martedì 11 marzo 2014

Ma lei sarà d'accordo?



Da qualche giorno, per precisione da quando hanno liberato quella ragazza segregata dalla madre a Napoli, che non faccio altro che pensare ad un fatto.
Guardo, spio, cerco di capire, ma proprio non riesco a liberarmi di questo pensiero.
Ad un civico oltre il mio, c'è una piccola casa indipendente abitata in affitto da un uomo mediorientale, una o forse due donne ed un bambino.
Fin qui niente di strano.
Il fatto è che da agosto scorso, cioè da quando vivono qui, lei non esce mai sola di casa: ma proprio mai!
Lui porta il figlio all'asilo, stende i panni nel piccolo cortile, fa la spesa, parla col postino... Lei è solo una presenza slenziosa: se c'è lui le persiane sono accostate, quando lui se ne va a lavorare tutto viene sbarrato. Qualche tempo fa è stata male e ho saputo che per chiamare l'ambulanza è stato necessario aspettare il marito.
L'altra setttimana sono stati fatti dei lavori alle condutture dell'acqua e gli operai non sono potuti entrare fin quando lui è tornato a casa dopo che gli addetti l'hanno cercato sul posto di lavoro.
Questa storia non mi fa dormire.
Del resto, se lei è consenziente, è tutto legale.
Ma in Italia è normale far vivere così le donne?
Siccome ho dei pessimi rapporti con la padrona di casa non posso chiedere a lei: del resto purchè le paghino l'affitto, darebbe la casa anche a dei narcos.
I panni lavati sono rimasti nel cesto da giorni: lei non esce per stenderli e nemmeno si affaccia mai alla finestra, so che esiste perchè l'ho vista la prima volta che venne, avvolta in decine di strati di abiti che la celavano al mondo.
Voi che fareste?
Mi faccio gli affari miei?
Consigliatemi!

5 commenti:

  1. Non è una situazione facile e potresti correre il rischio di ritrovarti qualche "fratello" sotto casa e mi pare che di violenza tu ne abbia già subita a sufficienza.
    Se proprio vuoi provare a vedere potresti indagare con le mamme dei compagni di scuola del piccolo se mai tu le conoscessi altrimenti mi sa che proprio dovrai rivolgerti alla padrona di casa esponendole con delicatezza il suo dubbio.
    Non conosci nessuno nel palazzo?
    Potresti chiedere anche ad un vicino nel caso...
    Che ansia! Capisco il tuo stato d'animo!
    Si in Italia siamo tolleranti e permettiamo il libero culto fermo restando che noi nei paesi mussulmani abbiamo ben altre limitazioni. Ricordo di essere stata in pullman collettivi in Libia dove le donne erano messe nei posti peggiori in fondo lontane dagli uomini e qualche volta mi è capitato di vedere degli uomini non salirci porprio perchè trasportavono donne. Noi parliamo poi del fatto che, avendo guardato nello specchietto retrovisore di un taxi ed avendo incrociato lo sguardo dell'autista, lui si era fermato di scatto e mi aveva intimato di scendere!
    Lo ricordo ancora con disagio e paura...

    Chiedi in giro ragazza mia! Non lasciare nulla di intentato!

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  2. Purtroppo ancora oggi molte donne sono trattate veramente come merce e schiavizzate. Bisogna dire basta a tutto questo.
    Saluti a presto.

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  3. io proverei a fare amicizia: approfittando dell'assenza del marito, busserei alla porta con un po' di dolcetti e le direi che questa è la nostra usanza di benvenuto alle nuove famiglie e vediamo come reagisce.
    Ah dimenticavo, alla fine le lascerei il numero di telefono, nel caso volesse ogni tanto chiamare...non si sa mai!!!
    Un abbraccio

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  4. Io parlerei con un vigile.. qua da noi per qualsiasi dubbio ci rivolgiamo a lui... poi vede lui con che scusa andare a verificare.
    Certo, far finta di nulla mi pare davvero poco!

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  5. Ciao, scusa, arrivo un po' in ritardo...
    mi trovo d'accordo con i commenti precedenti che mi paiono molto sensati. dunque, sì stai attenta, potresti scatenare qualche reazione non proprio accomodante. sì, anche io tenterei la strada dell'amicizia e del buon vicinato, magari con una scusa ( i panni lasciati da stendere o altro...) e possibilemente con l'alleanza di qualche altra buona e volenterosa vicina... (parlo al femminile perché è da escludere il coinvolgimento di maschi!) se in questo caso trovi la strada sbarrata e la porta chiusa, allora ricorrerei a qualche aiuto... ci sarebbero i servizi sociali del comune che dovrebbero occuparsi di questo ma non sempre sono raggiungibili e contattabili.... per chiedere delle informazioni su come muoversi o che fare... in alternativa cercherei qualche associazione operante nel tuo territorio e che si occupi di immigrazione e di integrazione.... in bocca al lupo e facci sapere! abbraccio :)

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