domenica 29 novembre 2015

Nevicano Libri




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 Abbiamo chiuso le liste per l’evento #NevicanoLibri e, da quanto è arrivato, si prospetta una promozione come non ne avete viste prima. Questi i numeri di #NevicanoLibri: 13 editori e 30 autori self per un totale di 462 titoli. Un numero impressionante, oltre il doppio di quello totalizzato nel nostro precedente evento (#LaNotteBiancaDegliEbook).
Dunque, nei tre giorni di promozione che, vi ricordiamo, saranno dal 2 al 4 dicembre, i lettori avranno di che sbizzarrirsi fra i libri che troveranno in offerta e sarà, questa, una splendida occasione per fare dello shopping natalizio, pensando anche ai regali che potrete fare per donare gioia. In questi giorni, quelli che precedono l’inizio dell’evento, i blog letterari che partecipano a questa iniziativa, riuniti sotto la denominazione Blog Crossing (Gli Scrittori della Porta Accanto, Parliamo di Libri, Books Hunters Blog e Il Mondo dello Scrittore), metteranno a disposizione tutte le liste dei titoli che saranno posti in offerta nei tre giorni promozionali, già ora potete notare che alcuni si stanno preparando e molti libri risultano già scontati. Quindi, non perdetevi l’occasione, davvero ghiotta e, nel frattempo, fatevi una passeggiata fra le pagine di:
Vi ricordiamo che diversi libri verranno offerti in formato digitale, altri in cartaceo e, altri ancora, in entrambe le versioni. I blogger che volessero condividere con noi l’iniziativa, siano così cortesi da inserire l‘hashtag #NevicanoLibri e di segnalare il link all’articolo nella pagina facebook Blog Crossing, in questo modo potremo dare visibilità al vostro blog, condividendo, a nostra volta su tutti i social collegati, la vostra pagina.
Partecipa all'evento anche il mio libro Per mia colpa, riportato a nuova vita con una cover  tutta da scoprire: e quindi, se non ora quando? Approfittatene e leggete tutto quello che vorrete!

mercoledì 25 novembre 2015

Che non sia solo retorica







Questo non è un post di mera retorica, perchè questa giornata contro la violenza sulle donne ha il sapore amaro di una storia trita e ritrita.
Potrei scrivere un pezzo pieno di potenza e sentimento e voglia di giustizia.
Potrei ma non lo farò.

Voglio parlare di una ragazzina, una giovanissima ragazza con una voglia inarrestabile di essere donna troppo presto. Ha trovato l'uomo sbagliato, l'uomo che ogni genitore sente tremare i polsi percependo le sue emozioni. Ma i figli spesso non ascoltano e, forse, ancor meno le ragazze innamorate. Chiara era bella, era giovane, amava e forse sfidava i suoi genitori e se stessa, ritenendo fosse in grado di tenere a bada i mostri. Non è andata così. Ho scritto di Chiara al passato ma lei non è morta. O forse si.
Quella Chiara non c'è più, sbriciolata sotto i colpi feroci dell'uomo che credeva l'amasse.
Ora rimane di Chiara solo questo cucciolo fragile aggrappato al suo papà.

Il link che trovate è la storia di Chiara, del suo papà e della sua mamma. Persone vere e non immagini, scarpe rosse e parole vane.
E poi c'è colui che l'ha ridotta così, che ha ottenuto uno sconto di pena dicendo al giudice che era dispiaciuto dell'accaduto.
Perchè questa è la giustizia che abbiamo e possiamo manifestare, urlare, piangere o tacere ma la magistratura è così. Glaciale asettica e indifferente.
Ecco la storia di Chiara.

http://www.corriere.it/reportages/cronache/2015/violenza-donne-chiara-insidioso/#pag3?refresh_ce-cp

venerdì 13 novembre 2015

La morte sospesa

Tutti gli uomini sognano.
Non però allo stesso modo.
Quelli che sognano di notte
nei polverosi recessi
della mente
si svegliano al mattino
per scoprire che il sogno è vano.
Ma quelli che sognano di giorno
sono uomini pericolosi,
giacchè ad essi è dato vivere
i sogni occhi aperti
e far sì che si avverino

