lunedì 30 dicembre 2013

La mia prima recensione ( e non a pagamento)!!!

E mica me l'aspettavo!!
Un fulmine a ciel sereno, un herpes quando meno te lo aspetti: vedo un post e la copertina del mio romanzo: penso a chi può averlo postato e invece è una recensione!
Primo pensiero: sarà taglente come una katana? Mi inviteranno gentilmente a dedicarmi all'uncinetto? Scriveranno che sarebbe stato meglio usare tutto il tempo che è servito per opere umanitarie tipo zappare i cachi?
La leggo, non la leggo, la leggo...col cuore in gola.
Accidenti ma è ottima!!
http://billthatkill.blogspot.it/2013/12/la-colpa-di-chi.html#more

Grazie a chi ha usato il suo tempo per recensire una perfetta sconosciuta e usare parole perfette per descrivere fatti, personaggi che ormai considero reali.
Sono felice!

 

giovedì 26 dicembre 2013

La sottile arte del riciclo





Oggi è il giorno in cui  tradizionalmente  si fa il bilancio di cosa è stato il Natale appena trascorso. Allora, ieri ci siamo sfondati a pranzo fino alle 4 di pomeriggio, e dopo un po’ ci siamo intristiti come una domenica pomeriggio dopo le 5. Oggi aria nuova,dopo l'ennesimo pranzo con  gli avanzi dei bagordi  (è riciclo pure quello) si butta tutto, le cartacce dei regali, al riciclo per favore, e si fa la cernita dei regali da cambiare. Primi tra tutti gli oggetti per la casa: schiaccianoci, cavatappi, sottobicchieri, assurdi oggettini made in China  brutti, ma talmenti brutti, aiutame a dì brutti che  vanno portati in parrocchia subito; capi d’abbigliamento con colori sbagliati: senape, lavanda, tortora, fucsia per il marito che viene quasi obbligato a sembrare più giovane, perizomi che nemmeno la Raffaella Fico indossa ( và bè... certo che non li indossa...), cravatte in materiale sintetico altamente infiammabile che inducono all'impiccagione, si provano a cambiare domani 27, i negozi sono aperti, se vi dicono no, lo portate in parrocchia per i terremotati, che li butteranno non appena li vedono. I libri, se vi hanno fatto la dedica, strappate la pagina e lo riportate indietro e non se ne accorge nessuno, cercate di prenderne uno un poco più caro, così il libraio non fa obiezioni e non controlla se per caso avete strappato la pagina con la dedica. Se vi hanno regalato un cd brutto, vuol dire che avete sbagliato a invitare una persona che ancora regala i cd e quindi ve lo tenete apposta e glielo ri-regalate tra due anni, quando non esisteranno più! Se vi hanno regalato un profumo brutto, cattivo, non un classico, ma uno di quelli nuovi, massima attenzione: dovete fingere il gradimento più profondo e fate finta: "Ma non mi dire che mi ha regalato Eau de Zampon, mamma mia, non sai quanto lo volevo, grazie!”. E lo mettete via senza aprire il cellophane, altrimenti non ve lo cambiano più! Domani lo cambiate con Midnight Poison aggiungendo una piccola differenza. Anni fa una parente acquisita mi regalò un orrido orologio in vetro delle serie brutto, ma brutto aiutame a dì brutto!! Ho finto un'emozione profonda e un gradimento persino esagerato, l'ho relegato per una decina d'anni dietro una quintalata di suoi fratellini in attesa di adozione e il Natale scorso gliel'ho rifilato di nuovo con un sorriso demoniaco sulle labbra: alla figlia è piaciuto, ce l'hanno ancora in bella vista in soggiorno!! 

giovedì 19 dicembre 2013

Speciale Kazzenger!!!

