sabato 29 giugno 2013

Tutto torna


Qualche giorno fa stavo leggendo e insieme ascoltavo il tg: la notizia diceva che dopo alcuni anni di reclusione un sacerdote ha chiesto di essere ascoltato in Procura per fatti relativi alle sue incriminazioni, mentre il giornalista leggeva la notizia ha nominato anche l'oratorio del il mio quartiere, che insieme ad altri sette, sono stati citati in causa dall'ex prete per fatti di pedofilia tra preti e minorenni, e all'improvviso tutto tornava!!
Quindici anni fa mia figlia frequentava l'oratorio per poter fare la Comunione, tutti i suoi amici si fermavano anche per molto tempo finito il catechismo e ci andavano regolarmente quasi ogni giorno. Io avevo delle strane sensazioni: troppi adulti, troppi educatori per correre dietro una palla, troppi uomini in mezzo a ragazzini: mi confidai con la mamma di una sua compagna e  scoprii che anche lei aveva delle remore a mandare la figlia oltre al regolare catechismo, ma la più restia era la madre di un maschietto, per altro molto devota, ma poco propensa a mandarlo a giocare lì. La prima cosa che m'impressionò fu il bullismo feroce che v'incombeva , le bestemmie dei ragazzini si sentivano fino nel bar e nessuno li riprendeva mai: nè educatori, nè sacerdot, nè suore. Subito dopo la comunione iniziarono i campi estivi e già pensavo a quale scusa inventare per non mandarci mia figlia, ma lei mi stupì: mi disse che per nessun motivo sarebbe andata a passare qualche ora in quel posto; a fne estate scoprii che neanche gli altri due ragazzini ci erano voluti andare. Non si poteva fare nulla di serio, quelle che avevamo erano solo sensazioni, sfumature, dubbi, che sarebbero potuti sfociare in diffamazione e calunnie. Subito dopo fece il catechismo per la Cresima e bisognava trascinarla come un cane al guinzaglio, praticamente s'inventava ogni malanno possibile; finita la Cresima non passò neanche più su quel marciapiede. Lo evita anche ora.
Adesso è tutto chiaro: un giro di prostituzione minorile tra preti e ragazzi di strada.
Chissà in quanti sapevano, in quanti facevano finta di niente, chissà se ragazzini hanno subito delle avances.
Eppure il loro "Capo" era stato chiaro: se guardi con occhi concupiscenti un bambino, meglio che ti cavi l'occhio piuttosto che venir giudicato da Lui. Ma lo ricorderanno che Li vede e legge nei loro cuori?
E soprattutto, perchè portano quella croce che io reputo sacra e loro la oltraggiano solamente?
Oggi ho visto l'arresto del prelato che ha una casa di 400 metri quadri e veniva chiamato "Don 500", perchè maneggiava  solo banconote da 500 euro.
Che tristezza.
Era un Uomo vero quello che viaggiava in groppa ad un asino e mangiava erbe e locuste nel deserto; non era un personaggio da fumetto.
Gran parte di quello che dice la Chiesa, Lui non  l'ha mai detto.
Ma che sia il caso di  rimandarli in seminario?!!

venerdì 21 giugno 2013

Ma sarà mica vero che l'estate rende folli?!!

