venerdì 5 giugno 2015

Se magnamo Roma

C'era una volta Roma.
C'era il lungotevere e le foglie portate via dal vento, c'era il Pincio coi suoi busti e le fontane, l'incontro con gli amici sotto la famosa Lampada Osram e c'erano le passeggiate notturne per i vicoli di Trastevere, c'erano i Fori Imperiali che ti fagocitavano in un'epoca fantastica e c'era tutto quello che non c'è più.
Mi dispiace per i più giovani che vedranno mai quello che abbiamo distrutto.
"Se magnamo Roma" hanno detto e quello che gli è sfuggito dalle mani lo abbiamo divorato noi.
Non riesco più ad andare a passeggiare per via Veneto o al Sistina da sola: se prendi la metro e scendi a Barberini sei fortunato se ti ritrovi le tasche integre con i fazzoletti usati, di solito quando non riescono a essere destri ti hanno tagliato la borsa; non ti puoi nemmeno sedere nei vagoni perchè oltre ad essere sudici, ci bivacca chiunque: ubriachi, tossici, prostitute, ragazzini con gli ormoni a palla che si accoppiano, mendincanti e cafoni in genere e tu sei lì, impotente, perchè non puoi fare nulla. Mia figlia è stata messa all'angolo alla fermata Anagnina da tre ragazzi, erano stranieri ubriachi ma se  fossero stati italiani li avrei sventrati  con egual piacere e senza alcuna ombra di pentimento. Circondata, umiliata con parole oscene, con una mano stringeva la borsa e con l'altra cercava di tenere lontane le mani dei tre, lei lavora anche 12 ore al giorno e quelli girano senza meta e senza senso nelle nostre strade; quella fermata è presidiata 24 ore su 24 dall'esercito, guarda caso in quel momento non c'era nessuno, poi per grazia ricevuta un militare è arrivato correndo, forse avvisato da qualche persona di buon cuore, e subito sono arrivati un carabiniere e altri miltari. Non è voluta tornare a casa, se ne è andata a lavorare. Me l'ha detto sei mesi dopo.
Non c'è più Piazza del Pantheon dove passavo i pomeriggi lunghi e accaldati a mangiare i gelati di Giolitti in compagnia delle amiche di turno, o le ore interminabili seduta sulla Barcaccia cercando d'individuare i tipi da rimorchio e quelli che cercavano le straniere. Ponte Milvio era uno stupendo scorcio sul Tevere, specialmente d'inverno e non c'era tutta quella ferraglia di assurdi lucchetti che dovrebbero simboleggiare un amore vincolante in eterno.
Roma è un immenso immondezzaio, davanti all'ormai famoso ospizio vicino casa mia ci sono svariati secchioni dell'immondizia, di solito sono talmente strapieni che la "monnezza" si riversa a terra arrivando sino al lato opposto impedendone il transito ai pedoni, il cancello rimane off limit per le suore, gli anziani ospiti spesso in sedia a rotelle e  per chiunque voglia andare nella chiesetta annessa. E non abbiamo marciapiedi. Le fontane e le statue sono stuprate ogni giorno, orde di barbari ci fanno di tutto: staccano i piedi alle statue della fontana di Piazza Navona, cavalcano i leoni di Piazza del Popolo, nelle meravigliose chiese che conservano Caravaggio da togliere il respiro ci dormono sulle panche e i confessionali  usati come bagni. Gli strabilianti colonnati di Piazza San Pietro sono un immenso centro di recupero per tossici, senza tetto, ladroni, e  quant'altro di peggio possa esistere: poi ti fai tre ore di fila al metal detector per entrare nella basilica, ma nel frattempo ti hanno fregato pure la merendina e se sciaguratamente cadi a terra sei nel luogo giusto per pregare affinchè non ti venga il colera, il tifo, la scabbia, la febbre gialla; diciamo che nella giungla del Costarica sei più al sicuro.
"Se magnamo Roma" hanno detto, lasciando quelli perbene nella melma.
Nel mio quartiere in un anno hanno scavato tutte le strade possibili togliendo la corrente per giornate intere, poi si sono accorti che i lavori erano fatti male; sono stati appaltati di nuovo, nuovi scavi, nuovi blackout, anche perchè nel frattempo si sono fregati tutto il rame delle nuove linee elettriche; oggi stanno asfaltando, anche sopra i tombini: aspetto il primo temporale e la mondezza davanti alle suorine galleggerà sotto il mio balcone.
Mi fa schifo questa Roma, questi romani. Mi fa schifo questo modo di sopravvivere.

( nella foto 3 la scuola di mio figlio protesta contro quello che succede sotto le loro finestre rappresentato nella foto 4)



























6 commenti:

  1. Che strazio e che tristezza.
    Ho visto con i miei occhi ciò che descrivi e non ho parole che possano esprimere lo sdegno.
    Siamo impotenti e questo ci rende sempre più fragili.

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    1. Totalmenti impotenti.
      E' tristissimo.

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  2. Ho condiviso su google plus... non so che aggiungere...

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    1. Non si può aggiungere nulla Sara: hanno tolto anche la possibilità di sognare un futuro migliore.

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  3. Letto ma già sapevo, però leggerti mi ha dato un senso di concrettezza e verità maggiori. Ti chiedo, quindi? Perchè qualcosa a monte deve essere fatto, o no? Qualcosa di serio, concreto...duro probabilmente.O no? Oppure domandarselo significa ipso facto essere razzisti, fascisti, stronzi, incivili etc etc... Personalmente sono più di dieci anni che vedo chiaramente dove si andava a parare e infatti là siamo arrivati.
    Per esempio oltre a presidiare la fermata Anagnina non sarebbe più serio fare sparire progressivamente gente come i tre che hanno circondato tua figlia? Come? Mah per esempio galera e chiavi buttate, oppure estradizione a calci in culo oppure peggio. Eccessivo? Chi io? Certamente.

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    1. In questi temi così caldi per la mia città io sono un'estremista: Roma ai romani e quelli che delinquono ( di qualsiasi colore o etnia) in galera.
      Mi chiamano razzista e fascista ma non me ne frega niente:mi hanno svuotato la borsa tre volte e ormai le riconosco a vista le ladre della metro, a mio figlio hanno preso sul bus lo smartphone che ancora sto pagando e la fermata del suddetto autobus si trova nel medesimo marciapiede dove trovi fotografate le "signorine" che al pomeriggio diventano trans, un suo compagno è stato picchiato da un pappone per un commento fatto ad una sua dipendente. Sono stanca, impaurita, delusa e senza speranza Ho letto proprio ora che al rom appena rilasciato dalla galera hanno dato la scorta... Cosa c'è da dire? Venite a viverci a Roma, non al Grand Hotel per tre notti, ma per sei mesi in periferia.

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