 

Stasera Speciale Kazzenger in diretta da casa mia!!
Dopo aver indagato a lungo se ci sia una relazione tra il Ratto delle Sabine e Topo Gigio ed estenuanti  disquisizioni se il Triangolo delle Bermude si può indossare al posto del perizoma, stasera Roberto Giacobbo, i detective di C.S.I e the Mentalist sottoporranno la mia lavatrice alla macchina della verità per farle rivelare in quale dimensione spedisce le decine di calzini che ci butto dentro e ritiro fuori SEMPRE dispari: che la mia lavatrice sia in grado di generare la quinta dimensione?!! Non perdete Kazzenger " La lavatrice del mistero"!

martedì 17 dicembre 2013

Un piccolo assaggio




Persa in pensieri così profondi non si è quasi resa conto di essere giunta davanti casa, apre in fretta il portone e la porta . Il corridoio è buio, s’intravede solo la luce azzurrina della televisione accesa in soggiorno, le finestre devono essere rimaste chiuse tutto il giorno perché l’aria è pesante, quasi rancida: effluvi di sesso, di sudore e di vino impregnano ogni centimetro. Si toglie la giacca di maglia grigia e l’appende all’attaccapanni dell’ingresso “ Mamma, sono tornata. Accendo il forno e preparo subito la cena per noi.” Meglio non dire a Dori che il cibo è di Lea, non l’ha mai sopportata, sarebbe inutile sprecare il fiato a spiegarle che non sono avanzi del pranzo ma che Lea ha preparato la cena apposta per loro due. A volte una bugia  può risparmiare un travaso di bile e Agnese l’ultima cosa della quale ha voglia è un calice di fiele.  Entra nella grande cucina e accende luce e forno contemporaneamente, apre i contenitori sigillati e mette l’arrosto già affettato a scaldare, mentre in una pentola versa il brodo profumato e si affretta a preparare una stracciatella “Mamma vieni.  Apparecchiamo insieme che tra dieci minuti è tutto pronto.” L’arrosto nel forno caldo comincia a spandere  il suo profumo nella cucina mentre il brodo sobbolle lentamente  appannando i vetri della finestra, inutile guardare oltre i vetri, le persiane sono rimaste serrate dalla mattina.  Il brusio sommesso della televisione giunge discontinuo fino in cucina, raggiungendo volumi elevati solo durante le pubblicità, comincia lentamente a rendersi conto della totale  assenza della madre; si asciuga le mani in uno strofinaccio e percorre il corridoio “Mamma mi senti o stai dormendo, guarda che è già tutto preparato, devi solo venire a mangiare.” La luce azzurrina della televisione rimane indifferente continuando a baluginare, Agnese percepisce un tremito dentro lo stomaco, un’anticipazione infausta che ben conosce  e per questo relegata nei più reconditi meandri della memoria “ Mamma, per favore, vieni con me in cucina.” Il suo timbro di voce è cambiato senza che lei ne abbia avuto coscienza, strascina lamentosa le poche parole mentre varca la soglia del grande soggiorno. La tivù è sintonizzata su un canale che trasmette televendite e un’imbonitrice cerca di spacciare paccottiglia per pietre preziose; la stanza invece non mistifica affatto la realtà, pur nella fievole luce  si riconosce benissimo il caos che vi impera: il vecchio tavolo è ingombro di posacenere stracolmi o rovesciati con le decine di mozziconi sparsi sulla superficie, una varietà di bottiglie troneggia su tutto il resto del tavolo, quasi tutte vuote, qualcuna riposa rovesciata con il suo contenuto rappreso intorno a sé. Dori giace scomposta sul divano, ha gli occhi aperti e la guarda, Agnese rabbrividisce, la consapevolezza di quello che l’aspetta le fa’ tremare il mento. Ai piedi del divano altre bottiglie vuote fanno compagnia a preservativi usati il tutto immerso in una pozza di vomito che sembra essere di Dori dal momento che i capelli biondi e spettinati ne sembrano intrisi. La donna osserva Agnese con un sorriso sbilenco  e cerca di tirarsi in piedi biascicando parole “Hai visto che cazzo di gente! Si sono scolati tutta la mia roba” agita la bottiglia vuota che ha in mano, indicando lo squallore tutt’intorno “ E sai cosa ha fatto l’ultimo cliente? Eh!... Sai cosa ha fatto? Non mi ha pagato! Non mi ha pagato dopo tutto il lavoro che gli ho dovuto fare…  Sai che ha fatto quello stronzo bastardo? Lo sai che ha fatto? Mi ha rubato tutti i soldi della settimana, tutti, tutti quanti. Ho lavorato così tanto per lui e si è fregato tutto bastardo maledetto!” Piagnucola e gesticola, affranta per l’alcol terminato e per il sudato salario settimanale rubato. Non le passa neanche per la mente che con ogni probabilità avevano programmato di farla ubriacare, tanto ci vuole pochissimo, per poi fregarle  tutti i soldi, quelli che lei teneva nel cassetto del comò, l’unico posto dove è proibito anche ad Agnese mettervi mano. Ora è in piedi, barcollante ma in piedi, guarda la figlia con lo sguardo acquoso e stralunato, puzza di alcol, sigarette, ma ancor di più di vomito... 

