sabato 26 dicembre 2015

Il giorno dopo









 E pure questo è passato! Fatto, finito , e si passa all’esamina di che cosa si fa oggi, che tradizionalmente è il giorno in cui si fa il bilancio di cosa è stato il Natale appena trascorso. Allora, ieri ci siamo sfondati a pranzo fino alle 4 di pomeriggio e dopo un po’ ci siamo intristiti come una domenica pomeriggio dopo le 5. Oggi aria nuova, si butta tutto, le cartacce dei regali, al riciclo per favore, e si fa la cernita dei regali da cambiare. Primi tra tutti gli oggetti per la casa, schiaccianoci, cavatappi, sottobicchieri vanno portati in parrocchia subito, insieme a tutti i vari angeli e suppellettili Thun che sono veramente trash, poi i capi d’abbigliamento con colori sbagliati, tipo fucsia, mattone bruciato, glicine si provano a cambiare domani 27, i negozi sono aperti, se vi dicono no, lo portate in parrocchia per i terremotati, che li butteranno non appena li vedono. I libri, se vi ritrovate con Moccia, Muccino, Volo e vi hanno fatto la dedica, strappate la pagina e lo riportate indietro  non se ne accorge nessuno, cercate di prenderne uno un poco più caro, così il libraio non fa obiezioni e non controlla se per caso avete strappato la pagina con la dedica. Se vi hanno regalato un cd brutto, vuol dire che avete sbagliato a frequentare una persona che ancora regala i cd e quindi ve lo tenete apposta e glielo ri-regalate tra due anni, quando non esisteranno più! Se vi hanno regalato un profumo brutto, cattivo, non un classico, ma uno di quelli nuovi, massima attenzione: dovete fingere il massimo gradimento, non appena capite che si tratta di un profumo, agiatate il pacchetto se capite che c’è un liquido dentro è un profumo, e fate finta: "Ma non mi dire che mi ha regalato Eau de Jambon, mamma mia, non sai quanto lo volevo, grazie!”. E lo mettete via senza aprire il cellophane, altrimenti non ve lo cambiano più! Domani lo cambiate con Eau de Cartier aggiungendo una piccola differenza oppure, se già avete il vostro profumo, con la crema corpo per un anno. E ricordatevi che il regalo più bello è sempre questo: un foglio di carta e qualche riga vergata a mano, sincera. Mia figlia ha ricevuto un dono gradito, ma in fondo alla confezione, quasi nascosto, c'era un foglietto ripiegato vergato a mano. E' riuscita a commuoversi lei ed io che ho avuto l'onore di leggerlo. Niente ha valore come le parole di coloro che ti apprezzano per quello che sei, senza ipocrisie e maschere.