L'enorme centro commerciale dove lavora mia figlia è spesso centro di situazioni tanto incredibili, quanto umanamente reali.
Visti gli orari da minatore che sta facendo, ci vediamo pochissimo e domenica sera mi dice che era successo qualcosa di grave, che nessuno dei dipendenti aveva ben capito. Mentre era in cassa aveva visto entrare di corsa 4 Carabinieri, siccome ci è abituata vista la mole di taccheggiatori, non gli ha dato peso più del dovuto; però si sentivano le sirene di altre auto arrivare e intanto si apprestava  affannato un cliente che le chiedeva di farlo passare avanti nella fila perchè doveva seguire i Carabinieri in caserma per la deposizione. L'ha fatto passare e intanto da un'altra entrata ha visto portare via un uomo e una donna adulti. Oramai l'esperienza le ha insegnato che i taccheggiatori non hanno sesso, età, etnia, rubano e basta. Ma le era rimasta una sensazione strana, che non fosse stato un furto come tutti gli altri. Poi ieri sera mi ha spiegato.
Nel parcheggio all'aperto iperassolato ( ce ne è anche uno al coperto, ma evidentemente le intenzioni erano altre) era stata notata una vecchina chiusa in macchina, siccome il tempo passava e la signora cominciava a stare male visti i finestrini chiusi, altri clienti hanno chiamato i Carabinieri e l'ambulanza. In breve: la signora ha 91 anni ed è malata di Halzheimer, la badante e il marito di quest'ultima se ne stavano allegramente a far spese consci della poveretta che si stava cuocendo come un pollo nel forno, i paramedici le hanno dovuto praticare delle cure immediate prima di ricoverarla. I due sembravano stupiti del fatto che non si può parcheggiare un essere vivente sotto il sole come fosse un pacco.
P.S.
Il web è molto bello, ma come la vita vera è frequentato anche da persone che parlano tanto per far respirare la lingua. Sentirmi dare della contapalle da chi non mi conosce, non solo mi offende ma al contempo identifica chi compie il gesto nel modo più giusto.
Pertanto rendo noto che la notizia è pubblicata su Leggo del 20 giugno alla pag. 27, per chi non è di Roma la troverà facilmente su Leggo online.
A buon intenditor........

lunedì 17 giugno 2013

Ma c'è davvero 'sta crisi?!!!

Se c'è una cosa che io detesto fare, è andare al centro commerciale per lo shopping. Rifuggo come la peste queste occasioni; sabato però sono usciti i quadri di mio figlio e domenica non mi sono potuta nascondere e sono dovuta andare in una specie di Mirabilandia per adulti per cercare un videogioco che desiderava da tempo. Questo centro commerciale è kitsch da paura: obelischi in finto lapislazzulo e malachite ( come da foto nel caso qualcuno dubitasse), marmi più o meno pregiati, lampadari tipo Reggia di Versailles, ogni negozio ha la sua musica in base al target e nelle gallerie, nelle scale, nel parcheggio, c'è sempre la musica a palla che nel caso non entri in nessun negozio, ti perseguita comunque.  Eppoi ogni tipo ristorante invade l'ultimo piano: dal tirolese con tanto di strudel, al pesce crudo, all'immancabile Mac. Una folla oceanica mi avvolge: chi ciabattando in canotta e bermuda tipo lungomare Stella Polare- Ostia Lido, chi in minigonna, trampoli e pailettes modello discoteca a Cesenatico e i bambini scatenati che si arrampicano come gibboni pure sulle scale mobili, o sul monopttino mentre cerchi di evitare quelli che sembra che neanche ti vedeno o giocano a pallone lungo le gallerie in marmolucidochepiùlucidononsipuò.
Io ammiro chi si trova bene in questa bolgia, significa che è adattabile; personalmente non riesco a sopportare più di mezz'ora dall'entrata nel parcheggio, all'uscita. Dunque, avanziamo come un piccolo gruppo di soldati scelti: io cerco nella piantina dove si trova Game Stop, mio marito si orienta in mezzo ai nemici e Dario ripete come un mantra il titolo del gioco. Troviamo il negozio dopo 3 scale mobili e una mezza dozzina di gallerie tres chic, loro entrano nel negozio che per i miei gusti è troppo pieno: tutti gli adolescenti hanno avuto la stessa idea di Dario, mi accorgo che alcuni genitori hanno speso oltre 150 euro di videogiochi per una promozione; mi siedo in una panchina finto marmo, finto ricco, finto chic e mi guardo intorno: ogni singolo individuo ha almeno 4 shopper pieni, in questo centro commerciale le griffe solo molte, non è tra i più economici: Hollister, Footloocher....., a  proposito nel primo citato la vigilanza fa entrare le molte persone in fila un po' per volta; e poi smarphone come se piovesse, wii, insomma diciamo che qui dentro la crisi non c'è o non ci sono le persone in crisi. Finalmente, dopo un tempo che mi sembra interminabile, escono da li' dentro: si è preso un gioco usato, è parsimonioso il giovane. Posizione testuggine, ci apriamo un varco tra la massa oceanica ipnotizzata da vestiti, colori, patatine; schiviamo dei tizi sul quel ciclo assurdo a due ruote che si muove come un ubriaco, schiviamo quelli che ci vogliono vendere ogni genere di contratto e di macchina per il caffè, evito gli ascensori per non fare fila. Mio marito apre il contingente, Dario ci copre le spalle, ritoviamo la macchina in B1 livello1 piano meno1, schiviamo la gente che passeggia pure nel parcheggio sotterraneo leccando gelati, dribliamo i soliti che entrano contromano e finalmente.......liberi!!!!!!
Insomma, non mi è parso che le persone fossero a corto di soldi, sarà un caso, sarà che si preparavano tutti per partire per le vacanze ( appunto...), ma ieri, li' dentro, volavano via centinaia di euro per qualunque cosa.

