lunedì 9 novembre 2015

Genitori 2.0



Finiti per sempre i tempi delle mamme che ti mettevano all'ombra delle sdraio nel periodo della digestione, (che poi durava dalle quattro ore in poi); delle mamme che t'insegnavano a parlare sottovoce e perbene, dei genitori che uscivano tutti ben vestiti e portavano i figli a fare una passeggiata in un parco, alle giostre o nei posti più belli della città.
Solo ricordi lontani.
Ora ci sono i nuovi genitori: trucidi, che parlano il "trucidese", di solito più tatuati di un ex galeotto e con l'immancabile simbolo della fede ben in mostra: un lupo d'oro 10x10 ben in mostra,simbolo  sacro e inviolabile della maggica e portano, anzi trascinano, i figli  piangenti, lamentosi o urlanti nelle nuove agorà, nei moderni luoghi di confronto: il centro commerciale.
Mia figlia lavora in uno di questi orribili luoghi: è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo e mi racconta delle storie al limite dell'inverosimile.
Eccone una.
Arriva alla cassa principale ( il desk) una tipa dall'abbronzura tropicale, capelli bicolore dalle extension estreme, che gesticola con le lunghe unghie in vetroresina zebrate da una mano e tigrate dall'altra e chiama a gran voce:
-Scianelle! Scianelle, dove sei annata?   Che avete visto 'na regazzina de du anni?
Le si avvicina uno dei responsabili di reparto chiedendole dove avesse lasciato la bambina.
La risposta ha dell'inquietante.
I genitori, impegnati a cercare abiti, scarpe e gadget della Roma, hanno lasciato la figlia a dormire su un divanetto del piano di sopra. Il responabile allibito chiama il direttore, mentre alcune commesse vanno a cercare la bambina; il direttore chiede il nome della bimba e i genitori lo dichiarano, lui lo scrive ma viene corretto: non Chanel ( che già è assurdo), ma Scianel, come la figlia di Totti, secondo il loro microcefalo. Mentre il padre, tipo Ivano di Verdone, cerca di spiegare al direttore del motivo dell'abbandono della piccola, la madre si specchia, si aggiusta  i capelli finti e chiede se qualcuno conosce il risultato della partita. Finalmente ritrovano la piccola nascosta in un camerino di prova ed il direttore è indeciso se avvisare le autorità o meno, intanto i due finiscono  di comprare altre stupidaggini giallo/rosse e pagano alla cassa dove lavora mia figlia. Che a volte è proprio stronza.
Figlia:- Che bel nome la bambina, davvero bello!
Madre:- Eh.. ciò so, er nome daa fija de Totti!
Figlia:- E da dove deriva?
Madre:- Eh.. 'nciò so bene.. dovrebbe da esse er nome de 'no stilista, uno de quelli che fanno le sfilate co le modelle, quelli 'nsacco fighi.
Figlia:- Adesso le dico una cosa, io aspetto due gemelli e sa come li chiamerò?
Madre:- Oddio,'nciò so, come li chiami: Francesco, Tiago?
Figlia:- No! Macchè! Io li chiamo Dolce e Gabbana.
La donna splanaca gli occhi e chiama il marito.
- A Gianlù, hai sentito che forza?! I figli maschi li chiama Dolce e Gabbana! Ma che figata! Mo er maschio pure noi.. ma se è uno solo come o chiamamo?

4 commenti:

  1. quando la realtà supera la fantascienza!!!!

    RispondiElimina
  2. L'unico fatto falso è la gravidanza di mia figlia. Che sarebbe il male minore :(

    RispondiElimina
  3. Storia tragicomica ed inquietante. Questi sono gli individui che in estate lasciano i figli in macchina sotto il sole per andare a giocare con le slot machines.
    Buona giornata.
    Un abbraccio
    enrico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E sapessi quanti ce ne sono!
      Ciao Enrico

      Elimina