venerdì 28 febbraio 2014

Le nuove donne e il fallimento del maschio


Ci risiamo.
Riecco Marzo e riecco la più inutile e fraintesa ricorrenza commercial-festaiola: la Festa delle Donne.
Da sempre sostengo che la dilagante mercificicazione del corpo delle donne sia una vera e propria barbarie: è insostenibile per me vedere come si usi il nostro corpo per vendere di tutto, dalle trasmissioni con uno sbavante Vespa che armato di bacchetta tasta il seno di una poveretta che chissà come le è venuto in mente di accettare una tale umiliazione, alle auto  (donne e motori, connubio ipnotico per i maschi), al silicone sigillante, a chissà cosa altro.
                          
  
Mi chiedo quale contributo più cospicuo sia mai stato offerto ad un uomo?
Urge anche dire che nessuno punta una pistola alla nuca di queste donne: si vendono come merce su uno scaffale al miglior offerente. Che siano tutte schiave sottratte con la forza del woodoo ai loro villaggi fatti di centri commerciali, discoteche e genitori orgogliosi di cotanto successo del fondoschiena della figliola?
Siamo sinceri, onesti almeno con noi stessi: lo fanno perchè il gioco piace; apparire, appartenere, essere di un ometto che con pochi scatti e qualche capriola sul letto ti eleva al ceto di quelle elette che possono possedere il bauletto di Louis Vutton e scarpe di Jimmy Choo.
Per il maschio esse rappresentato quello che è la pipì per un gatto: marchiano il territorio; quella femmina strafiga è mia e io ci faccio quello che mi pare. La prendo, la lascio, la cedo, la picchio, la offendo, la mostro e le faccio mostrare tutto quello che può vendere e che mi fa sentire più uomo di quello che sono.
Non se ne abbiano a male le donne. Quelle della mia generazione, che non hanno fatto il '68 ma  hanno goduto di tutti i regali che le donne prima di noi ci hanno offerto, digeriscono a fatica queste generazioni di merce da scaffale, di queste Giovanna D'Arco, arse sul falò della vanità.
Ma questo non è un articolo che parla solo di donne.
Parlo anche del fallimento del maschio.
E ho trovato una donna che è stata capace di scrivere parole straordinarie a questo proposito.
Eccole.   
     http://billthatkill.blogspot.it/2012/10/il-fallimento-del-maschio.html    
Leggetele: uomini a metà e donne in vendita.
Questa la realtà, altro che Festa della Donna!              

venerdì 21 febbraio 2014

Il sogno più bello!!


Credo che un sogno così non ritorni mai più!
Perchè, perchè dico io, i sogni sono sempre più belli della realtà!
E' stato incredibile, un trip da sballo, come una cena a base di funghi allucinogeni.
Ho già detto altre volte che io faccio sogni vigili, sogno sapendo di sognare, viaggio nel sogno e percepisco tutte le sensazioni: profumi, sapori, rumori, sensazioni tattili... è stato incredibile!
Mi trovavo in mezzo all'Oceano, non so come ma sapevo che era l'Oceano Atlantico; il mare era scuro, mosso, fortissimo l'odore della salsedine. Ero terrorizzata dalle onde: nella realtà io ho paura dell'acqua; cercavo di tenermi a galla in qualche modo, poi d'improvviso delle forme scure cominciano a muoversi intorno a me e il terrore sale: squali? No, non sono squali ma si avvicinavano sempre di più! Col cuore in gola mi assale il pensiero che siano orche: dalla padella alla brace! Mi sveglio ma non del tutto, nel senso che capisco che sono in un sogno perchè in realtà io non so nuotare e quindi se mi tengo a galla nell'Oceano, posso solo sognare! Mi rimmergo nel sogno, il mare è diventato più buio, le onde sono cresciute d'intensità, la paura quasi non mi permette di respirare... poi accade qualcosa di magico. Un girotondo di forme indefinite, scure e massicce mi circonda, le onde all'interno del cerchio non arrivano più, l'acqua è solo leggermente increspata; le montagne animali mi fanno da scudo, mi sento protetta, sicura. Poi cominciano a girare su se stesse e iniziano a cantare! Sono balene! Immense balene mi circondano in un girotondo onirico e cantano proteggendomi dalle onde e da tutti i predatori! Ho spalancato gli occhi e ho pensato: " Sono salva!"
Poi ho capito che ero salva solo nel sogno...
Rivoglio le balene intorno a me, voglio il loro girotondo rassicurante, le voglio sentire cantare. Voglio sentirmi sicura. In salvo.
Mi sa che è meglio che mi rimetto a dormire...

