mercoledì 15 aprile 2015

La videosorveglianza nelle scuole



Non riesco a comprendere perchè mai le scuole non dovrebbero essere videosorvegliate.
Il garante della privacy dice che i docenti avrebbero un atteggiamento innaturale e si sentirebbero sempre sotto osservazione. E allora dico io?
Qual è il problema?
Ci sarebbero solo numerosi vantaggi se qualche preside intelligente dotasse di telecamere la propria scuola. Primo non ci sarebbero più beghe legali se qualche alunno si fa male: la telecamera ti dice se i ragazzi stavano facendo i cretini, se la classe era scoperta o solo uno stupido incidente.
E che dire del bullismo: sarebbe abbattuto almeno dell'80%
E dei prof. che durante l'orario di lezione fanno telefonate personali o escono dalla classe per fumare al bar?
E dei lavoratori ministeriali che entrano ed escono coperti dai colleghi?
E dei ragazzi che spacciano droghe?
Ma insomma, sarebbero talmente tanti i vantaggi che l'eventuale, iniziale disagio, passerebbe presto.
Del resto chi vive in città è SEMPRE sorvegliato: nei centri commerciali, negli uffici postali, banche, semafori,crocevia particolari, teatri, cinema, sale d'attesa di enti pubblici, tipo ospedali;  insomma la privacy è andata a farsi benedire a favore della sicurezza eppure sembra che non ce ne accorgiamo.
Gli stessi docenti che si dicono contrari sono poi gli stessi che sui vari social postano tutto di se: mariti, mogli, amanti, foto dei figli, vacanze, quello che mangiano, dove e a che ora, dove vanno in vacanza e con chi, dove erano quel giorno che stavano in malattia: ma non volevi la privacy?
Come si è capito io sono a favore: mi sentirei rassicurata  e protetta.
Ma voglio mettermi anche nei panni dei docenti.
Questa è la mia esperienza.
Nel febbraio dell'1980, appena maggiornne e diplomata assistente all'infanzia, mia padre perse il lavoro e ci diedero anche lo sfratto perchè il figlio del padrone di casa si doveva sposare. Il mio mondo cambiò alla velocità della luce: mia madre andò a lavorare a casa del signor Hassan ( quello di tutti i negozi di moda) per molte ore al giorno, mio padre cadde in un profondo stato depressivo ed io venni interpellata da un ispettore che abitava in un palazzo di fronte al mio: aveva una bimba di sette mesi, la moglie lavorava al Bambin Gesù e cercavano una tata. Cominciai a lavorare, andavo a prendere la piccola alle 7,00 ( a volte la portava lui ancora col pigiamino) e la tenevo fino alle 15 o 16, dipendeva se tornava prima la mamma o il papà. Facevo di tutto: igiene personale, pappe, passeggiate, canzoncine e giochi, riposini. Tutto.
Durante le prime settimane cominciai ad avere l'impressione di essere osservata: riflessi nelle vetrine, ombre, siccome avevo il passeggino con me avevo un po' paura. Cercai di parlare con l'ispettore dopo una decina di giorni  e gli dissi di quell'impressione. Si mise a ridere e mi confessò che aveva dato incarico a due sottoposti di pedinarmi quando stavo con la figlia ( praticamente sempre). Non mi sentii offesa, anzi, ero contenta se aveva visto quanto mi davo da fare. Si complimentò per come lavoravo, con quanta passione e amore per quella piccoletta. L'anno dopo ebbero un'altra bimba, feci la tata anche a lei e la madrina al suo battesimo.
Mi chiedo ancora quale sia il problema se non c'è nulla da nascondere.

2 commenti:

  1. Sarebbe troppo semplice! Si risolverebbero i problemi è vero... ma poi loro che scuse potrebbero usare per poter manipolare il mondo a loro piacimento?

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    1. Anche questa è un'interpretazione :) :)

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