domenica 13 agosto 2017

Attenti all'uomo



E così hanno ucciso anche questa orsa che viveva nel suo territorio, direte: ma ha aggredito e ferito un uomo; è vero, l'ha fatto, bisogna però precisare che il Trentino è zona di orsi, lo sanno gli abitanti, i turisti sono avvisati da numerosi cartelli e, non ultimo, il cane del ferito ha abbaiato all'orsa che quasi sicuramente aveva dei piccoli.
Conosco molto bene il Trentino e lo amo, ma ultimamente questa smania di ammazzare gli orsi mi sta facendo venire la nausea; chi visita quei luoghi lo fa per vivere un contatto diretto con ogni aspetto della sua natura: ho percorso sentieri impervi, scalato l'Adamello, mi sono persa nel giro dei cinque laghi nei pressi di Campiglio, ho visto nascosto tra la vegetazione un meraviglioso gatto selvatico, ho visto le poiane, le aquile e gustato ogni aspetto di quei luoghi. E ho visitato il lago di Tovel.

Il lago di Tovel è un luogo stupendo incastonato in mezzo alle montagne e cartelli come quello sopra sono presenti nei pressi di un bar rifugio. La vicenda risale a più di  dieci anni fa. Arriviamo dopo tanti di quei tornanti da rimpiangere il residence ma mia figlia non lo aveva mai visto, io lo conoscevo da molto tempo e sapevo della strada orribile da percorrere. Insomma giunti lì sembrava più o meno Ostia a Ferragosto e noi non siamo tipi così sociali e preferiamo defilarci un po'.  Troviamo un angolino poco distante dalle decine di persone e scattiamo centinaia di foto, mangiamo panini e dolci e riponiamo qualsiasi cartaccia nello zaino per riportarla a valle; mentre la gente si sposta in massa nel bar/rifugio noi quattro decidiamo di fare il giro del lago da sinistra verso destra per evitare il bar e i suoi avventori; è primo pomeriggio, l'aria è calda, l'odore del lago forte; c'incamminiamo in fila indiana: mio figlio all'epoca appena sei o sette anni davanti, papà dietro,  mia figlia e io a chiudere la fila. Parliamo, ridiamo, fotografiamo il piccolo armato di piccozza e scarponi poi io e mia figlia decidiamo di entrare nel lago: l'acqua è gelida e quasi viscida, immediatamente decine di girini si attaccano alle gambe. Fantastico.
Siamo a metà del percorso, riprendiamo il giro, il bosco s'infittisce oscurando i raggi del sole, alla nostra sinistra una parete boschiva in salita limita l'orizzonte, smetto di fissare la cima innevata del Crozzon di Brenta e percepisco un rumore di fronde scosse, resto qualche passo indietro e guardo in mezzo a quegli alberi fitti: in realtà temo qualche maniaco perchè vengo da una città nella quale sono queste le cose da temere, invece percepisco un odore forte, di selvatico e terra fresca. In quell'istante il cuore mi manca un battito: guardo rapidamente intorno e non c'è anima viva, sulla sponda opposta vedo il rifugio, torno a fissare gli alberi e vedo le chiome smuoversi. Ora non ho più dubbi: chiamo mio marito per allungare il passo e mettere il piccolo dietro di lui, sono consapevole che i nostri zaini sono un richiamo olfattivo enorme, tiriamo fuori tutti le piccozze  mentre sentiamo tutti un grugnito alieno, come di un soffio potente e curioso. Ci mettiamo meno di cinque minuti e 400 battiti al secondo a raggiungere il bar, svuoto immediatamente tutti gli zaini dalle cartacce e guardo i cartelli affissi tutt'intorno: l'area è regno dell'orso.
Pochi giorni dopo eravamo di nuovo a Roma e il telegiornale mandò un servizio che raccontava di un turista che ebbe un incontro troppo ravvicinato con un orsa sulla sponda sinistra del lago di Tovel: ebbe la freddezza di toglersi lo zaino e tirarlo lontano per distogliere l'orsa. Ci guardammo in faccia tra lo stupito e il terrore più totale.
Io amo ancora il Trentino, ma stanno sbagliando tutto, se alcune aree sono territorio degli orsi bisogna vietarne l'accesso ai turisti e non per puro arricchimento farne rischiare l'incolumità e poi scannare gli orsi: è il loro posto, la loro terra, i loro cuccioli, siamo noi gli estranei. Se vi entrassero degli sconosciuti in casa cosa fareste, non li cacciareste via? E così fanno gli orsi.
Mi dispiace moltissimo per l'ennisimo orso ammazzato, era anche una femmina, di nuovo una femmina, significa niente piccoli e se ne aveva, nuovi orfani; nemmeno nelle remote regioni dell'Alaska  dove si pratica la caccia per la sopravvivenza si uccidono le femmine.
E noi le ammazziamo perchè anche sapendo che ci sono animali pericolosi dobbiamo fare azione illogiche o arricchire le casse della regione.
Io non mi farei il bagno in Sudafrica o in Australia, e voi?