giovedì 16 gennaio 2014

Un mio pensiero sull'editoria



Quando si parla d di editoria ho le idee abbastanza chiare, del tutto opinabili, ma richiedono rispetto. So che gli editori, se vogliono pubblicare Barbara D'Urso, la Clerici, Totti  e il mago Otelma, sono nel loro pieno diritto: si tratta di aziende private e non sono certo io, scribacchina per passione, che posso imporre a Mondadori, Rizzoli di fare quel che vogliono. Son padroni di stampare anche le premonizioni del cane di Bastianich. Chiedo loro però una cortesia: siete aziende private, il mercato lo controllate pressochè da soli, praticamente fate cartello, e quindi, per favore  evitate di venire a  redarguire  gli innocui imbrattacarte con lamenti vari sul fatto che la gente non legge. Ma se la gente non legge, sarà anche colpa tua? Che ti ostini a pubblicare ogni santo natale la filippica di Bruno Vespa?
 C'è un però.
 Leggo su segnalazione un'intervista a Laura Donnini, amministratore delegato di Rcs Libri, che dice (copioincollo dall‘articolo del Corriere della Sera):
Si devono incuriosire lettori nuovi, altrimenti, tra qualche anno, il fenomeno del self-publishing, se incontrollato, porterà alla scomparsa dell’editore come lo conosciamo oggi.
Sono certa che la dottoressa sia persona molto autorevole e preparata, ma dare la colpa di un mercato in crisi (perché che sia in crisi è più che chiaro) al self-publishing, onestamente, mi sembra un alibi, una sciocchezza di quella  che s'inventano i bambini per coprire un guaio che hanno combinato. Quello che proprio non riesco a capire  è perché mai uno che si pubblica un suo libro legalmente, possa danneggiare un autore che scrive best sellers, va in tv, ha centinaia di recensioni a prescindere dalla qualità del suo libro e magari dal suo romanzo vengono tratte fiction che definire patetiche è un complimento. Sono arciconvinta che i miei ebook non danneggeranno mai Umberto Eco o la Fallaci, per non parlare delle vendite del "mitico" Moccia. Mi spaventa il pensiero della giornalista: il self- publishing è incontrollato. 
E come dovrebbe essere di grazia?!
Il senso del self-publishing è esattamente questo: a casa mia, con i miei scritti, frutto della mia creatività faccio quel che voglio e, per quanto la cosa non ti piaccia, lo faccio incontrollato. Chi dovrebbe controllarmi? Gli editori? La questura? La magistratura? Personalmente, ho usufruito del self-publishing in piena libertà e rispettando i vincoli legali e  l’unico danno che ho causato alle case editrici  sono state le migliaia, si proprio migliaia di visualizzazioni dei miei racconti scaricabili gratis. Che poi se uno va sui siti delle case editrici trova scritto: non ci inviate manoscritti, siamo strapieni, non vi garantiamo che li leggeremo, abbiamo già programmato le uscite editoriali per i prossimi vent'anni, e allora che fa? Dice, ah poverini, sono oberati di lavoro, in Italia si scrive troppo e si legge poco, non me li fare disturbare che stanno lavorando al nuovo capolavoro della Benedetta Parodi.
Credo sia il caso che ognuno pensi a fare bene quel che sa fare: gli editori pubblichino e vendano buoni libri e gli autori siano liberi di pubblicarsi senza dover chiedere il permesso a Rizzoli, Mondadori o Bompiani ( anche perchè non  hanno questa autorità!)

20 commenti:

  1. ottima presa di posizione. ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio, sono sicura che avrò moltissimi detrattori.
      Un saluto!

