martedì 14 ottobre 2014

Una pessima idea.




Qualche decina di buste piene di libri scolastici usati riempie il mio corridoio: finalmente i professsori hanno finito il ripasso; quelli nuovi acquistati il primo giorno di scuola: "solo 250 euro, ecchesò?"
Devo ritirarne ancora uno già ordinato in libreria, aspetto che mio figlio torni da scuola e sono quasi le tre del pomeriggio con 32 gradi; lui si carica due zaini che nemmeno gli alpini osano ed io uno zaino ed un bustone.
Salita impervia fino al bus che ci lascia a circa 300 metri dalla libreria: fila per il ritiro del libro che ovviamente è introvabile usato perchè i docenti vogliono la nuova edizione, fila per pagare e poi fila infinita per vendere.
Due ore sotto al sole, insieme a ragazzi, mamme e padri, trascinando trolley, carrelli per la spesa e zaini.
Tocca a noi, lo scanner a infrarossi passa rapidissimo e implacabile sui libri, gli eserciziari, gli allegati A,B,C,D, i CD e tutti i fascicoli inclusi possibili.
Resa dei conti.
A fronte di oltre 40 libri di un valore di circa 500 euro, ci hanno comprato quattro volumi per 20 euro.
Siamo usciti di nuovo in strada e abbiamo fatto la fila ai secchioni della carta per  buttarli.
Ricordo che facevo la stessa cosa al mercato dei libri di Lungotevere 10 anni fa con mia figlia all'epoca liceale.
Non cambia proprio niente in questo Paese.

4 commenti:

  1. Sono felice d'aver passato quella fase guarda :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti giuro che ogni volta che mi tocca preferirei sorbirmi un prigramma della D'Urso!
      L'anno prossimo li butto direttamente.

      Elimina
  2. No, in questo Paese non cambia proprio niente, anzi affonda sempre di più...ed è una vergogna!
    Antonella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tantissimi soldi buttati nei cassonetti.
      E le nuove edizioni sono praticamente identiche alle vecchie.
      Si. E' una vergogna.

      Elimina