Disponibile anche su Mondadori: eccovi tutti i link 

http://www.inmondadori.it/Per-mia-colpa-Antonella-Mattei/eai978131101391/

 http://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/per-mia-colpa


e anche sull'app iBooks


lunedì 16 dicembre 2013

Lawrence


Se ne è andato un'altro dei miti viventi. Un attore di talento superlativo. Un istrione.
Vidi il suo Lawrence in un cinema all'aperto in una bruciante notte romana e ne rimasi folgorata: mi procurai tutte le cassette dei suoi film e me li assaporai come un liquore pregiato.
Era davvero un grande. Otto nomination all'Oscar ( come Richard Burton) e sempre se l'è visto sfuggire di mano: da Gregory Peck, poi da Rex Harrison e nel '72 da Marlon Brando. Infine Hollywood si ricordò di lui con un Oscar alla carriera nel 2003.
Sconfisse il cancro negli anni '70 non smettendo mai di lavorare.
Poi meno di due anni fa disse " La passione è finita e non tornerà". Si ritirò in silenzio dalle scene.
Arriverci Peter, sempre troppo poco ricordato.





giovedì 12 dicembre 2013

Io, il Grinch!




Tra le svariate cause che mi hanno portato a detestare qualsiasi festa, comandata, non comandata, raccomandata; ecco una spiegazione pratica del motivo per il quale vengo chiamata Grinch.
Domenica scorsa. Dopo oltre 18 mesi, mia figlia ha una domenica libera dal lavoro ( questa è una festa per me!) e decide di girare tutti i mercatini di Natale nella zona dell'Eur: questo mi piace e girovaghiamo tra stand per quasi tutta la mattinata. Dopo pranzo ha un'idea meno grandiosa: giro al centro commerciale, già sento i sudori freddi, però dobbiamo comprare il pellet per il nostro adorato coniglietto  e acconsento. Dopo aver gironzolato un po' le viene un'idea pessima che mi propone con l'unico modo che sa potrebbe indurmi a cedere:" Dai, ti prego, un giro veloce, facciamo presto presto, chissà quando mi ridaranno una domenica!!!" Vuole andare all'Ikea.
Sento che proprio non ce la posso fare, ma i suoi occhi da cerbiatta implorante fanno leva sul mio senso di madre e cedo, benchè le impongo un giro massimo di venti minuti.
In realtà in venti minuti non troviamo neanche parcheggio e dopo veniamo incanalati in una marea umana che ci porta dove vuole. Siccome sono totalmente fuori dal corpo, funziona solo la testa che sente ripetere in continuazione dagli altoparlanti: " DLIN DLIN DLON, la bambina Tizia aspetta i suoi genitori allo SMASHELODEN ( la parola non è quella giusta, ma il suono è uguale e suppongo intenda la cassa principale); questo annuncio si ripete per tutto il tempo nel quale rimaniamo lì dentro, ovviamente a mano a mano i bambini aumentano e di genitori neanche la puzza.E allora mia figlia mi racconta questo fatto.
Esattamente la domenica precedente lei stava lavorando nel negozio super affollato e un'altra ragazza nota una bimbetta girare senza meta da sola; la tiene un po' sott'occhio e poi chiama la direttrice che la prende per mano e le chiede il proprio nome e quello della mamma; la bimba per fortuna sa tutto, le viene data dell'acqua perchè è molto spaventata e portata in CASSA1 dove il microfono comicia:" DLIN DLIN DLON, la bambina Tizia aspetta la mamma MEDEA in cassa 1". La bimba intanto viene