giovedì 10 aprile 2014

Le parole che non ho mai detto







Forse il blog non è il posto giusto dove parlare di questo argomento: qui si preferiscono pezzi leggeri, ironici, sarcastici.
Ma io sento la necessità di parlare di qualcosa di cui moltissimi ignorano l' esistenza, le cause, l'origine, le radici.
Un argomento di cui si parla poco e male e che causa più vittime di un' epidemia, spesso vittime indirette purtroppo.
La depressione.
Argomento usato ed abusato a dismisura.
La quasi totalità delle persone non conosce la differenza tra tristezza e depressione.
La seconda è una patologia. Anche piuttosto grave purtroppo. Le sue origine sono in parte di natura chimica: l'alternarsi dei livelli di alcune sostanze e ormoni nel cervello inducono il cambiamento dell'umore.
La depressione può essere di natura esogena, endogena o entrambe.
Non si diventa depressi perchè è morto il gatto, o non facciamo le vacanze o pesiamo tre chili più del dovuto. Quella sensazione può essere rabbia, tristezza, impotenza.
La depressione è tutt'altro: è qualcosa che mozza il respiro, che ti lascia galleggiare in uno stagno perchè non si ha la forza nè per nuotare, tantomeno per affogare. E soprattutto è qualcosa che nessuno vede.
E' mortale come un cancro ma nessuno si sognerebbe di dire a quel tipo di malato di darsi una mossa, una svegliata, che tanto passa.
Fa più morti del diabete, eppure non esiste persona che direbbe al diabetico di non pensarci, di farsi una bella passeggiata che poi tanto la glicemia scende.
I famigliari delle persone affette da altri tipi di patologia guardano i loro cari consumarsi divorati dal male fisico che gli mangia ossa e carni: gli sono vicini, cercano in cielo ed in terra ogni tipo di aiuto, più i malati mostrano i segni della sofferenza, più la famiglia dà ogni sostegno possibile al malato.
Perchè quel male si vede. Tutti vedono la consunzione, la sofferenza, la morte che mostra la faccia.
La depressione no.
E' infida.
Si mostra solo a chi la possiede.
A volte anche gli specialisti più accreditati fanno fatica a diagnosticarla e che dire dei farmaci: ci mettono minimo tre settimane a dare i primi segni di reazione, gli effetti collaterali sono devastanti e la cura dura in pratica tutta la vita perchè le recidive sono all'ordine del giorno. Alcune depressioni sono farmaciresistenti. Non si esce più dal tunnel.
E perchè non parlare del tabù che gira attorno a questa malattia e allo specialista che la cura?
Lo psichiatra.
Quanti se la sentirebbero di ammettere di seguire una terapia ed una consulenza psichiatrica?
Dire di andare dal reumatologo, dall'oculista, dall'oncologo, dal cardiologo, genera solidarietà, empatia, supporto morale.
Ammettere di frequentare uno psichiatra genera diffidenza, ironia, sospetti.
Quante volte, a seguito di fatti di cronaca di sangue, sentiamo dire dai conoscenti. " Ma sembrava tanto tranquillo/a, riservata questi si, ma niente lasciava presagire..."
Già. Lei non lascia mai presagire niente a nessuno.
Occorre qualcuno che sappia leggere negli occhi, in quegli occhi che mistificano un sorriso; in quelle parole strette tra i denti che dicono tutto il contrario.
Quando accadono questi fatti di cronaca nera, queste disgrazie, non c'è un solo colpevole. Colpevoli sono anche tutti coloro che non hanno voluto vedere, che hanno trattato con superficialità quel malato, che gli hanno detto di farsi un giro, una partita a briscola, una seduta di yoga.
La depressione uccide.
Nè più nè meno di altre patologie mortali, moltissime le persone note che ne sono state affette, anche se nel passato non si parlava di depressione, ma di malinconia. Ecco alcuni dei personaggi più famosi che ne soffrivano: Michelangelo Buonarroti, Wolfgang Amadeus Mozart, Giacomo Leopardi, Abraham Lincoln, Charles Baudelaire, Vincent Van Gogh, Gustave Flaubert, Lev Tolstoj, Winston Churchill, Ingmar Bergman, Indro Montanelli. Tra le donne, Virginia Woolf e molte star: Marilyn Monroe, Judy Garland, Brigitte Bardot, Elisabeth Taylor.
Si dice che sia la patologia delle persone sensibili.
Credo sia vero.
Non voltate gli occhi, non diagnosticatevi da soli questa terribile malattia e non dubitate di affidare ad uno specialista qualche conoscente che sembra soffrirne.
Di depressione si muore.
A volte senza essere sepolti.















8 commenti:

  1. Tanto di cappello a te per averne parlato, per aver detto le cose come stanno. Mia madre l'ha conosciuta e la conosce tutt'ora. Andava di nascosto dallo psichiatra, ha seguito di nascosto una pesantissima terapia farmacologica e, alla fine, ha imparato a conviverci. Io ho avuto solo l'onore di sfiorarla e sono stata malissimo. Anche fisicamente. Non oso immaginare cosa significhi essere affetti da una forma grave e, spero, di non contrarla mai. Contrarla, sì. Perché hai ragione tu: è una malattia. Come il diabete, forse pure peggio. E come tale andrebbe trattata.

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  2. Hai ragione, parola troppo abusata dove i più si nascondono per la semplice voglia di commiserazione!
    Io in passato ho sofferto di dolori psicosomatici... finivo in ospedale tra dolori atroci e mi dicevano che non avevo nulla, solo buontempo!
    Poi ho conosciuto la mia psicologa che mi ha spiegato i meccanismi della mente, mi ha preso in cura e con tanta voglia di farcela i dolori son passati!
    La mente è bastarda e curarla è difficilissimo! Ma come tutte le malattie, se non c'è volontà la guarigione è impossibile...
    Secondo me...

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  3. Ne ho avuto esperienza molto da vicino... te ne racconterò se vorrai sapere
    Un abbraccio

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  4. Un argomento molto delicato...non me ne intendo, ma immaginavo non avesse niente a che fare con la tristezza derivante da dispiaceri o frustrazioni più o meno grandi! Deve essere una cosa terribile...anch'io sono venuta indirettamente a contatto con qualcuno che ne ha sofferto, spesso con esiti irreparabili.
    Un caro e affettuoso saluto, Keiko

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  5. Argomento non spinoso ma delicato, nel senso che come dci tu molti la nascondoo e i profani non sanno diagnosticarla.
    Hai fatto bene a parlare di questa besia nera..condivido ogni tua parola e virgola.
    Bacio

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  6. Stupendo post Keiko...si ha sempre paura di parlare delle malattie psicologiche quasi fosse una vergogna averle, spesso si sottovaltano, non si curano e la cosa più giusta che hai detto ..si vive morendo!
    Bacio amica cara!|

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  7. La Paqua volge al termine ma io anche se in ritardo ti porto i miei auguri di Pasqua!
    Ciao ti abbraccio!

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  8. Keiko carissima,
    certo non si rimane indifferenti quando si legge tanta sofferenza,sono estremamente colpita...
    Cara, un grazie dolcissimo per essere passata dal mio blog.
    Ti lascio gli auguri più belli, che sia per tutti una festa di rinnovamento di amore e di pace.
    Grazie di cuore e Auguri!
    A presto,amica mia!
    Ciao:)
    Luci@

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