venerdì 14 giugno 2013

Volare............

 Franco Migliacci e Domenico Modugno si erano conosciuti al Centro Sperimentale di Cinematografia, volevano fare entrambi gli attori, invece Modugno un giorno chiede all'amico:
- Prova a scrivere un testo...
- No, non mi va, non lo so fare...
- Ma fai come ti pare, che ti devo di’? Che fai domani? Vogliamo andare al mare? Eh? Andiamo a Ostia alla Vecchia Pineta? Ci facciamo uno spaghetto?
- Ma come ci andiamo, col trenino?
- No, ti vengo a prendere io, ci vediamo a Piazza del Popolo da Rosati alle 10, ok?
- E daje...
Ma Modugno un po’ sòla lo era, ciàvevadulire, la maghina, al mare c’era andato con una ragazza, giustamente, che poi pensate è diventata sua moglie, non avvisa Migliacci e quindi gli da buca e siccome non c’erano i telefonini, (un altro po’ non c’erano nemmeno i telefoni, i numeri di Roma erano a 5 cifre, ora sono di 9), Migliacci lo aveva aspettato per ore, alla fine si rende conto pure lui che Modugno non sarebbe più passato, tu pensa i baristi che lo prendevano in giro:
- A Fra’, Modugno non viene, quello al mare ci è andato co’ Franca, dacce retta, vattene!
- Dite?
In tasca aveva 300 lire, se ne va da Buccone a Via di Ripetta, si compra un tavernello di Chianti a 300 lire e se ne va a casa sua, in Via Vittoria: “così mi sbronzo e non ci penso a quel cafone!”.
Voi capite che con un chianti a 300 lire senza mangiare niente, ti ubriachi e svieni in branda. Solo che Migliacci davanti al letto, già schicchissimo, aveva due riproduzioni di Chagall attaccate al muro: "La femme au coq rouge", con il gallo rosso che vola nel cielo blu, e "Le peintre et son modelle", col pittore che ha la faccia dipinta di blu. Quando si sveglia schiumante di tavernello, vede queste due stampe, e lì vennero fuori le prime parole "Di blu m' ero dipinto per intonarmi al cielo, lassù nel firmamento, volavo verso il sole, e volavo felice più in alto del sole, e ancora più su, mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù, volavo nel blu, dipinto di blu". Insomma le parole di un uomo ubriaco con una boccia di Chianti.
La sera torna Modugno e gli chiede:
- ‘a sòla, ma dove t’eri cacciato?
- Ah io? Io? Tu piuttosto, te pozzino! Comunque guarda che ho fatto, tiè!
E gli da il testo di “Nel blu dipinto ti blu”! Modugno dice “sarà un successo enorme” e se avete notato il testo era all’imperfetto, volavo! Per mesi litigarono su tutto, le parole, per esempio “trapunto”, che Migliacci voleva cambiare perché la sentiva vecchia e Modugno gli spiegò che “Tu devi essere al servizio di un cantante e io ti dico che quella parola io la canto benissimo". Mancava ancora il refrain, ma ecco il vento, sarebbe proprio il caso di dire, dell’arte. Un giorno mentre Modugno scriveva la musica, un fortunale spalancò le finestre di casa sua, gli infissi non erano certo quelli di oggi, lui si affacciò e urlò felice “VOLARE OH OH”, coniugato all’infinito, ma vi rendete conto?
Vi chiederete il perchè di questa lunga storia: una notte insonne e un canale tv di quelli sconosciuti .
La storia di una delle più belle e immortali canzoni.