martedì 22 dicembre 2015

Un mondo che va alla rovescia








Come psicoterapeuta, incontro spesso persone dotate di un’ottima salute mentale ma sofferenti, a causa della patologia sociale in cui vivono immerse.
Nel corso degli anni ho individuato, dietro a tante richieste di aiuto, una struttura di personalità dotata di sensibilità, creatività, empatia e intuizione, che ho chiamato: Personalità Creativa.
In questi casi non si può parlare di cura (anche se, chi chiede una terapia, si sente patologico e domanda di essere curato) perché: essere emotivamente sani in un mondo malato genera, inevitabilmente, un grande dolore e porta a sentirsi diversi ed emarginati.
Le persone che possiedono una Personalità Creativa sono capaci di amare, di sognare, di sperimentare, di giocare, di cambiare, di raggiungere i propri obiettivi e di formularne di nuovi.
Sono uomini e donne emotivamente sani, inscindibilmente connessi alla propria anima e in contatto con la sua verità.
Queste persone coltivano la certezza che la vita abbia un significato diverso per ciascuno e rispettano ogni essere vivente, sperimentando così una grande ricchezza di possibilità.
É gente che non ama la competizione, la sopraffazione e lo sfruttamento, perché scorge un pezzetto di sé in ogni cosa che esiste.
Gente che non riesce a sentirsi bene in mezzo alla sofferenza e incapace di costruire la propria fortuna sulla disgrazia di altri.
Gente che nella nostra società non va di moda, disposta a rinunciare per condividere.
Gente impopolare. Derisa dalla legge del più forte. Beffata dalla competizione.
Portatori di un sapere che non piace, non perdono di vista l’importanza di ciò che non ha forma e non si può toccare.
Sono queste le persone che possiedono una Personalità Creativa.
Persone ingiustamente ridicolizzate e incomprese in un mondo malato di arroganza, e che, spesso, si rivolgono agli psicologi chiedendo aiuto.
Ognuno di loro è orientato verso scelte diverse da quelle di sempre.
E in genere hanno valori e priorità incomprensibili per la maggioranza.
Non seguono una religione, ma ascoltano con religiosa attenzione i dettami del proprio mondo interiore.
Sanno scherzare, senza prendere in giro.
Pagano di persona il prezzo delle proprie scelte e preferiscono perdere, pur di non barattare la dignità.
Sono fatti così.
Poco ipnotizzabili. Poco omologabili. Poco assoggettabili.
Persone che non fanno tendenza.
Forse.
Gente poco normale, di questi tempi.
Gente con l’anima.
Di dr.ssa Carla Sale Musio
Fonte: carlasalemusio.blog.tiscali.it

martedì 15 dicembre 2015

Il giudizio









Disponibile su Amazon
http://www.amazon.it/Per-mia-colpa-Antonella-Mattei-ebook/dp/B01922WDT2

E questa la rensione che ha ottenuto.

Il romanzo di Antonella Mattei ha un unico imperdonabile difetto: è troppo breve! E questa è davvero l’unica pecca, se così si può chiamarla, di una trama che coinvolge il lettore fin dalle prime righe, trasportandolo in un mondo costruito sulla base di emozioni forti. Per mia colpa è la storia di Agnese vissuta attraverso i suoi occhi, le sue sensazioni, le sue paure e le sue rassegnazioni. La vicenda di una giovane donna che, percorrendo le proprie vicissitudini fra un sottile filo il quale unisce il presente al passato e che si dipana nell’orrore umano, vive dentro in un inferno personale che solo chi lo ha vissuto può comprendere appieno.
Un orrore che inizia già con la nascita stessa della bimba, una figlia non desiderata e concepita per errore da una prostituta alcoolizzata. Un rapporto fra madre e figlia che nulla ha di umano se non la miseria stessa. Un riscatto sorto laddove ogni speranza pare ormai perduta nei miasmi di una rassegnazione preannunciata. E poi Lea, donna enigmatica, che diventa quel modello comportamentale che Agnese, da sola, non sarebbe mai stata in grado di concepire e riconoscere. Il breve romanzo scatena emozioni di ogni genere, dalla rabbia alla ribellione, dalla pietà all’umana comprensione, ma mai, neppure per un istante, protende nella direzione di un barlume di calore verso gli aguzzini, verso coloro che, per dubbi motivi, assolvono i colpevoli instillando nelle vittime il senso di colpa. Ed ecco che si spiega il titolo: Per mia colpa. Una colpa presunta e fortemente voluta da chi non è in grado di valutare le situazioni per ciò che realmente sono, dando un nome esatto a chi i crimini li commette. Una colpa che induce ad addossare le responsabilità a chi subisce, mettendo in croce chi non può e non deve ribellarsi. Una colpa che solo in alcuni casi può essere imputata al giusto soggetto. Nella maggior parte dei casi l’ignoranza, la rassegnazione e la mancanza di opportunità traducono i sottomessi in vittime materiali, in cui solo la fine può portare alla liberazione totale. E la liberazione equivale spesso alla morte. Il romanzo è un appello alla speranza, alla comprensione, ad aprire gli occhi di fronte a realtà che si snodano anche nel nostro quotidiano. L’essere ciechi non rende meno colpevoli, l’essere testimoni silenti non rende meno infami. La storia di Agnese può appartenere a chiunque, racchiude l’essenza e il seme di un germoglio che può attecchire ovunque e crescere in qualsiasi casa e contesto. Ignorare e voltare volutamente il viso da un’altra parte per non vedere, giudicando solo l’apparenza, ci rende aguzzini a nostra volta. Nessuno è esente. Dunque di chi è la colpa? Di chi subisce? Di chi infligge? O di chi osserva senza fare nulla? In questo caso la risposta pare semplice e scontata, ma nella realtà, nella vita comune di tutti i giorni, le sfumature si confondono e i confini diventano impercettibili. Il romanzo di Antonella Mattei rappresenta un esercizio di bravura notevole e benché sia stato prodotto solo in versione digitale, non presenta quei tipici difetti che si riscontrano nei testi pubblicati solo in ebook. Quindi, se vi piacciono i libri dalle trame imprevedibili, basati soprattutto sulle emozioni reali e umane che possono suscitare, questo è il testo che fa per voi.