intrattenuta da pupazzetti dei minions che le vengono regalati ma al quarto annuncio a vuoto ha una specie di crisi isterica: viene chiamato il direttore che controlla con le telecamere il parcheggio esterno nel caso qualcuno l'avesse abbandonata. Ordina di ripetere l'annuncio più spesso, in pratica due ogni cinque minuti: dopo più di due ore non si vede un'anima. Il direttore preoccupatissimo prende il microfono e l'iniziativa: "DLIN DLIN DLON, la bambina Tizia  aspetta la madre Medea alla cassa 1, al prossimo avviso mi vedrò costretto a chiamare i Carabinieri"
Dopo dieci minuti si affaccia dalla rampa delle scale interne una donna ( mia  figlia ha usata un'altra parola molto poco carina) che apostrofa il direttore :" Me la mandi su con l'ascensore, che non posso lascià il carrello con i vestiti!!!" Il personale si guarda in faccia evitando di commentare davanti alla bambina e l'accompagnano dalla madre.
Ecco. A me questa frenesia che rende idiota la gente mi da proprio fastidio!
Spero che la signora e tutti quelli che si scordano i figli per comprarsi le cianfrusaglie abbiano un Natale e un Capodanno di m...a!!!

mercoledì 11 dicembre 2013

Anteprima


                                               PER  MIA COLPA

 

Descrizione

La storia di Agnese e Lea si snoda in un arco di tempo dagli anni ’80 al 2004, con numerosi flashback sulla seconda guerra mondiale e i campi di sterminio.
Narrativa pura, con pochi dialoghi e un ritmo serrato. Tre generazioni diverse di donne con un presente e un futuro legati indissolubilmente. La carismatica Lea, ebrea romana scampata al massacro di Auschwitz, si trova a fronteggiare la disastrosa vita di Agnese, ragazza vittima di una madre alcolista e violenta, all’ombra di una provincia che parla e giudica dall’alto di uno scranno improprio.
Malvista per i suoi atteggiamenti altezzosi e provocatori, Lea nasconde un passato oscuro e mai svelato; il tempo non ha mai cancellato il tatuaggio sulla pelle, ricordo del campo di concentramento, né le strategie che ha dovuto attuare per uscirne viva. Rivede nella vita dura di Agnese, segnata dalle percosse della madre, il suo passato di moglie con un marito alcolista e le sue ferite riprendono a bruciare. Decide che deve intervenire. Lea si rivela una vendicatrice fredda e spietata: tutto quello che ha imparato nella gelida Polonia torna utile per salvare Agnese.
Un racconto che si snoda tra introspezione e piaghe della società attuale. Un viaggio nella memoria visto sotto un’ottica diversa. I ruoli non sono quelli che ci si aspetterebbe. Una deportata di quindici anni decide di proporsi per il ruolo di blokova (kapò) per sfuggire a un destino forse peggiore, s'impone di sopravvivere mentre la cenere di suo padre passa per il camino e si deposita sulla sua pelle, le entra nei polmoni. Un personaggio fuori dall’ordinario: per l’età, i modi sprezzanti, l’amore per il lusso e l’arte, la capacità di uccidere, ma anche la straordinaria forza di rimanere in piedi mentre il suo mondo crolla.
Chi può permettersi di giudicare?
Chi è il giudice? Ed è’ davvero scevro da colpe?

 https://itunes.apple.com/it/book/per-mia-colpa/id766995351?mt=11


martedì 10 dicembre 2013

Ci siamo!!