J have a dream......

Potrei usare il passato, ma ho fiducia nel futuro
Potrei usare il futuro, ma nel cassetto potrebbero fare la muffa
Mi piace il presente, vivo il presente, stiamo tutti lavorando di gran lena perchè non si trasformi in un verbo al passato.
Sono sicura che diverrà realtà, presto. Ne ho già assaporato il gusto, il profumo, sfiorato l'emozione che mi suscita, ho lasciato vagare lo sguardo per il lungo e il largo dei confini e anche oltre.
Parafrasando una vecchia canzone si potrebbe osare:" Lasciatemi sognare, con i piedi a terra" ( non dico essere italiano perchè già dissi di voler fondare la Svervegia eppoi l'Italia proprio non fa per me).
Sogno.
Con gli occhi aperti, i piedi a terra, i castelli in aria li lascio a chi ha tempo da perdere in disquisizioni inutili.
Sogno, è vero.
Ma ho già toccato il  sogno.

Chiamale se vuoi emozioni

Quando apro le ante del mio armadio, il profumo di lavanda mi sommerge: mia nonna, mia madre mi hanno lasciato questo gesto. Ma il cervello non discrimina quale ricordo prospettare alla memoria e insieme alla lavanda ecco un passato difficilimente gestibile, se non impossibile, tornare come le onde della marea ogni volta a graffiare un pò di più. L'uomo è un animale che si abitua a tutto. Ma quale eminente filosofo ha detto questa emerita stronzata?! Si DEVE abituare, se non vuole morire. C'è chi si è abituato alla violenza, a compagni picchiatori, a campi di sterminio, a malattie che non lasciano scampo. Ci abituiamo certo. Oppure molliamo la presa e ci lasciamo trasportare via dal primo zefiro prepotente e scivoliamo senza più peso nel nulla. A volte mi domando quale sia il punto di rottura. Quello del non ritorno. Mi è parso molte volte di navigarci dentro, remando forte controcorrente, ma sono sempre tornata a riva. Non era il punto di non ritorno. La mia è una età particolare, i bilanci stanno sempre dietro l'angolo: troppo tardi per ricominciare da capo, troppo presto per pensare ad una pace senza pù scossoni; e poi io sono inquieta, fragile, a volte violenta nelle esternazioni. Mi risuona nelle orecchie un detto paesano che mia madre ripete spesso:" Tutti li morti se li piagne Marta e Marta chi la piagne quanno è morta." Mi capita di sentirmi come Marta: ci sono per tutti, ma se ho bisogno di qualcuno, quel qualcuno è evanescente, un fantasma avrebbe più consistenza.
Mia suocera 2 mesi fa è caduta, l'ho soccorsa, fatte prime manovre di sicurezza, chiamata ambulanza, accudita per giorni e poi ancora oggi si lamenta perchè è scossa e ansiosa. Le ho detto in tutti i modi che a 81 anni è facile cadere, fortunati a non farsi niente, e invece sta sempre a lamentarsi. Ho un malore io, arranco da sola all'ospedale, dopo infinite ore mi prospettano una recidiva di tumore all'ipofisi e mi sento dire se posso comprarle il latte il giorno dopo. L'ho comprato. Sto decidendo se voglio farmi curare. Ne ho piene le scatole. In famiglia mi costrimgono a decidermi ad andare dallo specialista. A me non va. Voglio stare in questo limbo fatto di domande, come tutta la mia esistenza. Voglio prendere il giorno buono in cui faccio 1000 cose e lasciarmi portare nell'incoscienza dei giorni bui; voglio leggere e scrivere nei giorni buoni, come oggi nei quali riesco a non essere dislessica e fare giochini online scacciapensieri nei giorni brutti.
E' questo il punto di rottura? Quando comincio ad essere indifferente? Quando nel profondo il vulcano in ebollizioni da lustri, per assurdo, da' segni di quiete?
Sto scrivendo solo per me. Come un diario. Un diario che una volta mi fu aperto di nascosto e dopo venni presa a schiaffi perchè c'era scritto che facevo l'amore con un ragazzo. Riempii una pentola di ferro con tutti i miei scritti e accesi un fiammero: giurai a me stessa che avrei tenuto tutto celato dentro me. Il bello è che quello che bruciava davvero non l'avevo scritto. Non ci riesco ancora oggi.
Vi prego di non commentare.
Non sono stata capace ad impostare questa possibilità.
Non ho voglia di sentirmi giudicata ancora. Vedrò la vostra vicinanza dalle statistiche.
Per ora va così. Ho bisogno di riflettere.