Il romanzo di Antonella Mattei ha un unico imperdonabile difetto: è troppo breve! E questa è davvero l’unica pecca, se così si può chiamarla, di una trama che coinvolge il lettore fin dalle prime righe, trasportandolo in un mondo costruito sulla base di emozioni forti. Per mia colpa è la storia di Agnese vissuta attraverso i suoi occhi, le sue sensazioni, le sue paure e le sue rassegnazioni. La vicenda di una giovane donna che, percorrendo le proprie vicissitudini fra un sottile filo il quale unisce il presente al passato e che si dipana nell’orrore umano, vive dentro in un inferno personale che solo chi lo ha vissuto può comprendere appieno.
Un orrore che inizia già con la nascita stessa della bimba, una figlia non desiderata e concepita per errore da una prostituta alcoolizzata. Un rapporto fra madre e figlia che nulla ha di umano se non la miseria stessa. Un riscatto sorto laddove ogni speranza pare ormai perduta nei miasmi di una rassegnazione preannunciata. E poi Lea, donna enigmatica, che diventa quel modello comportamentale che Agnese, da sola, non sarebbe mai stata in grado di concepire e riconoscere. Il breve romanzo scatena emozioni di ogni genere, dalla rabbia alla ribellione, dalla pietà all’umana comprensione, ma mai, neppure per un istante, protende nella direzione di un barlume di calore verso gli aguzzini, verso coloro che, per dubbi motivi, assolvono i colpevoli instillando nelle vittime il senso di colpa. Ed ecco che si spiega il titolo: Per mia colpa. Una colpa presunta e fortemente voluta da chi non è in grado di valutare le situazioni per ciò che realmente sono, dando un nome esatto a chi i crimini li commette. Una colpa che induce ad addossare le responsabilità a chi subisce, mettendo in croce chi non può e non deve ribellarsi. Una colpa che solo in alcuni casi può essere imputata al giusto soggetto. Nella maggior parte dei casi l’ignoranza, la rassegnazione e la mancanza di opportunità traducono i sottomessi in vittime materiali, in cui solo la fine può portare alla liberazione totale. E la liberazione equivale spesso alla morte. Il romanzo è un appello alla speranza, alla comprensione, ad aprire gli occhi di fronte a realtà che si snodano anche nel nostro quotidiano. L’essere ciechi non rende meno colpevoli, l’essere testimoni silenti non rende meno infami. La storia di Agnese può appartenere a chiunque, racchiude l’essenza e il seme di un germoglio che può attecchire ovunque e crescere in qualsiasi casa e contesto. Ignorare e voltare volutamente il viso da un’altra parte per non vedere, giudicando solo l’apparenza, ci rende aguzzini a nostra volta. Nessuno è esente. Dunque di chi è la colpa? Di chi subisce? Di chi infligge? O di chi osserva senza fare nulla? In questo caso la risposta pare semplice e scontata, ma nella realtà, nella vita comune di tutti i giorni, le sfumature si confondono e i confini diventano impercettibili. Il romanzo di Antonella Mattei rappresenta un esercizio di bravura notevole e benché sia stato prodotto solo in versione digitale, non presenta quei tipici difetti che si riscontrano nei testi pubblicati solo in ebook. Quindi, se vi piacciono i libri dalle trame imprevedibili, basati soprattutto sulle emozioni reali e umane che possono suscitare, questo è il testo che fa per voi.