martedì 18 febbraio 2014

Questa è l'educazione!!



Qualcuno di voi ricorderà Pinco Panco e Panco Pinco quando canticchiavano questo motivetto nella mitica Alice nel paese della meraviglie:" Stringi la man piacere, piacere; stringi la mano piacere questa è l'educazion!!"
Oramai l'educazione è qualcosa di out, fuori moda, antico. Da quando frequento un centro fitnes ho capito che due sono le opzioni: o ci sono un sacco di cafoni in giro o, opzione terrificante anche solo pensarla, sono VECCHIA!
Dunque questa la situazione: strafichi pompatissimi con tricipiti in bella mostra emettono suoni inquietanti e di dubbio significato ogni volta che la quintalata di peso che caricano viene sollevata. Non è chiaro se soffrono o godono... Boh! Eppoi ti stanno col fiato sul collo affinchè tu finisci le tue serie di esercizi più veloce della luce perchè i loro potenti muscoli non possono aspettare nemmeno dieci minuti.
Poi ci sono le strafiche, quelle da paura: tutine aderentissime che sotto celano push up che tirano su tutto quello che la forza di gravità tira giù, ma che notiamo solo noi donne; gli uomini credono che si tenga tutto su da solo, una virtù in dotazione solo alle strafiche. Poveri illusi! Ed esse gravitano nella palestra come meteore, apparendo e sparendo, in realtà non fanno un accidente, non è dato sudare, ansimare, farsi venire un crampo. No no, le strafiche tutto questo non lo fanno: girano da una macchina all'altra, si fanno preparare tutti i marchingegni dal trainer e poi se ne vanno a fare un'altra cosa.
Poi c'è la categoria degli anziani/e: sono incredibili! Ho visto cose che gli altri umani possono solo immaginare. Signore di oltre 70 anni che arrivano al tapis roulant con una sporta strapiena di chissacchè e poi macinano decine di km. con una pendenza simile allo scalare l'Himalaya; non paghe, dopo un'oretta di questa attività, s'infilano delle stravaganti scarpe da ballo e iniziano a danzare con un'insegnante severa come nemmeno i prof. di latino e non ansimano nemmeno. Ma saranno di ferro o sono mummificate?! Boh...di nuovo.
Non da meno i loro coetanei maschietti, tricipiti, quadricipiti, femorali, dorsali, e chi li ferma! Danno filo da torcere ai ventenni E quanto mi piacciono!!
Poi ci sono i miei coetanei ( i maschi ) che sono pericolosi assai parecchio tanto. Credo siano affamati! E che puoi fare la macchina per i glutei davanti a loro?!! Li vedi dallo specchio con gli occhi famelici come quelli del lupo di Cappuccetto Rosso. E per fare i pettorali che te lo dico a fà! Prima ti metti una felpa di due taglie più grande della tua, poi speri che gli squilli il cellulare, invece, guarda caso, in quel lasso di tempo riescono solo a fissarti e non negli occhi, mentre te fai le tue ripetizioni ad un ritmo che ti porta ad un passo dallo svenimento mentre gli auguri che quel Gatorade che sorseggiano da mezz'ora gli vada per traverso!
Ma ecco arrivare le mie preferite: le giovani ragazze. Quelle non strafiche, non super allenate, non particolarmente brillanti; quelle che usano la tecnica di occupare dieci macchine con dieci asciugamani contemporaneamente! Ecco, io quelle le detesto particolarmente e solo per un semplice motivo: in questo periodo storico nel quale tutti ci diamo del tu, arrivano queste ninfette e osano darmi del LEI! A me, capito!
Perchè non mi dai del tu come il coetaneo ventenne bello come il sole! Perchè non lo fai come quel trentenne simpatico e sbarazzino?! Perchè non lo fai come la straficona che mi tratta come fossi una sua pari?
No, tu devi per forza mettere il dito nella piaga e dire:"Senta signora che ha visto 'na scheda da 'ste parti?"
Ma che mi dai del lei giovane bimbetta?! Come osi farmi sentire una bacucca e ricordarmi che posso essere tua madre?! Perchè non sei cafona come tutti e non mi dai del tu regalandomi la sensazione inebriante di avere ancora ...entanni!!
No, non l'ho vista la tua scheda! E se anche ce l'avessi sotto gli occhi, col cavolo che te lo dico!