Finalmente è disponibile su iTunes e sull'app iBooks!!
 https://itunes.apple.com/it/book/per-mia-colpa/id766995351?mt=11


"Per mia colpa" un racconto dove la giustizia non è divina...

lunedì 9 dicembre 2013

Fervore creativo

E' una sensazione che mi piace, mi gratifica: vedere il proprio lavoro creativo che viene apprezzato senza essere ammanicati o conoscere "qualche pezzo grosso" ( pratica ormai quasi indispensabile)
E quindi ecco che un mio racconto inedito è stato scelto ed inserito in un'agenda letteraria; quelle agende che si regalano a Natale e durano tutto l'anno, contiene poesie, aforismi e brevi racconti: uno è il mio!

E poi, per non farmi mancare nulla, è uscita la seconda raccolta di racconti dove, ancora una volta, gli editor hanno scelto di inserire il mio "Dolce come una mandorla amara" Questa si può scaricare gratis!

http://twitter.com/ZeugmaPad/status/409728773894852609/photo/1/large?utm_source=fb&utm_medium=fb&utm_campaign=ZeugmaPad&utm_content=409728773894852609

Insomma manca solo ancora qualche giorno perchè il mio romanzo "Per mia colpa" sia disponibile sulle piattaforme italiane e poi ho fatto poker!!

P.S.
E' quasi scontato dire  che non vedo neanche un euro, ma si sa, gli artisti vissero d'arte e d'amor...!!!

giovedì 5 dicembre 2013

Dubbio amletico...

Secondo voi, un cappuccino, un caffè e due cornetti, seduti al tavolino, con tanto di cameriere carinissimo e servizi pulitissimi ( bagno compreso ), in questo locale


situato di fronte a quest'altro posto


pagati solo 4,50 euro !!! Ma si saranno sbagliati!!!!

mercoledì 4 dicembre 2013

Indovinello...



Per la strada ci sono cartelloni di 10 metri quadri che mostrano anche le zone in ombra, sui giornali pagine intere  ci propinano questa modella.
Indovinello:
Se qualcuno non riuscisse ad associare la marca al prodotto, cosa mai potrebbe vendere la fanciulla?!!

lunedì 2 dicembre 2013

Profumi e balocchi

Comincio a pensare che non sono io a non capire la gente, ma che la gente possa essere davvero imbecille, specialmente in determinari contesti.
Questo ad esempio:
Sabato pomeriggio, negozio dove lavora mia figlia strapieno fino alla ressa, canti di Natale in sottofondo; un bimbetto piagnucola strattonando la mamma che tiene un carrello pieno di maglie, scarpe, felpe, cappeli, ombrelli ecc.., dopo poco la madre si ricorda del figlio che sta piangendo, stizzita e distratta dalle sciarpe gli chiede che cosa vuole.
Il piccoletto tira su col naso e le dice che deve fare pipì
Lei si misura un altro cappello allo specchio e risponde:" Adesso mamma ha da fare, tu stringi forte e poi in macchina la fai nel bicchierino"
Il bimbo urla in preda all'ira ( e allo stimolo) e mia figlia si avvicina dicendo alla donna che il bagno per i clienti è al piano sopra e c'è pure l'ascensore. L'attenta madre   infastidita risponde che deve ancora cercare alcune cose e lui può pure trattenere.
Buon Natale e buone spese a tutti!!!!!!