Il romanzo di Antonella Mattei ha un unico imperdonabile difetto: è troppo breve! E questa è davvero l’unica pecca, se così si può chiamarla, di una trama che coinvolge il lettore fin dalle prime righe, trasportandolo in un mondo costruito sulla base di emozioni forti. Per mia colpa è la storia di Agnese vissuta attraverso i suoi occhi, le sue sensazioni, le sue paure e le sue rassegnazioni. La vicenda di una giovane donna che, percorrendo le proprie vicissitudini fra un sottile filo il quale unisce il presente al passato e che si dipana nell’orrore umano, vive dentro in un inferno personale che solo chi lo ha vissuto può comprendere appieno.
Un orrore che inizia già con la nascita stessa della bimba, una figlia non desiderata e concepita per errore da una prostituta alcoolizzata. Un rapporto fra madre e figlia che nulla ha di umano se non la miseria stessa. Un riscatto sorto laddove ogni speranza pare ormai perduta nei miasmi di una rassegnazione preannunciata. E poi Lea, donna enigmatica, che diventa quel modello comportamentale che Agnese, da sola, non sarebbe mai stata in grado di concepire e riconoscere. Il breve romanzo scatena emozioni di ogni genere, dalla rabbia alla ribellione, dalla pietà all’umana comprensione, ma mai, neppure per un istante, protende nella direzione di un barlume di calore verso gli aguzzini, verso coloro che, per dubbi motivi, assolvono i colpevoli instillando nelle vittime il senso di colpa. Ed ecco che si spiega il titolo: Per mia colpa. Una colpa presunta e fortemente voluta da chi non è in grado di valutare le situazioni per ciò che realmente sono, dando un nome esatto a chi i crimini li commette. Una colpa che induce ad addossare le responsabilità a chi subisce, mettendo in croce chi non può e non deve ribellarsi. Una colpa che solo in alcuni casi può essere imputata al giusto soggetto. Nella maggior parte dei casi l’ignoranza, la rassegnazione e la mancanza di opportunità traducono i sottomessi in vittime materiali, in cui solo la fine può portare alla liberazione totale. E la liberazione equivale spesso alla morte. Il romanzo è un appello alla speranza, alla comprensione, ad aprire gli occhi di fronte a realtà che si snodano anche nel nostro quotidiano. L’essere ciechi non rende meno colpevoli, l’essere testimoni silenti non rende meno infami. La storia di Agnese può appartenere a chiunque, racchiude l’essenza e il seme di un germoglio che può attecchire ovunque e crescere in qualsiasi casa e contesto. Ignorare e voltare volutamente il viso da un’altra parte per non vedere, giudicando solo l’apparenza, ci rende aguzzini a nostra volta. Nessuno è esente. Dunque di chi è la colpa? Di chi subisce? Di chi infligge? O di chi osserva senza fare nulla? In questo caso la risposta pare semplice e scontata, ma nella realtà, nella vita comune di tutti i giorni, le sfumature si confondono e i confini diventano impercettibili. Il romanzo di Antonella Mattei rappresenta un esercizio di bravura notevole e benché sia stato prodotto solo in versione digitale, non presenta quei tipici difetti che si riscontrano nei testi pubblicati solo in ebook. Quindi, se vi piacciono i libri dalle trame imprevedibili, basati soprattutto sulle emozioni reali e umane che possono suscitare, questo è il testo che fa per voi.