sabato 15 febbraio 2014

Il foglio bianco

Come oramai sapete una volta al mese partecipo ad un contest di racconti molto brevi.
Il tema assai ostico di questo round era Il foglio bianco.
Prima avevo deciso di non partecipare, poi ci ho ripensato perchè mi piace la gara e mettermi in gioco.
Potete leggere il breve racconto qui
http://settegiornidifollie.altervista.org/7-giorni-follie-1314/il-foglio-bianco-2014/un-bacio-scarlatto-di-antonella-mattei-keiko/

Ovviamente sarebbe molto gradito un commento ed un voto :))

P.S.
Se qualche scribacchino come me fosse interessato a queste sfiziose ed interesanti iniziative basta dirlo ed io lo indirizzerò sul Mondo dello Scrittore!

mercoledì 12 febbraio 2014

Una strage senza fine



La mattanza  s. f. [dallo spagn. matanza «uccisione», der. di matar «uccidere»]. – Fase finale della pesca del tonno, particolarmente cruenta e impressionante, durante la quale i tonni pervenuti nella tonnara e giunti nell’ultimo compartimento della rete, la cosiddetta camera della morte, vengono agganciati con arpioni uncinati e uccisi con ripetute mazzate. Per estens., spec. nel linguaggio giornalistico, strage, massacro di persone, o delitto efferato.

Questa immagine così cruenta si attaglia perfettamente alla strage di donne che non cessa di creare ogni giorno decine di vittime, in Italia e nel mondo.
Donne inseguite, perseguitate, picchiate, stuprate, ammazzate, acidificate, bruciate, mutilate, smembrate, fatte sparire per sempre; donne incinta dei propri uomini e dagli stessi prese a picconate, a sassate, arse ancora vive, sepolte in una buca mentre l'aguzzino le saltava sulla pancia o sulla testa.
Queste solo solamente alcune delle cause di morte o di lesioni gravissime che riporta la cronaca quotidiana e che non sto inventando per qualche racconto.
Vittime di uomini. Ma quali uomini. Come definire uomo colui che con l'alibi di amarti troppo ti strappa a pezzi dalla vita?
In India da un paio d'anni è stata introdotta la pena di morte per coloro che in seguito a stupro o acidificazione uccidono la vittima. Per assurdo se il crimine è commesso dal marito la pena non viene inflitta. Sempre India, esiste una pratica disumana che è stata formalmente abolita dal governo indiano quasi due secoli fa, nel 1829, ma, soprattutto nelle zone rurali dell’India settentrionale, la situazione di fatto non è cambiata e ancora oggi si registrano casi di vedove sottoposte a questo orribile rito.
 Il sati, uno dei più crudeli sacrifici previsti dalla religione induista, consiste nella macabra usanza di cremare viva la vedova di un defunto dandola alle fiamme sulla stessa pira su cui il marito veniva cremato. Essa veniva generalmente legata alla catasta di rami, cosparsa di ghee, il burro chiarificato degli indiani, e ricoperta di legna secca, in modo che le sue membra potessero prendere fuoco più velocemente.  E poi c'è la piaga delle mutilazioni: le donne non possono e non devono provare alcun piacere nell'atto sessuale, esse esistono solo in virtù di procreare a dare piacere al marito. Al momento sono stimate 140 milione tra donne e bambine costrette a subire questa violenza.
Tornando al nostro Paese la situazione è agghiacciante, non esiste una legislatura sufficientemente dura da poter sperare che il colpevole, quasi sempre il compagno o marito, sconti una pena degna di questo nome: sei mesi, al massimo un anno di galera e poi i domiciliari.Quando va bene.
Io, da donna, non riesco a capire questi uomini: hanno paura di essere lasciati? Temono di non sentirsi sufficientemente maschi? Percepiscono ogni ombra di pantaloni come un potenziale rivale?
Perchè se è questo l'amore, allora è meglio non conoscerlo.

