lunedì 14 marzo 2016

La diva fragile

Cammino spesso sopra un marciapiede sporco, trascurato, davanti ai teatri di posa di Cinecittà: c’è una stella di marmo in terra, ignorata, logorata dal tempo, invisibile ai più, tra cartacce svolazzanti e mozziconi di sigarette: è per l’attrice italiana più grande  di tutti i tempi, perché c’è la Bellucci che è bella da morire ma quando recita si rischia la narcolessia e poi c’è la Loren, una icona è vero, ma non potrà mai raggiungere lei: Nannarella.
herbert list
In questa sua foto storica  del fotografo tedesco Herbert List, Anna Magnani ha il mento appoggiato sulla mano, i capelli corvini che nessuna messa in piega sarebbe riuscita a domare, la bocca carnosa e volitiva, lo sguardo perso chissà dove, le sopracciglia marcate. E le occhiaie - non sarebbe la Magnani senza occhiaie - a causa di "una lacrima di troppo e una carezza in meno". Un’ attrice di prima grandezza, una donna dal temperamento potente, il suo grande amico Tennesse William diceva di lei: "una che affondava gli artigli nel cuore" leggendarie le sfuriate con Visconti, persino De Sica era intimidito dal suo temperamento - la Magnani era fragile e tormentata in amore. Nessuno riuscì mai ad asciugare quella lacrima di troppo e a compensare la carezza negata. Né Goffredo Alessandrini, il regista che sposò prima della guerra; né Massimo Serato, il padre che l’adorato figlio Luca  non avrebbe mai chiamato papà; né Roberto Rossellini che scappò di casa inventando una bugia miserabile per correre tra le braccia della Bergman; né Anthony Franciosa, di vent'anni più giovane, nonostante la focosa attrazione che si scatenò sul set di Selvaggio è il vento; né Marlon Brando, il magnifico bastardi di Pelle di serpente al quale riuscì solo a strappare un bacio (o un morso?) a forza.
anna brandoanna franciosa
Oscar nel 1956 con La rosa tatuata, non andò alla premiazione: Anna si aggira scalza in pantaloni nascondendo anche a se stessa la propria ansia. Per allentare la tensione, esce di casa sotto la pioggia e fa una lunga passeggiata con i suoi cani. Quando ritorna è più serena, ma solo alle quattro di mattina decide finalmente di andare a dormire". La svegliarono al telefono: aveva vinto - miglior attrice protagonista per La rosa tatuata. Lei a sua volta svegliò il piccolo Luca, che a quattordici anni ormai intuiva la grandezza dell'artista che stentava a chiamare mamma. "Non è mai stata una donnetta, una donnicciola, non ha mai fatto chiacchiere da cortile, era sempre una regina, non ha mai discusso di cose meschine", dichiara il figlio Luca in una biografia della madre.
anna oscarla rosa tatuata
E sempre a lei la Loren deve il suo successo: nel film La ciociara il ruolo principale era destinato alla Magnani che rifiutò sdegnata la proposta di De Sica quando seppe che la “figlia” sarebbe stata la Loren secondo lei troppo grande d’età al suo confronto. Se la Loren è stata effettivamente straordinaria in quel ruolo capitatole come un dono del cielo, non oso pensare  cosa ci siamo persi quando Nannarella decise di non fare più il film.
Riconoscere la grandezza della Magnani  non è molto complicato: c’è qualcuno nel panorama italiano che potrebbe essere una sua possibile erede? Non ne vedo. Mi dispiace per tutte quelle fanciulle che inseguono il sogno di recitare ma Nannarella aveva un fuoco dentro, una sofferenza che l’allontanava dalla vita reale, trasportandola nella finzione cinematografica donandosi completamente al pubblico. Non esistono attrici così, almeno in Italia.
Malgrado molti non la considerino una donna estremamente attraente e magnetica, molti furono gli attori di Hollywood che persero la testa per lei. Racconta Clint Eastwood che quando lo convocarono a Cinecittà per Un pugno di dollari, lui chiese, anzi impose di conoscere immediatamente Nannarella: era folle di lei, la trovava una donna straordinaria, diceva che i suoi occhi lo incendiavano e avrebbe voluto passare le dita tra quei capelli sempre spettinati. Per convincerlo a venire a Roma gli promisero di fargli incontrare Anna, ma quando fu il momento, lei gli passò a fianco salutando solo il regista Sergio Leone e ignorando totalmente il giovane aitante dagli occhi di ghiaccio: gli restò nelle narici il suo profumo e i suoi capelli corvini indomiti che svolazzavano nel vento romano.
Anna ordinava ai suoi truccatori di non nasconderle le rughe :" Ci ho messo una vita a farle venire, e mo' me le volete cancellà?!" Alla faccia del botulino e ritocchino!
Anche Renato Zero ha un aneddoto bellissimo sulla Magnani: si trovava ragazzino nella utilitaria del padre, caldo e traffico sulla Colombo già da allora. La Prinz del papà rallenta e lui vede sulla corsia alla sua destra una Mercedes cabrio che li affianca e guarda affascinato e trasognato una donna stupenda che ricambia sorridente il suo sguardo, restano così un po', poi lui ricorda il tintinnio dei suoi bracciali d'oro mentre si aggiusta i capelli ribelli e lei che, ripartendo, gli dice  ridendo: " Ciao nì!"
Renato guardò il papà e disse " Papà, mi ha salutato la Magnani!". " Renatì, mo' papà te compra un cornetto e un cappuccino così te sveji!"
Anche per lui fu un sogno e fece suo il saluto di Nannarella.
Grande, grandissima attrice, forse non del tutto compresa, alla quale non furono certo regalati ruoli ad hoc: li ha fatti suoi tutti, anche quelli che male si legavano al suo temperamento infuocato, segno di talento innato, spirito istrione e arte allo stato puro.
Ciao nì!
anna1
Fonti:
R.it spettacoli
Annamagnanisito
Foto
Google

2 commenti:

  1. Molto bello questo post commemorativo di una grande attrice che è stata un gradino sopra tutte le altre italiane.
    La prima foto del tuo post mi ricorda una mia zia, morta da molti anni, che era una sosia perfetta e naturale dell’attrice, anche se non aveva mai fatto nulla per somigliarle.
    Felice giornata
    Un abbraccio
    enrico

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    Risposte
    1. Io adoro Anna Magnani e quando passo davanti alla sua stella, così dimenticata, ignorata, sento un nodo al cuore. Fantastico che tua zia somigli a Nannarella: io me ne sarei vantata per l'eternità.:) :)
      Ciao Enrico

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