!!

giovedì 2 maggio 2013

Non ero così anch'io, vero?!!

E mi è toccato partecipare ad un'altro compleanno.
Ossignore,qui nel mio condomio a gestione famigliare ( la famiglia è quella acquisita) si festeggia qualsiasi cosa: mesiversari di fidanzamento di adolescenti brufolosi, onomastici di persone che si chiamano con nomi numerici (Primo,Secondo....),nozze d'oro,d'argento,di carta, di domopack, si festeggiano le pensioni, quelle d'invalidità e quelle di vecchiaia e ovviamente tutti, ma proprio tutti i compleanni. Martedì sera, si sera cioè una cena, si è festeggiato il primo compleanno di una bimba. A un anno, mentre lei dormiva da più di due ore, oltre 70 persone mangiavano come macine per festeggiarla. Come è ovvio non mi sono inserita nella mischia delle zie/cugine/parenti varie tutte in tiro, sandali gioiello, cotonature a cuppolone  odorose di lacca, abitini succinti e porchetta che spunta dai denti. Stranamente non mi girava come sempre,da qualche giorno sono come anestetizzata (non sto prendendo farmaci,tanto per chiarire) e ho deciso di lasciarmi i jeans più vecchi che ho, capelli spettinati come sempre,anfibi, ma mi sono messa una maglia molto scollata. Il commento che ho sentito appena girate le spalle è stato se mi fossi rifatta. Detto da chi  si è rifatta non solo il seno, ma anche un lifting completo e un trapianto di capelli. Và beh...!!! Ma l'ho fatto con l'intenzione di far parlare e non sempre in maniera negativa:))  Ho preso una pizzetta e me ne sono andata in mezzo ad un branco di ragazzini urlanti. Questi ragazzini che urlavano come gibboni impazziti erano tutti vestiti con scarpe nuove e camice bianche, i maschi, e le femmine con abitini tipo prima comunione; Il luogo, la location per i più sofiticati, era la taverna del condominio e il vicolo privato. Il gioco era un pallone. Ovviamente in meno di 10 minuti i ragazzini erano tutti sudati come piccoli maiali e sporchi come i medesimi nel trogolo. Ed eccole, le mamme che stavano tritutando porchetta, frittate, pizze salate e lambrusco, indaffarate a parlare sempre e solo dell'assente di turno, arrivare ondeggiando su tacchi stiletto, con il mento unto di qualcosa di commestibile urlare:" Ma che stai a fà?! Porti la camicia bianca, te possino acciaccà!!! E te sei tutto sporcato, ma nun te poi 'sta fermo!! E le scarpe nuove, tutte scorticate!! E te, la borsetta dove l'hai ficcata?! Te sei smontata tutta l'acconciatura e te sei sporcata la gonnellina bianca. Ma possibile che sei così zotica?!!"
Meno male che io non sono più una giovane mamma, ma non mi ricordo nemmeno una volta di aver messo qualcosa di bianco ai miei figli e per poi sgridarli che si erano sporcati. E la lavatrice? L'hanno inventata grazieaddio!! E mettergli una tuta di cotone e lasciarli giocare in pace? E lasciare le femmine libere di essere maschiacci senza l'assillo dei capeli e dell'outfit  tutti i costi? E magari togliergli dalle mani le maxi bottiglie di Cola bevuta a garganella in quantità smodate? E magari smettere dieci minuti ogni ora di muovere le mascelle per masticare o spettegolare e controllare che non si sono scapicollati nel giardino di fianco o non stanno prendendo a calci i gatti? E smettere di parlare un nanosecondo di pappe, poppate, pannolini ,dentini, travagli, epidurali che magari non interessa a tutti e mentre si mangia non è il massimo della finezza e in fondo lo sanno tutte le femmine presenti come si partorisce e si svezza un bambino; e voi maschi la smettete di stare attaccati a quel cellulare, a guardare le macchine parcheggiate come fossero fotomodelle e parlare solo di pallone?!!
Tra venti giorni ho un'altro compleanno: nessuno si è accorto che dopo un po' me ero andata; magari non si accorgeranno nemmeno se non vado per niente:))
P.S.
Madre, nella foto, è il mio personaggio preferito. Certo lei ha come figlio Jean Claude........, ma pure io che mi devo sorbire tutta 'sta gente.....