T.E. Lawrence
I sette pilastri della saggezza


Questi bei versi altro non sono che l'introduzione di un libro che io reputo meraviglioso.Non è un racconto d'avventura, ma il resoconto di una impresa straordinaria.  Nel giugno del 1985 due giovani alpinisti britannici decidono di scalare la parete ovest del Siula Grande (6536 metri), conquistata la vetta una violenta bufera li costringe ad una discesa difficoltosa e Simposon, autore del libro, perde un appoggio e precipita rompendosi una gamba; il compagno Yates lo cala faticosamente in mezzo alla bufera con laboriose manovre di corda, ma ad un  certo punto, oltre il gelo mortale, il buio e la bufera Simpson si ritrova appeso a penzoloni in uno strapiombo. Yates non riesce più ad issarlo e, rischiando di precitare nel vuoto anche lui , decide di tagliare la corda che lo unisce al compagno e che rappresenta l'unica salvezza per Simpson. Yates torna al bivacco divorato dai sensi di colpa e attende un ritorno che appare solo un alibi al suo rimorso.
Simpson precipita in un crepaccio profondissimo e malgrado le gambe rotte, il congelamento delle mani, la disidratazione e l'inedia, dopo alcuni giorni arriva strisciando al campo urlando e sussurrando il nome dell'amico.
E' un racconto meraviglioso di forza d'animo malgrado la sofferenza e il terrore, personalmente credo che renda meglio nel suo titolo originale Touching the void, comunque nulla toglie al ritmo della narrazione e all'accuratezza delle parole: oltre che un ottimo scalatore Simpson è anche un bravissimo scrittore.
Esiste anche il film, interpretato dai due scalatori, è girato come un documentario che nulla risparmia alla sofferenza e al terrore, ma anche al senso di colpa dei due protagonisti.
Nell'ambiente degli scalatori si dice il film sia servito a reinserire Yates nell'ambiente in modo consono, dal momento che dall'incidente era visto in malo modo.
Ho visto il film molte volte, amo le altezze e le persone straordinarie; poi ho cercato il libro che era disponibile solo in inglese. L'anno scorso l'ho finalmente trovato e non mi ha deluso, anzi, in alcuni passaggi Simpson immagina i pensieri dell'amico costretto a quel taglio lacerante e li ho trovati intensi e commoventi.
E' un libro poco conosciuto, malgrado sia un best seller nel suo genere e lo consiglio a chi ha voglia di un'avventura straordinaria compiuta da uomini staordinari ma consapevoli della loro fragilità.

lunedì 9 novembre 2015

Genitori 2.0



Finiti per sempre i tempi delle mamme che ti mettevano all'ombra delle sdraio nel periodo della digestione, (che poi durava dalle quattro ore in poi); delle mamme che t'insegnavano a parlare sottovoce e perbene, dei genitori che uscivano tutti ben vestiti e portavano i figli a fare una passeggiata in un parco, alle giostre o nei posti più belli della città.
Solo ricordi lontani.
Ora ci sono i nuovi genitori: trucidi, che parlano il "trucidese", di solito più tatuati di un ex galeotto e con l'immancabile simbolo della fede ben in mostra: un lupo d'oro 10x10 ben in mostra,simbolo  sacro e inviolabile della maggica e portano, anzi trascinano, i figli  piangenti, lamentosi o urlanti nelle nuove agorà, nei moderni luoghi di confronto: il centro commerciale.
Mia figlia lavora in uno di questi orribili luoghi: è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo e mi racconta delle storie al limite dell'inverosimile.
Eccone una.
Arriva alla cassa principale ( il desk) una tipa dall'abbronzura tropicale, capelli bicolore dalle extension estreme, che gesticola con le lunghe unghie in vetroresina zebrate da una mano e tigrate dall'altra e chiama a gran voce:
-Scianelle! Scianelle, dove sei annata?   Che avete visto 'na regazzina de du anni?
Le si avvicina uno dei responsabili di reparto chiedendole dove avesse lasciato la bambina.
La risposta ha dell'inquietante.
I genitori, impegnati a cercare abiti, scarpe e gadget della Roma, hanno lasciato la figlia a dormire su un divanetto del piano di sopra. Il responabile allibito chiama il direttore, mentre alcune commesse vanno a cercare la bambina; il direttore chiede il nome della bimba e i genitori lo dichiarano, lui lo scrive ma viene corretto: non Chanel ( che già è assurdo), ma Scianel, come la figlia di Totti, secondo il loro microcefalo. Mentre il padre, tipo Ivano di Verdone, cerca di spiegare al direttore del motivo dell'abbandono della piccola, la madre si specchia, si aggiusta  i capelli finti e chiede se qualcuno conosce il risultato della partita. Finalmente ritrovano la piccola nascosta in un camerino di prova ed il direttore è indeciso se avvisare le autorità o meno, intanto i due finiscono  di comprare altre stupidaggini giallo/rosse e pagano alla cassa dove lavora mia figlia. Che a volte è proprio stronza.
Figlia:- Che bel nome la bambina, davvero bello!
Madre:- Eh.. ciò so, er nome daa fija de Totti!
Figlia:- E da dove deriva?
Madre:- Eh.. 'nciò so bene.. dovrebbe da esse er nome de 'no stilista, uno de quelli che fanno le sfilate co le modelle, quelli 'nsacco fighi.
Figlia:- Adesso le dico una cosa, io aspetto due gemelli e sa come li chiamerò?
Madre:- Oddio,'nciò so, come li chiami: Francesco, Tiago?
Figlia:- No! Macchè! Io li chiamo Dolce e Gabbana.
La donna splanaca gli occhi e chiama il marito.
- A Gianlù, hai sentito che forza?! I figli maschi li chiama Dolce e Gabbana! Ma che figata! Mo er maschio pure noi.. ma se è uno solo come o chiamamo?