venerdì 1 agosto 2014

Nuova recensione

Per mia colpa, un romanzo di Antonella Mattei

antonella
Antonella è una scrittrice che matura la sua penna pochi anni fa soprattutto scrivendo racconti per il sito ZeugmaPad e proprio tramite questa piattaforma pubblica il breve romanzo, molto intenso per la trama e per gli argomenti trattati, “Per mia colpa”.

Il racconto si apre con Agnese, una delle protagoniste della storia, seduta ai banchi di scuola, intenta a disegnare un cartoncino per la festa del papà. Un papà che lei non ha mai conosciuto e una madre dai facili costumi. Un’infanzia vissuta con una donna, sua madre, violenta e alcoolizzata, in un paesino di provincia dove la gente non la vede di buon occhio, per il suo atteggiamento provocatorio e al di là del comune e quieto vivere. Un’adolescenza maturata tra gli stenti, con gli uomini che vanno e vengono; una madre che la costringe ai lavori di casa e a mansioni che non le spetterebbero.  Poi c’è Lea, una donna che ha vissuto nei campi di concentramento, che si trova di fronte a una scelta: vivere da “kapò” odiata dalle altre donne dei campi di sterminio, o vivere in mezzo a loro negli stenti. Lea, ormai anziana, si rivede in Agnese e rivive le violenze subite da un marito despota. Le ferite, che pensava ormai ben cicatrizzate, si riaprono e racconta alla giovane Agnese la sua storia. Una storia che ci rivela una Lea spietata e coraggiosa, un viaggio nella memoria visto da un’angolatura diversa, ovvero  dalla parte di una donna che non ha deciso di sopravvivere alle sventure, ma di VIVERLE. Messa spesso di fronte a delle scelte dure e crude Lea riesce a svincolarsi dai tanti pericoli della guerra, persino uccidendo. Un personaggio altero, amante dell’arte e del lusso, una donna fuori dall’ordinario.

Un romanzo che ci racconta la vita di tre donne, tre generazioni che si incontrano nella stessa storia e un finale inaspettato, ma il più giusto per tanti versi. Una trama intensa, fitta di emozioni. Un continuo spaziare tra le disgrazie di una società attuale e nel passato di una guerra che ha visto milioni di morti e soprusi razziali.

Antonella ci trasporta nella storia con una narrazione fluida e leggera, fatta di periodi semplici ma, allo stesso tempo, molto incisivi. Una prosa con pochi dialoghi, un racconto che si mangia come il pane, un “resoconto” dettagliato di sentimenti, coinvolgente. Una storia, forse una delle tante, che lascia il segno.
 
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3 commenti:

  1. Chi ha recensito ha visto giusto.
    Un caro saluto,
    aldo.

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  2. Sicuramente un libro da leggere.
    Buon fine settimana.
    Antonella

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