      Elimina
  2. E c'hai ragione, figurarsi se è colpa del self-publishing che la gente legge di meno! Pubblicassero qualcosa di nuovo e stimolante invece di cavalcare l'onda delle mode e l'audience televisivo!
    E si lamentano pure... mah!
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A volte le polemiche sterili hanno una risposta molto semplice!
      Abbraccio a te :)

      Elimina
  3. Sto scrivendo "cinquanta sfumature di di Chianti".... me lo pubblicheranno?
    ;o)
    Joh

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Male che vada, lo degusteremo!!
      Bacio :)

      Elimina
  4. Io non amo il concetto di copyright tradizionale, ormai diventato solo sfruttamento commerciale a favore delle grandi major. Sono molto favorevole al Copyleft e alla piena autonomia degli autori, ognuno deve sentirsi libero e senza vincoli.
    Saluti a presto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono pienamente d'accordo con il fatto che gli autori abbiano la possibilità di esprimersi liberamente e senza vincoli.
      Ciao, a presto.

      Elimina
  5. In generale, la nostra grande editoRAGLIA dovrebbe ragliare meno, e avere l'umiltà di andare all'estero a imparare come si lavora, cioè nel Rispetto (magari non "totale", ma di certo mille volte maggiore che da noi) di scrittori e lettori!
    Se così non sarà, non credo piangerà nessuno il giorno in cui chiuderanno bottega (a parte, ovviamente, quei quattro raccomandatelli che grazie a loro PASSANO, incredibilmente, per scrittori...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ultimamente trovo nelle librerie blasonate della mia città libri di scrittori italiani veramente incredibili. Non parlo, come sicuramente tutti penseranno, per invidia; veramente non capisco che accidenti di raccomandazione abbiano per arrivare da Mondadori o Feltrinelli di via Nazionale o in prossimità di Piazza di Spagna... Misteri della vita!!!

      Elimina
  6. ...condivido le tua analisi sull'editoria attuale, anche se non sono uno scrittore, e aggiungo che nel prossimo futuro molte case editrici faranno la fine dei negozi di vendita dei Cd, cioè, che ne vendono sempre meno, per via del web, e così sarà anche per i libri...ciao Keiko...buon fine settimana...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io adoro i libri e il profumo della carta stampata, ma l'editoria sta diventando un club privè... per pochi eletti!
      Ciao carissimo, buon w.e.

      Elimina
  7. sottoscrivo ogni tua parola Anto; come si dice dalle mie parti addaveni'...
    un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si dice anche qui da me :))
      Un abbraccio!

      Elimina
  8. Non avrai alcun detrattore, al contrario.
    Quello che viene combinato con le str.....e di vespa e compagnia bella sono soltanto schiaffi all'intelligenza umana.
    Vai tranquilla te e i tuoi belli e interessantissimi romanzi.
    Un caro saluto,
    aldo.

    ps.che fortuna avere in casa persone come tuo figlio e tuo marito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, si!! Aggiustano praticamente tutto. Proprio adesso stanno riparando un fono che ieri sera è praticamente esploso :))
      Un abbraccio!!

      Elimina
  9. non te cè incazzaà!!!!... rosicano he he
    ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, no mi incazzo, anzi volevo fare un post erudito :) :)

      Elimina
  10. Hanno sfornato str***ate una dietro l'altra, il giocattolino si è rotto adesso che c'è crisi e la gente risparmia dove può, e prima se la prendono con la Newton Compton che pubblica i libri a 99 centesimi, e poi con chi pubblica su internet senza ricavarci un centesimo? Non hanno capito che l'Italia è un Paese di scrittori, e che tanti di costoro scrivono per hobby e, semplicemente, sognano di vedere il loro romanzo pubblicato? Per loro sì, la visibilità sarebbe già una ricompensa: poi certo, a nessuno piace essere sfruttato.

    Soltanto che, prima di pubblicare qualcosa, forse è il caso di leggerlo. Li hanno mai letti, dei racconti o romanzi pubblicati online? Meglio tardi che mai, ne'.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione Marco: veder pubblicato un proprio racconto è davvero un sogno!
      Con i miei brani scaricabili gratis non ricevo neanche una lira, ma non riesco a non scrivere. Mi piacerebbe che almeno una volta questi signori si degnassero di buttare un occhio a qualche racconto online, non sono tutti immondizia, in molti c'è originalità, passione. Ma ci son sempre i soliti noti...

      Elimina