sabato 8 febbraio 2014

La mia prima intervista!

Vi propongo la mia prima intervista.
http://ilmondodelloscrittore.altervista.org/autori-m-r/mattei-antonella/intervista-antonella-mattei/

domenica 2 febbraio 2014

Aiutooo!!!!



E' successo. Sissì e' proprio successo quello che pregavo,imploravo, speravo, non succedesse mai.
Dopo aver passato una settimana a curare la suocera che di solito mi ignora, ma quando ha bisogno ammazza se mi riconosce  e allora prepara l'areosol, spiega trecento volte la stessa cosa perchè è pure sorda e vai dal dottore e riporta i sintomi e scrivi a caratteri cubitali quello che si deve prendere e falle il ventolin che per spiegarle come si fa mi ci è voluto un giorno e sono andata pure in iperventilazione per simulare come si procede; finalmente guarisce.
Martedì pomeriggio, ore 15: torna il figlio maschio da scuola, lamenta mal di testa, occhi rossi e un respiro particolare che io diagnostico in un nanosecondo. Dopo nemmeno mezz'ora ha 40,2. Influenza e che influenza!! Letto, tachipirina, termometro, apri i vetri , chiudi i vetri, cambia la maglia che hai sudato come un cammello, brodino leggero praticamente di acqua calda, comincia a straparlare( cosa che fa sempre quando ha la febbre alta). Sopravvivo fino a giovedì sera e mi preparo ad un venerdì di passione: accompagna la figlia grande dall'oculista che dopo la visita non ci vede, prepara tutto per il malato, affronta la " bomba d'acqua" sui mezzi pubblici, fai la visita, PAGA LA VISITA, fai la spesa, torna a nuoto a casa, ricambia la maglia e il pigiama e i lenzuoli al malato che ha sfebbrato. Arriva il pomeriggio e siccome sono fortunata, torna a casa il marito con 40 di febbre pure lui. Cerca il dottore, trova il dottore, COMPRA LE MEDICINE mentre i tombini saltano per la pioggia e per la mondezza che li ricopre, programma la sveglia notturna per ricordargli l'antibiotico a lui e la tachi al figlio, me ne vado a dormire ( si fa per dire) sul divano, lasciando il lettone ai malati.Sabato mi sentivo proprio come Carol Hataway, l'infermiera di E.R., quella che se la faceva con Clooney( non era disponibile ieri,porca paletta!) mi aggiravo per casa col termometro in tasca, la tachi a portata di mano continuando a cambiare maglette e lenzuoli. Poi oggi, come lo straripamento del Tevere, pure mia figlia sta male!!!
Chi di voi, gentili signori, ha un attico posto almeno al nono piano, sia gentile, sia caritatevole, me lo offra. Voglio morì!!!