lunedì 3 marzo 2014

Il vincitore del Premio Monte Carlo Film Festival 2014




Ebbene si, lo ammetto, sono snob.
Sine nobilitate, per fortuna.
Perchè se dovessi non esserlo, avrei dovuto far parte della grandissima folla di persone che hanno visto il film vincitore del Monte-Carlo Film Festival de la Comédie del 22 Febbraio scorso, ossia Sole a catinelle.
Ovviamente banale sottintendere che la mia "critica" non è rivolta alla massa innumerevole di persone che hanno fatto la fila ai botteghini per vedere questa commedia, che hanno pagato, riso e gradito il film e che hanno ritenuto un regalo portare i figli a vederlo.
La commedia cinematografica è un genere che corre sul filo della lama: un passo falso e il film diventa trash; abbiamo visto cinepanettoni vomitevoli, signorine grandisorelle e ragazzotti grandifratelli divenire in un attimo emuli di Ninetto Davoli
.Per assurdo trovo che le vecchie pellicole sfizio-soft che andavano dalla Dottoressa alla visita di leva, arrivando a Giovannona Coscialunga, avessero una verve che arrivava direttamente dall'avanspettacolo; i doppi sensi, la vena sottilmente o esageratamente oscena e ridanciana svicolavano dai luoghi comuni, prendevano vita dai personaggi stessi che esulavano dalla realtà ed erano realmente esilaranti.
Se poi di commedia italiana vogliamo parlare
bisogna obbligatoriamente citare De Sica, Monicelli, Nanni Loy, Comencini, Dino Risi, Steno, Luigi Zampa, Corbucci e molti altri che hanno fatto la  storia del cinema  facendoci conoscere e apprezzare all'estero per l'estro, la maestria, il genio, la bravura, le battute al fulmicotone con i tempi perfetti e meraviglia, le "maschere" dei nostri più grandi interpreti: come dimenticare lo sguardo di Mastroianni in Divorzio all'italiana? Certo, non posso pretendere che chiunque scriva e interpreti un film possa essere paragonabile a quei nomi irraggiungibili: sarebbe come se io, imbrattafogli, mi ponessi alla stregua della meravigliosa Oriana Fallaci.
C'è un però. Ed è quello che m'infastidisce. Se questo regista, sceneggiatore, attore, sostiene di ispirarsi a Totò allora tutto cambia: lo specchio comincia a deformare le immagini e io non capisco più niente. Come si può sostenere di ispirarsi a colui che andava a braccio per intere scene, obbligando i comprimari a un lavoro difficoltosissimo, ma al tempo stesso portandoli a un livello di bravura superiore, se le sue di battute sono scontate come i saldi dopo Natale? E il brio, l'imprevedibilità, le pause a effetto, la gag che resta nella storia?
Mi auguro che non ci credi fino in fondo in quello che gira, sarebbe un grave errore. Meglio cogliere l'attimo di barbarie culturale che viviamo: credimi Checco, l'ironia, la satira e la commedia italiana sono ben altro! 

P.S.
Faccio mio questo pezzo scritto da un critico di tutto rispetto, per esplicare al meglio il mio pensiero.



Maurizio Acerbi - il Giornale: (…) Una sceneggiatura troppo banalotta, che si perde per strada, con il sapore dell’occasione perduta. Si ride, comunque, ed è il motivo per cui la gente fa la fila per andarlo a vedere al cinema: le battute divertenti sono tante e strappano risate fragorose. (…) Un passo indietro per Zalone, ma la gente non ci farà troppo caso. E poi Zalone è intelligente e sa che il cinema è un’altra cosa.




9 commenti:

  1. Beh, vabbè, questo non è neppure "cinema": è solo televisione messa su uno schermo grande. Del resto, se questo è il maggior incasso di tutti i tempi in Italia, come in testa alle classifiche dei libri più venduti ci sono quelli che vanno da Fazio o da Vespa, o come tra i dischi spopolano Pausini e D'Alessio, qualcosa vorrà pur dire. Poi dicono che la tv non conta....ci si elegge un Parlamento, figuriamoci come si manipola con facilità il gusto degli italici.....

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    1. Il gusto italico in questo periodo vola più basso di un... lombrico!
      Ed è verissimo che la tv usa un poter enorme per convogliare le masse.
      Usciremo mai da questo tunnel?

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  2. se ti può consolare, anche a me fa lo stesso effetto!!!
    Ti auguro una splendida settimana

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    1. Non avevo alcun dubbio Luigi!
      Buona settimana a te :)

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  3. Una volta c'era una commedia più intelligente.
    Saluti a presto.

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  4. A me Zalone non piace. Infatti il suo film non ho voluto andarlo a vedere... il trailer mi è bastato. Mi son chiesta cosa piacesse agli italiano che lo hanno osannato, poi mi son data la risposta; in questo film Zalone ha rappresentato l'italiano medio e probabilmente io che son sotto la media e non ho capito il suo umorismo.
    Ma siccome i gusti non si discutono... io non ne ho mai discusso con nessuno. Ma tu mi butti la palla, vuoi che io non colga la possibilità di dire la mia? ;-)

    Ciao Keiko, bel pezzo davvero!
    Bacio!

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  5. E' sempre una questione di gusti, in un'epoca dove la volgarità gratuita è sempre più ricercata, come stupirsi del grande successo di questi film.
    Ottimo pezzo giornalistico.
    Ciao a presto.

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  6. Non mi è piaciuto il linguaggio buttato lì tanto per fare...... grossolano, i grandi citati in questo post non si avvicinano nemmeno con l'immaginazione. Spero per Zalone che possa fare di meglio.
    Pessimo esempio per i genitori e per i figli.
    Perdona, questa è solo la mia opinione e pensare che a me Zalone non dispiace!
    A presto!

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  7. Anche se fosse doppiato in francese, credo che non andrei mai a vedere un film di questo genere. I film tipo "Giovannona coscia lunga" hanno fatto prendere molti soldini a degli attori che altrimenti avrebbero fatto la fame. Totò naturalmente è fuori campo. Me lo ricordo in diversi film comici, ma bisogna anche considerare la sua interpretazione in "Uccellacci ed uccellini" di Pasolini.
    Buona domenica.

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