giovedì 6 giugno 2013

Ve l'avevo detto....

Dunque, ecco i fatti: domenica avevo scritto un post nel quale dicevo di aver bisogno di una pausa, stanchezza, poca concentrazione, difficoltà a trovare le parole, elaborarle e poi scriverle senza troppi errori. Bene. Lunedì mattina il disastro.
Stavo chinata davanti al sottolavello del bagno a riordinare col telefono in mano, d'improvviso un capogiro violento mi fa cadere sbattendo la schiena addosso ai sanitari; mia figlia all'altro capo del telefono dice:" Ma', che te sei 'ncollata? E' caduto mezzo mondo!!" Cerco di mantenere il sangue freddo e le dico che sono scivolata e riattacco. Mi alzo, faccio pochi passi e mi sembra di stare sul ponte del Titanic, la testa rimbomba, il pavimento balla, nelle orecchie sento il battito che mi rintrona: ricado, sbatto la nuca e forse svengo. Quando sono di nuovo vigile cerco il telefono ma non riesco a mettere niente a fuoco, dopo un po' comincio a telefonare: mio marito è irraggiungibile e  comunque sta lavorando fuori Roma, mia figlia ha attaccato a lavorare e il cell. sta nello spogliatoio. Mi rendo conto di non riuscire a parlare e penso ad un ictus, nel frattempo il maremoto in casa e nella testa ha raggiunto un'intensità caotica. Cerco un taxi parlando a fatica ma c'è lo sciopero degli autobus e quindi non ci sono macchine disponibili. Chiamo il mio dottore e mi dice che sono ansiosa, trovo la forza di mandarlo a quel paese. Finalmente, dopo mezz'ora trovo un taxi e vado in pronto soccorso. Cammino come un'ubriaca, mi sorregge un infermire che mi parla ma non capisco cosa diavolo dice. L'ago cannula non riesce a tirare il sangue e devono fare il prelievo per gravitazione: epperforza!!Ho la pressione 35 su 50. Scarsa ossigenazione, anemia,  ecg impazzito, afasia, uno stato di rincoglionimento totale e disidratazione. Mi attaccano alle flebo e fanno una tac alla testa d'urgenza.Il medico mi deve ripetere tre volte la stessa cosa prima che io capisca, meno male che, malgrado i cinque codici rossi che gestisce, ha la pazienza di spiegarmi. Diagnosi: shock dovuto a grave calo ipotensivo.
Mi dice che se avessi preso un ansiolitico come prescritto dal mio medico, propabilmente mi sarebbe venuto un collasso letale, per una volta è contento di una paziente disubbiediente! Dopo sette ore in osservazione vengo dimessa con tutte le raccomandazioni del caso: niente caldo, niente fatica, non abbassarmi chinando la testa, bere molta acqua e una visita endocrinologica d'urgenza.
Ma l'urgenza con il servizio sanitario che abbiamo prevede novembre come prima data.
Non dite che non vi avevo avvisato: ve l'avevo detto che non mi sentivo bene!!!!

P.S.
Se ci sono troppi errori di battura abbiate pazienza, la tastiera ha vita propria e ogni tasto balla la salsa!!

domenica 2 giugno 2013

Il nodo

Non riesco a concentrarmi, faccio fatica a scrivere, cosa per me impensabile.
Faccio fatica anche a leggere. Credo che mi prenderò una pausa.
Solo una pausa però!! Una pennichella ecco.......!
Appena si scioglieranno i nodi, tornerò.
A presto e un bacio!!