lunedì 28 aprile 2014

Crimini in capsule








Sto partecipando ad un concorso particolare: scrivere in pochissime battute un "giallo".
Del racconto ne  viene poi realizzata una traccia audio e quelli con più "mi piace" vedranno i loro testi inseriti in una antologia.
Mi date una mano, anzi un mi piace!!

https://www.youtube.com/watch?v=81SMfnqsv18

mercoledì 23 aprile 2014

Avvolta dalle nebbie


Momenti difficili ne ho avuti a iosa.
In teoria dovrei sapere come reagire, come trasformare questo dolore in positività.
Invece no.
Mi ha totalmente avvolta, come l' abbraccio di un boa che vuole fare di me la sua preda.
Mi sta togliendo ogni capacità di reazione: vado lentamente alla deriva lasciandomi trasportare senza alcuna voglia di fare alcunchè per restare a galla. Esiste solo la forza d'inerzia: il giorno per fare quello che devo necessariamente fare e la notte per cercare di dormire e dimenticare che poi mi devo inesorabilmente risvegliare e ricominciare a fare.
Delle volte riesco a percepire negli occhi degli altri un vago barlume di  pena, non lo sopporto, mi provoca una rabbia feroce.
Andata e ritorno all'inferno in solitaria.
Quello che non ammazza fortifica.
Ma chi è che dice tutte queste stronzate?
Ammazza e come.
Solo che non lo vede nessuno.
Solo che si continua a respirare.
Solo che quel muscolo stupido continua a pulsare.
Solo che non si puzza come i cadaveri.
Solo che la bocca si costringe a distorcere sino a simulare un sorriso.
Evanescente, trasparente...
Domani, si domani andrà meglio.
Scrivere mi aiuta: qualcosa di mio, esclusivo, che esce direttamente dall'anima.
Si, andrà meglio. Domani.
O forse no.

martedì 22 aprile 2014

Nascosto tra i sogni

Il tema "Nascosto nei sogni" ha dato modo ai nostri autori di esprimersi in modo egregio e questo testo ne è un esempio. Per votarlo e commentarlo sarà sufficiente seguire questo link e apporre nei commenti un apprezzamento e la scritta "voto per questo testo".
Il sogno più bello di Antonella Mattei Keiko | 7 giorni di follie
settegiornidifollie.altervista.org
Il sogno più bello di Antonella Mattei Keiko
 
Grazie di cuore a chi vorrà sostenermi!

giovedì 10 aprile 2014

Le parole che non ho mai detto







Forse il blog non è il posto giusto dove parlare di questo argomento: qui si preferiscono pezzi leggeri, ironici, sarcastici.
Ma io sento la necessità di parlare di qualcosa di cui moltissimi ignorano l' esistenza, le cause, l'origine, le radici.
Un argomento di cui si parla poco e male e che causa più vittime di un' epidemia, spesso vittime indirette purtroppo.
La depressione.
Argomento usato ed abusato a dismisura.
La quasi totalità delle persone non conosce la differenza tra tristezza e depressione.
La seconda è una patologia. Anche piuttosto grave purtroppo. Le sue origine sono in parte di natura chimica: l'alternarsi dei livelli di alcune sostanze e ormoni nel cervello inducono il cambiamento dell'umore.
La depressione può essere di natura esogena, endogena o entrambe.
Non si diventa depressi perchè è morto il gatto, o non facciamo le vacanze o pesiamo tre chili più del dovuto. Quella sensazione può essere rabbia, tristezza, impotenza.
La depressione è tutt'altro: è qualcosa che mozza il respiro, che ti lascia galleggiare in uno stagno perchè non si ha la forza nè per nuotare, tantomeno per affogare. E soprattutto è qualcosa che nessuno vede.
E' mortale come un cancro ma nessuno si sognerebbe di dire a quel tipo di malato di darsi una mossa, una svegliata, che tanto passa.
Fa più morti del diabete, eppure non esiste persona che direbbe al diabetico di non pensarci, di farsi una bella passeggiata che poi tanto la glicemia scende.
I famigliari delle persone affette da altri tipi di patologia guardano i loro cari consumarsi divorati dal male fisico che gli mangia ossa e carni: gli sono vicini, cercano in cielo ed in terra ogni tipo di aiuto, più i malati mostrano i segni della sofferenza, più la famiglia dà ogni sostegno possibile al malato.
Perchè quel male si vede. Tutti vedono la consunzione, la sofferenza, la morte che mostra la faccia.
La depressione no.
E' infida.
Si mostra solo a chi la possiede.
A volte anche gli specialisti più accreditati fanno fatica a diagnosticarla e che dire dei farmaci: ci mettono minimo tre settimane a dare i primi segni di reazione, gli effetti collaterali sono devastanti e la cura dura in pratica tutta la vita perchè le recidive sono all'ordine del giorno. Alcune depressioni sono farmaciresistenti. Non si esce più dal tunnel.
E perchè non parlare del tabù che gira attorno a questa malattia e allo specialista che la cura?
Lo psichiatra.
Quanti se la sentirebbero di ammettere di seguire una terapia ed una consulenza psichiatrica?
Dire di andare dal reumatologo, dall'oculista, dall'oncologo, dal cardiologo, genera solidarietà, empatia, supporto morale.
Ammettere di frequentare uno psichiatra genera diffidenza, ironia, sospetti.
Quante volte, a seguito di fatti di cronaca di sangue, sentiamo dire dai conoscenti. " Ma sembrava tanto tranquillo/a, riservata questi si, ma niente lasciava presagire..."
Già. Lei non lascia mai presagire niente a nessuno.
Occorre qualcuno che sappia leggere negli occhi, in quegli occhi che mistificano un sorriso; in quelle parole strette tra i denti che dicono tutto il contrario.
Quando accadono questi fatti di cronaca nera, queste disgrazie, non c'è un solo colpevole. Colpevoli sono anche tutti coloro che non hanno voluto vedere, che hanno trattato con superficialità quel malato, che gli hanno detto di farsi un giro, una partita a briscola, una seduta di yoga.
La depressione uccide.
Nè più nè meno di altre patologie mortali, moltissime le persone note che ne sono state affette, anche se nel passato non si parlava di depressione, ma di malinconia. Ecco alcuni dei personaggi più famosi che ne soffrivano: Michelangelo Buonarroti, Wolfgang Amadeus Mozart, Giacomo Leopardi, Abraham Lincoln, Charles Baudelaire, Vincent Van Gogh, Gustave Flaubert, Lev Tolstoj, Winston Churchill, Ingmar Bergman, Indro Montanelli. Tra le donne, Virginia Woolf e molte star: Marilyn Monroe, Judy Garland, Brigitte Bardot, Elisabeth Taylor.
Si dice che sia la patologia delle persone sensibili.
Credo sia vero.
Non voltate gli occhi, non diagnosticatevi da soli questa terribile malattia e non dubitate di affidare ad uno specialista qualche conoscente che sembra soffrirne.
Di depressione si muore.
A volte senza essere sepolti.















giovedì 3 aprile 2014

Non perdete il prossimo spettacolo!

Dopo tre mesi e tre ore a settimana passate a fare questo




Mi sento pronta per il prossimo spettacolo al Circo Orfei!!
O vado a Italia's got talent?!
Oppure nel minimondo di Bonolis?!
Eppure non avrei mai pensato di farcela!!
Ma so' proprio forte!!!