Il romanzo di Antonella Mattei ha un unico imperdonabile difetto: è troppo breve! E questa è davvero l’unica pecca, se così si può chiamarla, di una trama che coinvolge il lettore fin dalle prime righe, trasportandolo in un mondo costruito sulla base di emozioni forti. Per mia colpa è la storia di Agnese vissuta attraverso i suoi occhi, le sue sensazioni, le sue paure e le sue rassegnazioni. La vicenda di una giovane donna che, percorrendo le proprie vicissitudini fra un sottile filo il quale unisce il presente al passato e che si dipana nell’orrore umano, vive dentro in un inferno personale che solo chi lo ha vissuto può comprendere appieno.
Un orrore che inizia già con la nascita stessa della bimba, una figlia non desiderata e concepita per errore da una prostituta alcoolizzata. Un rapporto fra madre e figlia che nulla ha di umano se non la miseria stessa. Un riscatto sorto laddove ogni speranza pare ormai perduta nei miasmi di una rassegnazione preannunciata. E poi Lea, donna enigmatica, che diventa quel modello comportamentale che Agnese, da sola, non sarebbe mai stata in grado di concepire e riconoscere. Il breve romanzo scatena emozioni di ogni genere, dalla rabbia alla ribellione, dalla pietà all’umana comprensione, ma mai, neppure per un istante, protende nella direzione di un barlume di calore verso gli aguzzini, verso coloro che, per dubbi motivi, assolvono i colpevoli instillando nelle vittime il senso di colpa. Ed ecco che si spiega il titolo: Per mia colpa. Una colpa presunta e fortemente voluta da chi non è in grado di valutare le situazioni per ciò che realmente sono, dando un nome esatto a chi i crimini li commette. Una colpa che induce ad addossare le responsabilità a chi subisce, mettendo in croce chi non può e non deve ribellarsi. Una colpa che solo in alcuni casi può essere imputata al giusto soggetto. Nella maggior parte dei casi l’ignoranza, la rassegnazione e la mancanza di opportunità traducono i sottomessi in vittime materiali, in cui solo la fine può portare alla liberazione totale. E la liberazione equivale spesso alla morte. Il romanzo è un appello alla speranza, alla comprensione, ad aprire gli occhi di fronte a realtà che si snodano anche nel nostro quotidiano. L’essere ciechi non rende meno colpevoli, l’essere testimoni silenti non rende meno infami. La storia di Agnese può appartenere a chiunque, racchiude l’essenza e il seme di un germoglio che può attecchire ovunque e crescere in qualsiasi casa e contesto. Ignorare e voltare volutamente il viso da un’altra parte per non vedere, giudicando solo l’apparenza, ci rende aguzzini a nostra volta. Nessuno è esente. Dunque di chi è la colpa? Di chi subisce? Di chi infligge? O di chi osserva senza fare nulla? In questo caso la risposta pare semplice e scontata, ma nella realtà, nella vita comune di tutti i giorni, le sfumature si confondono e i confini diventano impercettibili. Il romanzo di Antonella Mattei rappresenta un esercizio di bravura notevole e benché sia stato prodotto solo in versione digitale, non presenta quei tipici difetti che si riscontrano nei testi pubblicati solo in ebook. Quindi, se vi piacciono i libri dalle trame imprevedibili, basati soprattutto sulle emozioni reali e umane che possono suscitare, questo è il testo che fa per voi.

martedì 1 dicembre 2015

Ci siamo!









Dalla mezzanotte di oggi e fino al 4 Dicembre, come anticipato nel post precedente, piovono libri!
Ecco il link per il mio libro: buona lettura!
http://ilmondodelloscrittore.altervista.org/autori-m-r/mattei-antonella

E approfittate di questa straordinaria iniziativa: 486 titoli, centinaia di autori e case editrici a prezzi bassissimi.